Recensione Deus Ex: Icarus Effect

Il nuovo romanzo dedicato al futuro di Adam Jensen

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il trend della pubblicazione di romanzi e fumetti per supportare il lancio dei più importanti videogiochi dell’anno non accenna a diminuire e anche il terzo capitolo di Deus Ex, disponibile da un mese e mezzo e in procinto di ricevere i primi contenuti aggiuntivi, non è da meno.
Il romanzo intitolato Icarus Effect è ambientato nello stesso mondo di Human Revolution, basando le fondamenta della propria trama sulla stessa situazione socio-politica del videogioco e legandosi allo stesso in alcuni punti, nei quali la storia delle due opere si interseca.

Due protagonisti

Se Human Revolution segue le gesta di Adam Jensen, responsabile della sicurezza per la Sarif Industries, rimanendo invischiato in giochi di potere più grandi di lui che lo porteranno a perdere gran parte della sua umanità in un attacco terrorista, Icarus Effect sposta l’attenzione su due personaggi differenti che, almeno all’inizio della vicenda, si trovano in due emisferi del globo differenti.
Anna Kelso è un agente governativo che, suo malgrado, rimane coinvolta in un attentato ad un senatore, perdendo in battaglia tutti i propri compagni di squadra ma salvando la vita al politico.
Poco dopo la convalescenza in seguito alle ferite riportate, però, i primi dubbi inizieranno ad affiorare e con il ritorno dei ricordi anche le incongruenze nei rapporti diventeranno lampanti, spingendo la Kelso prima a coinvolgere i propri superiori e poi, non ottenendo il supporto sperato, ad approfondire personalmente le proprie indagini, andando contro gli ordini ufficiali, spinta dalla volontà di scoprire la verità in modo da onorare la memoria dei colleghi e del proprio mentore, caduto proprio durante l’attacco.
Dall’altra parte del mondo Ben Saxon, ex agente dei servizi segreti britannici, ha ormai cambiato datore di lavoro e lotta come mercenario nel conflitto australiano. Durante una missione gli eventi prenderanno una piega simile a quelli che hanno coinvolto la Kelso negli Stati Uniti: tutta la sua squadra verrò sterminata dall’attacco di una squadriglia di droni nemici, in una zona nella quale l’intelligence aveva garantito piena sicurezza.
Unico sopravvissuto, Saxon si ritroverà in ospedale, ricostruito in maniera simile a Jensen, con un enigmatico visitatore che gli chiederà nuovamente di cambiare bandiera, promettendogli una giusta vendetta per quanto accaduto.

Viaggio intorno al mondo

Le due sottotrame vengono narrate alternando i capitoli, dando ampio spazio ad entrambi i personaggi e ai due differenti punti di vista sulla vicenda che, solo in un secondo tempo, si unirà in un’unico filone comune, riunendo i protagonisti.
Il legame con Human Revolution viene rimarcato grazie all’ambientazione, un mondo del 2027 in piena fase di transizione, grazie all’ascesa dei potenziamenti che mettono l’intera umanità in dubbio sul come porsi verso una tecnologia così rivoluzionaria, in grado di cambiare il presente in pochissimo tempo e plasmare il futuro in maniere imprevedibili, molte delle quali completamente fuori controllo.
Inoltre i nuovi compagni di ventura di Saxon, una squadra di agenti che operano ai confini di ogni legge e che si fanno chiamare Tiranni, risulteranno essere gli artefici dell’attacco alla Sarif nel quale Jensen rimarrà pesantemente coinvolto.
Il libro, però, fornisce una punto d’osservazione collaterale sull’evento, non accogliendo mai Jensen sulle sue pagine ma utilizzandolo solo come punto di contatto tra le due opere, apparendo sui tablet degli agenti durante i briefing prima della missione.
Nella narrazione, infatti, non viene approfondito l’intero attacco, anche perché il ruolo di Saxon sarà di copertura e si concentrerà su dei bersagli collaterali, dando ad altri suoi compagni l’onere di intervenire in prima persona nel palazzo della compagnia.
Sullo sfondo, quindi, rimane l’immensa cospirazione che muove i fili del mondo, nel tentativo di manipolare gli eventi che potrebbero portare l’intero ordine mondiale verso territori inesplorati, a causa dell’impatto che i miglioramenti cibernetici potrebbero apportare all’intera umanità.

Occasione (in parte) sprecata

Icarus Effect riesce quindi a ricreare la particolare atmosfera offerta da Human Revolution: un mix tra lo stile Cyberpunk classico, dell’era Gibson/Sterling, e un’estetica molto moderna, basata sull’alternanza di materiali freddi e colori accesi, risultati indigesti a molti ma sicuramente in grado di dare una caratterizzazione del tutto particolare, traguardo importante per Ubisoft Montreal.
Quello in cui Icarus Effect fallisce è nei contenuti puri: grazie al romanzo era possibile osare di più, evitando di proporre una trama che punti quasi tutto il suo appeal sull’azione, approfondendo in maniera solamente parziale i personaggi e non dando abbastanza risalto alle vicende collaterali, che hanno portato ai fatti narrati.
Se davvero Icarus Effect voleva rappresentare un buon compendio a Human Revolution, avrebbe dovuto puntare maggiormente tra lo scontro di classe tra persone comuni e augmented, sottolineando il dubbio che serpeggia tra la popolazione in materia, nella difficoltà dei politici nell’affrontare e regolamentare il fenomeno, nell’etica dell’uso di certe modifiche al corpo e nell’impatto sociale che si andrebbe a creare se una tecnologia fosse davvero disponibile, da domani, soprattutto per i più facoltosi.
L’occasione sprecata, quindi, è proprio qui: Human Revolution mette in risalto argomenti ed idee che potrebbero davvero far riflettere sul nostro mondo e su uno dei possibili futuri, con il romanzo che dovrebbe rafforzare tale obiettivo e, invece, punta sulla spettacolarità, di fatto non andando nella direzione giusta e risultando, in questo, una lettura divertente ma tutt’altro che all’altezza di certe opere di fantascienza, visionarie ed illuminanti.
E’ l’ennesima dimostrazione che i romanzi legati ai videogiochi potrebbero puntare più in alto, rivolgendosi non solo al pubblico degli appassionati ma raggiungendo anche quello dei lettori che non si interessano particolarmente al mondo del divertimento interattivo.

Deus Ex: Icarus Effect Icarus Effect è una buona lettura per chi è rimasto soddisfatto da Human Revolution e vuole nuovamente immergersi in quel mondo, da un punto di vista differente che non completa l’esperienza ma fornisce un altro spiraglio per comprenderlo. Il medium romanzo, però, viene utilizzato per meri scopi commerciali, fallendo nel voler approfondire argomenti così interessanti, sicuramente analizzati in modo più completo da altre opere letterarie del passato.

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