Nomination Oscar 2017 Adesso online

Impressioni e commenti sulle nomination agli Oscar!

Recensione Dead Rising 2 Off The Record

Capcom fotocopia Dead Rising 2, ma cambia il protagonista

Dead Rising 2 Off The Record

Videorecensione
Dead Rising 2 Off The Record
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non è facile inquadrare Dead Rising Off The Record. Il progetto nasce sostanzialmente con l'idea di coccolare i molti fan della saga, che si erano visti orfani di uno dei protagonisti più iconici e carismatici degli ultimi anni: il cinico fotorepoter Frank West. Ma per accontentare lo stuolo di appassionati, rilasciando sul mercato un titolo a così breve distanza dal precedente, Capcom ha ben pensato di usare trama e struttura di Dead Rising 2, cambiando semplicemente “l'attore principale” e lasciando inalterato tutto il resto. Qualche miglioria tecnica e delle aggiunte di notevole spessore dovrebbero bastare a giustificare un progetto che è un inno al Fan Service più spietato, ma che certo non si può plaudire per le sue qualità produttive. Ma come si deve comportare l'appassionato nei confronti di questo Off The Record? Da molti è stato bollato come il “vero sequel di Dead Rising”, ma chi ha già vissuto l'avventura di Chuck Greene non rischia di annoiarsi a morte rivivendo le stesse identiche vicende, nonostante l'indiscussa statura caratteriale del primo (anti)eroe? Oppure Off The Record si rivolge a quei fan scontenti che per protesta non avevano acquistato il secondo capitolo della saga, e cerca quindi di ristabilire una connessione con lo “zoccolo duro”, in vista di un probabile terzo episodio?
Cerchiamo dunque di capire ragioni e possibilità di questo particolare “What If” videoludico.

Going WEST

Off The Record non è un nuovo gioco. Non bisogna lasciarsi ingannare dall'incipit narrativo (mostrato a più riprese dalla software house e perfettamente indicativo del carattere “sopra le righe” di Frank West), perchè il plot di questo Spin-Off è praticamente lo stesso di quello di Dead Risign 2. Ci sono, nel corso dell'avventura, alcune piccole variazioni che non sfuggiranno agli sguardi più attenti, ma i ritmi ed i colpi di scena sono esattamente gli stessi. Capcom non si è però lasciata scappare l'occasione per preparare un incipit eccezionale, che copra il “buco narrativo” fra il primo ed il secondo capitolo del Franchise. All'inizio di Off The Records, dunque, incontriamo un Frank West decisamente cambiato. Dopo aver fatto un tuffo nella gloria, celebrato come un eroe nazionale, il nostro si è dato ad una vita di sprechi ed eccessi. Tantochè, perduta credibilità, fama e la piccola fortuna monetaria accumulata dopo l'incidente di Willamette, Frank è adesso al verde, costretto a sbarcare il lunario in una maniera decisamente poco degna: partecipando, in particolare, al temibile show televisivo Terror is Reality, abbigliato in maniera decisamente poco consona ad un giornalista d'assalto. I primi momenti di gioco servono semplicemente per riprendere confidenza con i controlli, inalterati rispetto a quelli che ci hanno guidato nei panni di Chuck Greene. Ben presto, tuttavia, si abbandoneranno le ridicole vesti di un Frank allo sbando per tornare “in pista” ad indagare sui loschi intrighi che fanno da sfondo a Dead Rising 2.
Procedendo brevemente oltre il prologo si capisce che il cambio di protagonista ha fatto bene anche al plot. Anzitutto, sparisce quell'alone di patetismo affettivo che seguiva Chuck come un fantasma. Sparita la figlia da accudire, sparite le iniezioni di Zombrex, se ne vanno anche i toni pseudo-drammatici che appesantivano di fatto lo svolgimento della trama. Grazie al carisma di Frank, al suo cinismo esuberante, la narrazione recupera in qualche modo toni più leggeri, tornando ad abbracciare l'esagerata ironia del primo capitolo. Ma è anche vero che dopo qualche ora di gioco, chi ha già affrontato l'orda di zombie di Dead Rising 2 potrebbe sentirsi annoiato a dismisura. E non tanto per le Cut Scene che si ripetono praticamente identiche, quanto perchè “l'effetto fotocopia” si estende ad ogni ambiente, ad ogni oggetto, e persino alle routine comportamentali degli “Psicopatici” che rappresentano di fatto i boss di questo “Dead Rising 2.1”. Col senno di poi, rivivendo per la seconda volta il dramma zombesco di Chuck (anche se vestendo nuovi panni), lo sviluppo prevedibile della trama e i molti clichè narrativi si fanno pesanti come macigni.
Diverso ovviamente il giudizio nel caso in cui il giocatore non avesse mai messo le mani su Dead Rising 2. In quel caso, nonostante l'assenza di colpi di scena degni di tale nome, le varie comparsate e personaggi secondari sommariamente interessanti renderanno la progressione più che sostenibile.

Cheese!

Anche il gameplay di Off The Record resta praticamente identico a quello del predecessore. Si procede di zona in zona, massacrando schiere interminabili di non morti con le armi più improbabili che ci vengano in mente, mossi da un gusto sadico per il Gore. Si sperimentano combinazioni di oggetti per tirar fuori strani marchingegni e, in questa particolare occasione, si fotografa. Assieme a Frank torna, infatti, la sua macchina fotografica. E dunque l'esigenza di scattare foto a più non posso, cercando di immortalare momenti e situazioni particolari. L'ossessione per lo scatto, la voglia di “far notizia” inquadrando scene estremamente drammatico o violente, vivacizza di fatto la progressione, ed in generale, esplorando gli anfratti di Fortune City si scopre che la formula di gioco, grazie agli innesti fotografici di Frank, appare molto più bilanciata e “digeribile”. Ma anche queste considerazioni valgono solo per chi sia totalmente a digiuno di Dead Rising 2. Perchè chi ha già fatto scorpacciata di zombie, difficilmente sopporterà ancora una volta un avanzamento senza sorprese, in cui tutto è esattamente come lo avevamo lasciato: disposizione degli oggetti, stanze, numero e aggressività dei nemici. Non basta, lo anticipiamo subito, l'inedita Uranus Zone a soddisfare chi cerca qualcosa di nuovo. Questa nuova area, situata subito all'esterno dell'area commerciale, è un parco a tema pensato per i malati della fantascienza, che sembra uscito dal peggiore B-Movie degli anni '50. Si tratta evidentemente di una location che amplifica ulteriormente il tono scanzonato di questa “seconda versione” dell'ultimo Dead Rising. Fra le armi che sarà possibile trovare all'interno annoveriamo, ad esempio, un casco che permette di sparare laser dagli occh. Nella Uranus Zone girano anche un paio di Psicopatici assolutamente temibili, anche loro in preda ad una inspiegabile euforia Sci-Fi. Eppure, questo inno alla peggior fantascienza rimane leggermente fuori contesto, e ad attraversare tutto il parco giochi i giocatori più navigati non impiegheranno più di un paio d'ore.
Nel computo delle variazioni, c'è da mettere in conto anche una serie di ottimizzazioni richieste a gran voce dai fan. I tempi di caricamento, ad esempio, sebbene sempre pronti a frammentare in maniera un po' troppo invadente l'esperienza di gioco, sono stati leggermente snelliti. L'inserimento di una serie di Checkpoint da cui è possibile ricominciare in caso di morte prematura, rende meno ispido l'avanzamento, e dopo ogni Cut Scene l'autosave ci permetterà di tirare un sospiro di sollievo, senza che si perda lo spirito originale e la necessità (goliardica anche in questo caso) di salvare in uno dei tanti bagni degli edifici. Le funzionalità della mappa di gioco sono state inoltre riviste, ed è molto più immediato selezionare la destinazione per dirigersi verso una delle molte quest attive. Ma in generale, il discorso resta sempre lo stesso: o siete davvero innamorati del franchise e del protagonista, oppure mettere un'altra volta piede a Fortune City significherà andare incontro ad un costante senso di Deja Vu, pronto ad ammorbare anche i più convinti. Fra l'altro, bisogna dire che molte delle ottimizzazioni di cui sopra sarebbero state facilmente inseribili anche nella prima versione, e questo getta un ombra abbastanza scura sull'impegno concettuale che il team di sviluppo ha riversato sul primo progetto. Eppure è chiaro che se siete stati sempre incuriositi dal franchise senza mai esservi avvicinati ad esso, o avete provato solamente il primo capitolo, Off The record rappresenta la miglior versione di Dead Rising 2 che possiate trovare sul mercato. Sicuramente, se questa edizione fosse arrivata da subito sugli scaffali, la ricezione del pubblico e della critica sarebbe stata molto diversa. Oggi, invece, Capcom mette una pezza che non riesce del tutto a nascondere le vecchie storture.

SandBox

Vero fiore all'occhiello di questo Off The Record è la modalità Sandbox, fortemente voluta fin dal primo capitolo e finalmente concessa ai videoplayer. Importando il proprio personaggio e le statistiche costruite nel corso dell'avventura, sarà possibile girare a Fortune City senza l'assillo del tempo che passa, divertendosi semplicemente a massacrare zombi per il puro piacere di farlo. Oltre al massacro indiscriminato, sarà possibile dedicarsi ad una serie di attività, strutturate come se fossero delle piccole quest, da sbloccare mietendo vittime su vittime. Si tratta ovviamente di “missioni” piuttosto canoniche, che vanno dalla distruzione di un tot di Zombie entro un tempo limite alle corse improbabili. La possibilità di giocare in Cooperativa (Online), facendo in modo che Chuck e Frank si spalleggino nella loro opera di rigorosa pulizia, è la ciliegina sulla torta.
La modalità Sandbox smussa in parte le criticità di un progetto che fatica a trovare la propria identità, dal momento che anche i navigati estimatori dell'avventura di Chuck Greene avranno di che divertirsi in uno dei game mode più riusciti e adeguati al feeling complessivo della saga. E' anche vero che acquistare il pacchetto completo per godere appieno di una singola modalità potrebbe esser considerato da molti del tutto eccessivo.

Tecnicamente

A livello tecnico, il titolo ripropone lo stesso motore di Dead Rising 2, praticamente senza ottimizzazioni visive. La modellazione poligonale è ottima ma, in alcuni frangenti, diversi personaggi -anche protagonisti- risultano poco dettagliati, e sono soprattutto gli ambienti di gioco a soffrire di una certa povertà di dettaglio, mentre la texturizzazione, più che buona, non si prodiga a reggere mappe superficiali troppo complesse o effetti particolarmente brillanti. Il look alle volte leggermente spartano (sporcato dalla presenza di un leggere aliasing) viene però controbilanciato dal numero di zombie gestiti contemporaneamente (circa 6000 non-morti), e fortunatamente ben differenziati tra loro (800 i modelli differenti, anche per abbigliamento, animazioni e comportamento). Un anno dopo la release ufficiale di Dead Rising 2, comunque, il motore comincia a mostrare segni di cedimento, ancora abbastanza affaticato dal punto di vista della fluidità e delle collisioni. Inalterata invece la più che discreta qualità del comparto sonoro.

Dead Rising 2 Off The Record Off The Record è un titolo molto difficile da consigliare e collocare. Rappresenta senza ombra di dubbio la miglior versione disponibile di Dead Rising 2, ma paradossalmente proprio quegli utenti che dovrebbero trarre più beneficio dalla reintroduzione di Frank West resteranno fortemente delusi nel constatare che rivivere esattamente la stessa avventura è una pratica abbastanza noiosa e poco stimolante. Superato l'entusiasmo per la possibilità di scattare foto, acquietato il piacere nel ritrovare il cinismo spietato di Frank (che non si farà scrupoli a dare in pasto i sopravvissuti agli zombie, solo per poterli fotografare), quello che i fan si troveranno davanti è una gigantesca copia carbone dell'ultimo capitolo di Dead Rising. Per i più convinti, la presenza della modalità Sandbox potrebbe bastare, anche se forse il prezzo complessivo sembrerà un po' esoso. Chi più godrà del rilascio di Off The Record saranno quei giocatori che non avevano acquistato Dead Rising 2, forse poco convinti dal cambio di team di sviluppo e di protagonista. Insomma, è vero che Off The Record è tutto quello che Dead Rising 2 avrebbe dovuto e potuto essere, ma è altrettanto vero che è difficile giustificare il ritardo con cui il team si è reso conto d'aver imboccato la strada sbagliata, e il metodo non troppo elegante in cui cerca di riconquistare la platea.

7.5

Che voto dai a: Dead Rising 2 Off The Record

Media Voto Utenti
Voti totali: 73
6.6
nd