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Recensione Delve Deeper

Scavare per accumulare immensi tesori: il compito di ogni buon nano!

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  • Pc

Con titoli come Delve Deeper lo scontro e lo scambio di opinioni tra differenti generazioni di videogiocatori è quasi inevitabile. Mentre le nuove leve osservano, si informano, sorridono, criticano e forse giocano comunque simili produzioni, la vecchia generazione non può non emozionarsi davanti ad una manciata di pixel che immediatamente rievoca l'adolescenza di chi è cresciuto con i cabinati di Altered Beast, Out Run o Pitfall. Lunar Giant Studios ha realizzato Delve Deeper con la chiara intenzione di rendere omaggio ad un passato che di tanto in tanto prova ancora a regalarci dei piacevoli momenti.

Big Orc Candy Mountains

Delve Deeper è un gioco strutturato a turni dove al comando di una squadra di nani dovremo scendere nelle miniere alla ricerca di qualsiasi genere di ricchezze e metalli preziosi con il solo scopo di soddisfare l'avidità del nostro Re. Lo scenario di gioco è costituito da 21 mappe ed ognuna presenta un proprio set up prestabilito che definisce la forma del livello, il numero di squadre che possono essere ospitate (da 2 a 4) ed i turni necessari a chiudere la partita.
A noi viene lasciata la scelta del punto di partenza e del nostro team che sarà costituito da 5 nani a cui affidare un ruolo preciso: guerriero, scout o minatore.
Il guerriero, piuttosto resistente, è specializzato nel combattimento, riesce a trasportare un sufficiente quantitativo di materiale prezioso e può effettuare un numero di spostamenti molto limitato. Lo scout è quello che risente maggiormente dei danni fisici ma è in grado di effettuare spostamenti molti ampi nello stesso turno pur potendo portare una quantità molto limitata di materiale prezioso. Il minatore è il nano per eccellenza, una equilibrata via di mezzo tra le prime due classi che però non eccelle in nessun aspetto. In ogni turno, con lo scopo di raccogliere più ricchezze degli avversari, dovremo rispettare una sequenza di azioni stabilita che ci costringerà a studiare una tattica precisa e produttiva.
Per prima cosa si deve scegliere se aggiungere una porzione nuova alle gallerie già presenti, nel farlo avremo a disposizione differenti layout che rappresentano varie tipologie di tunnel (incroci ad X di varia natura, percorsi dritti o curve a gomito). Ad aiutarci nella decisione è la consapevolezza che più si scende in profondità e maggiori saranno le possibilità di trovare tesori di grande valore, tuttavia restare in prossimità della superficie limita lo sgradevole incontro con mostri sotterranei tutt'altro che pacifici. Dopo aver deciso se aprire o meno una nuova sezione nelle gallerie dovremo occuparci dei nostri nani, ad ognuno di loro andrà affidato un compito preciso in base alle differenti situazioni da affrontare (azioni comunque limitate nel combattere/scavare e raccogliere/muoversi). Questa fase del turno dipende molto dall'impostazione che è stata scelta per il nostro team e va ad influenzare pesantemente lo svilupparsi del gameplay. Se avremo optato per un team veloce costituito quasi interamente da scout allora ci muoveremo più sull'asse orizzontale che verticale in modo da evitare scontri diretti e rischi inutili. Diversamente, se si preferisce un gioco più aggressivo allora non esiteremo a scendere in profondità oppure a collegare le nostre gallerie con quelle della squadra avversaria così da dar vita a scontri diretti che mettono in palio una parte delle ricchezze raccolte dall'altro. Ad evitare situazioni frustranti e di game over improvvisi c'è l'azzeccato sistema di respawn: alla morte di un nano questo resterà a terra per un turno per poi tornare in gioco a quello successivo nel punto prestabilito e con i punti vita al minimo. In Delve Deeper la componente tattica viene portata a livelli incredibili e non dobbiamo farci ingannare dal look semplice e retrò adottato da Lunar Giant Studios. A condizionare le nostre mosse sarà il numero definito di turni a disposizione: saremo costretti a limitare al minimo i momenti non produttivi che purtroppo sono in parte inevitabili come nel caso in cui si debbano svuotare le tasche dei nostri nani dal materiale raccolto (altrimenti non saranno in grado di trasportarne altro). Tutto verrà ulteriormente complicato dalla tattica impiegata dal nostro avversario - che spesso deciderà di invadere le nostre gallerie - e dai numerosi imprevisti in cui incapperemo (sbagliare percorso e finire in un vicolo cieco pieno di mostri è tutt'altro che difficile).

Pixel and Sprite

All'interno di un contesto che richiama i pixel e gli sprite bidimensionali degli anni 80 tutto è indovinato e ben realizzato tanto da far apparire Delve Deeper tecnicamente buono. I colori usati, le animazioni adottate e la campionatura audio riprendono fedelmente la vecchia scuola (le divise dei nani ricordano gli gnomi di Golden Axe). Le tipologie dei mostri contro cui scontrarsi richiamano nei modelli i capolavori del passato come Ghosts 'n' Goblins e spaziano dai classici fantasmi agli zombie, per arrivare ai draghi passando per muri gelatinosi e blob saltellanti. Ad essere pignoli qualche obiezione si può sollevare soltanto nei confronti dell'interfaccia di gioco che forse in alcuni momenti stona all'interno di un contesto “old style”. Tuttavia i difetti non mancano e riguardano alcune scelte, assolutamente non condivisibili, nello sviluppo della struttura di gioco. Con la possibilità di avere contemporaneamente quattro squadre sulla mappa, appare incomprensibile la mancanza di una modalità multiplayer. L'AI pur risultando combattiva e stimolante non riesce assolutamente a sostituire il divertimento procurato dalla possibilità di poter sfidare un amico o un qualsiasi utente on-line, magari con una classifica dei punteggi. Le mappe a disposizione sono limitate e predefinite nel set up, questo comporta il non poter intervenire su nessuno dei parametri che le caratterizzano: ad esempio è impossibile giocarne una complessa modificandone però il numero dei turni o delle squadre partecipanti. Questo si ripercuote inevitabilmente sulla longevità che può contare solo sulla possibilità di cambiare di volta in volta il punto di partenza di una mappa -magra consolazione- o sulla presenza di un editor di livelli di buona fattura, ma sterile non potendone condividere i frutti. Il recente DLC “Treasures and Tunnels” ha risolto parzialmente il problema offrendo 10 nuove mappe di gioco ed ulteriori tipologie di tesori da trovare. Tuttavia Delve Deeper risulta lento e macchinoso proprio nei livelli più complessi e stimolanti poiché la scelta di impostare forzatamente un ciclo di 25 turni su 4 squadre sviluppa partite che durano anche un paio di ore senza avere la possibilità di salvare o saltare le sequenze in cui la CPU gestisce i nostri antagonisti e che non ci coinvolgono direttamente. A rallentare ulteriormente il gameplay è l'automatismo degli scontri che, basandosi sulle statistiche dei personaggi coinvolti, ci esclude qualsiasi forma di interazione. Tutto questo, a lungo andare, annoia.


Delve Deeper La mancanza di un generatore casuale di mappe è soltanto un esempio dei numerosi dettagli che mettono in evidenza la totale mancanza della possibilità di personalizzare un gameplay già mozzato dall'assenza di un reparto multiplayer (si pensi ad esempio a Worms). Probabilmente i 38 mega di file ed il prezzo accessibile a tutti grazie al digital delivery giustificano in parte le scelte effettuate in fase di sviluppo, compresa la mancanza di una localizzazione in italiano (il gioco è interamente in inglese). Tuttavia avremmo preferito dover spendere qualche euro di più ed ottenere un titolo in grado di divertire tutti per decine di ore piuttosto che solleticare soltanto la curiosità degli esponenti della vecchia guardia.

6

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