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Recensione Dead Rising 10th Anniversary Edition

In attesa del quarto capitolo previsto per dicembre, Capcom festeggia il decennale della serie con la rimasterizzazione dei primi tre titoli.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Dead Rising 10th Anniversary Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Manca ancora un po' di tempo prima che Dead Rising, serie caciarona in salsa zombie, torni in pompa magna sulle nostre console con l'atteso quarto capitolo previsto per dicembre. Nell'attesa, Capcom ha ben pensato di preparare la strada alla nuova iterazione del franchise cavalcando la "moda" tanto abusata delle remastered, affidando a terze parti il restauro dei primi episodi. Frank West e Chuck Greene, vere icone del trash ignorante e a buon mercato, cercano di vestirsi con l'abito della domenica per festeggiare al meglio il decimo anniversario della serie. Un'operazione di restauro che, però, non apporta miglioramenti decisivi all'esperienza di gioco per giustificare un nuovo acquisto se avete già giocato ai titoli in passato. Infatti, come molte remastered giunte in questo ultimo periodo, anche i tre capitoli presenti nel Triple Pack godono di un restauro a 1080p e 60 fps che migliora l'appeal generale dei due episodi più recenti, ma che non aggiunge assolutamente nulla a quanto visto.

Zombie in accadì

Dead Rising è un franchise ideato addirittura da Keiji Inafune che, a suo modo, ha fatto la storia dei free roaming. Sorto agli albori della scorsa generazione di console, il brand si fece apprezzare per la peculiare struttura di gioco "aperta", sostenuta da uno stile scanzonato e decisamente sopra le righe che poco ha a che spartire con l'altra serie a tema zomb sempre targata Capcom. La serie non fa nulla per nascondere le influenze provenienti dalla settima arte, omaggiando - sempre a modo suo - i lavori di Romero e quel sotto-genere horror denominato "splatter" che tanta fortuna ha avuto nel corso degli anni ottanta assurgendo addirittura un fenomeno di culto. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando l'offerta ludica che caratterizza ogni capitolo del brand, di base, rimane sempre la medesima. Come dicevamo, la sovrastruttura free roaming guida l'azione del protagonista di turno imprigionato, con differenti motivazioni, in una situazione all'apparenza senza uscita. A rincarare la dose ci pensano, ovviamente, frotte incontenibili di simpatici cadaveri ambulanti. Tre, dunque, sono i cardini su cui ruotano le avventure dei nostri tamarrissimi protagonisti: tempo, psicopatici e zombie. Un numero incalcolabile di zombie in putrefazione, estremamente lenti e stupidi. All'inizio di ogni avventura comincerà inesorabilmente a scorrere un conto alla rovescia. L'unico modo per terminare il gioco sarà quello di giungere vivi e vegeti allo scoccare della settantaduesima ora. Nel primo capitolo della saga Frank West, ad esempio, ha un improrogabile appuntamento con un elicottero che dovrà portarlo in salvo, mentre Chuck Green dovrà attendere l'arrivo dell'esercito per fuggire assieme alla figlioletta dal carnaio in cui si è trasformata Fortune City.
Le settantadue ore vengono scandite in un ordine ben preciso da "casi", che costituiscono il plot principale, e che ci permettono di far luce sulle misteriose cause del contagio. Inoltre, attraverso una ricetrasmittente veniamo continuamente informati su particolari situazioni di emergenza che avvengono in ordine sparso nella mappa di gioco. Possiamo decidere di trarre in salvo gli individui più disparati o, al contrario, esimerci dal soccorrerli abbandonandoli così a una morte atroce, rinunciando però ai punti esperienza in palio. Le richieste di soccorso - oppure le opportunità di indagine - scadono inevitabilmente dopo un tempo variabile. Nel caso scada una missione legata all'intreccio narrativo principale, svanirà anche la possibilità di diradare il mistero del contagio. A questo punto il giocatore potrà scegliere di ricominciare il gioco, mantenendo il livello acquisito, indirizzando diversamente le proprie azioni, oppure continuare comunque l'avventura giungendo a uno dei tanti finali previsti. Come potete intuire, la serie cerca di fondare il proprio successo su longevità e rigiocabilità. E ci riesce abbastanza bene arricchendo l'offerta con una componente ruolistica appena accennata. Questa, comunque, riesce a donare un senso di progressione a un'esperienza di gioco che rimane, sostanzialmente, "libera" e piacevole.

Nei tre giorni in cui hanno luogo le tragicomiche vicende dei protagonisti, infatti, possiamo fare tutto ciò che ci pare: macellare orde di non morti solo per il gusto di testare gli strumenti di morte che abbiamo creato grazie ai benchmark sparsi per la mappa, salvare altre persone, darci allo sciacallaggio visitando i negozi devastati, affrontare gli strambi psicopatici che fungono da "boss". Ogni azione compiuta ci permette di guadagnare i canonici punti esperienza per salire di livello e sbloccare, così, nuove abilità, slot aggiuntivi per l'inventario e folli opzioni di crafting.

Invecchiando si migliora?

L'indimenticabile cinico reporter freelance Frank West, antesignano e il primo fautore del successo della serie, appare estremamente invecchiato. Non dimentichiamo che il titolo ha ben dieci anni sul groppone e sembra quasi stonare con il resto dell'offerta. Dead Rising, primo titolo di questo Triple Bundle Pack, è quello che arranca maggiormente. Non solo dal punto di vista grafico, ma anche a causa di una struttura di gioco che già all'epoca si presentava abbastanza vecchia, "pesante" e inficiata da alcune debolezze che ne minavano la fruibilità.

Una mappatura dei comandi decisamente grossolana, la presenza di un unico slot di salvataggio, una certa lentezza dell'azione di gioco e la macchinosità nella gestione dell'inventario, l'assenza di una modalità co-op furono solo alcuni degli aspetti che azzopparono un'esperienza di gioco che si attestava comunque su buoni livelli. Tali asperità, fortunatamente, furono in buona parte superate dal successivo episodio che ridefinì i contorni della saga. Ad ogni modo, la maggior parte dei problemi appena accennati li ritroviamo ovviamente anche in occasione di questa remastered; il team responsabile del restauro ha però ben pensato di aumentare almeno la quantità di slot a disposizione per salvare la partita. I nuovi standard rappresentati dai canonici 1080p e i 60 frame al secondo, non fanno altro che sottolineare le profonde rughe che solcano il primo episodio. Dead Rising, infatti, non trae praticamente alcun beneficio dal restyling e la maggiore fluidità non dona "velocità" all'azione di gioco la quale rimane ancorata ad un gameplay dal passo pesante. I cadaveri ambulanti sono estremamente stupidi e lenti, per cui i 60 frame al secondo risultano, in fin dei conti, abbastanza inutili ai fini della fruibilità di un'esperienza di gioco grossolana e poco tecnica. Dead Rising 2 e Off The Record, invece, escono decisamente meglio dal lavoro di trucco e parrucco, complice anche un'età anagrafica inferiore sulla carta d'identità che permette una maggiore pulizia grafica e la ridefinizione della gestione dell'illuminazione. La luce ora "bagna" in modo più coerente superfici poligonali più definite, permettendo all'effettistica di svolgere al meglio il proprio lavoro: ossia colpire l'occhio e l'interesse del giocatore. Infine, ci sono due particolari appunti da fare al team responsabile di questa remastered. In primis, la permanenza degli originali tempi di caricamento tra una location e l'altra. Questi, oltre ad essere frequenti, spezzano troppo il ritmo di gioco.

Un aspetto che già all'epoca fu criticato e su cui si sarebbe potuto lavorare decisamente di più, considerando anche la diversa potenza degli odierni hardware. La seconda critica riguarda l'assenza dei DLC Case West e Case Zero relativi all'avventura di Chuck Greene. Nonostante la presenza del comparto online in Dead Rising 2 e la mole di contenuti presenti in questo Triple Bundle Pack, ci avrebbe fatto piacere possedere l'intera offerta, considerando che gli episodi aggiuntivi furono addirittura inseriti nella Collection giunta qualche anno fa su Xbox 360.

Dead Rising 10th Anniversary In attesa del quarto episodio previsto per dicembre, Capcom festeggia il decimo anniversario della serie con una remastered che comprende le tre avventure degli iconici Frank West e Chuck Greene. Il lavoro di ristrutturazione non fa altro che uniformarsi agli standard odierni, presentandoci i tre episodi in alta definizione con un frame rate settato a 60 fps. Non c'è molto altro da aggiungere, visto che il team di sviluppo si limita a riproporre l'offerta ludica originale con tutti i pro e i contro del caso come i tempi di caricamento che spezzano un po' troppo di frequente il ritmo di gioco, e un gameplay ruvido nella sostanza. Chuck Greene e il Frank West visto nell'episodio non canonico Off The Record probabilmente non avranno lo stesso appeal del primo capitolo, ma la serie rimane estremamente divertente e merita una possibilità. Insomma, chi non ha mai avuto modo di approcciarsi alla serie questo potrebbe essere il momento perfetto per farlo, tenendo ben presente le criticità sollevate in sede di recensione.

7

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