Recensione Diablo III

Le prime valutazioni del nuovo attesissimo titolo di mamma Blizzard.

Diablo III: Ultimate Evil Edition

Videorecensione
Diablo III: Ultimate Evil Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' stata una lunga notte con un inizio piuttosto irritante. Diablo 3 è uscito. Già installato sui PC dei più ansiosi grazie al pre-load concesso da Blizzard tramite i suoi forum, abbiamo potuto finalmente proseguire oltre la morte del primissimo boss, presente nella beta durata davvero molti mesi. Tutto quel tempo è stato usato per raffinare la creatura costata una decina d'anni di lavoro concettuale e di programmazione. Abbiamo seguito da vicino tutti questi cambiamenti con diversi articoli, ma oggi possiamo esprimere finalmente un primo parere su uno dei giochi più attesi di sempre. Oltre New Tristram la strada è sanguinosa e violenta, le battaglie sempre più stremanti e i nemici più numerosi, più grossi, più furiosi. Ma non necessariamente più difficili.

Primo Atto

L'hack and slash per eccellenza ha aperto le porte al pubblico non senza qualche piccolo problema, piuttosto irritante dato il già invasivo DRM proposto (v. box apposito, ndr). Nonostante tutto l'esperienza risulta talmente raffinata e ben confezionata che perdoniamo qualsiasi svista: era da anni che non mettevamo mano su un prodotto così completo e ben sviluppato, con l'unica eccezione costituita da quel Portal 2 che è rimasto nei nostri cuori. E' incredibile quanta cura sia stata riposta in ogni singolo dettaglio, da ogni singola texture al menu delle opzioni tutti gli elementi di gioco sono magistralmente posizionati e implementati ed è un vero piacere il solo far partire l'installazione. Ma andiamo con ordine.
Una volta sistemata qualche opzione preliminare come risoluzione, gamma e audio (consigliamo di tenere la colonna sonora leggermente più alta rispetto agli effetti), accediamo alla selezione del personaggio, priva di un elaborato character creator e che permette di differenziare ciascun personaggio solo per la scelta del sesso. Barbarian, Monk, Wizard, Demon Hunter e Witch Doctor sono ben caratterizzate per aspetto e feeling di gioco, come abbiamo già avuto modo di constatare.


Il nostro Monk ha appena iniziato la sua avventura, com'è chiaro dai suoi orribili abiti dismessi. La dura legge degli RPG.


Provenienti ancora da quel World of Warcraft che ancora fa tanto parlare di sè, abbiamo subito notato in basso a destra la presenza di diversi nostri amici loggati a Diablo grazie al sistema cross-game implementato ormai da anni in previsione di questo momento. Blizzard ha sapientemente sfruttato la tentacolare distribuzione del suo prodotto di punta per creare un suo personale social network che muta per ogni brand. Se in WoW possiamo creare party e affrontare insieme quest e istanze, in Diablo 3 possiamo immediatamente infilarci in una partita di un nostro amico per giocare in co-op, posto che questi l'abbia aperta a tutti dalle opzioni. Ci sono tre diversi gradi di privacy: un primo ristrettissimo in cui nessuno potrà entrare a disturbarvi mentre giocate, per un'esperienza totalmente singleplayer; un secondo in cui solo gli amici che avete in lista possono entrare; e infine un terzo in cui chiunque avrà accesso alla vostra partita. La gestione di loot, esperienza e svolgimento del gioco co-op (fino a 4 giocatori), fa assumere a Diablo 3 la forma di una specie di MMO che ricorda vagamente il primo Guild Wars. Un mondo totalmente istanziato in cui affrontare lunghe avventure con un piccolo gruppo di amici, con l'unica differenza che non esistono città dove incontrare tutti gli altri, ma solo la discussa Auction House e il menu delle amicizie del network di Blizzard per interagire col mondo intero. Alla connessione ad una partita altrui affronteremo la quest che attualmente sta cercando di completare chi ha creato la sessione. Le varie zone di gioco sono tutte indipendentemente esplorabili da ogni membro, mentre l'esperienza e il loot vengono automaticamente assegnati a tutti i partecipanti se sufficentemente vicini. Ognuno otterrà il proprio quantitativo di esperienza e di loot, che sarà in genrale migliore dato che il livello di difficoltà dei nemici è circa doppio se giocheremo in due e quintuplo se saremo in quattro, con relativo aumento del quantitativo di oggetti rari ed epici che troveremo. Giocare in compagnia conviene quindi a tutti: più esperienza, più soldi, più drop e gioco più difficile, cosa quest'ultima davvero molto gradita, per diversi motivi.


Un bel pugno compenetrato. Tranquilli che durante l'azione non ve ne accorgerete nemmeno e anzi ringrazierete l'assenza di collisioni dato l'elevato numero di nemici a schermo


Quel che già era evidente dalla beta si rivela una ferma certezza durante la prima parte del gioco: la difficoltà Normal, l'unica selezionabile all'inizio, è risibile. Non c'è una vera sfida durante le ore necessarie per completare il primo atto e abbiamo dovuto usare alcune pozioni e un paio di cure solo in occasioni sporadiche, in cui in momenti particolari non siamo stati attenti a dove posizionavamo il nostro personaggio. Prendiamo per il momento questo fatto come assodato, ma con la speranza che nelle rimanenti tre parti del gioco le cose cambino decisamente rotta, ben prima di sbloccare il successivo livello di difficoltà. Il tempo esatto di completamento comunque, varia molto da quanto avrete voglia di esplorare le locazioni ed eventualmente, ri-esplorarle. Ogni locazione di Diablo 3 infatti è generata a caso al caricamento e riempita di alcuni punti d'interesse fissi. Se chiuderete il gioco, al ricaricamento tutte le aree, incluse quelle precedentemente esplorate, saranno nuovamente generate ed esplorabili un'altra volta, con nuovo bottino e nuovi nemici. La rigiocabilità insomma è elevatissima non solo una volta terminato un playthrough, ma anche durante la stessa partita. Questo è ovviamente il maggior pregio del titolo Blizzard, ma si porta con sè anche un difetto che non possiamo ignorare. Infatti esplorare minuziosamente tutti i dungeon e tutte le locazioni ad ogni accesso semplicemente non conviene e risulta alla lunga una totale perdita di tempo. Il motivo è proprio la struttura intrinseca di Diablo: è stato pensato per essere rigiocato almeno tre volte. Gli stessi programmatori hanno ammesso che la vera sfida inizia solo dal secondo livello di difficoltà, una volta riniziato il gioco. Dopo che vi avremo accesso tutti gli oggetti trovati saranno obsoleti e l'esperienza aggiuntiva ottenuta avremmo potuto ottenerla molto più in fretta esplorando i dungeon del nuovo livello di difficoltà. Una contraddizione d'intenzioni intrinseca nella struttura di Diablo 3 che ci ha lascia piuttosto interdetti dato che sarebbe bastato sbloccare da subito il secondo livello di difficoltà per eliminare parte del problema, ponendo i giocatori su un segmento più ripido della curva di progressione fin da subito.


Lo scarno menu di quel paio di statistiche del personaggio. Ma dovremo mai farci caso? Seriously Blizzard?


Si alza il sipario e...

...i server saltano. Più precisamente il server di login. Ovviamente come sapete per giocare a Diablo 3 è necessaria una connessione costante ad internet e non importa se state giocando da soli o in compagnia. Questo DRM così restrittivo è stato giustificato da Jay Wilson e soci in molte occasioni, definendolo come una necessità per offrire un'esperienza di gioco completa. In realtà noi non ci crediamo: è puro e semplice copy protection, in stile Ubisoft.
In ogni caso la notte di ieri ha visto un inizio turbolento, con migliaia di persone che si sono riversate sui server di Diablo che hanno retto benissimo tutte quelle connessioni. Peccato che il traffico dei login fosse imbottigliato e la maggior parte dei giocatori -noi inclusi- non ha potuto entrare se non dopo le due. Una svista da parte di Blizzard piuttosto grossolana, a cui però han posto rimedio immantinente per noi piccoli animaletti affamati di hack and slash.

Salire abilmente di livello

Abbandonati gli skill-tree, tutte le abilità (circa venti per ogni classe) sono state divise in sei differenti tipologie. Da ciascuna dovremo sceglierne una soltanto da posizionare sulla barra centrale dell'interfaccia. Le tipologie dipendono direttamente dalla classe del personaggio e per ora non ci dilungheremo nel descriverle (lo faremo quando vi proporremo una descrizione dettagliata di ciascuna), ma basta sapere che ad ogni passaggio di livello ci sarà sempre qualche piccola novità o introduzione che avremo sbloccato. All'inizio avremo solo due slot (due tipologie) e una sola abilità per ciascuna. E' facile capire dove Blizzard è andata a parare: a certi scaglioni di livelli si sbloccheranno altre tipologie (aumentando il numero totale di spell effettivamente usabili), oppure semplicemente altre abilità all'interno di un tipo che già possiamo usare, o ancora una delle rune che trasformano molte skill in qualcosa di leggermente diverso. Queste ultime non dovremo trovarle o crearle: semplicemente vi avremo accesso al passaggio del livello relativo. Le scelte da compiere potranno in qualunque momento essere ritrattate e cambiare una skill con un altra sulla barra richiede pochi click e può essere fatto dovunque, persino in combattimento (con un cooldown di 15 secondi, un'eternità per uno scontro qualsiasi). Dobbiamo notare come questo particolare sistema risulti davvero efficace fin dalle primissime battute in quanto premia costantemente i giocatori, con un'attenzione particolare al bilanciamento e alle scelte che devono compiere. Preferite che i vostri pugni sprigionino una scia di fulmini quando scardinano una mascella nemica, infliggendo danno ad area, oppure la dura schiettezza del colpo diretto, quello che non fa più rialzare il singolo nemico innanzi a voi? Annoso dilemma.


Il nostro monaco si è assentato un attimo e i nemici delusi agitano le braccia in segno di disprezzo. A breve verranno spalmati sulla splendida scalinata.


A livello tecnico Diablo 3 urla Blizzard da ogni poro. Il salto di studio di sviluppo (da Blizzard North a Blizzard Irvine) appare chiaro sin da suubito e le figure dark longilinee a cui eravamo abituati nei due tioli prima sono ora solo abbozzate. Senza entrare troppo nel dettaglio per questa primissima analisi del titolo, l'intero comparto grafico ci ha convinto appieno nonostante le prime resistenze. La somiglianza con lo stile cartoon proprio delle serie Starcraft e Warcraft è presente ma non invadente e i toni scuri e i contrasti macabri del nuovo titolo Blizzard lo fanno brillare per carisma ed efficacia. Il tutto senza pesare eccessivamente sulle prestazioni del computer, anche se non siamo ancora totalmente convinti della leggerezza di questo titolo. Il motivo è semplice, ovvero che nel giudizio tecnico ci sono tre diversi elementi da considerare, a causa della natura ibrida e innovatrice di Diablo 3: il classico motore di gioco, la creazione casuale costante di ambienti e oggetti e la connessione ad internet. Se il primo elemento non desta alcun timore, non possiamo dire altrettanto del secondo che potrebbe mettere seriamente a dura prova le vostre CPU, così come l'ultima incognita: una connessione instabile o limitata (magari perchè a vostro fratello è improvvisamente venuta la malsana idea di scaricarsi dieci serie TV tutte assieme) rende altrettanto instabile e limitata l'esperienza di gioco. Il frame rate stesso sembra subire qualche incertezza a nostro avviso proprio a causa della connessione ai server Blizzard, che già da WoW a noi italiani creavano qualche problema. Questo si traduce in sporadici cali improvvisi e in una imprevedibile lag negli input della tastiera che ci ha costretto a ripremere un tasto anche tre volte prima che vedessimo la magia a schermo. Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione.

Diablo III Anche per Diablo occorre ormai un approccio più metodicamente improntato sull'online. Questa recensione, come usiamo fare gli MMO, verrà divisa in diverse parti per corpire ogni aspetto e vedere anche la community come si evolve. Il primo impatto è comunque degno di nota e il gameplay risulta fresco e ispirato da questa prima lunga sessione e siamo certi che mantertrrà molto alti gli standard fino alla fine. Diablo è tornato ed è ancora lui e questa è la prima cosa importante da affermare. I problemi riscontrati per ora rimangono in attesa di giudizio: nell'economia di un secondo playthrough, quanto peseranno? Per ora non possiamo dirlo. Tuttavia esprimiamo nuovamente il nostro dissenso sul DRM restrittivo che costringe i giocatori anche non interessati all'esperienza online di rimanere attaccati alla rete. Non solo i costi per giocare a Diablo 3 potrebbero lievitare per molti giocatori che non usano formule ad abonamento fisso per navigare, ma pare che limitino anche la corretta esperienza di gioco ora che i server sono sotto stress. Speriamo che si sia trattato di un caso ripetuto dovuto al lancio, cosa molto probabile conoscendo l'abilità di programmazione di Blizzard. Non vogliamo concludere questa prima parte con una nota negativa e quindi ribadiamo che era da anni che non mettevamo le mani a un prodotto così ben rifinito e completo: nemmeno Starcraft 2 lo fu. Manca solo l'introduzione della Auction House a transazioni a suon di moneta vera e propria che verrà introdotta solo dal 23 Maggio. E sarà tutto un capitolo a parte da giudicare. Ma nonostante tutto per questo gran pezzo di software Blizzard si merita già applausi e inchini. Troverete il nostro secondo articolo di recensione tra circa una settimana su queste stesse pagine, ma ben prima avrete modo di leggere un'intervista esclusiva ai game designer. E ora scusateci, ma dobbiamo tornare a maciullare mostri per farci strada lungo lo splendido inferno di Diablo 3.

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