Recensione Demons of the Badlands

Il primo di tre DLC dedicati a Red Faction: Guerrilla

Red Faction: Guerrilla

Videorecensione
Red Faction: Guerrilla
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

All'inizio di questa torrida estate videoludica, THQ ha pubblicato Guerrilla, terzo capitolo della saga Red Faction, primo ad apparire su console Next Generation. Nonostante uno stile abbastanza derivativo, che ha recuperato tutti gli insegnamenti del free roaming classico senza scacciare la sua intrinseca monotonia concettuale, il prodotto Volition ha saputo intrattenere i giocatori più chiassosi, grazie ad un'azione decisamente “esplosiva”. Tratto distintivo del prodotto era infatti la grande interazione ambientale, garantita dall'engine “GeoMod”, che permetteva la distruzione di qualsiasi struttura architettonica si reperisse sulle desolate lande di Marte. Visto il buon successo di pubblico, ecco giungere su PSN e Markeplace il primo DLC di Guerrilla, dal sottotitolo Demons of the Badlands. Questo Add-On, assieme agli altri due che vedranno la luce nel prossimo futuro, andrà a rimpinguare non tanto la dotazione di mappe e skin per il multiplayer, quanto il comparto per giocatore singolo.

I razziatori di Mariner Valley

Le vicende di questo DLC sono totalmente separate rispetto a quelle del capitolo principale, collocate -sul piano temporale- otto anni prima rispetto a quelle vissute da Alec Mason. Cambia dunque anche il protagonista, che in questo è la sensuale Samanya, capo del gruppo ribelle denominato Marauders. Ancora, è tutto nuovo persino il setting della mini-avventura, ambientata tutta nella “Mariner Valley”. Ad onor di cronaca, dal punto di vista dell'ispirazione visiva il nuovo settore del pianeta aggiunge poche novità alla dotazione di location presente in Guerrilla, dimostrandosi forse un po' pallido, con quella sua globale monocromia ed il look da sito minerario.
Certo, è forse troppo chiedere a tutti i DLC virate stilistiche importanti e originali come quelle dimostrate dagli Add-On di Fallout 3, ma almeno avremmo preferito una più marcata diversificazione dell'ambiente di gioco (visto che proprio il capitolo principale ha saputo stupirci su questo fronte).
Fortunatamente, l'impostazione generale di Demons of the Badlands è indovinata ed opportuna. Nella mappa di gioco sono nascoste, oltre alle tre nuove missioni principali, una serie di quest secondarie che è indispensabile portare a compimento prima di raggiungere il “gran finale”. L'espansione conserva quindi la libertà d'approccio caratteristica del genere, tanto che è persino possibile girovagare per la mappa distruggendo gli edifici del potere per mettere in forse la dominazione del consorzio sulla vallata. La progressione, in Demons of the Badlands, è ben ponderata: le prime missioni principali, pur concettualmente affini a quelle del “main chapter” ci permettono di dare sfogo alla nostra “furia distruttrice”, acquisendo familiarità con il corposo arsenale di Sam. Compiendo incarichi primari e secondari, poi, si sbloccano in maniera automatica potenziamenti e altri pezzi d'artiglieria, che rendono le sessioni di gioco decisamente “travolgenti”. Proprio grazie al suo approccio diretto, al munizionamento abbondante, alla disponibilità di cariche esplosive e rocket launcher, il DLC scorre via liscio, spettacolare e dinamico. Il pacchetto si configura insomma come un'estensione del prodotto principale: una nuova zona dove continuare l'opera di distruzione indiscriminata, piuttosto che un altro percorso in salita, fatto di conquiste e punti esperienza.
Demons of The Badlands è, insomma, una sorta di “giocattolone”, un parco divertimenti per le menti più creative. Certo, gli incarichi secondari peccano un po' di ripetitività, mutuati interamente dalle categorie viste e riviste nello Story Mode di Guerrilla, ma almeno il team ha provato a ravvivare le cose, inserendo piccole varianti o nascondendo gli incarichi usuali dietro una nuova facciata, giustificata dal cambio di ambientazione e protagonista. Ovviamente chi del Free Roaming non sopporta l'inconsistenza sottostante, può ben fare a meno di spendere la decina di euro necessaria per l'acquisto, visto che le tre missioni principali, pur orchestrate ottimamente, non veicolano una trama così coinvolgente da incuriosire gli amanti della narrazione digitale.

Red Faction: Guerrilla Demons of the Badlands non è un DLC eccelso. Si sono visti, e si vedranno, esempi concreti di come sia possibile non solo estendere, ma anche innovare la formula di gioco, sempre grazie al rilascio di Add On sulle piattaforme digitali (ci riferiamo, di nuovo, a Fallout o Underworld). Al di là dunque dei facili entusiasmi di buona parte della stampa, resta un prodotto consigliato ai fan, che troveranno una nuova zona in cui scatenarsi, per un pomeriggio roboante.

6.5

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