Recensione Diablo III: Reaper of Souls

Il male è tornato e noi siamo chiamati a combatterlo: si torna a Sanctuary!

Diablo III: Reaper of Souls

Videorecensione
Diablo III: Reaper of Souls
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  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Finalmente il momento è giunto: Diablo 3: Reaper of Souls è finalmente disponibile al pubblico. Un’attesa nemmeno troppo lunga, se consideriamo i tempi biblici di Blizzard: inoltre parliamo di un’espansione annunciata al pubblico meno di un anno fa, all’edizione 2013 della GamesCom di Colonia. La cosa potrebbe addirittura essere considerata un primato.
Non è la prima volta che mettiamo le mani sul add-on della software house californiana. Sebbene non ci fu occasione di provare con mano il gioco nel corso della manifestazione tedesca la scorsa estate - i riflettori erano infatti puntati su Heartstone: Heroes of Warcraft -, per gentile concessione della succursale italiana di Activision, riuscimmo a testare una versione beta del gioco qualche settimana prima di Natale. Le impressioni raccolte durante quella prova furono positive, confermate da un inedito atto di gioco e dalla nuova classe: il Crociato. Ora siamo al cospetto del codice completo, corroborato da importanti aggiornamenti circa il sistema di Loot e il Paragon System. Riuscirà Blizzard, a tener fede alle promesse fatte, nonché alle aspettative dei fan? Sarà capace, Reaper of Souls, di sanare le vecchie ferite di molti fan del franchise?

LOTTA CONTRO IL MALE: ATTO QUINTO

Malthael, Arcangelo della Saggezza e “fratello” di Tyrael, è stato corrotto dalle forze del male: nei panni di Angelo della Morte, la creatura del mondo angelico è riuscito a mettere le mani sulla Pietra Nera delle Anime, con l’intento di sterminare non solo i demoni ma anche l’intera razza umana. Toccherà a noi, vestendo nuovamente i panni del Nephilim, affrontare la nuova minaccia prima che sia troppo tardi.
Come nei quattro atti che precedono questo expansion pack, nel nuovo e inedito capitolo offerto da Diablo 3: Reaper of Souls, il giocatore è catapultato nel bel mezzo di un aspro conflitto tra creature del regno celeste e demoni degli abissi anche se, come da tradizione, il campo di battaglia non sono le distese degli inferi o le pianure argentate del paradiso, bensì il piano materiale. Il nuovo capitolo si apre con una cinematic - l’unica dell’add-on - che racconta molto rapidamente e con enfasi drammatica, l’ascesa di Malthael e le tenebre che calano nuovamente sul mondo degli uomini.

"Ci troviamo di fronte ad un quinto atto ben confezionato, ricco di caratterizzazione e denso di eventi e azioni, che però si rivela eccessivamente corto per la storia che cerca di raccontare."

Ci troviamo di fronte ad un quinto atto ben confezionato, ricco di caratterizzazione e denso di eventi e azioni, che però si rivela eccessivamente corto per la storia che cerca di raccontare. Il risultato è una narrazione piena di spunti interessanti, che tuttavia non viene sviluppata come avremmo desiderato. A questo si aggiunge un villain davvero anonimo, che incrociamo fugacemente in un paio di occasioni, per poi ritrovarlo in un’immancabile final battle che, se paragonata all’incontro con Diablo, si rivela senza dubbio priva di mordente. Nel corso dell’avventura avremo modo di incontrare alcuni personaggi già visti nel corso della campagna principale, a partire da Tyrael, fino agli henchmen che ci hanno accompagnato nel corso delle numerose scorribande su Santuary. Le mappe sono ampie e molto ben disegnate, con qualche novità che farà la gioia dei giocatori amanti delle sfide. Ai classici zombie, scheletri e diavoli, si aggiungono alle fila nemiche inediti mostri e demonietti, così da diversificare la nuova esperienza ludica. Le ambientazioni sono pregne di dettagli e la qualità grafica è quella che già conosciamo. La palette cromatica si fa meno vivida: i colori si affievoliscono e assecondano le atmosfere più cupe e tenebrose. Le side mission sono numerose e ben implementate, capaci di rendere il gioco vario e divertente. La longevità del quinto atto si attesta intorno alle 4 ore, variando a seconda dell’approccio e del livello di difficoltà selezionato. A questo si aggiunge un discreto fattore “rigiocabilità”, unito alla modalità Avventura e all’incremento del level cap, che passa da 60 a 70. Magistrale il doppiaggio, così come l'accompagnamento sonoro.

AETERNUM BELLUM

Assieme al quinto atto della campagna, il Crociato è senza dubbio la più importante novità di questa espansione. Trattasi di un indomito guerriero votato al combattimento in mischia, che trae forza e vigore dalla connessione spirituale con la sua divinità, Zakarum. All’interno del contesto narrativo di Diablo, il Crociato ricopre una posizione di privilegio all’interno del corpo dei Paladini, in qualità di elite force degli stessi. Veste di una pesante armatura che lo rende molto resistente ai colpi inferti dai nemici, tanto da permettergli di gettarsi nella bolgia del combattimento senza temere di essere soverchiato dalle forze del male. Lo strumento che lo caratterizza è lo scudo, con il quale colpisce e respinge i nemici (riparandosi anche dalle sonore batoste degli avversari) e al quale affianca un’arma ad una mano a scelta del giocatore, con una naturale predisposizione al mazzafrusto (almeno così vuole l’immaginario fantasy).

"Assieme al quinto atto della campagna, il Crociato è senza dubbio la più importante novità di questa espansione."

Il Crociato è strutturato come le altre classi di Diablo 3: le skill primarie generano Collera, riempiendo l’indicatore posto sulla barra inferiore dello schermo; le skill secondarie, invece, bruciano la collera accumulata, colpendo con incredibile potenza i nemici di fronte all’intrepido paladino. A queste abilità si aggiungono i poteri difensivi, quelli d’utilità e infine le due categorie che lo caratterizzano, Leggi e Condanna.
Nonostante i piccoli tweak apportati alla classe dall’ultima volta che ci abbiamo messo le mani sopra, lo scorso novembre, il Crociato resta una delle classi più forti e resistenti del gioco. In qualità di combattente in mischia è particolarmente adatto al giocatore alle prime armi, mentre le abilità attive e passive dei livelli avanzati ne fanno un’ottima scelta per il player esperto in cerca di un tank per giocare a livello Tormento o ai Varchi del Nephilim. Pur preferendo il protagonismo, il Crociato è anche un ottimo membro di supporto al party. Alcune delle sue skill garantiscono infatti bonus e potenziamenti agli alleati in squadra, come aumentare la rigenerazione della salute, incrementare la velocità d’attacco o di movimento.

NOVITÀ E AGGIORNAMENTI

Ma tra gli update più interessanti giunti con Reaper of Souls (poco prima in realtà, e anche per i giocatori che non dispongono dell’espansione), ci sono senza dubbio il nuovo sistema di Loot e il Paragon System 2.0. Il primo è stato pesantemente rivisto in occasione dell’abolizione della Casa d’Aste: ora, nel corso delle esplorazioni, i drop non saranno frequenti come in passato ma in quasi tutti i casi si tratterà di oggetti con poteri magici, utilizzabili dal personaggio o almeno vendibili al mercante cittadino per una modesta quantità di denaro. Il tanto atteso aggiornamento si traduce anche in inventario più pulito e meno viaggi rapidi sulla mappa. Anche il sistema Paragon migliora non di poco, lasciando ora la libertà al giocatore di distribuire come meglio crede i cosiddetti punti eccellenza, così da permettere un’ulteriore personalizzazione del proprio alter ego videoludico. Una volta raggiunto il level cap, potremo infatti “costruire” il nostro beniamino suddividendo i punti tra le categorie Base, Offesa, Difesa e Utilità.
In ultimo arriva l’Adventure Mode, che permette al giocatore (o a un gruppo) di esplorare liberamente la mappa di gioco, completando incarichi speciali e farmando a più non posso. La nuova modalità si rivela un ottimo passatempo, sebbene non offra del vero contenuto di gioco alternativo, ma solo un diferso approccio con interessanti ricompense in premio. Da non dimenticare i Varchi del Nephilim, che in maniera simile a quanto avviene con i dungeon in alcuni MMO, mettono sul piatto sfide casuali con ricche vincite al seguito.
Sul fronte tecnico non ci sono particolari note da fare, se non qualche fastidioso quanto raro problema di bad clipping.

Diablo III: Reaper of Souls Pur privo della componente massive, il titolo di Blizzard assume una deriva ancora più vicina ai grandi RPG online, grazie all’ottimo bilanciamento dei drop, al nuovo sistema di Loot, la Forgia del Mistico e una Modalità Avventura che arricchisce il tutto. La qualità del rinnovato battle system è ottima, corroborato dalla meticolosa ottimizzazione tipica di Blizzard, che ormai conosciamo fin troppo bene. Volgendo uno sguardo al passato però, in particolare a Diablo II: Lord of Destruction, non possiamo che rimuginare sulla longevità del titolo, sia a causa di un fin troppo rapido, quasi elusivo, quinto atto, quanto per la presenza di una sola classe (Lord of Destruction ne vantava due, il Druido e l’Assassino). L’impressione insomma, è che con questo nuovo expansion pack di carne al fuoco non ce ne sia poi moltissima. Non vogliamo addentrarci in una nuova discussione sul “cosa debbano offrire i videogiochi”, specialmente dopo quanto accaduto sul fronte console con Metal Gear Solid V: Ground Zeroes: la riflessione però è inevitabile, soprattutto in uno scenario, quello PC, attualmente dominato da una scena indipendente capace di grandi cose e da interessantissimi titoli free-to-play. Lasciamo la spinosa (e personale) riflessione economica a voi: i conti, però, quelli li dovrà fare solo Blizzard.

8

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