Recensione DiRT Rally

Una Codemasters che non si è posta limiti, e arriva a proporci la sua visione del rally più puro, dove la guida è sempre e comunque il fattore più importante. In alcuni ambiti, a leggero scapito della completezza.

DiRT Rally

Videorecensione
DiRT Rally
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Difficile pensare a un'accoppiata migliore, un'unione così affiatata, così perfetta. Da una parte, Colin McRae, campione di rally che, pur avendo vinto molto meno di altri in carriera, conquistò il cuore degli appassionati per il suo stile di guida sempre aggressivo, spettacolare, costantemente oltre il limite. Dall'altra Codemasters, un team di sviluppo inglese che passava dall'era dei 16 bit, da Micro Machines e Dizzy, a quella delle prime console a 32bit, della grafica "realistica", del passaggio alle tre dimensioni con titoli come TOCA Touring Car Championship. È il 1998, appena tre anni dopo che McRae vinse il suo primo e unico campionato del mondo di rally, quando nei negozi arriva Colin McRae Rally della Codemasters: un gioco di guida duro e puro, con un approccio realistico a una disciplina affascinante e unica come i rally. Il primo episodio fu una vera rivelazione, la nascita di una saga che farà la storia dei racing game, e la consacrazione definitiva di Codemasters come sviluppatore di giochi di guida: da quel momento in poi, dagli uffici della casa inglese usciranno praticamente solo simulazioni di guida.

Ciao campione

Nel 2007 Colin McRae scompare in un tragico incidente di elicottero. Codemasters va avanti, e per alcuni anni continua a omaggiare il campione scozzese nei primi due capitoli di Dirt. Qualcosa, però, sta cambiando. Codemasters progressivamente abbandona il realismo e quello stile di gioco così punitivo tipico dei primi Colin McRae Rally per abbracciare un'impostazione più arcade, più spettacolare ma meno profonda. È come se, con la scomparsa del pilota scozzese, Colin McRae Rally avesse perso quella sua voglia di stupire, di essere costantemente al limite, di farvi provare cosa significava correre a duecento all'ora in mezzo ad alberi e rocce, con le ruote della vettura che faticavano a prendere aderenza tra il fango e la ghiaia bagnata. Insomma, un altro gioco, molto più vicino alle acrobazie artificiose di un video di Ken Block che a una vera corsa di rally. Qualcuno, però, non era d'accordo. Un piccolo team di poche persone in Codemasters si è messo a lavorare su un nuovo progetto. Dirt Rally, con quel "rally" nel titolo che stava a indicare una cosa molto precisa: si torna alle origini, alla corsa contro il tempo, alla rappresentazione più pura e dura di una disciplina. Si torna, insomma, ai tempi di Colin McRae. Il progetto Dirt Rally prende forma, lentamente: la casa inglese decide di saggiare la risposta del pubblico sfruttando il servizio Early Access di Steam. Esce una prima versione, con una manciata di auto e prove speciali. Poi piano piano si cresce, vengono aggiunti nuovi bolidi, nuove tappe, modalità extra, fino ad arrivare alla fatidica release 1.0. Dirt Rally, insomma, è diventato realtà. Ed è uno splendido omaggio agli appassionati più puri dei giochi di guida, a quelli che preferiscono il coraggio di un Colin McRae a una gymkana su YouTube. Qui si torna a correre, sul serio.

Duro e puro

Cominciamo dalle basi. Dirt Rally è una simulazione che punta tutto sull'esperienza di guida. Non siamo ai livelli di realismo di Richard Burns Rally, ma siamo comunque lontani anni luce dalle atmosfere arcade degli ultimi titoli Codemasters. Qui non c'è modo, ad esempio, di riavvolgere il tempo, non si può tornare indietro dopo aver commesso un errore. Non si corre contro altri avversari, niente sportellate (a parte nel Rally Cross, di cui parliamo più avanti), ma solo e unicamente contro il più imparziale giudice del vostro talento al volante: il cronometro. Ci sono trentanove veicoli a disposizione che vanno dagli anni 60 ai giorni nostri: c'è la storia del campionato di rally con vetture leggendarie come la Lancia Stratos, l'Audi Quattro del famigerato e pericolosissimo Gruppo B, la Lancia Delta Integrale, la Subaru Impreza WRC o le più recenti Mini Countryman WRC o Volkswagen Polo R WRC. C'è un po' di tutto e ovviamente il modello di guida può cambiare drasticamente passando da una Fiat 131 Abarth a una Ford Fiesta WRX. Tutto è improntato verso il realismo: il modo in cui il gioco riesce a trasmettere il peso della vettura, la difficoltà delle ruote a prendere aderenza mentre scivolano su neve, ghiaccio o ghiaia è davvero fantastico. All'inizio Dirt Rally è un gioco difficile, impegnativo, che ti punisce al minimo errore. Tuttavia non è mai proibitivo, e anche i meno esperti potranno migliorare lentamente grazie ai tanti aiuti alla guida presenti. Ma se intendete fare sul serio, basta disattivare tutti gli aiuti disponibili, mettere la visuale interna, eliminare l'interfaccia su schermo (tutto, anche la mappa del percorso) e affidarsi unicamente alle indicazioni del vostro copilota: allora vi sembrerà davvero di correre su una macchina da rally, di sfidare la fisica con derapate ai limiti dell'impossibile. Volare da un dossa all'altro di notte, con solo i fari ad illuminare la strada, mentre una pioggia battente offusca la vista, con la voce del navigatore che tentenna a ogni scossone, a ogni atterraggio brusco, è un'esperienza che ogni appassionato di giochi di guida dovrebbe provare. Semplicemente, Dirt Rally è un titolo che fa una scommessa molto precisa, che punta tutto sull'esperienza di guidare una vettura da rally. E la scommessa è vinta, alla grande.

La stagione è lunga

Insomma, l'avrete capito: questo è un gioco che vi stampa un bel sorriso ebete sul volto. Quando finalmente riuscirete a completare la vostra prima prova speciale tra le nevi della Svezia, lottando contro una superficie che le prova tutte per rallentarvi o mandarvi fuori strada, quando riuscirete a salvare la vostra vettura da quel burrone così vicino con un'abile controsterzo, quando sarete così bravi da anticipare quella curva in fondo, dopo il dosso, facendo saltare la macchina di traverso. Beh, quando sarete così bravi, Dirt Rally vi apparirà in tutta la sua fragorosa potenza: e capirete cosa intendiamo quando diciamo che Dirt Rally è un sentito e appassionato omaggio a una disciplina sportiva ricca di fascino e storia. Codemasters ha lavorato duramente lungo questi circa nove mesi di Early Access per infarcire il gioco di contenuti. L'offerta è piuttosto buona. Oltre a un parco auto di grandissimo livello, troverete sei diverse ambientazioni per altrettanti rally: Grecia, Galles, Svezia, Germania, Montecarlo e Finlandia. In totale, se abbiamo contato bene, ci sono 72 prove speciali, alcune delle quali sono state ricostruite partendo dai tracciati veri del campionato del mondo. Ovviamente potrete affrontare la classica modalità carriera che comprenderà eventi di vario genere: oltre ai rally ci sono infatti il Rally Cross e la Pikes Peak. Il Rally Cross è quella particolare disciplina con tracciati chiusi, che di solito alternano diverse superfici (ad esempio una parte in asfalto e una in terra): nel gioco sono presenti tre tracciati, la licenza ufficiale FIA e alcune vetture della categoria. È l'unica modalità in cui avrete un contatto diretto con gli avversari, visto che si corre in pista tutti insieme e vince chi arriva prima. I rally normali invece sono divisi in prove speciali, dove l'unico vostro obiettivo è andare più forte che potete cercando di fare meno danni possibile all'auto.

Al solito, come da regolamento, alla fine di ogni prova speciale avrete trenta minuti per riparare eventuali danni. Ogni riparazione costa dei minuti, quindi in caso di danni consistenti dovrete fare delle scelte: meglio aggiustare lo sterzo o il sistema di raffreddamento, i freni o il motore? Infine, la terza modalità di gioco è la classica Pikes Peak, la gara in salita più famosa del mondo che si corre ogni anno negli Stati Uniti. È famosa per essere una delle gare più pericolose ancora in calendario, e per le vetture che vi partecipano, che nella classe più competitiva possono avere potenze superiori ai mille cavalli e vantano appendici aerodinamiche talmente esagerate che metterebbero in imbarazzo anche un tedesco in vacanza a Rimini con la sua Alfa Romeo. La modalità carriera vi obbligherà ad affrontare diverse prove, ma in generale manca di quella profondità a cui ormai i giochi di guida ci hanno abituato. Lo stesso si può dire del multiplayer, che permette di correre solo contro i tempi degli avversari: non ci sono nemmeno i ghost, solo un tempo da battere.

Tecnicamente parlando

Dirt Rally sfrutta l'affidabilissimo motore Ego Engine, con risultati semplicemente fantastici. Al massimo di livello di dettaglio questo gioco è uno spettacolo. A patto di avere una macchina adatta (consigliamo un Intel i5 4670K, 8GB di memoria e almeno una GTX 780), i 60 frame per secondo sono a portata di mano. Texture e shader sono di altissimo livello, così come gli effetti particellari e volumetrici. Tutto questo, insieme anche all'ottima illuminazione dinamica, permette a Dirt Rally di avere pioggia, neve, nebbia, gare in notturna: tutta la grafica di questo gioco non è mai fine a se stessa, ma è sempre a servizio del gameplay. Da applausi anche la scalabilità di questo motore: se per caso il frame rate non vi soddisfa o avete una macchina meno potente, sappiate che potrete agire su un'infinità di parametri per trovare la configurazione che più si adatta al vostro computer. Certo, perderete qualcosa nel dettaglio grafico, ma avrete la stessa esperienza di guida. Infine, due parole sul sistema di controllo. Codemasters nell'ultimo aggiornamento ha aggiunto il supporto a un gran numero di volanti. Inutile che vi diciamo che avere un volante è quasi necessario se volete tirare fuori il meglio da Dirt Rally. Noi lo abbiamo provato anche con un pad (usando quello dell'Xbox One) e ovviamente tutto andava a meraviglia ma è ovvio che, se volete davvero il massimo del realismo, un volante è necessario. I nostri test sul Logitech G920 hanno rivelato un supporto ben ottimizzato, con possibilità di regolare in maniera molto approfondita i vari parametri, e un force feedback credibile, oltreché unico per ogni modello di vettura presente.

L'unica eccezione è nella modalità Rally Cross, dove invece potrete tornare a fare a sportellate con gli avversari, visto che si corre tutti insieme sulla stessa pista. Nel multiplayer potrete anche partecipare a piccoli campionati, oppure a competizioni (giornaliere, settimanali, ecc.) organizzate dalla stessa Codemasters: si accetta la sfida e si ha un tot di tempo per fare la migliore prestazione possibile. Insomma, avrete capito: il difetto principale di Dirt Rally è che le modalità disponibili non sono esattamente il massimo. Proprio qui si avverte la natura particolare del processo di sviluppo di questo titolo, che è nato come un esperimento, un piccolo ma solido mattone su cui, mese dopo mese, sono stati aggiunti altri tasselli. In Codemasters hanno inserito nuovi contenuti, due modalità extra (Rally Cross e Pikes Peak), ma è chiaro che Dirt Rally non ha avuto una genesi di un videogame normale, e pecca quindi in certe rifiniture: i menu sono scarni, la modalità carriera è un po' troppo canonica, il multiplayer deve migliorare. Per il Rally Cross sono presenti appena tre tracciati, la Pikes Peak invece è una gara a sé, con appena tre vetture disponibili (tra cui la mitica Pegueot 205 T16). Proprio l'inserimento della Pikes Peak è l'esempio perfetto della filosofia che sta dietro a Dirt Rally. Non si integra con i normali rally, non c'è un campionato, ci sono appena tre vetture: in Codemasters l'hanno voluta inserire perché, per gli amanti dei rally, la Pikes Peak è un po' come il Nurburgring per gli amanti della Formula Uno: leggenda. Insomma, è evidente che i programmatori inglesi si sono concentrati soprattutto sulla sostanza e meno sulla forma: qui tutto quello che conta è guidare, modalità, carriere o multiplayer sono solo un pretesto per mettersi al volante. Se per voi il contorno non è importante e tutto quello che vi interessa è l'esperienza di guida, allora non pensateci nemmeno un secondo: questo è il gioco che fa per voi.

DiRT Rally Nato come un progetto “laterale”, quasi un esperimento, alla fine questo Dirt Rally appare soprattutto come il frutto della voglia di un team di talento di tornare a fare quello che più gli piace. In Dirt Rally sembra che Codemasters non si sia posta limiti, creando il gioco di guida che desiderava senza guardare business plan o piani marketing. Qui non si ammicca ai giovani mettendo in copertina il logo di qualche bibita energetica. In Dirt Rally si guida, e basta. E lo si fa in un ambiente ostile, difficile e impegnativo come quello di un vero rally. Si corre contro il cronometro, ma più contro se stessi e i propri limiti: guidare di notte sfiorando rocce e alberi mentre le gomme chiodate scavano un fosso sulla neve fresca, sentire il peso della vettura che risponde a ogni vostro minimo comando, riuscire a bilanciare perfettamente sterzo e gas per un controsterzo da antologia, sono questi i momenti in cui ci si rende conto che il lavoro fatto dal team inglese è davvero eccezionale. Certo, non è un titolo perfetto: manca qualche competizione all’appello (assenti quelli su superficie “desertica”, stile Australia), la modalità carriera è a dir poco basilare, il multiplayer pecca di profondità. Ma se quello che vi interessa è un’esperienza di guida totale, avvolgente come poche altre (soprattutto se usate un volante), allora non abbiate dubbi e investite questi circa 40 euro: Dirt Rally vi conquisterà. Il gioco arriverà ad aprile anche su console, con gli stessi identici contenuti. La speranza è che, ora che il progetto si è trasformato da esperimento nato quasi per gioco a qualcosa di molto più grosso e concreto, Codemasters non si fermi, aggiungendo altri contenuti e completando un'opera già così eccezionale.

8.8

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