Recensione Diablo 3

La versione console dell'hack and slash di Blizzard colpisce nel segno.

Diablo 3

Videorecensione
Diablo 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sebbene chiamata a gran voce dai gamer di tutto il mondo, Blizzard Entertainment non si è mai schiodata dalla sua posizione di software house per PC, ripudiando nel corso degli ultimi anni tutte quelle piattaforme che non utilizzassero il mouse e la tastiera come input device. Molti di voi ricorderanno StarCraft Ghost, action in terza persona realizzato proprio da Blizzard in collaborazione con Nihilistic Software, un gioco dallo sviluppo molto travagliato (e discusso) che non vide mai la luce perché non conforme agli standard qualitativi minimi di cui l'azienda ha sempre fatto dogma. La verità non è che Blizzard non ci abbia mai provato o pensato: è infatti sufficiente pensare ai primi giochi sviluppati dall'azienda, come The Lost Vikings o Blacktorne, action platform sviluppati nei primi anni '90 per le console SEGA e Nintendo. Per ottenere il successo bisogna avere le carte in regola e la chance di vincere, e senza di queste la software house americana preferisce evitare inutili rischi. Il mercato cambia e cambiano le esigenze, non solo quelle dei giocatori, ma anche (e soprattutto) quelle di developer e publisher, che si trovano a dover fare i conti con cambi di trend, di gusti e un approccio al videogame ormai sensibilmente diverso rispetto a quello di soli dieci anni fa. Dopo quasi vent'anni sulla piattaforma personal computer, Blizzard esce allo scoperto con Diablo 3, hack'n'slash dark fantasy che ha diviso il pubblico lo scorso anno, grazie ad un gameplay al tempo stesso vicino e lontano dalla tradizione del franchise, ma soprattutto a causa di un sistema always online che non è stato digerito da tutti. Con la versione console del gioco la casa californiana opera delle interessanti scelte di sviluppo, tra cui l'abolizione dell'always online e della casa d'aste, bilanciando ex novo il gameplay per adattarlo all'utilizzo con il joypad controller.

DA TRISTRAM, VERSO LE FIAMME DELL'INFERNO

Le vicende di Diablo 3 sono ambientate nello stesso mondo dei precedenti episodi per PC, sebbene Blizzard abbia creato quello che potrebbe essere quasi considerato un reboot, dato che i collegamenti e le connessioni con le vicende narrate in precedenza sono vaghi, indistinti e quasi sempre superflui. A vent'anni di distanza dall'uccisione del Signore della Distruzione Baal (Diablo II: Lord of Destruction) il demone che aveva corrotto la Pietra del Mondo, una stella cade dal cielo, distruggendo la cattedrale della cittadina di Tristram. L'anziano Deckard Cain e la sua nipote adottiva Leah sanno che il tragico evento è ben più che una mera coincidenza: l'impatto di quello che a prima vista sembrerebbe un corpo celeste, risveglia inferocite orde di non morti e demoni. Toccherà ovviamente a noi, misteriosi eroi provenienti da terre lontane e sconosciute, riportare l'equilibrio in Sanctuarium, mietendo migliaia di vittime tra l'esercito demoniaco, fino al combattimento finale. Ribadendo quanto scritto nel nostro precedente hands on, il gioco di Blizzard sembra fatto apposta per le console: leggero, veloce, rapido nei caricamenti e perfettamente adatto al sistema di controllo con il joypad controller. Prima di avviare il gioco, installiamo l'intero contenuto del DVD sul disco rigido della nostra Xbox 360, attendendo i soliti 10 minuti abbondanti per il trasferimento completo dei dati.

"Il gioco di Blizzard sembra fatto apposta per le console: leggero, veloce, rapido nei caricamenti e perfettamente adatto al sistema di controllo con il joypad controller."

Il menù e le schermate di caricamento sono le stesse cui hanno goduto i giocatori PC lo scorso anno, semplici e di chiara lettura, riccamente decorate con fronzoli e ninnoli gotici: uno stile artistico che da sempre contraddistingue l'epopea dark fantasy della software house californiana. La scelta del character è lo scoglio iniziale per il giocatore alle prese con un RPG, un'ardua selezione che sancisce non solo l'approccio al combattimento per tutta la durata del gioco, ma anche la semplicità nell'affrontare determinate situazioni, come l'early game, i dungeon o i boss. Solitamente il mago fatica nelle prime fasi di gioco, diventando potente e temibile solo quando raggiunto un certo livello e la conoscenza degli incantesimi più forti, mentre il guerriero, al contrario, inizia con gran facilità e finisce col dover evitare alcuni particolari mob o i nemici che attaccano numerosi dalla distanza. I realtà in Diablo III le classi sono tanto ben bilanciate da non creare scompensi di questo tipo. La scelta di molti giocatori alle prime armi ricade sul Barbaro, un possente guerriero che ricalca lo stereotipo di Conan dello scrittore statunitense Robert E. Howard. Dal fisico imponente e statuario, il Barbaro è un tenace combattente che ripudia l'armatura completa indossata dai fratelli guerrieri, preferendo destrezza, forza bruta e una pesante ascia bipenne. Il Mago non ha bisogno di particolari introduzioni: preferisce attaccare dalla distanza e fare affidamento sul potere arcano piuttosto che su quello dei muscoli. È forte, temibile e se usato con criterio può rivelarsi una classe estremamente duttile e adatta ad ogni situazione e approccio. La terza classe disponibile è il Cacciatore di Demoni, una sorta di rivisitazione in chiave moderna del cacciatore di mostri, una specie di Van Helsing in salsa ninjutsu, che utilizza delle micidiali balestre in grado di sparare letali raffiche di colpi. Evolvendo e aumentando di livello, sarà possibile piazzare trappole per rallentare gli avversari, oppure lanciare bombe per stordire e indebolire i nemici circoscritti nell'area. Se volete osare con qualcosa di ancor più esotico, allora potreste creare un Monaco, efficiente nelle arti marziali quanto un monaco Shaolin, un guerriero che incanala l'energia spirituale, facendola infine esplodere in micidiali raffiche di colpi. Ultimo ma non per importanza, troviamo lo Sciamano, una specie di stregone vudù in grado di creare un ponte di connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, una classe tanto misteriosa quanto affascinante. Ai primi livelli può fare poco, come sparare dardi avvelenati con la sua cerbottana e far spuntare braccia di zombi dal terreno per rallentare gli avversari: ma avvicinandosi al level cap sarà in grado di fare cose straordinarie e temibili, tra evocazioni e magia nera.

UN JOYPAD CONTRO L'ARMATA DELLE TENEBRE

La mappatura del joypad controller, nel nostro caso quello di Xbox 360, è intelligente e ben studiata, confermando un sistema di controllo che funziona egregiamente anche su console. Lo stick analogico sinistro permette di muovere il personaggio sulla mappa, mentre il destro proietta l'avatar nella direzione scelta con capriole e piroette, per schivare i colpi in arrivo. Il pulsante A è dedicato al colpo - o fuoco - primario, mentre il grilletto destro al colpo secondario o potere d'utilità. Quando il personaggio acquisisce nuove capacità e poteri, allora possiamo premere gli altri pulsanti per rendere il nostro stile di combattimento più ricco, vario e imprevedibile. Il battle system è velocissimo, frenetico, indubbiamente uno dei maggiori punti di forza del titolo, nonché elemento attorno al quale è costruito il gameplay del famoso hack'n'slash. Pur funzionando egregiamente, il joypad risulta meno preciso rispetto al mouse e alla tastiera: un'accoppiata più rapida e funzionale per questo genere di giochi. Impugnando il controller ogni tanto capita che un incantesimo venga lanciato oltre al bersaglio, addirittura al di fuori del campo visivo, sporadicamente e comunque mai intaccando il divertimento o minando l'esperienza di gioco. Per ripristinare la salute ci si può avvalere delle classiche pozioni curative, da assumere all'occorrenza premendo il pulsante LB del controller, oppure tramite i drop che rilasciano casualmente i nemici quando uccisi. La croce direzionale è dedicata a scorciatoie o menù d'utilità: per esempio premendo "su", possiamo scorrere rapidamente gli oggetti nel nostro inventario e selezionare quello che vogliamo equipaggiare; se invece premiamo "giu", richiamiamo la mappa di gioco per osservare nel dettaglio la nostra ubicazione o quella della nostra meta.

"Il vero punto di forza della produzione Blizzard è il gioco cooperativo, che tanto nella versione PC quanto in quella console, completa l'esperienza grazie ad una modalità ricca e piena di sfaccettature."

Con il pulsante Select si richiama il menù del personaggio, dal quale possiamo selezionare e cambiare l'equipaggiamento o le skill da utilizzare in gioco. Inutile dire che con il mouse e la tastiera, la navigazione tra menù complessi è comunque più semplice; in questo caso basta un po' di pratica e qualche ora di gioco per prendere dimestichezza con i comandi e con l'interfaccia. Il menù del nostro avatar - o character sheet se preferite - presenta la classica ruota da scorrere comodamente con l'ausilio dello stick analogico sinistro, il sistema certamente più rapido e intuitivo per navigare un'interfaccia di questo tipo con il controller. Con Diablo III non aspettatevi il gioco di ruolo ricco di personalizzazioni e strade da percorrere. Lo sviluppo del personaggio è assolutamente lineare e le skill, attive e passive, si sbloccanno automaticamente nel corso dei 60 livelli necessari a raggiungere il level cap. Da questo ne deriva che il gioco si fonda sulla build di poteri che vi portate appresso e che utilizzate per combattere, unita ovviamente ad un equipaggiamento customizzabile, da potenziare tramite l'infusione di rune magiche.
La campagna è composta da quatto atti, ognuno caratterizzato da una diversa ambientazione. Durante le 14-15 ore di gioco necessarie a portare a termine Diablo 3, visiteremo paludi, lande inospitali e aride, fortezze arroccate tra i picchi di montagne innovate, ricche ed esotiche città, scendendo poi nelle viscere della terra, verso il combattimento finale con il Diavolo. La longevità è certamente una questione opinabile: la campagna principale a livello normale può essere completata anche in meno di dieci ore, se non si esplorano i dungeon o le ampie mappe esterne. A questo si aggiungono però i quattro livelli di difficoltà sui quali si basa l'intera esperienza, perché terminando la campagna a livello normale si sbloccano in successione le modalità, Incubo, Abisso e Inferno. La città di New Tristram è il centro nevralgico del primo Atto, punto di sosta per vendere e acquistare oggetti, parlare con il fabbro per creare potenti armi e armature per il nostro personaggio, ma anche il punto di raccolta per i giocatori nel corso delle partite nella modalità cooperativa online. Ogni giocatore è identificato da uno stendardo personalizzato, che permette agli altri di raggiungere l'avatar dello stesso, semplicemente interagendo proprio con la bandiera. Proseguendo nel gioco e cambiando location, Tristram verrà "rimpiazzata" da altri avamposti o città, anche se i fini ludici rimangono gli stessi.
Il vero punto di forza della produzione Blizzard è il gioco cooperativo, che tanto nella versione PC quanto in quella console, completa l'esperienza grazie ad una modalità ricca e piena di sfaccettature. Nel caso della versione per Xbox 360 e Playstation 3, la co-op locale si distingue per offrire la possibilità a quattro utenti di condividere momenti di gioco divertenti, senza l'impiccio dello split screen o scomode suddivisioni della schermata. Il team di sviluppo ha escogitato dei piccoli trucchi per rendere possibile l'utilizzo di una singola schermata, condivisa da tutti i giocatori nella partita. Se uno dei personaggi dovesse infatti allontanarsi troppo dai compagni di squadra o dall'azione, allora verrà automaticamente teletrasportato al centro della visuale. Con la pressione dello stick analogico destro possiamo evidenziare il personaggio nei momenti più concitati della battaglia, quando il caos dei nemici a schermo rende difficile capire l'esatta posizione dello proprio eroe.

PARADISO CELESTE: ANDATA E RITORNO

Sul fronte tecnico, la versione console di Diablo 3 non sfigura al cospetto di quella uscita lo scorso anno su personal computer, ci verrebbe anzi da dire che funzioni meglio su Xbox e Playstation di quanto non faccia su PC, forse per via di un design particolare e fumettoso. I livelli di gioco e gli scenari sono riproposti fedelmente e con il medesimo livello di dettaglio, ricchi di minuziosi dettagli e impreziositi con lo stile che da sempre distingue le produzioni di Blizzard. Ovviamente il gioco gira nativamente a 1280x720, risoluzione standard per le console dell'attuale generazione, un piccolo "downgrade" della versione originale per PC che però non intacca l'esperienza e non mina la godibilità del gioco. I filtri sono massicciamente presenti e arricchiscono sia gli ambienti, nudi e crudi, che le scene di combattimento e d'azione. L'illuminazione valorizza gli ambienti, specialmente quando può creare interessanti giochi di ombre con gli elementi dello scenario. L'HUD non è ricco e decorato come quello che caratterizza l'edizione PC, questo per evitare che la schermata si faccia troppo carica di elementi, con il rischio di diventare confusionaria e poco chiara. Unico neo della produzione sono i piccoli rallentamenti localizzati solo saltuariamente - almeno sulla versione Xbox 360 da noi analizzata - quando i nemici a schermo si fanno davvero numerosi o quando uccidiamo un boss e i drop si riversano a terra. Più che rallentamenti, sembrerebbe che il gioco tentenni su alcuni caricamenti, dato che l'engine si comporta molto bene anche negli attimi più concitati e nelle partite in cooperativa con altri giocatori. Eccezionale la colonna sonora, composta da Russel Brower, e le splendide cutscene, che da sempre stupiscono con la qualità degna di un film hollywoodiano.


Diablo III Diablo 3 è un gioco veloce, adrenalinico, divertente, contestualizzato in un'ambientazione che sprizza carisma da tutti i pori. Il titolo, action puro, non è da confondere con un gioco di ruolo, con cui condivide solo alcuni elementi, tra cui la customizzazione dell'equipaggiamento e il sistema skill based. Il gioco di Blizzard è un valido esponente del genere action fantasy, un titolo che può però essere apprezzato anche da chi non ha si è mai avvicinato ad un esponente della categoria, soprattutto grazie alla sua immediatezza e semplicità. Se poi vi capita di avere amici di pad, allora la modalità cooperativa potrebbe essere quello che fa per voi. Insomma, Diablo 3 per console è quasi meglio della versione PC. Quel che ci viene spontaneo chiederci quindi è: perché solo ora? Lo sforzo economico di Blizzard è stato davvero elevato, specialmente se pensiamo ai costi marketing. Ma con il senno di poi, la decisione di Blizzard può apparire sensata: soprattutto se guardiamo agli errori commessi con la versione PC - in particolare al fallimentare sistema noto come Casa d'Aste - e se consideriamo che l'ottimizzazione e il bilanciamento della versione console sono, come da tradizione Blizzard, davvero impeccabili e prive di sbavature, si può giustificare l'anno di "ritardo".

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