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Recensione DiRT Rally

Finalmente, dopo qualche mese di esclusività per il mercato PC, Dirt Rally arriva anche su Xbox One e PS4: non solo confermando le ottime doti del suo modello di guida, ma anche forte di una conversione solidissima.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione DiRT Rally
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Uscito ufficialmente dalla fase Early Access appena tre mesi fa, Dirt Rally è stato un fulmine a ciel sereno per gli appassionati della disciplina e dei racing game. Dismessa la deriva arcade che i titoli firmati Codemasters avevano preso negli ultimi tempi, fatta di gymkane e colori sgargianti, il team di sviluppo inglese ha deciso di tornare a puntare sul realismo e sul piacere di guida. Splendido omaggio agli appassionati più puri, a quei giocatori che non possono fare a meno di un avvertibile realismo, e vogliono assaporare l'emozione di scivolare sulla ghiaia fra alberi e rocce, spingendosi sempre al limite, Dirt Rally è un titolo diretto, con pochi fronzoli, tutto basato sulle sensazioni. La velocità, la meraviglia dei panorami brulli e pericolosi, la costante sfida al cronometro: sono questi i valori su cui è costruita una delle esperienze di guida più schiette e trascinanti degli ultimi anni. Finalmente, dopo qualche mese di esclusività per il mercato PC, Dirt Rally arriva anche su Xbox One e Ps4: non solo confermando le ottime doti del suo modello di guida, ma anche forte di una conversione solidissima, che non rinuncia alla fluidità dei 60fps ed alla qualità del colpo d'occhio.

Duro e puro

Cerchiamo di chiarire fin da subito quali sono i tratti del realismo di Dirt Rally. Non aspettatevi una simulazione meticolosa e irreprensibile come quella di Richard Burns Rally, ma neppure la leggerezza dei predecessori. Qui non c'è modo, ad esempio, di riavvolgere il tempo, non si può tornare indietro dopo aver commesso un errore. Non si corre contro altri avversari, niente sportellate (a parte nel Rally Cross), ma solo e unicamente contro il più imparziale giudice del vostro talento al volante: il cronometro. I veicoli a disposizione che vanno dagli anni 60 ai giorni nostri: c'è la storia del campionato di rally con vetture leggendarie come la Lancia Stratos, l'Audi Quattro del famigerato e pericolosissimo Gruppo B, la Lancia Delta Integrale, la Subaru Impreza WRC o le più recenti Mini Countryman WRC o Volkswagen Polo R WRC. C'è un po' di tutto e ovviamente il modello di guida può cambiare drasticamente passando da una Fiat 131 Abarth a una Ford Fiesta WRX. Tutto è pensato per essere, soprattutto, credibile: il modo in cui il gioco riesce a trasmettere il peso della vettura, la difficoltà delle ruote a prendere aderenza mentre scivolano su neve, ghiaccio o ghiaia è davvero fantastico. All'inizio Dirt Rally è un gioco difficile, impegnativo, che ti punisce al minimo errore. Tuttavia non è mai proibitivo, e anche i meno esperti potranno migliorare lentamente grazie ai tanti aiuti alla guida presenti. Ma se intendete fare sul serio, basta disattivare tutti gli aiuti disponibili, mettere la visuale interna, eliminare l'interfaccia su schermo (tutto, anche la mappa del percorso) e affidarsi unicamente alle indicazioni del vostro copilota: allora vi sembrerà davvero di correre su una macchina da rally, di sfidare la fisica con derapate ai limiti dell'impossibile. Volare da un dosso all'altro di notte, con solo i fari ad illuminare la strada, mentre una pioggia battente offusca la vista, con la voce del navigatore che tentenna a ogni scossone, a ogni atterraggio brusco, è un'esperienza che ogni appassionato di giochi di guida dovrebbe provare. Semplicemente, Dirt Rally è un titolo che fa una scommessa molto precisa, che punta tutto sull'esperienza di guidare una vettura da rally. E la scommessa è vinta, alla grande.

La stagione è lunga

Insomma, l'avrete capito: questo è un gioco che vi stampa un bel sorriso ebete sul volto. Quando, ad esempio, riuscirete a completare la vostra prima prova speciale tra le nevi della Svezia, lottando contro una superficie che le prova tutte per rallentarvi o mandarvi fuori strada.

O quando riuscirete a salvare la vostra vettura da quel burrone così vicino con un'abile controsterzo. O ancora quando sarete così bravi da anticipare quella curva in fondo, dopo il dosso, facendo saltare la macchina di traverso. Ecco: quando sarete così bravi, Dirt Rally vi apparirà in tutta la sua fragorosa potenza: e capirete cosa intendiamo quando diciamo che Dirt Rally è un sentito e appassionato omaggio a una disciplina sportiva ricca di fascino e storia. Codemasters ha lavorato ottimamente anche per infarcire il gioco di contenuti. L'offerta è piuttosto buona. Oltre a un parco auto di grandissimo livello, troverete sei diverse ambientazioni per altrettanti rally: Grecia, Galles, Svezia, Germania, Montecarlo e Finlandia. In totale, se abbiamo contato bene, ci sono 72 prove speciali, alcune delle quali sono state ricostruite partendo dai tracciati veri del campionato del mondo. Ovviamente potrete affrontare la classica modalità carriera che comprenderà eventi di vario genere: oltre ai rally ci sono infatti il Rally Cross e la Hillclimb. Il Rally Cross è quella particolare disciplina con tracciati chiusi, che di solito alternano diverse superfici (ad esempio una parte in asfalto e una in terra): nel gioco sono presenti tre tracciati, la licenza ufficiale FIA e alcune vetture della categoria. È l'unica modalità in cui avrete un contatto diretto con gli avversari, visto che si corre in pista tutti insieme e vince chi arriva prima. I rally normali invece sono divisi in prove speciali, dove l'unico vostro obiettivo è andare più forte che potete cercando di fare meno danni possibile all'auto. Al solito, come da regolamento, alla fine di ogni prova speciale avrete trenta minuti per riparare eventuali danni. Ogni riparazione costa dei minuti, quindi in caso di danni consistenti dovrete fare delle scelte: meglio aggiustare lo sterzo o il sistema di raffreddamento, i freni o il motore? Infine, la terza modalità di gioco è la classica Hillclimb su Pikes Peak, la gara in salita più famosa del mondo che si corre ogni anno negli Stati Uniti. È famosa per essere una delle gare più pericolose ancora in calendario, e per le vetture che vi partecipano, che nella classe più competitiva possono avere potenze superiori ai mille cavalli e vantano appendici aerodinamiche talmente esagerate che metterebbero in imbarazzo anche un tedesco in vacanza a Rimini con la sua Alfa Romeo. La modalità carriera vi obbligherà ad affrontare diverse prove, ma in generale manca di quella profondità a cui ormai i giochi di guida ci hanno abituato. Lo stesso si può dire del multiplayer, che permette di correre solo contro i tempi degli avversari: non ci sono nemmeno i ghost, solo un tempo da battere. L'unica eccezione è appunto nella modalità Rally Cross, dove invece potrete tornare a fare a sportellate con gli avversari, visto che si corre tutti insieme sulla stessa pista. Nel multiplayer potrete anche partecipare a piccoli campionati, oppure a competizioni (giornaliere, settimanali, ecc.) organizzate dalla stessa Codemasters: si accetta la sfida e si ha un tot di tempo per fare la migliore prestazione possibile. Insomma, avrete capito: il difetto principale di Dirt Rally è che le modalità disponibili non sono esattamente il massimo. Proprio qui si avverte la natura particolare del processo di sviluppo di questo titolo, che è nato come un esperimento, un piccolo ma solido mattone su cui, mese dopo mese, sono stati aggiunti altri tasselli.

In Codemasters hanno inserito nuovi contenuti, due modalità extra (Rally Cross e Pikes Peak), ma è chiaro che Dirt Rally non ha avuto una genesi di un videogame normale, e pecca quindi in certe rifiniture: i menu sono scarni, la modalità carriera è un po' troppo canonica, il multiplayer deve migliorare. I tre mesi passati dall'uscita della versione PC, purtroppo, non sono serviti a rendere l'offerta più solida. Per il Rally Cross sono presenti appena tre tracciati, la Pikes Peak invece è una gara a sé, con appena tre vetture disponibili (tra cui la mitica Pegueot 205 T16). Proprio l'inserimento della Pikes Peak è l'esempio perfetto della filosofia che sta dietro a Dirt Rally. Non si integra con i normali rally, non c'è un campionato, ci sono appena tre vetture: in Codemasters l'hanno voluta inserire perché, per gli amanti dei rally, la Pikes Peak è un po' come il Nurburgring per gli amanti della Formula Uno: leggenda. Insomma, è evidente che i programmatori inglesi si sono concentrati soprattutto sulla sostanza e meno sulla forma: qui tutto quello che conta è guidare. Modalità, carriere o multiplayer sono solo un pretesto per mettersi al volante. Se per voi il contorno non è importante e tutto quello che vi interessa è l'esperienza di guida, allora non pensateci nemmeno un secondo: questo è il gioco che fa per voi.

Su Console

Dirt Rally sfrutta l'affidabilissimo motore Ego Engine, con risultati davvero solidi. Texture e shader sono di alto livello, così come gli effetti particellari e volumetrici. I tempi di caricamento abbastanza estesi sono giustificati dalla draw distance veramente incredibile, che su alcuni tracciati lascia a bocca aperta. Provate a salire il crinale del rally di Atene, lanciando uno sguardo in direzione della foresta che ricopre rigogliosa tutti i declivi circostanti. Tutto questo, insieme anche all'ottima illuminazione dinamica, permette a Dirt Rally di avere pioggia, neve, nebbia, gare in notturna: tutta la grafica di questo gioco non è mai fine a se stessa, ma è sempre a servizio del gameplay. Nel passaggio alle versioni console, da subito il team di sviluppo si è concentrato sul mantenere i 60 FPS, così da garantire tutta la precisione e la fluidità che ben si accompagnano ad un'esperienza dove una curva presa male può fare davvero la differenza. A fronte del traguardo ottimamente raggiunto, si nota solo qualche leggera incertezza utilizzando la visuale esterna (peraltro poco adatta alla tipologia di gioco in questione) e in caso di effetti volumetrici particolarmente intensi.

Grosse rinunce, insomma, non ce ne sono: le texture appaiono sempre ben definite (perlomeno sfruttando la visuale interna, mentre dall'esterno qualche elemento poco pulito si nota facilmente), e il polygon count dei veicoli non ha subito variazioni. Anche su console, quindi, DiRT Rally è pienamente in grado di rivaleggiare, dal punto di vista grafico, con i suoi concorrenti diretti più recenti. Ottimo lavoro sul fronte dell'effettistica audio, anche se nella versione italiana la voce del co-pilota è spesso un po' troppo "piatta". Le registrazioni dell'originale in inglese, effettuate direttamente sul sedile idraulico, sono ad un livello semplicemente superiore.

DiRT Rally Interrogato sulla questione del realismo del suo Dirt Rally, il Chief Game Designer Paul Coleman ha dato forse la definizione più giusta e piena dell'esperienza proposta dal titolo Codemasters: “Credo che la parola più corretta sia autenticità. Abbiamo cercato di creare il gioco più autentico possibile, per trasmettere all'utente cosa significa guidare una vettura a tutta velocità su strade strettissime e piene di ostacoli.”. In Dirt Rally, insomma, non dovete cercare un erede dell'indimenticabile Richard Burns, ma un prodotto al contempo accessibile e rigoroso. Quello che colpisce fin dai primi momenti di gioco è un piacere di guida avvincente, un approccio senza le semplificazioni promosse dal rewind ormai dilagante. Dirt Rally è un titolo diretto e appassionante come la disciplina a cui è dedicato, ed è proprio il meraviglioso modello di guida che lo rende un gioco vincente. Purtroppo, sul fronte dei contenuti, perde il confronto con tutti i colleghi. La carriera è poco elaborata, i menù sono scheletrici, il numero di tracciati non certo stratosferico, il multiplayer pecca di profondità. Speravamo che i mesi passati dall'uscita della versione PC potessero cambiare qualcosa, ma così non è stato. I ragazzi di Codemasters si sono invece impegnati per ottimizzare il loro prodotto sugli hardware casalinghi. La trasposizione PS4 del gioco restituisce sostanzialmente la stessa esperienza già vissuta su Personal Computer, con poche rinunce dal punto di vista grafico, un frame rate a 60 FPS in quasi tutte le situazioni. Si tratta insomma di un ottimo risultato.

8.7

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