Dead Space - Recensione iPhone

I Necromorfi arrivano anche su iPhone. La recensione di Everyeye

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  • iPhone
  • iPad
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Oltre al debutto del secondo capitolo su console HD, la saga di Dead Space colonizza -questa settimana- anche l'App Store. Il capitolo per iOS, annunciato di recente e subito entrato nelle Wishlist di tutti gli amanti dell'Horror videoludico, non abbandona la struttura degli episodi principali, ma anzi porta sul Melafonino un survival sporco e violento, inquietante e destabilizzante. Dead Space, oltre a recuperare il gameplay da Third Person Shooter ed adattarlo in maniera discretamente elegante al Touch Screen, non si fa scrupoli a sfruttare intensamente le capacità tecniche dell'iDevice, per regalarci un'altra piccola perla di notevole valore.

Rendici Uno

La versione di Dead Space per iOs si colloca temporalmente appena prima del secondo capitolo. Nella stazione di The Sprawl, in cui si ambienta anche la nuova avventura di Isaac Clarke, si aggira il vostro misterioso alter ego. Ha una voce metallica ed un nome in codice: Vandal. Il vostro compito, come nuovo seguace della setta di Unitology, è quello di sabotare alcuni quadri elettrici. Il vero motivo del vostro intervento vi sfugge, ma qualcuno, dai piani alti, vi fa sapere che resterete per sempre nella storia, e che dopo questa missione il Governo non potrà più permettersi di ostacolare la setta. Nei primi momenti di gioco affronterete un lungo tutorial che vi permetterà di prendere confidenza con lo schema dei comandi, giusto in tempo per scoprire che il sabotaggio ha seriamente compromesso l'integrità di tutta la colonia. Sfaldando i sistemi di contenimento che trattenevano il potere del Marchio, avete insomma liberato la minaccia dei Necromorfi nella stazione orbitante. Da qui in avanti comincerà la vostra fuga disperata: una corsa contro il tempo nel tentativo di sopravvivere e, semmai, di fermare l'avanzata della piaga. Il plot non si distingue certo per le sue particolarità, ma di fatto contiene qualche dettaglio interessante per gli amanti dell'universo creato da Visceral Games. Chi ha intenzione di acquistare il secondo capitolo ed ha "sviscerato" a dovere il primo Dead Space, sarà ben felice di scoprire qualche informazione in più sul Marchio e sulle macchinazioni di Unitology.

TPS

Come abbiamo anticipato in apertura, Dead Space recupera integralmente l'impostazione da Third Person Shooter che caratterizza gli episodi principali, evitando facili banalizzazioni ed imbarcandosi nell'ardua impresa di ridurre il Control Scheme ed adattarlo al Touch Screen di iPhone. Fortunatamente, in questo caso, è un piacere scoprire un sistema di comandi ben implementato e naturale. Muovendo il pollice sulla parte sinistra dello schermo controlleremo gli spostamenti del protagonista: a seconda della lunghezza dello "sfregamento" potremo camminare lentamente, per avanzare con cautela nelle lugubri ambientazioni, o correre come forsennati, per sfuggire agli aculei minacciosi dei Necromorfi. La parte destra dello schermo sarà invece deputata alla gestione dell'inquadratura. Effettuando un lieve Tap in questa zona entreremo in modalità "Mira", in cui potremo riversare sui nemici i colpi della nostra fedelissima Lama al Plasma.
Il Control Scheme si compone poi di tutta una serie di altri comandi contestuali. Nei pressi di un oggetto basterà un tap sullo schermo per interagire con esso, e grazie al modulo cinetico potremo raccogliere (ancora con un semplice tocco) elementi da scagliare poi contro gli avversari. Nel caso in cui venissimo afferrati dagli agguerriti Necromorfi, piccoli Quick Time Event ci permetteranno di liberarci, utilizzando l'inedita Sega al Plasma per ribaltare la situazione ed eseguire Istant Kill abbastanza cruente. Sulla schiena della Tuta di Vandal, oltre alle luci del Rig, trova posto l'indicatore della stasi: un click e potremo congelare gli avversari. Dead Space per iOS, insomma, fa di tutto per mantenere inalterata l'estrema varietà dei capitoli per Home Console, e ci riesce con discreto successo. Oltre a quanto appena descritto, torna anche il sistema di fuoco primario e secondario: presa la mira, basta uno scossone all'iPhone per orientare la Lama al Plasma in orizzontale o in verticale, o attivare la modalità di fuoco alternativa delle altre armi presenti.
Nonostante la tendenza a coprire il modello del protagonista con l'ingombro del pollice, il sistema funziona a dovere, e la sua incredibile pluralità è un notevole valore aggiunto alla produzione.
Metabolizzato l'elenco dei comandi, si può finalmente partire per questa inquietante avventura. Ad onor del vero, dopo la meraviglia iniziale (stimolata anche da un comparto tecnico eccezionale), Dead Space per iOS comincia a mostrare qualche difetto strutturale. L'avanzamento è abbastanza lineare, fra gli asettici cunicoli di The Sprawl. Le ambientazioni sono composte perlopiù da stretti corridoi, che conducono a stanze leggermente più ampie in cui, solitamente, si affrontano corpose ondate di Necromorfi. Di obiettivo in obiettivo, fra un generatore da ripristinare ed un nucleo energetico da recuperare, si vaga così in un labirinto di strettoie e di stanze, mentre il riuso di elementi grafici si fa sempre più pesante. Per fortuna, la ripetitività è in parte mitigata dalla presenza di sezioni alternative, che arrivano a ravvivare la situazione. Sparatorie ambientate sui treni in corsa, sessioni nel vuoto siderale, inseguimenti sui ponti pericolanti di un complesso minerario. Nonostante non riesca a scacciare del tutto il fantasma di una progressione leggermente monotona, Dead Space riesce in qualche modo a mantenere alta la curiosità del videogiocatore. Anche perchè, senza dimenticare la sua natura da Survival Horror, di tanto in tanto il gioco destabilizza con qualche inaspettato guizzo sulla sedia, o con le inquietanti visioni del protagonista, che d'un tratto si trova "intrappolato" nella sua mente, ora in stanze senza una via d'uscita dove le prospettive si confondono, ora letteralmente assalito da un'enormità di arti tranciati di netto, comparsi dal nulla.
Un'altra delle caratteristiche vincenti di questo Dead Space, poi, è la presenza di un sistema di crediti che permette di acquistare nuovo equipaggiamento (tute protettive più potenti, nuove armi), nonché di un sistema di potenziamento identico a quello dei due capitoli HD: raccogliendo i vari "Nodi Energetici", potrete poi sviluppare le caratteristiche del modulo Stasi, del Rig o delle bocche da fuoco.
La vera forza di Dead Space per iOS è dunque la sua malleabilità. Se è vero che la progressione "a comparti stagni" -di stanza in stanza- appare frammentaria e non troppo esaltante per chi cerca un'avventura da giocarsi tutta d'un fiato, non bisogna dimenticare che il prodotto è pensato per una piattaforma portatile con tempi di fruizione molto particolari. Dead Space può essere facilmente giocato "a spizzichi e bocconi", superando una sezione di tanto in tanto. Adeguato al Pick and Play, non rinuncia tuttavia ad una sorta di continuità, proponendo un sistema di potenziamenti a fare da collante per l'intera esperienza. Una soluzione, a pensarci bene, non troppo dissimile da quella adottata da Infinity Blade. Eppure, in questo caso, il gameplay appare discretamente più vario e stimolante. Nonostante in qualche caso il ripetersi di prospettive ed elementi ambientali sia abbastanza fastidioso, insomma, Dead Space va lodato perchè regala ai possessori di iPhone un Third Person Shooter interessante e vario, dai ritmi molto particolari, e ricco quanto mai. Superando tutti i "bellissimi cloni" di Gameloft, dal punto di vista della profondità del Gameplay, Dead Space non ha davvero rivali.

Tecnica

Per quanto riguarda il profilo tecnico, Dead Space si colloca abbastanza in alto nella classifica delle produzioni iPhone. Indubbiamente non riesce a replicare i risultati inarrivabili del già citato Infinity Blade, ma d'un colpo sembra capace di superare Nova e Shadow Guardian. Vero è che il prezzo da pagare per una perizia tecnica di tale livello è la dimensione spesso claustrofobica delle stanze, ma a conti fatti, in un titolo del genere, questa scelta sembra pagare. Di Dead Space, del resto, colpisce soprattutto l'ottima texturizzazione, l'utilizzo degli effetti speciali e dell'illuminazione. I camminamenti angusti sono adatti per stimolare una discreta tensione, mentre in primo piano il modello del protagonista, animato ottimamente e ricchissimo di dettagli, ottiene l'effetto voluto di slogare la mascella del videoplayer. Al di là di qualche "tile" un po' poco definita, comunque, la complessità poligonale è supportata da una serie di Texture davvero eccellente: ricchissime di dettagli, si affiancano agli ottimi effetti particellari che si ammirano in molte occasioni.
Dal punto di vista tecnico, tuttavia, l'eccellenza di Dead Space è il comparto sonoro. Recuperando le impeccabili campionature del primo episodio, la versione per iPhone riempie i quadri di suoni lugubri e inquietanti, mentre destabilizza il giocatore con note tenute e sviolinate improvvise. Ovviamente un paio di cuffie sono indispensabili per meravigliarsi dell'utilizzo direzionale del suono. Pregevole anche il doppiaggio in lingua originale, sebbene sia limitato ad un numero molto esiguo di voci.

Dead Space Dead Space arriva su iPhone in grande stile. Il punto di forza della produzione Electronic Arts è la capacità di adattare al Melafonino un gameplay vario e dinamico, proponendo un Third Person Shooter dai ritmi molto particolari, che di fatto non dimentica le sue radici Horror presentando una progressione a tratti destabilizzante ed insicura. Nonostante l'impegno per nascondere una certa ripetitività, purtroppo, il riuso abbondante di situazioni ed elementi grafici rende un po' monotona la progressione, che si prefigura adatta soprattutto a sessioni di gioco brevi ma intense. Considerata anche la buona performance tecnica, Dead Space potrebbe essere un ottimo punto di partenza per i prodotti “mobile” che decideranno di abbracciare un genere non semplice come questo.

8

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