Recensione Dead Rising: Case Zero

In esclusiva per Xbox, un DLC che funge da Prequel a Dead Rising 2: recensito per voi.

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  • Xbox 360
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A poche settimane dal rilascio ufficiale di Dead Rising 2, Capcom pubblica sul Marketplace di X-Box 360 un gustosissimo antipasto. Si tratta di Case Zero, una sorta di prequel (disponibile esclusivamente in digital delivery) che funziona anche da demo estesa. Sviscerando le possibilità del sistema di gioco, rimpolpato non poco per questo secondo capitolo, si scopre una piacevolissima mini-avventura, con tanto di finali alternativi e sequenze action di assoluto rilievo. Il prezzo, di soli 400 MS Points, è proporzionato alla durata ed alla quantità di contenuti offerti, e Case Zero è veramente una gradita sorpresa, che stupisce anche per la capacità di ribaltare totalmente la concezione dei DLC finora abbracciate da tutte le software house.

Still Creek

Chuck Green, protagonista indiscusso del secondo episodio, arriva con il suo Pick-Up nella sperduta cittadina di Still Creek, ad un pugno di miglia da Las Vegas. Con lui, la piccola figlioletta rimasta orfana della madre. Le sequenze iniziali svelano che anche la bambina è stata assalita e morsa da uno Zombie, contraendo il morbo che trasforma gli esseri umani in spietati mostri assetati di cervelli. Chuck è però determinato a salvare la piccola, e le somministra con cura paterna, ogni 12 ore per evitare overdose, lo Zombrex: un farmaco sperimentale che riesce ad inibire il contagio, nella speranza che prima o poi si trovi una cura definitiva. Purtroppo, mentre Chuck sta facendo rifornimento, uno degli scaltri sopravvissuti ruba la sua auto: senza più scorte di Zombrex e senza un mezzo di trasporto, Chuck dovrà esplorare la cittadina, facendo di necessità virtù e recuperando il necessario per sopravvivere. Qualche altra siringa del farmaco miracoloso e le parti necessarie per aggiustare una motocilcetta dovrebbero bastare per salvare Katie e fuggire. Ma basta un'occhiata alle strade della città, ricolme di morti viventi, per capire che non sarà un compito facile.

Massacri

Il gameplay di Dead Rising 2 (di Case Zero, in questa occasione) non si discosta molto da quello del primo capitolo. Il profilo è quello di un action game violento e sadico, in cui la parte del protagonista è ricoperta dalle uccisioni fantasiose del protagonista. Invece di prendere a mazzate gli zombie con qualsiasi oggetto gli capiti a tiro, infatti, Chuck potrà combinare in appositi tavoli da lavoro i vari ammennicoli sparsi per il livello, così da costruire le armi più improbabili. Si va da “rastrelli a reazione” a secchi metallici perforati dalle punte di alcuni trapani, che si rivelano copricapi letali per gli avversari. Ma se vi piacciono gli scontri più diretti, un'asse di legno ed una scatola di chiodi dovrebbero bastare per costruire una letale mazza chiodata. Ogni uccisione compiuta con gli attrezzi creati permette al protagonista di guadagnare una manciata di punti esperienza. Il contatore può essere incrementato anche eseguendo mosse particolari (prese e proiezioni), uccisioni violente (headshot con una qualsiasi arma da fuoco), oppure salvando i superstiti che è possibile incontrare nella piccola ma popolosa Still Creek. Nonostante sia ancora presente l'assillo del timer che scorre, stavolta Dead Rising compiace il giocatore proprio grazie alla movimentazione dell'impianto di gioco, che si mostra più vitale e creativo, e stimola l'utente a scoprire quante più combinazioni possibile. In case Zero è lodevole anche il numero di Sub Quest: entrando ed uscendo dall'officina in cui vi siete asserragliati, potrete trovare numerosi superstiti, tutti con la propria storia: dovrete decidere se aiutarli, e vi assicuriamo che non saranno sempre scelte secondarie. Uno dei sopravvissuti, ad esempio, usa come arma impropria il manubrio di una motocicletta, pezzo indispensabile per aggiustare la due ruote che dovrebbe portarvi lontano dalla cittadina maledetta. Ancora, potreste trovare qualche infetto: sarete così nobili da dargli una siringa di Zombrex, sapendo che potrebbe essere l'ultima rimasta?
Tutte queste scelte, in ogni caso, porteranno ad uno dei diversi finali pensati per questo DLC, e la breve durata dell'avventura vi spingerà a rigiocarla più volte per curiosare fra le varie “Ending Scene”. Alla fine, proprio grazie all'elevatissimo Replay Value, Case Zero si mostra un prodotto interessante, ben proporzionato al prezzo. Si conti anche che i livelli accumulati grazie ai punti esperienza guadagnati in loco (fino ad un massimo di 5), saranno mantenuti nel caso si compri il prodotto finale (partire con un buon vantaggio, visto il soverchiante numero di Zombie, è senza dubbio rassicurante).
Chi pensava insomma di trovarsi di fronte ad una “demo a pagamento” ha sbagliato di grosso. Case Zero è, anzi, un antipasto succulento e sfizioso, confezionato con cura. Rilasciato una ventina di giorni prima del gioco finale, rappresenta un perfetto aperitivo per stuzzicare gli appetiti di chi aspetta con ansia il sequel di uno degli Zombie Game più famosi di questa genrazione.

Tecnicamente

Case Zero dimostra chiaramente che Dead Rising è ancora un titolo fresco, divertente, disimpegnato, capace di mantenere altissima l'attenzione dell'utenza con la sua brutalità esagerata, e con una strabordante quantità di Zombie che affollano le locazioni di gioco. Il settore in cui più soffre il titolo Capcom sembra essere quello tecnico. Se il personaggio principale è sufficientemente curato nella modellazione e nelle animazioni, lo stesso non si può dire per molti character secondari. Anche le ambientazioni di gioco appaiono a volte un po' spoglie, con elementi troppo spigolosi. Questa sorta di “aridità” della componente visiva si riflette anche sulla qualità delle sequenze In-Game: la regia fa fatica ad indugiare sui campi lunghi, ed in certi casi le inquadrature rivelano texture non proprio bellissime. Non sappiamo se questi elementi siano dovuti alla necessitò di comprimere il gioco per ridurre i tempi del dowload, ma verosimilmente -visti anche gli innumerevoli ritardi nella pubblicazione- anche Dead Rising 2 potrebbe arrancare nel versante grafico. Sia chiaro: non si tratta di un peccato imperdonabile: sono altre le qualità del titolo in questione, e visto il numero agghiacciante di Zombie che il titolo riesce a gestire contemporaneamente, qualche compromesso si può anche accettare.

Dead Rising: Case Zero Case Zero è un esempio di come andrebbero sviluppati di DLC. Per un prezzo irrisorio è possibile scaricare un prodotto divertente e, seppur non troppo longevo, caratterizzato da un elevatissimo Replay Value. Piuttosto che “allungare il brodo” della trama principale, inoltre, Case Zero anticipa quella di Dead Rising 2, permettendo a tutti i curiosi di saggiare la divertita ironia di cui è intriso il gameplay. Vivamente consigliato.

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