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Recensione Dead Rising 3 DLC - Operation Fallen Angel

Una nuova protagonista per la seconda delle Storie Segrete di Los Perdidos

Versione analizzata: Xbox One
recensione Dead Rising 3 DLC - Operation Fallen Angel
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A tre settimane di distanza dall'uscita di Operation Broken Eagle, primo DLC di Dead Rising 3, Capcom rilascia la seconda delle “Storie Segrete di Los Perdidos”, declinata stavolta al femminile.
L'idea di base è sempre la stessa: quella di metterci nei panni di uno dei sopravvissuti che si aggirano per la città ormai spacciata, e raccontarci le sue peripezie e come queste si intreccino con quelle del protagonista principale. Già dopo il primo contenuto aggiuntivo, tuttavia, si era fatta strada l'idea che l'impegno produttivo del team si sviluppo non fosse proprio al top: la mini-avventura del comandante Adam Kane ci era apparsa poco consistente, senza troppe novità, e quindi veramente troppo vicina all'esperienza originale per giustificare appieno un prezzo abbastanza elevato.
Operazione “Fallen Angel” conferma purtroppo queste impressioni, proiettando un'ombra abbastanza densa sul futuro di questa stagione di DLC, evidentemente pensata per i fan irriducibili, che probabilmente non sentiranno il peso di una monotonia abbastanza snervante.

Armata fino ai denti

Senza troppi preamboli l'introduzione ci mette nei panni di Angel Quijano, una degli infetti clandestini che, dopo l'esplosione dell'epidemia a Los Perdidos, è costretta a campare come può in una comunità di reietti. Il suo leader Doug la spedisce brutalmente a recuperare sopravvissuti e scorte, punzecchiandola sul vivo del suo tormentato amore per l'alcool. La tatuatissima protagonista mostra fin da subito una personalità un po' più divertente rispetto a quella dell'integerrimo Kane, ed anche se la sua caratterizzazione è evidentemente molto stereotipata, almeno la sceneggiatura appare un po' più vivace e sostenuta. Purtroppo gli eventi raccontati sono abbastanza inconsistenti, e insomma in quell'ora abbondante necessaria a portare a termine la missione principale (facciamo due, se consideriamo le mediocri Side-Quest) non ci saranno momenti memorabili.

L'aspetto più desolante di questo DLC è che, così come il suo predecessore, sfrutta sostanzialmente il livello del personaggio e la stessa città dell'avventura principale. Come contenuto End-Game, così, si rivela piuttosto monotono e piatto, ma soprattutto vuoto e ripetitivo. Se nell'incipit della stagione il senso della scoperta e la curiosità di incontrare un nuovo personaggio riuscivano a tenere in piedi il tutto, qui i fan sanno già cosa aspettarsi: qualche nuova arma, un nuovo veicolo, e poi una serie di quest che ci riporta in giro per tutta Los Perdidos, ma che per struttura e svolgimento non aggiunge davvero niente all'esperienza globale.
Sul fronte dell'armamentario, comunque, Angel comincia armata di una mazza bella possente (un “morningstar”, in gergo), con cui si diverte a fracassare i crani degli infetti. Per il resto le nuove armi sono una coppia di Uzi ed un fucile che spara scariche elettriche. I primi sono veramente potenti se utilizzati da un personaggio di alto livello, e permettono di fatto di ripulire intere aree facendo saltare cervelli e budella degli zombie che ci circondano. Anche lo Shockblaster è piacevole da usare, e trasmette un senso di potenza che riuscirà a “galvanizzare” (è proprio il caso di dirlo) il giocatore. Le soddisfazioni durano però veramente poco: dopo qualche minuto di test anche la presenza di questo tris di armi lascia il tempo che trova, non riuscendo di fatto a smuovere i giocatori. Il veicolo inedito di questo capitolo, inoltre, è veramente poco interessante: un enorme “Burger Van” con nessuna specifica particolarità (se non una stazza adeguata a travolgere con facilità fiumi di zombie).

Fatto sta che dopo una mezz'ora in compagnia di Angel, comincerà a sentirsi il peso di un'azione davvero troppo monocorde. Dead Rising 3 è per sua natura un titolo molto “iterativo”, ma dai DLC sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più: magari sul fronte narrativo, o con la presenza di qualche settore di Los Perdidos che non era stato possibile esplorare. E invece il team ha mostrato chiaramente l'intenzione di mettere in piedi contenuti extra con il minimo sforzo, lavorando in maniera abbastanza inconsistente anche per quel che riguarda la trama. Insomma solo i fan più sfegatati potrebbero trarre qualche soddisfazione da Operation Fallen Angel, gli altri si scopriranno probabilmente un po' annoiati e, nel caso abbiano acquistato il season pass, persino delusi.

Dead Rising 3 Difficile immaginare un netto cambio di rotta per questa stagione di DLC di Dead Rising 3. Se già il primo add-on aveva lasciato spazio a qualche dubbio, Operazione Angelo Caduto ribadisce quale sia stata la filosofia del team di sviluppo nel pensare e progettare i contenuti extra: quella di un desolante disimpegno. Questo contenuto, come il precedente e probabilmente come i successivi, sembra rivolgersi solo a chi è rimasto fortemente rapito dal titolo originale. Non c'è nessuna novità di rilievo, se non qualche arma che lascia il tempo che trova ed una tatuatissima protagonista inedita (che si muove però con le stesse animazioni di Nick). Se avete comprato il season pass, non vi resta che sperare che i due futuri DLC siano meglio costruiti sul fronte della narrazione e della sceneggiatura. Dal momento che lo scorso aggiornamento ha con tutta probabilità già introdotto i contenuti legati ai DLC, tuttavia, sembra che la parabola di questa stagione di contenuti extra sia sfortunatamente già tracciata.

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