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Recensione Death Rally

Le origini di Remedy Games tornano su AppStore. Un combat racing intrigante recensito per voi

Versione analizzata: iPad
recensione Death Rally
Articolo a cura di
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  • iPhone
  • iPad
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prima di diventare uno dei team di sviluppo maggiormente focalizzati sulla narrazione, con contenuti spesso adatti ad un pubblico prettamente adulto, Remedy era uno studio indipendente finlandese attivo nella pubblicazione di titoli per PC, su sistema operativo MS-DOS.
Il loro primo titolo è stato proprio Death Rally, pubblicato nel lontano 1996 da Apogee, ottenendo un buon successo di critica e pubblico: si trattava di un classico gioco di corse con visuale dall’alto, decisamente incentrato sullo scontro con gli avversari, grazie al nutrito numero di armi equipaggiabili su improbabili mezzi, a metà tra auto da corsa e veicoli corazzati da battaglia.
Death Rally è rimasto un titolo del passato fino al 2009, anno nel quale è stato ripubblicato in forma gratuita sui moderni sistemi Windows, arrivando poi alla pubblicazione di una versione riveduta e corretta sui dispositivi iOS di Apple.
Ne analizziamo la versione per iPad, disponibile su App Store in formato universale, compatibile anche con iPhone.

Top down combat racing

Death Rally è un titolo dallo spirito arcade, che riprende la visuale di molti racing del passato, proponendo però uno stile sporco e scuro.
All’interno del panorama dei giochi di guida disponibili su App Store, quindi, si colloca in diretta competizione con titoli come Reckless Racing e non con il celebre Real Racing di Firemint.
Si sceglie un veicolo, un’arma secondaria e ci si butta subito in pista contro altri cinque avversari, che daranno notevole filo da torcere sia in quanto ad abilità di guida che in termini di ferocia.
L’inquadratura è configurabile e la camera di default segue l’azione dall’alto, senza alcuna rotazione, tenendo sempre il veicolo del giocatore nella parte centrale dello schermo.
La soluzione è classica ma all’inizio leggermente problematica in quanto l’inquadratura è abbastanza ravvicinata e il caos delle corse non favorisce certo la leggibilità dei tracciati.
Iniziando ad imparare le curve e le collocazioni dei bonus, però, la situazione migliora, favorendo l’anticipo dell’ingresso nelle varianti più strette e il posizionamento nella scia di un avversario per poterlo colpire con le armi montate sul mezzo.
E’ poi possibile passare ad una visuale alternativa, che inquadra il veicolo sempre dall’alto ma da un punto di vista un po’ più inclinato, mostrando la parte frontale della pista e ruotando quindi il punto di vista insieme alle sterzate del mezzo.
E’ una soluzione alternativa non particolarmente comoda ma che potrebbe comunque incontrare i favori di alcuni giocatori.
Graficamente il gioco si presenta molto bene, con un motore grafico completamente 3D in grado di muovere senza tentennamenti degli ambienti ricchi di dettagli, con l’aggiunta di numerosissimi effetti speciali, tra esplosioni, sgommate e pezzi dei veicoli che, danneggiandosi progressivamente, si piegano e si rompono.

Guida touch

A differenza della visuale il sistema di controllo è unico e prevede una finta levetta analogica disegnata sul lato inferiore sinistro della schermata di gioco. La parte desta include invece solo il tasto di fuoco dell’arma secondaria, in quanto il mitragliatore primario sparerà autonomamente.
Non essendoci quindi alcun acceleratore o freno la guida del proprio veicolo è completamente affidata all’analogico: allontanando la levetta dalla posizione di riposo centrale il mezzo inizierà a muoversi, sterzando automaticamente per seguire la traiettoria di “inclinazione” dell’analogico. E’ un sistema che all’inizio provoca non pochi problemi e che, necessariamente, necessita di un tempo variabile per poterlo gestire in modo corretto: all’inizio sembra che il veicolo non risponda particolarmente bene ai comandi, al punto da ritrovarsi spesso contromano o incastrati in uno dei numerosi detriti di cui sono disseminati i bordi delle piste. Per fortuna i ragazzi di Remedy hanno inserito un overlay grafico che viene disegnato intorno al veicolo e che, grazie da una piccola freccia poco invasiva, riesce a dare un colpo d’occhio rapido sulla traiettoria attuale.
Si potrebbe azzardare a dire che il sistema di controllo di Death Rally sui device Apple ricorda vagamente il primo approccio con la guida dei Warthog di Halo: all’inizio caotica e difficile da gestire, in seguito divertente ed appagante.
Sarebbe interessante provare a giocare con Fling, il controller analogico dotato di ventose, studiato appositamente per iPad.

Una carriera in salita

Proprio a causa della necessità di assimilare i controlli le prime gare in Death Rally saranno decisamente ostiche: gli avversari partono subito ad un gran ritmo, attaccando e non disdegnando sportellate e notevoli flussi di piombo.
E’ necessario iniziare a potenziare il proprio messo per riuscire ad emergere: l’esito di ogni corsa porterà all’accumulo di soldi, spendibili sia nelle riparazioni dei mezzi, spesso danneggiati al limite dell’inutilizzabile durante le gare più dure, e nel miglioramento delle prestazioni, con parametri che influiscono sulla velocità, corazza e manovrabilità.
Proprio quest’ultimo modifica pesantemente la guidabilità dei mezzi, quindi è tra i primi candidati per gli upgrade, fornendo una risposta più rapida che, con il miglioramento della gestione del sistema di controllo, può garantire maggiori chance di vittoria.
E’ poi possibile equipaggiare differenti armi, tutte ispirate ai grandi first person shooter del presente e del passato: dal classico fucile a pompa al mitragliatore a canne rotanti, fino ad arrivare a pericolosi missili, in quantità limitate ma letali.
Le armi e i mezzi si sbloccano raccogliendone i componenti sparsi sulle piste, fattore che spinge a correre molte volte sugli stessi tracciati in modo da ottenere quelli mancanti e accumulare soldi e fama.
L’obbligo di ripetere gli stessi tracciati, limitati in numero ed ambientazioni, viene mitigato dalla presenza di gare nella classica modalità reverse o in sfide speciali, come il singolo giro lanciato, la corsa senza armi o quella in cui tutti sono dotati dello stesso strumento d’offesa.

Death Rally Death Rally è un remake sviluppato con perizia che, però, non aggiunge molto al panorama attuale dei titoli di guida arcade: riproporre la stessa struttura del 1996, sebbene con una grafica adattata agli standard attuali, con un sistema di controllo non rifinito come dovrebbe, fa apparire il prodotto come un titolo interessante per chi si ricorda l’originale, magari sull’onda dell’effetto nostalgia, ma non lo fa svettare. Soprattutto prendendo atto del fatto che sono i titoli più originali e fuori dagli schemi, in grado di sfruttare davvero le potenzialità del touch screen, quelli che dominano le classifiche di App Store. Per chi cerca un titolo di guida arcade è comunque un buon investimento, soprattutto grazie ai numerosi update già annunciati, il primo dei quali ha inserito un veicolo inedito e due armi aggiuntive. Il salto di qualità potrebbe garantirlo l’introduzione del multiplayer, attualmente non prevista.

7

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