Destiny: I Signori del Ferro, la recensione

Siamo tornati nel mondo di Destiny per giocare a Rise Of Iron, un'espansione che convince su tutta la linea, con l'unica pecca di non aver osato troppo.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Destiny: Rise of Iron
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One

Destiny è uno dei progetti più riusciti, solidi e coinvolgenti di questa generazione. Nonostante abbia conosciuto alti e bassi, ha il pregio di aver creato una community incredibilmente coesa e appassionata, capace per esempio di far implodere i server al day one della nuova espansione Rise of Iron. Pochi sono i titoli che sono stati in grado di rimanere sulla cresta dell'onda per la bellezza di tre anni, e lo shared world shooter di Bungie è nato proprio con questa intenzione: creare un'esperienza che sia duratura, che abbia una sua invidiabile continuità e avvinca i giocatori rendendoli partecipi dello sviluppo e dell'evoluzione del mondo di gioco. C'è da dire tuttavia che il team di sviluppo ha commesso, in passato, anche qualche passo falso: l'Oscurità Oltre e il Casato Dei Lupi non hanno convinto il pubblico, risultando espansioni per certi versi frettolose e senza le idee chiarissime. Proprio il lavoro svolto durante l'anno uno, insomma, ha rischiato di compromettere gli obiettivi del progetto. Per fortuna Bungie è tornata in carreggiata: eccoci qui, ad inaugurare il terzo anno di attività di quest'incredibile FPS dal gameplay unico, capace di unire l'immediatezza di uno shooter alla ricerca e all'applicazione di un MMO qualsiasi. Stimolati dalla promessa e dal desiderio che Rise Of Iron sia anche solo lontanamente figlio del riuscitissimo The Taken King, ci siamo armati di pazienza e coraggio, e ci siamo addentrati nelle Terre Infette alla ricerca della potentissima tecnologia SIVA per vendicare i Signori del Ferro. E l'avventura che abbiamo vissuto è stata davvero incredibile.

Un'antica minaccia

Uno dei meriti più grossi che si devono attribuire a Bungie, è quello di saper imparare dai propri errori: l'universo di Destiny è bellissimo e ricco di storie interessanti, che purtroppo non sempre sono state raccontate nella maniera corretta. Anzi, spesso sono rimaste sottotraccia. A partire da The Taken King, invece, la tendenza si invertita, e la sofwtare house americana ha veicolato in maniera più chiara e sopratutto più esaustiva la storia del proprio gioco, dando un filo più logico alle proprie main quest e inserendo cut-scene che mettano più in vista la mitologia del mondo di gioco, composta dalle storie dei Guardiani, delle Avanguardie, del Viaggiatore. Rise Of Iron non si smentisce, raccontando in maniera concreta ed ordinata il sacrificio e la rinascita dei Signori Del Ferro, riuscendo ad immergere il giocatore in un'atmosfera di nostalgica inquietudine.
A dare una mani ci pensa anche da un livello artistico semplicemente ammaliante. La cifra stilistica scelta per questa espansione è da far mancare il fiato, le Terre Infette, spazzate dal vento gelido di un inverno eterno, riescono a farci provare una sensazione di pericolo costante, trasmettendo l'orrore della desolazione e dello sconquasso che hanno subito a causa dei Tecnosimbionti. Per non parlare del Picco di Felwinter, che nonostante sia un'area social discretamente ristretta, è perfetta sotto ogni punto di vista.
Come ogni MMO che si rispetti però, oltre alla quest principale (molto bella ma purtroppo limitata ad una manciata di missioni) quello che interessa è la modalità di progressione del personaggio e soprattutto l'endgame, vera anima del gioco. La metodologia adottata per scandire il progresso del nostro Guardiano e stimolare i giocatori a compiere le varie attività ci è parsa francamente uno degli aspetti più riusciti: tramite il Registro dei Signori del Ferro, che ripropone la struttura dei Momenti di Trionfo, dovremmo completare una serie di obiettivi divisi fra PvE e PvP, che faranno salire di grado il Registro, sbloccando nuove ricompense. Il sistema funziona perché riesce a dare un certo ordine alla crescita del personaggio, offrendo dei punti di riferimento concreti.Il viaggio verso il nuovo level cap, invece, passa attraverso gli stessi sistemi: Assalti, Incursione, e Prove Di Osiride. Sotto questo punto di vista Rise Of Iron non propone grosse novità, piuttosto ricalca una metodologia già ben conclamata e apprezzata, strizzando un occhio ai fan, che si sentiranno sicuramente a casa. Per fortuna il nuovo sistema di Drop ci pare bilanciato e interessante, permettendo di salire gradualmente: di pochi punti luce, ma con una certa costanza. Ovviamente per crescere oltre il livello 365 dovremo dedicarci esplicitamente all'incursione, oppure consumare tonnellate di Tre di Ori per sperare di acchiappare un engramma esotico. Ci sembra una filosofia nel complesso azzeccata, che lascia alle attività più complesse e difficili il compito di pennellare la progressione ad alti livelli, ma che permette anche a chi vuole dedicarsi agli assalti di raggiungere un livello di luce che possa renderlo utile e competitivo.

Supremacy

Nel momento in cui scriviamo devono ancora uscire le nuove Prove Di Osiride, e per questo la valutazione del PvP è rimandata: per valutare il bilanciamento, il più importante fattore di criticità che Bungie dovrà disinnescare, dobbiamo necessariamente aspettare le prime statistiche dei match. Sappiate però che in Rise of Iron avrete a disposizione una nuova modalità, Supremazia, che riprende in toto le dinamiche del famoso Kill Confirmed. Nonostante non sia proprio originalissima, saprà comunque divertirvi, anche in virtù del fatto che è parte fondamentale nella progressione del Registro Del Ferro.

Non mancano, in ogni caso, diversi segreti, con alcune Questline Esotiche ancora top secret, e altre invece ottenibili più facilmente: al termine di questi incarichi riceverete armi che ben conosciamo, e alle quali siamo particolarmente affezionati. Se invece cercate una valida alternativa alle attività sopracitate, allora è il caso di buttarsi nella Forgia Degli Arconti: una modalità che riprende le dinamiche della Prigione degli Anziani e della Corte di Oryx, presentando al giocatore orde di nemici da sconfiggere a seconda della chiave con la quale attivate la modalità, e che daranno ricompense basate ovviamente sul grado di difficoltà. È questa, tuttavia, una delle novità meno interessanti del pacchetto: sulla lunga distanza gli scontri si fanno molto ripetitivi, e sicuramente meno interessanti rispetto a quelli contro le aberrazioni dell'Alveare sull'Astrocorazzata (che avevano alcune dinamiche particolari, simili a quelle dei Boss degli Assalti). Lo spunto è buono, ma Bungie deve invogliarci con ricompense migliori ed una maggiore diversità.

La Furia delle Macchine

Immaginate l'ansia che attanaglia i ragazzi di Bungie al momento di creare una nuova Incursione, attività "principe" di Destiny e fulcro dell'esperienza ludica proposta dal loro sparatutto. In questi tre anni è stata tentata più volte l'impresa di raccogliere e superare l'eredità della maestosa Volta di Vetro. Anche se l'ultimo Raid, La Caduta di un Re, ha mostrato ottimi spunti, complessivamente l'obiettivo si è rivelato più ostico del previsto. Contro ogni più rosea aspettative, Rise of Iron riesce a far centro. L'esperienza con Wrath of the Machine è unica, dinamica e travolgente: Furia Meccanica è probabilmente ad oggi la miglior incursione mai concepita, capace di impegnare ma al contempo di divertire, proponendo dinamiche fuori dagli schemi, obiettivi mai visti durante le quest regolari, e mettendo in scena un level design che sopratutto nella parte finale lascia a bocca aperta.

Equilibrata e ben assortita, alterna le classiche boss fight a momenti più rilassanti dedicata al platforming e all'esplorazione, alla ricerca degli ormai consueti segreti che sappiamo essere una piacevole costante. Il fattore originalità è l'elemento dominante: senza voler scendere nelle specifico rischiando cosi di rovinare l'effetto sorpresa, vi diciamo che ogni battaglia ha la peculiarità di richiedere approcci differenti e inediti. Oltre al fattore difficoltà, quindi, c'è anche una grossa componente di scoperta che vi chiederà di applicarvi per capire come superare certi passaggi, cercando di eliminare il boss nel minor tempo possibile. Credeteci quando diciamo che il sapore di questo nuovo raid è unico nel suo genere, e riuscirà senza dubbio a risvegliare l'entusiasmo che fino ad oggi era rimasto sigillato nella camera di Atheon.

Destiny: Rise of Iron Rise Of Iron è probabilmente la miglior espansione di Destiny per quanto riguarda la qualità dei contenuti: campagna PvE immersiva ed artisticamente al top, progresso del giocatore ben strutturato, e un'incursione che ad oggi rappresenta l'apice della produzione. Certo, era forse lecito aspettarsi qualche azzardo o innovazione, piuttosto che la proposta di una struttura già vincente e amata dai fan. Ma contando che questa sarà con ogni probabilità l'ultimo DLC prima del nuovo corso del brand, Rise of Iron va considerato un ottimo lascito e un atto d'amore nei confronti di una community che non ha mai smesso di popolare l'universo di Destiny. In attesa di scoprire quale futuro Bungie immagina per il suo Shooter, godiamoci le gesta dei Signori Del Ferro, visto che tanti sono ancora i segreti da scovare e le attività da scoprire. L'arrivo delle Prove di Osiride, del livello Hard dell'incursione, ed il ritorno della Sparrow Racing League ci terranno impegnati anche nei prossimi mesi.

8

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