Recensione Deadpool

Deadpool, colui che ha saputo fare della sospensione dell'incredulità uno stile di vita, sa benissimo di essere in un videogioco: questo pone le basi per una storia senza senso, sulla quale gli sviluppatori ironizzano in continuazione.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Deadpool
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Deadpool è con tutta probabilità uno dei supereroi Marvel più controversi e polarizzanti di sempre: o lo si ama o lo si odia intensamente. L'alter ego di Wade Wilson è qualcosa di profondamente "diverso" e fuori dagli schemi: una scheggia impazzita che squarcia, con la sua irriverenza e i suoi schiamazzi, un universo fumettistico altrimenti formato da tanti soldati perfetti; macchine da guerra al servizio del bene che raramente, durante la propria storia, sono uscite così tanto fuori dal seminato. Quando un paio d'anni fa è uscito il primo videogioco a lui dedicato, non sapevamo se esserne contenti o dispiaciuti. Non avevamo mai apprezzato particolarmente le sue storie, ma sotto sotto continuavamo a sperare che da quella follia incontrollata potesse nascere qualcosa di veramente buono. In fondo, lo stile narrativo atipico che da sempre accompagna l'anti-eroe Marvel - quello che prevede la continua rottura della cosiddetta "quarta parete" - sembrava adattarsi alla perfezione al medium videoludico. C'è solo un piccolissimo problema: dopo un po', questa sovrabbondanza di interazione con vari elementi esterni al medium di riferimento (i lettori nel caso dei fumetti, il giocatore e gli sviluppatori nel videogame), rischia davvero di diventare pesante.

Bang! Banes! Mayhem!

La versione current-gen di Deadpool non è nient'altro che un'edizione rimasterizzata dell'omonimo gioco uscito due anni fa sulle console di vecchia generazione. La scelta di non utilizzare un sottotitolo altisonante, come più volte hanno fatto altri "colleghi", è curiosa ma apprezzabile: per una volta, il publisher non cerca di venderci un prodotto come l'ennesima "versione definitiva" che, in buona sostanza, tanto definitiva non è. Perché i miglioramenti ci sono, ma sono davvero minimi, anzi quasi impercettibili. Gli sviluppatori di Iron Galaxy (se questo nome vi sembra familiare, probabilmente è perché sono gli sciagurati autori del problematico porting PC di Arkham Knight) si sono limitati ad aumentare la risoluzione, senza preoccuparsi di ritoccare e rifinire il tutto. Il risultato è un'esperienza di gioco solida e completamente scevra di bug degni di nota, ma in tutto e per tutto identica all'originale. La frequenza di refresh, invece, resta bloccata sulla soglia - apparentemente invalicabile anche per le riedizioni, da un po' di tempo a questa parte - dei 30 fotogrammi al secondo. Caratteristica che, nonostante la mancanza di evidenti cali di framerate (grazie al cielo), potrebbe comunque rappresentare un problema per i più pignoli, vista la tipologia di gameplay del gioco. Siamo pur sempre di fronte ad un action-adventure ipercinetico e veloce, per quanto poco tecnico possa risultare agli occhi di un utente esperto; un titolo denso di interminabili combattimenti dai ritmi serratissimi che avrebbero sicuramente tratto grande giovamento da un eventuale aumento della fluidità. Ma al di là di questo, crediamo che l'aumento del framerate debba essere una sorta di obbligo morale per chiunque si appresti a dar vita a questo tipo di porting dallo scarsissimo impegno produttivo. Il minimo indispensabile per raggiungere, almeno dal punto di vista tecnico, la sufficienza. In questo caso specifico - al netto delle problematiche sopracitate - la conversione resta tutto sommato abbastanza buona, per quanto nel 2015 non sia facile digerire la pochezza delle texture, l'imprecisione del sistema di controllo e le animazioni scattose del personaggio di casa Marvel. Lo si nota soprattutto quando si ha a che fare con alcuni combattimenti particolarmente caotici e nelle semplici fasi platform del gioco, quelle in cui saltare con precisione e tempismo è ancor più importante. Anche in questo caso, però, in fondo vale lo stesso discorso fatto in precedenza per i combattimenti: non trattandosi di un videogioco tecnico e particolarmente impegnato, possiamo tranquillamente passare sopra a qualche piccola incertezza.

Il gioco ha i suoi bei difetti, ma siamo sicuri che i fan del personaggio sapranno apprezzare questo omaggio al più folle supereroe della storia dei comics americani. A fare da contorno alla campagna principale ci pensa l'inclusione di tutti i DLC usciti per il gioco originale, ma non aspettatevi chissà quali mirabolanti novità. In effetti, dubitiamo che molti di voi fossero anche soltanto a conoscenza della loro esistenza, e questo già dice moltissimo. Si tratta semplicemente di un paio di costumi alternativi e due livelli bonus, che vanno a completare la caotica storyline principale.

L'anti-eroe per eccellenza?

Deadpool, colui che ha saputo fare della sospensione dell'incredulità uno stile di vita, sa benissimo di essere in un videogioco. Sa di essere un personaggio. Questo pone le basi per una storia senza senso, sulla quale anche gli stessi ragazzi di High Moon Studios ironizzano in continuazione. Il supereroe in calzamaglia interagisce più volte con un ipotetico membro del team, gli modifica lo script e lo rende un vero e proprio concentrato di stupidità ed esplosioni senza senso. Per non parlare poi di quando, durante le classiche cutscene, anziché ascoltare i dialoghi si mette a giocherellare per i fatti suoi, arrivando a spararsi in testa pur di non dover continuare ad ascoltare il logorroico Cable. Siamo sicuri che a tutti sia capitato, almeno una volta nella vita, di desiderare un potere rigenerante come quello di Deadpool soltanto per poter fare una cosa del genere. Il divertimento è assicurato, almeno per la prima oretta di gioco o poco più. Poi si inizia inevitabilmente ad accusare un filo di stanchezza che sul finale, per alcuni, potrebbe trasformarsi in una vera e propria agonia. A noi il tono goliardico e sopra le righe della produzione non è affatto dispiaciuto, ma questo resta chiaramente un discorso puramente soggettivo: non tutti saranno in grado di apprezzare gli eccessi comportamentali dell'eccentrico protagonista. Per fortuna non mancano numerosi momenti davvero esilaranti, che riescono a distogliere il nostro sguardo dalla patologica follia della produzione e dal suo mediocre gameplay al fine di strapparci qualche grassa risata.

Deadpool è un personaggio controverso, ma il suo carisma malato è capace di rapire ed ammaliare chiunque. Una cosa è certa: il videogioco in questione incarna alla perfezione lo spirito del suo protagonista principale, anch'esso profondamente "sbagliato" e politicamente scorretto, ma al tempo stesso adorato da tanti fedelissimi fan. Della storia e di ciò che il titolo rappresenta al giorno d'oggi, fondamentalmente, non c'è molto da dire. Non aspettatevi un prodotto elaborato, solo un po' di sano caos che vi porterà a spasso tra fogne, palazzi e isole piene zeppe di nemici spesso fin troppo simili tra loro: carne da macello da fare a brandelli senza troppi complimenti. Anche la violenza, del resto, è uno degli elementi caratterizzanti del personaggio, certamente non incline ad operare sotto copertura o con discrezione. Se vi piacciono le esplosioni e non disdegnate un po' di (in)sano nonsense, dunque, Deadpool potrebbe riservarvi qualche ora di spensierato divertimento.

Deadpool Deadpool, dal punto di vista videoludico, resta ancora il prodotto di fascia medio-bassa che era due anni fa. I combattimenti sono approssimativi, le meccaniche ormai vecchie e stantie. Il vero punto forte dell'opera di High Moon Studios resta l'umorismo (nero, di solito) e l'incontrollata follia del protagonista. Siamo di fronte a un gioco che non ci permetteremmo mai di consigliare ai videogiocatori in cerca di un action tecnico, ma al tempo stesso capace di divertire i meno esigenti e, più in generale, tutti i fan del buon Wade Wilson. Parlando nello specifico della qualità del porting, invece, pur non potendo certamente promuovere a pieni voti la conversione ad opera dei ragazzi di Iron Galaxy, un po' troppo frettolosa e pigra, dobbiamo ammettere di non aver mai riscontrato particolari problemi. Se non altro, il framerate ci è parso stabile (o quantomeno abbastanza stabile da non farci percepire cali significativi durante il gameplay), e il codice pulito e mai problematico. Tutto ciò non dovrebbe essere motivo di vanto, ma viste le ultime remastered che ci sono capitate tra le mani, abbiamo apprezzato anche solo il fatto che il gioco fosse godibile tanto quanto l'originale. Lo scopo di questa operazione era fondamentalmente quello di rendere disponibile anche per la nuova generazione di console un misconosciuto gioco del 2013, e la missione, almeno da questo punto di vista, può dirsi senza dubbio riuscita. Una volontà più che comprensibile, dato che stiamo parlando di un prodotto dalla storia estremamente travagliata, allontanato da tutti gli store digitali poco dopo la sua uscita (presumibilmente per questioni legate ai diritti di sfruttamento del personaggio Marvel) per poi riapparirvi soltanto nel Luglio di quest'anno. I problemi, semmai, nascono nel momento in cui giochi del genere vengono messi in vendita a 50€. Deadpool sarà sicuramente un gran bel personaggio, ma a tutto c'è un limite.

5.5

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