Recensione Deus Ex: Human Revolution - The Missing Link

Recensito il primo DLC dell'ultimo Deus-Ex

Deus Ex: Human Revolution Director's Cut

Videorecensione
Deus Ex: Human Revolution Director's Cut
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' passato poco più di un mese dal rilascio di Deus Ex: Human Revolution, e già è in dirittura d'arrivo il primo, corposo DLC per l'avventura Sci-Fi di Adam Jensen. Dedicato esplicitamente al pubblico dei fan, “L'Anello Mancante” (“The Missing Link” in originale) copre il “buco narrativo” che ha visto sparire dalla circolazione il protagonista per tre giorni, imbarcato su una nave della Belltower con destinazione sconosciuta. Il contenuto aggiuntivo, dunque, resta totalmente indipendente dalla trama principale, ma con essa si intreccia per i numerosi riferimenti a personaggi ed eventi. E' bene però sottolineare che The Missing Link rivela ben pochi retroscena, restando opportunamente in disparte e rivendicando una certa autonomia narrativa. Nonostante il nome di Megan Reed spunti qua e là, alla fine il plot aggiunge ben poco alle conoscenze del videogiocatore, e questa mini avventura resta inevitabilmente “fra parentesi”.

Anello Mancante

L'avventura comincia con il protagonista intrappolato all'interno della pancia metallica di una grossa nave da carico. Legato ad una sedia speciale, i cui impulsi elettromagnetici inibiscono i poteri degli innesti, Jensen sopporta con stoica resistenza i colpi non troppo gentili degli ufficiali di bordo, che lo hanno scovato e lo trattano come un clandestino. Dopo il filmato iniziale comincia una breve chiacchierata con la guardia che ci sta torturando: si capisce che nessuno è conoscenza dell'identità di Adam e del motivo per cui si è infiltrato nella nave. Lasciato a se stesso, Jensen riesce a fuggire quando l'alimentazione della sedia che lo tiene prigioniero si interrompe misteriosamente.
La prima parte di questo DLC vedrà il giocatore impegnato a cercare il suo equipaggiamento, avanzando circospetto per i corridoi della nave. Accedendo dall'inventario alla pagina dei potenziamenti scopriamo di avere a che fare con un Alter-Ego non proprio in formissima: alcuni punti Praxis sono stati distribuiti nei vari Skill Tree, ma si può fare ben poco. Solo i terminali di livello 1 possono essere violati, la corazza non è stata potenziata e persino le cadute dall'alto risultano moderatamente fatali.
Come vedremo questo impone al giocatore un'attenzione meticolosa nell'avanzamento, attenta e precisa, senza la benchè minima distrazione. Nel corso dell'avventura si riesce a recuperare una decina scarsa di Kit Praxis, ed in tal maniera è possibile potenziare le doti legate all'Hacking (assolutamente fondamentali), sbloccare la mimetizzazione ed eventualmente un potenziamento per l'armatura (in previsione degli “incidenti di percorso”) o la possibilità di sollevare oggetti pesanti. Resta il fatto però che in certe situazioni l'avanzamento appare abbastanza frustrante: per i terminali di livello troppo alto si devono recuperare le password, spesso nascoste nei palmari delle guardie, e ripulire la zona con poche batterie, armi non silenziate e mezzo pugno di munizioni diventa una pratica molte volte tediosa, che costringe a diversi “Trial and Error” frammentati da tempi di caricamento francamente snervanti. Con occhio attento e molta pazienza si possono sfruttare i numerosi condotti che corrono da una stanza all'altra, spostando cassoni per rivelare grate e botole. L'approccio totalmente stealth sembra pagare più che in altre occasioni, dal momento che spesso si è costretti in ambienti abbastanza ristretti e cavarsi d'impiccio non è cosa facile.
Nella prima parte dell'avventura, comunque, si procede all'interno dalla nave, mentre procedono le operazioni d'attracco. L'incedere abbastanza lineare viene interrotto da una marginale sub quest, ma globalmente la prima ora di gioco scorre senza sorprese. Una volta usciti allo scoperto, invece, dovremo porre la massima attenzione alle pattuglie allertate dalla nostra fuga, muovendoci in un'enorme base segreta, con l'aiuto di un infiltrato intenzionato a sabotare i loschi piani della Belltower. Che ci sia qualcosa di malato e perverso dietro le azioni del gruppo paramilitare è chiaro fin da subito, e quando si scoprono le nefandezze compiute in un organizzato centro di detenzione la determinazione a smontare l'intera operazione si farà decisamente più pressante.
Nel corso delle quattro ore di gioco la trama procede in maniera abbastanza prevedibile, ma non mancano momenti più intensi e dai toni fortemente drammatici, smussati solo lievemente da una recitazione perlopiù monocorde, e da un accompagnamento musicale che, così come accade nell'avventura principale, non mostra troppo mordente.
In generale tuttavia i retroscena sulle azioni della Belltower, nonché una parte finale molto animata (con tanto di fuga rocambolesca, allarmi ed emergenze da sventare), compiaceranno i fan di Human Revolution. E un peccato però che l'ultima ora dell'avventura sia funestata da un Backtracking eccessivo, che ci conduce avanti e indietro facendoci attraversare soltanto una coppia di enormi stanzoni. Una soluzione poco elegante per allungare la longevità del pacchetto, tutto sommato molto superiore a quella di altri Add-On. Avremmo preferito senza ombra di dubbio qualche missione secondaria in più: la coppia di SubQuest che ci viene messa a disposizione, invece, è sbrigativa e del tutto marginale, e ci concede appena qualche sconto dall'unico vendor nei paraggi e un lanciamissili del tutto superfluo (vista la necessità di tenere un basso profilo nella maggior parte dei casi).
Bisogna poi citare la presenza dei difetti ormai ben noti del prodotto, fra cui un riuso quasi stressante di elementi scenici, ed anche stavolta un'influenza appena accennata delle “scelte morali” in fatto di assalti letali. Tuttavia sappiamo che queste magagne non scoraggeranno i fan, rapiti ancora una volta dal fascino dell'ambientazione e delle personalità che popolano il mondo di Deus Ex. Certo, la generale monocromia fa ben poco per sottolineare una lievissima variazione stilistica (che pure va registrata) rispetto alle location dell'avventura principale.

Deus Ex: Human Revolution The Missing Link è un buon DLC, ma non un'espansione eccezionale. Questo Add On parte col piede giusto, ma si imbatte in problemi di progettazione e design dopo le prime ore di gioco, quando un backtracking troppo invadente e la difficoltà nel gestire tutte le situazioni con i pochi innesti disponibili rendono frustrante la progressione. Resta però un'avventura abbastanza lunga (anche se l'assenza di Side Quest la rende più arida di quanto non ci si aspettasse), che pur non regalando nuove informazioni di vitale importanza per comprendere meglio gli eventi dell'avventura principale, propone un plot con qualche spunto interessante. Assolutamente imbarazzante è però il prezzo. L'anello Mancante sarà pure corposo, ma 15 euro o 1200 Microsoft Points sono un costo francamente esoso e fuori parametro, che Square Enix dovrebbe limare entro breve, se vuole sperare in uan diffusione decente. Per gli appassionati e i completisti può essere consigliato, gli altri possono lasciar perdere adesso e attendere un paio di Price Drop.

6.5

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