Recensione Deponia Doomsday

Rufus e compagni per una nuova avventura punta e clicca che sprizza anni ’90 da tutti i pixel. Nonostante la saga fosse stata pensata originariamente come una trilogia, questo inaspettato ritorno è divertente e ben scritto.

Versione analizzata: PC
recensione Deponia Doomsday
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

A volte è difficile dire basta, smetto. C'ha provato Rocky, ma alla fine succede sempre che arriva qualche pugile squattrinato che vuole spaccare il mondo, ed ecco che lo stallone italiano deve tornare sul ring per insegnargli la vita. C'ha provato Terminator, ma ogni volta c'è qualcuno che lo convoca di nuovo e con la scusa dei viaggi nel tempo andare in pensione è praticamente impossibile, per la gioia dell'INPS di Skynet. C'ha provato anche Rufus, protagonista della serie Deponia, avventura grafica e titolo di punta della tedesca Daedalic Entertainment. Aveva anche preparato il gran saluto con un episodio intitolato, non proprio a caso, Goodbye Deponia, terzo e ultimo titolo di quella che, fin dall'inizio, era stata pensata come una trilogia. Ma un po' come Guerre Stellari, se hai successo arriverà sempre qualcuno a chiederti il bis, a convincerti che no, dai, non è ancora il momento di appendere il mouse al chiodo. Così, un po' a sorpresa ma non troppo, ecco Deponia Doomsday, un'avventura grafica punta e clicca che sprizza anni '90 da tutti i pixel.


La macchina del tempo

Il pretesto per ricominciare a raccontare la storia di Rufus e compagni è abbastanza semplice. Dato che la saga di Deponia si era chiusa in maniera abbastanza inequivocabile con il terzo episodio, l'unico modo per dare un senso a un seguito senza doversi arrampicare troppo sugli specchi era scardinare quella costruzione narrativa. In altre parole, c'è una macchina del tempo e Rufus e compagni si troveranno a viaggiare in diversi ambienti e in diversi momenti della storia di Deponia, incontrando vecchie conoscenze, rivivendo alcuni momenti già accaduti oppure visitando universi e realtà parallele in un miscuglio di intrecci narrativi che, incredibile ma vero, funziona a meraviglia. Non vogliamo ovviamente anticiparvi nulla, visto che proprio la trama è probabilmente il punto più forte di questo Deponia Doomsday, ma sappiate che il viaggio è di quelli che intrattengono. Forse manca il grande colpo di scena, come lo splendido finale di Goodbye Deponia per intenderci, ma la trama è scritta benissimo, è divertente, e per gli appassionati della saga è ricchissima di riferimenti e di possibilità per approfondire vecchie conoscenze. Ci sono però alcuni difetti: McChronicle, lo scienziato pazzo che ci aiuterà a viaggiare nel tempo, non è esattamente un personaggio all'altezza di altri co-protagonisti come i mitici Goal e Toni: vi strapperà qualche risata, ma arrivati ai titoli di coda lo cancellerete in fretta. Ci sono anche alcune scene che funzionano poco, mentre a volte sarete obbligati a tornare in ambienti che avete già visitato. In generale, però, Deponia Doomsday riesce a colpire nel segno.

Cosa resterà di questi anni '90

Doomsday è un'avventura punta e clicca di stampo classicissimo, che si ispira ai capolavori degli anni '90 di Lucasarts e compagnia. I fondali sono tutti in due dimensioni e sono disegnati a mano. Le animazioni sono curatissime: a convincerci in particolare sono stati i volti dei personaggi, sempre espressivi e perfetti nei dialoghi. Si avanza di schermata in schermata, sullo stile delle avventure Lucas, con la possibilità di interagire con gli elementi dello sfondo. Potrete raccogliere oggetti, azionare macchinari, parlare con le persone. In generale, il gioco è privo d'interfaccia: il vostro mezzo di comunicazione con il mondo di gioco è il puntatore del mouse. Basta premere il tasto sinistro o destro per compiere delle azioni, che variano in base al contesto. Tutto è molto semplice e intuitivo ma, se proprio avete bisogno di sgranchirvi le ossa, c'è un comodo tutorial che introduce alle meccaniche base. Sparsi nel gioco ci sono anche diversi mini-game, che di solito consistono nel premere più velocemente possibile il tasto sinistro del mouse. Sinceramente queste sono le parti meno riuscite: oltre a risultare un po' forzate sono anche poco divertenti. Immaginiamo possano funzionare su un tablet, ma su PC non funzionano molto bene.

Serve un pollo di gomma?


Oltre a trama e dialoghi, l'altro grande punto di forza di Deponia sono sicuramente i suoi puzzle. Ogni schermata di solito richiede la risoluzione di uno o più enigmi per poter andare avanti. In generale, siamo in perfetto territorio Lucasarts: bisogna osservare ogni dettaglio (in aiuto c'è un tasto che permette di vedere subito quali sono i punti con cui è possibile "interagire" in ogni schermata), quindi raccogliere oggetti e cominciare a ragionare. Gli oggetti ovviamente possono essere combinati tra loro per creare nuovi strumenti: una bomboletta spray e un accendino, ad esempio, possono diventare un comodo lanciafiamme tascabile. Gli enigmi sono realizzati davvero molto bene, e non mancano alcuni punti in cui il gioco diventa (volutamente) illogico, con soluzioni che diventano sempre più creative e imprevedibili. Insomma, se ricordate il pollo di gomma con la carrucola del primo Monkey Island, sapete cosa aspettarvi. Chiudiamo con un veloce accenno alla realizzazione tecnica: il gioco non richiede specifiche hardware complesse (gira senza problemi anche su macchine molto vecchie). Il sono è molto curato, in particolare modo nei dialoghi, disponibili però solo in inglese. Se non parlate la lingua di Sua Maestà, potrete rifugiarvi nei sottotitoli, a patto però di sapere lo spagnolo, il portoghese, il tedesco, il francese o il russo. No, niente italiano per il momento. Il distributore italiano del gioco, Adventure Productions, ha già annunciato che a giugno porterà il titolo nei negozi in un'edizione fisica che conterrà anche il doppiaggio in italiano (e sarà un gran lavoro, visto che ci sono circa 70 voci in Deponia Doomsday) e che, per allora, doppiaggio e sottotitoli verrano inclusi anche nella versione digitale. A voi decidere se aspettare o meno: per il momento, però, sappiate che la versione attuale non comprende né voci né sottotitoli in italiano.

Deponia Doomsday Serviva un altro episodio a Deponia? La risposta è senza dubbio sì. Deponia Doomsday forse non è il miglior titolo della serie, e certamente nel nostro cuore non occupa lo stesso spazio del terzo capitolo. Ma questo non toglie che Doomsday è una bellissima avventura, scritta molto bene, con alcuni personaggi e scene che ricorderete a lungo. Certo, alcuni mini-giochi sembrano aggiunti un po' a forza e ci sono alcuni momenti un po' di stanca, ma Doomsday è un viaggio divertente, esilarante, che tutti gli appassionati del genere dovrebbero provare. E' un omaggio alle vecchie avventure punta e clicca, perfetto per i giocatori più "navigati", ma è anche un titolo capace di mettere a proprio agio chi non hai mai provato un titolo simile. Insomma, bentornato Rufus: tanto lo sapevamo che prima o poi ti avremmo rivisto...

8

Che voto dai a: Deponia Doomsday

Media Voto Utenti
Voti totali: 9
7.7
nd