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Recensione Dead Rising: Case West

L'epilogo (cooperativo) delle avventure di Chuck Greene. Recensito il secondo DLC di Dead Rising 2

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Dead Rising: Case West
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Case Zero è stato forse il primo DLC della storia ad uscire prima del titolo completo a cui faceva riferimento. La mini avventura pubblicata in esclusiva su XBLA fungeva da prequel e da presentazione al nuovo Zombie-Game di Capcom, concedendo agli utenti un assaggio piuttosto succulento. Oltre a presentare brevemente le dinamiche di gioco, infatti, delineava il profilo di alcuni personaggi e brillava per i meriti di un'autonomia narrativa che di fatto lo trasformava in una piccola avventura indipendente da Dead Rising 2. Visto il buon successo economico del DLC e del prodotto completo, la software house ha ben pensato di rilasciare, oltre al “prologo”, anche un epilogo tutto digitale. Ecco dunque arrivare, sempre solo sul marketplace di Microsoft, Case West.
E, come il nome lascia intendere, stavolta a calcare le scene ci sarà un personaggio di tutto rilievo: l'indimenticabile protagonista del primo capitolo, quel Frank West che per primo ci ha insegnato ad affrontare la minaccia non-morta.

Zombies no more?

In verità, il fotoreporter “d'assalto” Frank West non è direttamente controllabile dal giocatore, nella modalità Single Player. Avviando l'avventura, si scopre di dover ancora una volta controllare Chuck Green, fiancheggiato sì dal corpulento giornalista, che tuttavia sarà totalmente controllato dalla CPU. La trama vede i due impegnati a smascherare il losco piano della Phenotrans, il cui coinvolgimento nella diffusione dell'epidemia sembra ormai comprovato. L'improvvisata coppia si reca così in uno stabilimento dell'azienda, intenzionata a superare la stretta sorveglianza per scattare qualche foto compromettente.

Avviata una partita per singolo giocatore, si scopre che Case West mette a disposizione del videoplayer un personaggio “standard”, di livello 40, con caratteristiche già definite. E' impossibile dunque “proseguire” la propria partita: bisogna accontentarsi di un Chuck preimpostato, forse un po' meno prestante di quello che abbiamo lasciato alla fine di Dead Rising 2. I primi momenti di gioco scorrono via un po' monotoni, mentre questo strano DLC ci costringe, con dedizione incrollabile, a ripassare tutti gli elementi del gameplay, riproponendo un tutorial abbastanza inutile nel caso in cui si abbia una qualche familiarità col capitolo principale (e, del resto, chi altro dovrebbe acquistare Case West?). Tuttavia, poco a poco si scopre ancora una volta il piacere di massacrare quintali di Zombie, spalleggiati stavolta da un compagno decisamente determinato.
La presenza di Frank, che si getta a capofitto nella mischia, maciullando tonnellate di carne morta, è interessante però solo sulle prime. Si scopre infatti che il reporter è praticamente immortale, e che da solo non solo è in grado di smembrare un gran numero di mangiacervelli, ma che può addirittura fare da esca, permettendoci di fatto di avanzare piuttosto indisturbati. Questo aspetto smussa non poco il coefficiente di difficoltà del gioco, che risulta molto spuntato e meno divertente rispetto al capitolo principale. Ma non c'è da disperare: Case West è infatti pensato soprattutto per il multiplayer cooperativo. Connettendosi ad Xbox Live è possibile entrare in una partita e impersonare Frank, oppure fare da Host rientrando nei consueti panni di Chuck. Inutile dire che, anche grazie alla presenza di sfumature competitive (alla caccia del maggior numero di punti prestigio), l'online rappresenta il vero fulcro di questo prodotto. Anche perchè ci da l'occasione di testare un personaggio totalmente diverso, con mosse, animazioni e tempi di risposta tutti nuovi, che danno una piacevole rinfrescata all'avanzamento.
Giocato “offline”, dunque, Case West appare un po' sottotono. L'utente si diverte a scoprire le nuove combinazioni di oggetti, componendo armi decisamente creative con defibrillatori e attrezzature mediche, ma certamente il “senso della scoperta” non basta a tenere alto l'interesse di fronte ad una sfida un po' incolore. Fra le “bassezze” di Case West si deve segnalare anche la massiccia presenza di guardie armate, che nella parte centrale dell'avventura sostituiscono la orde di zombie affamati decisamente più affini al contesto. Nonostante le ragioni narrative spieghino la presenza massiccia di soldati, di fatto le dinamiche di base si trovano a scricchiolare, quando le fucilate si sostituiscono ai muri di carne non-morta. Forse per scacciare il fantasma della ripetitività che aleggiava in effetti su Dead Rising 2, Capcom ha provato a variare gli ingredienti della formula, tradendo però chi dei “camminatori” proprio non può fare a meno.

Sarebbe stato meglio puntare, semmai, su Boss Fight più intriganti, o su una maggiore interazione ambientale, piuttosto che su un'integrale “riscrittura” della minaccia da affrontare.
A pesare su questa mini-produzione c'è anche la ripetitività delle missioni secondarie assegnate dai superstiti, che appaiono molto canoniche e per nulla complesse. Fortunatamente, però, stavolta i sopravvissuti mostreranno un discreto spirito d'iniziativa, e non dovremo più scortarli all'uscita: completate le loro richieste, potranno fuggire in autonomia dal complesso di ricerca. Un accorgimento che, fortunatamente, ci permette di concentrarci sull'azione, senza l'ansia di portarsi appresso qualche scienziato deboluccio.
L'arrivo di Frank, inoltre, garantisce la possibilità di scattare qualche foto: alla ricerca delle prove della colpevolezza dell'azienda farmaceutica, il colpo d'occhio diventerà necessario, nella misura in cui scoprire gli sticker segreti ci riempirà di punti prestigio.

Dead Rising: Case West Per terminare l'avventura, in tutti i suoi alti e bassi, sono necessarie poco più di tre ore di gioco. Data anche la buona qualità del Plot, sempre divertente e sopra le righe, chi ha amato Dead Rising 2 potrebbe soprassedere sulle incertezze del prodotto (su tutte, la semplicità disarmante di cui copra), per godersi un epilogo discretamente confezionato. E' ovvio però che non è facile consigliare indiscriminatamente il donwload di Case West a chi cerca un'esperienza Single Player affine a quella del capitolo principale. Vista anche la scarsa presenza di Zombie in un'ampia finestra temporale, alcuni Fan potrebbero rimanere piuttosto delusi. Lo scaricamento diventa invece molto più motivato nel caso in cui si abbia intenzione di giocare in rete (assente la co-op locale) in compagnia di un amico. La difficoltà torna a stuzzicare, ed il divertimento, come sempre, raddoppia. Si tratta, anche in questo caso, di una piccola minuteria che potrà intrattenere per qualche pomeriggio, ma nel profilo cooperativo di Case West si intravede forse il futuro dell'intera serie.

7

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