(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

Recensione Dead Rising

Recensita la versione iPhone dell'action game "zombesco"

Versione analizzata: iPhone
recensione Dead Rising
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • iPhone
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Arriva su AppStore, con colpevole ritardo rispetto all'uscita del secondo episodio, la versione Portatile di Dead Rising. Si tratta, idealmente, di una conversione per iPhone del primo, mitico capitolo, in cui il protagonista Frank West affettava nei modi più creativi intere orde di zombie, all'interno del centro commerciale di Willamette. Purtroppo, dell'estrema vitalità della versione per Home Console, questa “minuteria” per iPhone non conserva quasi nulla.

Chop until you Drop

L'avventura “portatile” di Frank comincia alla stessa maniera di quella che uscì in esclusiva per Xbox 360. Il filmato d'apertura identico potrebbe trarre in inganno, facendo pensare ad una conversione piuttosto fedele del prodotto. In realtà, una volta scaricati sul tetto del grande “Shopping Mall”, si scopre un titolo banale e ripetitivo, senza la verve delle versioni “maggiori”. Compito del giocatore è, semplicemente, quello di prendere a mazzate qualsiasi brandello di carne non-morta gli capiti a tiro. Il centro commerciale è invaso dagli Zombie, e per risolvere la situazione Frank sembra intenzionato ad ucciderli uno ad uno. Un compito assolutamente ingrato, anche per i demeriti del sistema di controllo e dell'IA, che di fatto impediscono di sfruttare una precisa strategia di gioco. La scarsa reattività degli zombie, le animazioni martellanti del protagonista, la difficoltà nel gestire la telecamera, spingono l'utente ad avvicinarsi agli avversari e premere indiscriminatamente il tasto d'attacco. Avere in mano qualche arma non convenzionale, raccolta qua e là negli androni del centro commerciale, risulta divertente per i primi minuti, ma poi si scopre che non c'è da adottare una vera e propria tattica nell'uso degli strumenti (valutandone, ad esempio, range e potenza). Gli oggetti a disposizione di Frank son concessi al videoplayer tanto per fare: riusciranno magari a strappargli un sorriso (spappolare cervelli con una spada giocattolo fa sempre un certo effetto), ma ben presto risulteranno quasi tutti identici (motoseghe a parte). Premendo ossessivamente il pulsante d'attacco, in ogni caso, ci si fa strada fra orde poco minacciose di carne da macello, per arrivare fino ad uno dei tanti Savepoint. Questi ultimi sono ubicati nei bagni dell'edificio, le uniche zone in cui si può essere totalmente al sicuro. All'interno dei gabinetti, oltre a salvare la partita, è possibile accettare le varie missioni quotidiane. Nella sua versione mobile, Dead Rising non ha infatti una trama vera e propria: ogni giorno, misteriosi sopravvissuti ci chiederanno di recuperare per loro qualche oggetto, o di raggiungere e liberare certe zone del centro commerciale. Idealmente questo sistema permetterebbe al titolo di trasformarsi in un passatempo quotidiano, ma in verità la ripetitività concettuale dei compiti assegnati si sovrappone a quella del gameplay rovinando alla base il tentativo di Capcom. Non basta ovviamente l'integrazione di qualche dinamica da “social game” per risollevare le sorti di un prodotto poco curato e concettualmente perdente. I giocatori che cadono sotto i colpi degli zombie potrebbero, idealmente, chiedere aiuto agli amici di Facebook per ripartire immediatamente a perpetrare la loro personalissima carneficina, ma forse preferiranno rimanere a terra una volta per tutte, piuttosto con continuare nel vortice del Button Mashing. Assurda anche l'assenza di boss fight che possano in qualche modo variare l'azione: mentre questi rappresentavano in qualche modo il tratto distintivo per la produzione Home Console, Dead Rising Mobile paventa la minaccia dei Mad-Zombies, che tuttavia si rivelano soltanto versioni potenziate dei non-morti più comuni, affatto capaci di rappresentare una seria minaccia. Non c'è nulla, insomma, che possa in qualche modo salvare il titolo dalla trivialità di un gameplay ripetitivo e stancante.
Neppure il comparto grafico brilla. Il modello poligonale di Frank è imbarazzante nella realizzazione e nelle proporzioni, e le animazioni non sono certo bellissime da vedere. Ma quel che più lascia perplessi è la complessità poligonale delle locazioni, spoglie e spigolose, ricoperte di texture piatte come poche. Mentre anche l'illuminazione statica lascia a desiderare, ci si chiede dunque come mai il software denunci un evidentissimo pop-up (Zombie che appaiono a distanze francamente imbarazzanti), e addirittura qualche scatto, nonché tempi di caricamento fra una zona e l'altra abbastanza dilatati. Segno che il team di sviluppo non ha neppure provato a sfruttare le potenzialità dell'iPhone.
Dal punto di vista sonoro, nonostante il titolo vanti la presenza delle musiche del capitolo originale, bisogna registrare un altro fallimento. A parte qualche momento di discreta esaltazione per i brani più ritmati, solitamente l'avanzamento è accompagnato da musiche tenui e leggere, ripetitive come poche e affatto adatte al contesto. Trite le campionature.

Dead Rising Dead Rising Mobile è un titolo assolutamente da evitare. Il prezzo a cui viene venduto è spropositato, ed i problemi della produzione non si contano. Ripetitivo, con un control scheme claudicante, e con un comparto grafico che sfigura di fronte a molte altre produzioni ben meno blasonate, l'esordio della serie su iPhone è di quelli da dimenticare. Se questa è la via che i team giapponesi intendono percorrere per assaltare l'AppStore, è bene chiarire fin da subito che avranno vita difficile.

4

Che voto dai a: Dead Rising

Media Voto Utenti
Voti totali: 141
7.3
nd