Recensione Death and the Fly

Un peculiare platform Indipendente

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  • Pc

Impersonare la Morte ed una simpatica mosca? Tutto è possibile con Death and the Fly, titolo Indie sviluppato da Indipendent Programmist Group ed edito da Interplay. Il fatto che questa sia una produzione indie certamente può attirare l'attenzione di molte persone, visti i risultati, anche commerciali, di giochi ormai diventati dei Must-Have, come Machinarium o Chime per fare un paio di nomi. Ciò non deve però trarre in inganno: quelle appena citate sono più che altro delle eccezioni in un panorama quanto mai variegato.

Un Gameplay Canonico

Death and the Fly si presenta come un classico puzzle-platform in 2D in cui due personaggi - la Morte ed una mosca (Fly) devono interagire per riuscire a superare i vari livelli di gioco.
Questi sono strutturati in maniera piuttosto intricata, sia in orizzontale che in verticale, e si svolgono in labirinti interrotti man mano da stanze dove trovano posto leve o chiavi utili per aprire porte che condurranno a nuovi ambienti di gioco, fino a giungere alla tanto desiderata porta d'uscita che decreterà il passaggio al livello successivo. Per raggiungere l'obiettivo sarà quanto mai necessario utilizzare al meglio i due personaggi, sfruttando le caratteristiche di ognuno di essi: Fly sarà molto utile per esplorare i livelli ed uccidere i nemici presenti (che vanno dagli zombie ai pipistrelli), oltre che per arrivare in quei punti più angusti e stretti che saranno preclusi alla Morte. Sostanzialmente Fly si rivela come il personaggio fondamentale che spiana la strada alla Morte nella maggior parte dei casi. Quest'ultima sarà invece quasi sempre un peso, non essendo in grado di eliminare alcun nemico e rendendosi necessaria solo per utilizzare alcune chiavi e leve che la mosca non può maneggiare perchè troppo grandi per lei.
Sia Morte che Fly avranno inoltre la facoltà di utilizzare degli incantesimi acquistabili tramite lo shop presente in-game e sfruttabile tra un livello e l'altro. Per acquistarli sarà necessario spendere delle monete che si trovano nelle mappe di gioco e che sarà possibile raccogliere solo con Fly. Questi incantesimi sono specifici per personaggio e non potranno essere utilizzati da entrambi. Ad esempio Morte sarà capace di usare la telecinesi che permette di spostare blocchi di pietra che intralciano il cammino, o che servono per schiacciare un bottone o fungere da piattaforma sopraelevata per arrivare magari a tirare l'ennesima leva. Fly dal canto suo potrà acquistare l'incantesimo dell'invisibilità oppure uno che le permetterà di passare momentaneamente attraverso i muri. L'attenzione nel loro utilizzo dovrà essere massima, visto che non sarà bene sprecarli, specialmente per i livelli più avanzati di gioco.

I nostri personaggi saranno dotati di una barra della vita il cui esaurimento porterà al Game Over. In questo senso la condizione di Morte è più che mai critica, in quanto i suoi punti vita scendono inesorabilmente man mano che il gioco continua, rendendo ogni livello una corsa contro il tempo. Solo la sua capacità di assorbire l'anima dei nemici uccisi si rivelerà utile per ripristinare di volta in volta parte dei punti vita persi. Il gioco presenta quindi un gameplay che ci costringerà ogni volta ad utilizzare Fly per spianare la strada a Morte, senza nessuno sconvolgimento per l'intero arco di gioco. Tutto questo alla lunga porterà alla noia, proprio a causa delle meccaniche che saranno sempre uguali: esplora, tira la leva, prendi la chiave, vai avanti. Di certo non il massimo del divertimento e nemmeno della longevità, considerato un numero di livelli comunque esiguo. Infine vanno riportati dei problemi di ottimizzazione, che a volte bloccano letteralmente i personaggi in vari punti dei livelli costringendoci a recuperare il savegame precedente. I salvataggi non si potranno effettuare quando vogliamo,, ma saranno possibili solo quando avremo recuperato un numero sufficiente di gemme e anime nel corso del gioco.

Tecnicamente Inadeguato

L'aspetto visivo e tecnico del titolo merita una discussione a parte. L'atmosfera sarebbe anche interessante, proponendo uno stile gotico e grottesco che a volte può ricordare produzioni di Tim Burton quali "The Nightmare before Christmas" oppure "La sposa cadavere", e dalle quali si è evidentemente tratta ispirazione. Va detto anche che questo è il pregio principale del titolo e che si accoppia bene alla particolare colonna sonora, la quale segue in questo senso le caratteristiche della veste grafica, proponendo musiche ed effetti che ben si sposano con la particolare ambientazione proposta. Il problema principale viene però ben presto a galla nel momento in cui si scopre, praticamente subito, che la risoluzione è bloccata alla vetusta 800*600: decisamente troppo poco per gli standard attuali. Impostare la visuale a tutto schermo comporta cosi uno sgranamento generale dell'immagine ed una caduta libera della qualità dei disegni dei fondali e dei personaggi stessi, che mina alle fondamenta l'esperienza di gioco intera, costringendo l'utente ad una scelta: o giocare all'infima risoluzione proposta, sforzando inutilmente la vista, oppure a tutto schermo, ma perdendo quasi del tutto le poche qualità grafiche del titolo.

Death and the Fly Death and the Fly non è certo ciò che ci si aspetterebbe da un gioco del costo di venti euro. La longevità risulta scarsa a causa di una presa sul giocatore che manca, data anche l'assenza di una trama intrigante. Le meccaniche vecchie e ripetute all'infinito fan sì che il titolo venga giocato per i primi livelli e poi abbandonato, mentre i difetti tecnici sono fin troppo evidenti, a partire dalla bassa risoluzione grafica che non può essere modificata e che va ad inficiare direttamente l'esperienza di gioco. Fosse stato proposto ad un prezzo più onesto forse avrebbe avuto qualche chance in più, ma in questo caso la bocciatura è inevitabile.

4.5

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