Recensione Demon's Souls

Un gioco di ruolo per veri Hardcore Gamer

Demon's Souls

Videorecensione
Demon's Souls
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  • Ps3

Demon’s Souls parte quasi in sordina. Pochi sapevano della sua esistenza, e prime le immagini rilasciate non facevano pensare a nulla di buono. Si trattava del resto del nuovo progetto di From Software (non certo fortunata in questa generazione, con Enchanted Arms o Ninja Blade) in esclusiva su Playstation 3; un gioco di ruolo occidentale fatto da un team orientale. In teoria, un esempio lampante di videogioco morto ancor prima di nascere. Invece, il tempo gli da ragione. Dannatamente ragione. La critica giapponese lo premia, i giocatori orientali rimangono ammaliati dalle sue qualità, tanto che parecchi “colleghi” d’occidente importano la versione asiatica, provvista di lingua inglese. Un successo all’antica, insomma: il classico metodo del passaparola è la più grossa fortuna di Demon’s Souls. Ora, a pochi giorni dalla sua release americana (a quanto ci dicono, un successo oltre le attese) siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni, basate naturalmente sulla versione asiatica. E non temiamo di dire, prima di cominciare, che Demon's Soul è una delle più belle sorprese di Playstation 3 dal momento della sua commercializzazione.

La solita fine del mondo

Solitamente una recensione comincia a d analizzare la sceneggiatura ed il comparto narrativo, soffermandosi sulla particolare emotività che il plot è in grado di suscitare. Con Demon’s Soul, tuttavia, gli spunti critici devono essere orientati in altre direzioni. Per due motivi: in primis, perchè il gioco punta su ben altro (sulla sostanza del gameplay) e non vuole regalare allo “spettatore” una trama indimenticabile; e di seguito perchè le premesse del racconto sono scheletriche ed essenziali. Le racconteremo dunque, sommariamente, integrandole con la descrizione dell'inizio dell’avventura, la cosa migliore per non perdere il filo del discorso.

Un discreto filmato in computer grafica ci immerge subito nelle fantastiche atmosfere di questa nuova fatica. Le location di Demon's Soul, si scopre fin dai primi vagiti della trama, abbracciano uno stile piuttosto adulto ed oscuro. Cadenti, gotiche, cattive: quasi un pugno negli occhi, un insormontabile ostacolo architettonico, per chiunque dovesse addentrarsi in queste lande desolate. E una manna per chi cercava da tempo qualcosa di diverso dai soliti canoni ludici, a cui questa generazione buonista ci ha abituato. Il distacco da tutta la tradizione ruolistica recente è chiaro non solo quando si parla di stile e design, bensì si intensifica proprio per via delle meccaniche di gioco. Infatti, Demon’s Souls non è un Oblivion alla giapponese né un Final Fantasy all’americana. From Software ha voluto produrre un titolo facente parte di un genere quasi dimenticato, quello dei Dungeon Crawling, che basano gran parte della loro struttura sull’esplorazione e sull'abbattimento metodico dei nemici, focalizzandosi quindi sul potenziamento del personaggio. Poco spazio è lasciato ai dialoghi, e tanto dedicato invece alla scoperta ed al combattimento fisico (tattico, in questo caso: dite addio al button smashing).

In ogni caso, il gioco narra la storia del regno di Boletaria, caduto in disgrazia dopo la rinascita dell’Antico, riportato in vita dal Re Allan. Il risorto ha disseminato su tutti i territori una quantità impressionante non solo di creature dannate, ma anche demoni di proporzioni macroscopiche, i quali seminano il panico e la distruzione tra i malcapitati abitanti, ormai rassegnati all’annientamento. Gli sviluppatori sfruttano questo clichè narrativo per mettervi nei panni del classico eroe chiamato a salvare il mondo una volta per tutte. Un piccolo ma curato editor vi introduce dunque alla campagna, permettendo di dare una ritoccata non solo agli aspetti estetici del vostro alter ego ma -come fossimo di fronte ad un gioco di ruolo d'altri tempi- dandovi anche la possibilità di scegliere la classe di appartenenza. Quest’ultima scelta non va sottovalutata. Le differenze che intercorrono fra le varie "specializzazioni" sono volutamente evidenti. Un mago, ad esempio, non potrà mai diventare un vero maestro della spada, così come un Guerriero non può specializzarsi al massimo nelle magie come potrebbe fare un personaggio focalizzato in quella via. Le classi, comunque, non sono molte, ed il titolo pone l'accento su una personalizzazione non certo mediata da queste poche categorie, bensì mutuata dal miglioramento delle singole abilità durante il prosieguo dell’avventura.

Molto particolare appare anche il sistema di controllo. Sebbene la mappatura sia effettivamente semplice, con i due dorsali utilizzati per l’attacco e difesa, e il resto dei front button chiamato a gestire oggetti o tipologia di offensiva (attacco leggero o pesante, con una o due mani), il gioco richiede una certa meticolosità nel combattimento, ed ogni mossa, anche la più semplice, va studiata in maniera certosina. Da questo punto di vista, Demon's Soul è profondo tanto quanto un picchiaduro: ogni animazione ha i suoi specifici tempi compimento, ogni avversario reagisce in maniera diversa alle diverse azioni (attacco, parata, schivata). Conoscere a memoria i tempi d'esecuzione è fondamentale qualunque sia la sclasse selezionata, si debba scoccare una freccia o un micidiale fendente di spada. E non crediate che si tratti dei classici "paroloni" da articolo sensazionalista. No: Demon’s Soul è letteralmente un titolo “bastardo”. Non vi darà scampo con il suo elevato livello di difficoltà durante le ore di gioco, e la selezione iniziale della classe (ma anche di armi ed equipaggiamento) appare dunque fondamentale per assicurarsi una progressione più tranquilla e vicina alle vostre esigenze. I titolo risulta impegnativo non tanto per la quantità di energia che perderete una volta colpiti dai nemici, ma perché è necessaria una corposa fase di ambientamento, nella quale dovrete riuscire a capire quali sono appunto le armi e le armature adeguate dalla vostra classe, e soprattutto studiare le mosse di ogni avversario: il tempo di attacco, la quantità di danno subito da un determinato colpo, la velocità di ripresa. Non bisogna pensare, poi, che affrontare un nemico a livello 200 (si può arrivare ben oltre il livello700) vi dia la sicurezza della riuscita: qualsiasi avversario può abbattervi, se lo affrontate con superficialità.

Insomma, già dalle prime battute si capisce di avere di fronte un titolo che non propone la classica “passeggiata” tra castelli e luoghi magici. Scuro, opaco e cattivo, Demon's Soul è invece un “gioco di fatica”. Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di spiegare meglio come funziona la struttura ludica.

L’importanza del gioco online


Dopo un piccolo e (poco) esaustivo tutorial (nel quale verrete, per altro, uccisi), sarete introdotti nel Nexus, in sostanza la dimora delle anime perdute. Il gioco infatti utilizza un particolare sistema di rinascita dopo la vostra morte: verrete trasformati in “anime vaganti”, costrette a girovagare per il mondo in cerca della salvezza (e con la metà della vostra energia). Solo sconfiggendo un demone, o attraverso qualche altro raro oggetto, potrete recuperare il vostro corpo. All’interno del Nexus svolgerete comunque tutte le azioni principali prima di qualsiasi missione: potenziamento delle abilità e crescita di livello, acquisto di nuovo equipaggiamento (non sottovalutatelo, ogni arma o armatura va studiata per capire se potete sfruttarla al meglio), apprendimento di nuove magie e panoramica dei punti di trasferimento per i dungeon. Il gioco viene infatti diviso in diverse “mappe”, ognuna con un certo numero di boss (demoni) da sconfiggere. Naturalmente solo dopo l’uccisione di tutte le creature terminerete un’avventura ardua ma appagante, che si protrarrà almeno per una trentina di ore. Alle varie ambientazioni potete giungere cliccando nei punti di trasferimento, e riuscirete ad ottenere anche una dettagliata descrizione del posto ed una sorta di background scenografico (che descrive i luoghi prima dell’invasione demoniaca). Una volta catapultati “in azione”, Demon's Soul appare come pura follia videoludica. L’atmosfera ricreata da From Software è fantastica, e punta quasi verso il realismo: poche musiche (quelle essenziali) e solo un terrificante silenzio, rotto dai lamenti dei demoni, dall’incontro delle spade, e dalle urla di dolore dei vostri malcapitati nemici. Ovviamente, il cast degli avversari tocca comunque le tipologie classiche del gioco di ruolo d’occidente: non-morti, animali giganti, cavalieri dimenticati e qualsiasi cosa vi aspettereste da un titolo dark-fantasy.

Si scopre ben presto, attraversando il mondo di Demon's Soul, che la sua “pienezza” e la sua perfetta caratterizzazione non sono determinate solamente dal magistrale lavoro del Team. Ogni luogo è infatti solcato da altre esistenze, che lasciano messaggi e riempiono gli spazi vuoti con le loro flebili tracce. Il titolo funziona infatti come un mondo persistente online, e l’importanza di questo fattore è fondamentale per diversi motivi. Prima di tutto la possibilità di giocare in cooperativa qualsiasi livello con un amico. In tal senso, basta mettersi d’accordo per poter affrontare liberamente i dungeon in compagnia e provare a limare il livello di difficoltà con due braccia in più. La limitazione comunque imposta dagli sviluppatori è chiara e coerente con lo stile di gioco: i giocatori eccessivamente forti, infatti, non potranno aiutare quelli alle prime armi, nel tentativo sensato di favorire il giusto bilanciamento anche durante gli scontri cooperativi. Peraltro nella collaborazione in Demon’s Souls nasce una sorta di competitività, dato che le anime (la descrizione dettagliata della loro utilità è qualche rigo più avanti) ottenute dalle uccisioni non saranno condivise ma assegnate unicamente al giocatore che ha effettuato l’uccisione. Per proseguire, il comparto online si fregia poi di altre ingegnose e riuscite trovate. Ad esempio, quella dei messaggi di avvertimento. Qualsiasi personaggio può lasciare sulla propria strada un messaggio casuale (già prescritti, sono comunque tanti e di vario tipo) affinchè avvisi il futuro passante di ciò che potrebbe ritrovarsi proseguendo per quella via: un nemico imbattibile per i neofiti, un oggetto speciale, un burrone a sorpresa. Un sistema così naturalmente soffre dei soliti burloni, che potrebbero invitarvi a fare strada scomoda, promettendovi di trovare chissà che cosa, lungo la quale vi aspetta soltanto una morte prematura o, nel migliore dei casi, un nemico troppo forte. Per fortuna, ogni messaggio può essere “votato”, e naturalmente vi invitiamo a portare maggiore fiducia verso gli “scritti” con parecchi consensi o quelli più sensati. Inoltre, per chiudere il discorso incentrato sulla componente online, disseminate per i dungeon faranno la loro comparsa delle chiazze di sangue le quali, una volta “aperte” con un click su X, mostreranno gli ultimi istanti del personaggio che ha perso la vita in quella circostanza: utile soprattutto per carpire che strategia utilizzare in una situazione parecchio complicata. Entrambi questi aspetti sono funzionali alla creazione di un'atmosfera praticamente perfetta, e la sensazione di trovarsi in un mondo attraversato da mille guerrieri, un mondo “faticoso e rude”, in cui il sangue e le parole d'avvertimento sono l'unica scia che è possibile lasciare, entra in risonanza con gli scorci lugubri e cupi, per rendere Demon's Soul un viaggio davvero emozionante.
Dicevamo, anche a livello ludico il gioco non perdona le disattenzioni e la fretta. Nel caso di morte si riparte sempre dall’inizio del dungeon, con le caratteristiche comunque aggiornate all’ultimo combattimento, ma si perdono tutte le anime dei defunti avversari: “oggetti” da non sottovalutare, dato che sono l'unica merce di scambio all’interno del Nexus, per l’equipaggiamento o per i potenziamenti del personaggio. Le anime si possono recuperare nel caso si riesca a raggiungere la propria “chiazza di sangue”, ed in questo caso la vena esplorativa è importante più del combattimento. Guardarsi intorno, dimostrare una curiosità saggia e moderata, è indispensabile per studiare con cura gli intricati dungeon in cui vi troverete: potrete scoprire così scorciatoie e strade particolarmente efficaci per raggiungere in fretta il punto della vostra prematura dipartita. Saper avanzare “considerando il rischio della morte”, e tracciando quindi un percorso sicuro per far fronte all'eventuale sconfitta è una vera e propria necessità, che stimola l'esplorazione metodica e controllata. E bisogna comunque fare sempre attenzione: se si viene uccisi un'altra volta, mentre si cerca i recuperare il prezioso bottino, le anime saranno perdute per sempre. Una strategia ragionata è indispensabile anche per attivare particolari eventi in grado di mettere il proprio avventuriero in una condizione "privilegiata": come se tutto fosse gestito dalle logiche perverse del Karma, evitare sconfitte e morti anche negli scontri più difficili permette di ingraziarsi una certa "simpatia celeste", garantendo ad esempio la possibilità di interagire con qualche personaggio e attivare così quest secondarie dalle ricompense molto speciali.
Demon’s Souls trionfa proprio nel compiacimento e nel gaudio che riesce a donare per i sudati successi, in contrasto all’indubbio -elevatissimo- livello di difficoltà. Nonostante mille morti, tante difficoltà e guai, non riuscirete mai a staccarvi dal gioco, che incanala la spinta agonistica dell'utente, regalandogli una soddisfazione strana. La stessa che scaturiva dai giochi di un tempo, quelli “senza compromessi” (e che forse potranno capire i giocatori di vecchia data), mescolata alla meraviglia della scoperta. Quella soddisfazione che nasce quando per la prima volta si riescono a leggere ed interpretare le routine di un boss che pareva imbattibile; il piacere di un ritrovamento interessante; la curiosità di una porta chiusa in lontananza: tutto questo rende il nuovo nato di From Software l'esperienza di un viaggio in un mondo dimenticato, e non un semplice videogioco. Si ha come la sensazione di vivere in quegli scenari surreali, consapevoli che la follia e le stranezze che permeano le varie location, in fondo penetrano nella vostra mente, per rendervi partecipi del classico -insano- scontro tra bene e male, visto stavolta in una salsa più adulta e oscura.

Demon's Soul, insomma, è il vero trionfo dell’osare e del voler fare qualcosa di diverso: spingendosi così tanto lontano a quelli che sono i canoni di questa generazione, “presente e viva”, From Software ha trovato un mondo che incuriosisce, una “zona perduta” tutta da esplorare ed ammirare. Insomma, giù il cappello di fronte allo sviluppatore giapponese.

Le ombre del comparto tecnico

Volendo essere sarcastici, diremmo che From Software ha mantenuto una verve oscura (stavolta in senso negativo) anche nella realizzazione dell’engine grafico. Scherzi a parte, tutto sommato l’aspetto tecnico-grafico di Demon’s Souls è soddisfacente, ma lascia adito a dubbi. Ad esempio, i modelli poligonali non sono proprio degni di questa generazione, e soffrono peraltro di un sistema di animazione piuttosto superficiale, che si limita a riprodurre tre o quattro azioni di continuo, senza sorprendere mai. Funziona, al contrario, la sensazione scenografica e lo stile delle ambientazioni, capaci di coinvolgere comunque il giocatore, nonostante nessun miracolo grafico, grazie non solo all’incredibile profondità visiva di cui sono dotate, ma anche ad alcune piccole scelte di impatto: raggi di sole che si spezzano su una torre solitaria posta su una montagna in lontananza, raffiche di vento o nuvole tanto oscure quanto minacciose che rendono il giorno buio quasi come la notte. Capita qualche sporadico calo di frame-rate, ma sono situazioni poco frequenti, ed è raro che vi troviate a combattere con tanti nemici contemporaneamente (è pericoloso a sufficienza anche un solo avversario). Buoni, infine gli effetti grafici in generale, e soprattutto la riproduzione dei demoni, tanto poderosa da mettervi il terrore. Garantito. Effetti sonori essenziali ma ottimi, così come la soundtrack, praticamente assente durante le fasi giocate, per lasciar spazio al senso di inquietudine generato dal silenzio.

Demon's Souls E' difficile consigliare Demon's Soul “senza se e senza ma”: diremmo infatti che il suo più grosso “limite” nasce dal suo pregio più importante: è un titolo difficile (parecchio), e vi farà sudare. Eppure siamo dell’idea che senza questo elevato livello di sfida non sarebbe stato lo stesso gioco, ma solo il classico hack’n’slash ambientato in un epoca medievale. Invece, siamo felici che From Software abbia voluto letteralmente fregarsene dello stereotipo dei prodotti di questo genere, regalando al pubblico Playstation 3 un videogioco di ottima fattura, appagante, dalle atmosfere evocative e affascinanti e caratterizzato da un ottimo comparto ludico. Demon’s Souls sarà in grado di accompagnarvi per oltre trenta ore di pura avventura, nel senso letterale del termine. Siamo di fronte ad uno dei migliori titoli esclusivi per il monolite Sony e, forse, davanti alla sorpresa più grande e inaspettata di questa generazione. Se non amate i titoli eccessivamente difficili ed impegnativi, lasciate perdere. Potreste odiarlo, e questo gioco non merita affatto un sentimento del genere. Gli hardcore gamer possono invece esultare: forse -in fondo- questa generazione non è poi “facile” come si crede.

8.3

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