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Recensione Dead Rising 3 DLC - Operation Broken Eagle

La prima delle Storie Segrete di Los Perdidos arriva sul Marketplace

Dead Rising 3

Videorecensione
Dead Rising 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Capcom ha passato dei brutti momenti, per colpa di qualche DLC. La software house giapponese, qualche tempo fa, è rimasta al centro di ferocissime discussioni riguardanti la sua politica sui contenuti aggiuntivi, incalzata da folle di utenti inferociti. Che fosse per via di “finali a pagamento” strappati dall'avventura principale e rivenduti a caro prezzo, personaggi extra già inclusi su disco, o add-on dal costo esorbitante, Capcom non ha saputo certo interpretare al meglio la “moda” dei Downloadable Content che questa generazione ci ha lasciato in dote.
Anche nel caso di Dead Rising 3, l'action Next-Gen disponibile in esclusiva su Xbox One, non sono mancate le critiche. In previsione dell'arrivo del primo di quattro DLC, Capcom ha rilasciato una patch obbligatoria che lo contiene, costringendo anche quegli utenti che non hanno la minima intenzione di acquistarlo a scaricare il pacchetto, dell'esorbitante dimensione di 13 gigabyte (praticamente un gioco intero). La faccenda non è andata giù a molti giocatori, e speriamo che in futuro la software house voglia mostrarsi un po' più rispettosa, evitando a certe fasce di pubblico inutili ore di update.
Chi deciderà di acquistare Operation Broken Eagle (il primo DLC, al prezzo di circa dieci euro) o il season pass (30 euro per quattro add-on), avrà considerato questa massiccia “patch” come un pre-load, ed in effetti potrà giocare alle “Storie Segrete di Los Perdidos” pochi minuti dopo l'acquisto sul Marketplace.
Questa prima espansione, in ogni caso, inaugura il piccolo ciclo di avventure parallele che è possibile vivere nella città ormai devastata dall'epidemia, seguendo la storia di quattro protagonisti le cui vicende si sono, in un modo o nell'altro, intrecciate con quella di Nick Ramos. Avviato il contenuto da menù apposito (si può scegliere la modalità storia o quella “incubo”), una breve introduzione ci presenterà quindi la prima delle “Untold Stories”, dedicate a chi credeva di sapere proprio tutto delle vicende legate al contagio, e che invece potrebbe essersi perso qualcosa. Pronti a riscoprire il massacro?

Obbedienza o Morte

Operation Broken Eagle racconta la storia del comandante Adam Kane, un soldato così devoto alla causa da essersi tatuato un esplicativo “Duty or Death” sull'avambraccio. Kane sta sorvolando la città di Los Perdidos su un elicottero, assieme alla sua squadra: il loro compito è quello di trovare ed eliminare i combattenti illegali nell'area, e poi far fuori niente meno che il presidenti degli Stati Uniti, accusato di aver messo a repentaglio la sicurezza del paese. I membri del gruppo sembrano mostrare un po' di riluttanza, ma le discussioni vengono interrotte da un razzo che fa precipitare l'elicottero, disperdendo i soldati. Comincia così l'avventura di Kane, armato inizialmente di due minacciosi coltelli tattici e deciso a vendere cara la pelle.
Gli obiettivi della sua missione cambieranno notevolmente in seguito all'incidente: dovrà prima raggiungere il luogo dello schianto per recuperare la scatola nera, poi liberare una zona per facilitare l'allestimento di un presidio militare, recuperare un veicolo corazzato e infine inseguire ed individuare la posizione della presidentessa. Nelle circa tre ore necessarie per il completamento della storia avremo modo di girellare per tutta Los Perdidos, nel corso di una notte condensatissima, che ci riporterà a visitare tutti i punti caldi della città, scorrazzando nei vari quartieri e lungo le interminabili freeway che li collegano.
C'è da dire che la storia di Operation Broken Eagle è tutt'altro che ben scritta. Viene anzi raccontata in maniera piuttosto sbrigativa, risultando asciutta e fumosa. Solo nella cut scene finale l'apparizione di Nick Ramos ricollega la trama con quella principale, mentre i tormenti interni di Kane ed il suo mettere in discussione -per la prima volta- gli ordini, sono buttati sul piatto con troppa fretta. Gli eventi non hanno il tempo che gli serve per ingranare, e la sequenza di missioni principali risulterà quindi un po' meccanica. Pensare che il team di sviluppo sostiene di aver eliminato la modalità cooperativa per potersi focalizzare sulla narrazione: se questi sono i risultati, avremmo certamente preferito la presenza dell'online, sicuramente una delle componenti più divertenti di Dead Rising 3.

Per quanto riguarda la componente ludica del DLC, non si sottolineano troppe differenze rispetto al titolo originale. Adam Kane condivide con Nick Ramos lo stesso “profilo giocatore”: all'inizio dell'avventura troveremo quindi il livello personaggio che avevamo raggiunto in precedenza, con tanto di abilità annesse. L'obiettivo è sempre quello di raggiungere gli indicatori sulla mappa massacrando l'interminabile distesa di zombie che ci troveremo davanti. Possiamo sempre combinare armi e veicoli con esiti spassosi, e darci insomma ad un ripetitivo ma galvanizzante button mashing, spappolando impunemente quintali di carne putrefatta.
In questo DLC si trovano nuove armi a sfondo militare: oltre ai doppi coltelli di Kane, anche la poderosa ascia tattica e, ovviamente, numerose bocche da fuoco. Verso la fine della mini-avventura, anzi, l'allestimento di un campo base ci permetterà di avere accesso a lanciagranate congelanti e ad una potentissima chaingun, con una dotazione di proiettili più che sufficiente per massacrare orde di avversari. Tutta l'ultima parte del DLC si concentra abbastanza sulle armi da fuoco, con sparatorie contro altri soldati, e persino una lunga sezione a bordo dell'armadillo, mezzo corazzato dotato di una spietata mitragliatrice. Anche se le dinamiche da shooter non sono certo riuscitissime, almeno Capcom si è sforzata di dare un sapore un po' diverso alle peripezie del comandante Kane, e i fan non potranno che essere contenti.
Un po' meno convincenti invece le missioni secondarie: si tratta in sostanza di ritrovare i membri del proprio team (o meglio: di recuperare le piastrine di riconoscimento dai loro cadaveri ambulanti), hackerare alcuni dispositivi sparsi per la città o “gassare” i rifugi che Nick doveva invece liberare. Sulla mappa di gioco trovano posto tutti i collectible e gli schemi dell'avventura originale, ma se avete “spolpato” per bene Dead Rising 3 il ritorno a Los Perdidos rischia di essere tutto sommato un po' vuoto. Forse il rapporto fra sostanza del pacchetto e prezzo, anche al netto della scarsa durata, non è del tutto favorevole.

Tornando a riprendere in mano Dead Rising 3, fra le altre cose, si notano oggi più che mai gli evidenti difetti tecnici. La patch, a detta degli sviluppatori, avrebbe dovuto migliorare il framerate e la stabilità, ma ancora i rallentamenti ci sono, sebbene come nell'avventura principale non siano costanti e non infastidiscano più di tanto. Impossibile però non restare un po' interdetti dalla povertà poligonale e dalla qualità delle texture, tutt'altro che paragonabili a quelle di altre produzioni Next-Gen, multipiattaforma o meno. Nonostante la visione di una Los Perdidos letteralmente inondata dagli zombie abbia il suo fascino, resta il sospetto che all'hardware Microsoft si potesse chiedere di più.

Dead Rising 3 Il primo DLC di Dead Rising 3 non fa troppo per distinguersi. Recupera integralmente l'ossatura del titolo originale, mettendoci nei panni di un nuovo protagonista, nella stessa città che abbiamo imparato a conoscere e che probabilmente avremo “svuotato” di tutti i collectible e gli schemi da raccogliere. L'assenza della cooperativa avrebbe dovuto permettere al team di concentrarsi sulla narrazione, ma in verità la trama è flebile e sbrigativa. Nonostante il tentativo di differenziare i ritmi di gioco dispensando una dose sovrabbondante di armi, i risultati sono appena convincenti, anche a causa di una durata piuttosto esigua della main quest e di missioni secondarie sostanzialmente tutte uguali e mal caratterizzate. Operation Broken Eagle è una buona scusa per tornare a Los Perdidos e riscoprire un gameplay sempre movimentato e sopra le righe, ma se anche i prossimi DLC seguiranno la stessa idea di base, l'acquisto del Season Pass andrà largamente ponderato.

6.5

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