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Recensione Diablo III: Patch 2.1

A breve distanza dall'esordio su Next-gen, l'hack'n'slash di Blizzard si aggiorna con succose novità per nuovi e vecchi player.

Diablo III: Reaper of Souls

Videorecensione
Diablo III: Reaper of Souls
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  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L’hack’n’slash di Blizzard, Diablo 3, è ancora il capostipite del genere? Nonostante gli eccezionali numeri in termini di vendite e l’approvazione di milioni di player, la diatriba è tuttora in corso su forum di tutto il mondo, con la community divisa tra i sostenitori del franchise e chi invece ritiene il terzo capitolo un gioco privo d’innovazione ed elementi peculiari.
Dopo un lancio pieno di incertezze e un anno mezzo fatto di alti e bassi, Diablo 3 ritrovò la giovinezza lo scorso 25 marzo con il primo expansion pack dal titolo Reaper of Souls, che aggiunse un nuovo atto tutto da assaporare, più un’inedita classe: il Crociato. La seconda release non si limitò ad aggiungere nuovi contenuti - tra cui un incremento del level cap - ma intervenne anche su gameplay e bilanciamento, rivedendo interamente il sistema di drop ed eliminando la scomoda e criticata Casa d’Aste.
A distanza di qualche mese (poco dopo l’esordio su console next-gen) l’hack’n’slash di Blizzard si aggiorna nuovamente, non di un vero e proprio add-on ma con una semplice patch, aggiungendo succose novità per nuovi e vecchi player.

TRISTRAM, ATTO 2.1

La battaglia contro il male non ha mai fine, Blizzard lo dice da almeno 18 anni. La terza e ultima incarnazione del popolare hack’n’slash fantasy fu criticata fortemente da numerosi giocatori (soprattutto di vecchia data) a causa di alcune scelte di design poco azzeccate, che avrebbero in parte allontanato il gioco dalla tradizione del franchise a causa di un gameplay scarsamente divertente, a tratti quasi frustrante. L’azienda corse subito ai ripari e, dopo svariate revisioni del codice, si apprestò a rilasciare la proverbiale versione “riveduta e corretta”, ottima nella forma, anche se non proprio popolare nel prezzo.
Oggi Diablo 3 è un action RPG che rappresenta l’essenza stessa del genere, complice un gameplay addictive e l’eccezionale rigiocabilità offerta da un end-game solido e corposo. Ricordiamo inoltre che, diversamente da MMORPG e company, si tratta di un titolo che può essere giocato anche in breve pause lavorative o in sessioni lampo, fattore che ne ha determinato l’enorme successo anche tra il pubblico over 30. Ad un’ottima versione PC, segue un porting console confezionato con tutti i crismi del caso, con qualche piccola novità nel gameplay e dei controlli perfettamente adattati al joypad.
Ma per il colosso californiano con sede a Irvine si poteva fare ancora di più. Ed è così che arriva la patch 2.1, rilasciata qualche giorno fa con la promessa di rendere il gioco ancor più appetibile e ricco di contenuti.

"La stagione non è finalizzata alla sola competizione con gli altri giocatori, ma offre la possibilità di guadagnare oggetti unici e inediti."

La principale novità riguarda la Season Mode, o stagione, una modalità che permette ai giocatori di creare un personaggio partendo da zero, giocando la campagna in solitario o con un massimo di tre amici, scalando le classifiche regionali ed entrando così in competizione con gli altri giocatori connessi ai server, alla ricerca del miglior equipaggiamento e accumulando più punti possibile. Per aderire al format è necessario avviare un nuovo personaggio spuntando la casella “season” in fase di creazione. Questo PG non condividerà nulla con gli altri già presenti e disponibili sul nostro account; ciò significa baule intonso e tutti vendor a livello 1, proprio come fossimo alle prese con un nuovo account. Sebbene sia possibile imbarcarsi in un’avventura in solitario, il nostro consiglio è quello di condividere l’esperienza con qualche giocatore, così da salire di livello più rapidamente e aumentare il rate drop di oggetti leggendari, anche ai livelli bassi. La stagione non è finalizzata alla sola competizione con gli altri giocatori, ma offre anche la possibilità di guadagnare oggetti unici e inediti, creati appositamente per la season stessa (in un reward program che ricorda vagamente quello visto in Hearthstone, card game di Blizzard). Ovviamente è possibile selezionare l’opzione Hardcore, qualora volessimo imbarcarci in una prima stagione particolarmente difficile e dai nemici agguerriti. Una volta che la season sarà terminata, il personaggio si aggiungerà alla lista dei normali PG e i traguardi ottenuti sommati a quelli già conseguiti con il nostro account.

NUOVA STAGIONE, NUOVI CONTENUTI

Sebbene la season mode sia la principale novità apportata con la patch 2.1, altri succosi contenuti sono ora disponibili, primi fra tutti i nuovi Varchi Maggiori, o Greater Rift. Si strutturano in maniera pressoché identica - con istanze casuali, popolate da moltissimi nemici e boss/guardiano finale - anche se le meccaniche sono leggermente diverse rispetto a quelle dei normali Varchi del Niphilim già disponibili sin dalla release di Reaper of Souls. I Greater Rift si strutturano a livelli, da 1 a 100, offrendo nemici e sfide sempre più difficili da superare ad ogni nuovo stadio. Un varco di livello 4 equivale alla difficoltà Esperto, uno di livello 8 al grado Maestro; a livello 15 corrispondono incontri Tormento III, mentre al 25 sono Tormento VI. Dal livello 26 in poi è tutto un crescendo.

"I nuovi rift si confermano un’interessante variazione sul tema e rappresentano una bella e divertente sfida per tutti quei giocatori che ormai non trovavano più stimoli nemmeno alla difficoltà Tormento VI."

Per accedere ai Varchi Maggiori è necessario, prima di tutto, ottenere una Chiave delle Prove, droppata (con probabilità maggiore ai livelli di difficoltà più elevati, come Maestro e Tormento) dal boss finale della modalità varchi classica. I giocatori del party devono confermare la partecipazione, perché una volta avviata l’istanza nessun nuovo giocatore può prendervi parte (così come nessuno potrà tornare in città una volta nel varco). I normali nemici e gli elite non droppano nulla, mentre il guardiano alla fine del varco offre generalmente diversi leggendari, con una buona probabilità di rimediare anche ricompense uniche (gli oggetti color verde). Il tempo di gioco dei varchi maggiori è scandito da un conto alla rovescia di 15 minuti, e chiede ai giocatori di eliminare i servitori e il guardiano entro il limite massimo prefissato da suddetto timer. Una volta terminato il varco e ucciso il guardiano, un PNG comparirà per offrirci la lauta ricompensa, a scelta tra un upgrade gratuito di una gemma, oppure l’incremento di livello per la Keystone, così da poter accedere a Varchi di livello più elevato. Grazie all’update 2.1 possiamo inoltre accedere ad un’istanza inedita, la Cloaca, che venne sviluppata insieme a Reaper of Souls ma che, non trovando spazio all’interno del continuum narrativo del quinto atto, è stata rilasciata solo in occasione della patch. La patch ha inoltre apportato alcuni cambiamenti alle cure: i globi ora droppano più raramente (dal 30 al 15%) e ripristinano meno salute (da 20 si passa a 15%); in compenso, gli oggetti che conferivano punti salute sono stati notevolmente potenziati (con effetto retroattivo, anche sugli item già a disposizione dei personaggi).
I nuovi rift si confermano un’interessante variazione sul tema e rappresentano una bella e divertente sfida per tutti quei giocatori che ormai non trovavano più stimoli nemmeno alla difficoltà Tormento VI.


Diablo III: Reaper of Souls La nuova patch di Diablo 3 non aggiunge tantissimi nuovi contenuti, tuttavia riesce a riempire quei pochi buchi che ancora aveva il titolo Blizzard. Grazie alla season mode si aprono finalmente le porte alla competizione, sopperendo almeno in parte alla mancanza di una modalità PvP tuttora chiesta a gran voce da alcuni player della vecchia guardia, quelli particolarmente affezionati ai primi due episodi della serie (ma probabilmente non la vedremo mai, visto che necessiterebbe uno sforzo non indifferente in termini di bilanciamento e ricalibrazione del gameplay). Insieme alle stagioni giungono, ovviamente, anche le classifiche. I varchi maggiori aggiungono un pizzico di sfida in più ai vecchi rift, così da estendere ulteriormente la longevità del titolo e fornire nuovi contenuti per tutti i player che hanno raggiunto livelli paragon molto elevati; in questa modalità potremo inoltre saggiare un’inedita ambientazione sotterranea dall’atmosfera cupa e malsana. Fanno da contorno una serie di miglioramenti e update, atti a rendere il gioco ancora più divertente e appagante. Se avete un account per Diablo 3 allora vi consigliamo di farci subito un salto, così da approfittare dei temporanei bonus su drop rate e gold.

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