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Disgaea 5 Complete Edition per Nintendo Switch Recensione

A due anni di distanza dal lancio su PlayStation 4, Disgaea 5 Alliance of Vengeance arriva su Nintendo Switch con una ricca Complete Edition.

Versione analizzata: Nintendo Switch
recensione Disgaea 5 Complete Edition per Nintendo Switch
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Switch

Io non so come sia possibile: deve nascondersi qualcosa, nei circuiti di Switch, un qualche tipo di magia che rende più bello ogni prodotto, ammantato da una strana "aura" di unicità . Non importa se si tratti di un titolo "vecchio", oppure se il gioco sia fruibile anche su altre console. La nuova, piccola e fantastica macchina di Nintendo riesce a migliorare qualsiasi produzione, soprattutto se queste si adattano perfettamente alla natura ibrida della console, rendendo ogni sessione di gioco, sia fissa che in mobilità, incredibilmente soddisfacente. Mettiamo le cose in chiaro sin da principio: con Disgaea 5: Complete Edition i ragazzi di Nippon Ichi Soft. sono riusciti a realizzare di un port davvero incredibile. Scopriamone insieme i motivi.

Solo per Vendetta

Il malvagio Void Dark, signore del caos con una innata predisposizione alla distruzione, sta rapidamente allungando le sue mani su tutti i regni del Netherworld, galassia dell'Oltretomba abitata dai demoni. Uno di essi, il ramingo Killia, ha dei conti in sospeso con il crudele generale a capo dei Lost, l'esercito che sta soggiogando l'intero sistema solare. Dovrà quindi allearsi con tutti i demoni ribelli e con i campioni dei vari mondi, gli Overlord, al fine di distruggere l'esercito di Void Dark e poter finalmente placare la propria sete di vendetta. Seraphina, restia e vanesia promessa sposa di Void Dark; Red Magnus, nerboruto demone rosso desideroso di laurearsi quale più forte Overlord di tutti i Netherworld; Christo, fine stratega dal passato e dalle intenzioni misteriose: sono gli interessanti personaggi che compongono l'inedito cast del quinto episodio.

Se non per qualche ammiccamento ai fan di lunga data, infatti, la storia di Disgaea 5 non ha contatti con i capitoli precedenti della serie, cosa che rende il gioco in arrivo su Switch un ottimo punto d'inizio per chi volesse scoprire le strampalate situazioni descritte da Nippon Ichi Soft. La trama di Disgaea, piaccia o meno, ha poco o nulla di serio: con situazioni al limite dell'assurdo, ed un black humor che accompagna ognuna delle infinite linee di dialogo, il team ha voluto sottolineare a chiare lettere le proprie intenzioni narrative. Disgaea è un gioco spudoratamente giapponese per diversi motivi ed il plot non fa altro che confermare questa identità. Basti pensare che ognuno dei capitoli in cui è frazionata la storia viene chiuso con le anticipazioni del capitolo successivo, esattamente come al termine delle puntate di un anime...

Penguins of War

Per quanto teneramente avvincente e prodiga di amari sorrisi a mezza bocca, la storyline non rappresenta certo la parte migliore di Disgaea 5, né tantomeno il focus principale dello sviluppo. Ciò che rende questo quinto capitolo un ottimo gioco è la sua componente prettamente ludica. Quello sviluppato da Nippon Ichi Soft e distribuito da NIS America è un J-RPG tattico "vecchia scuola" fatto di menù da sfogliare, statistiche, abilità e decine di ore di grinding. Fra i lettori ci sarà sicuramente qualcuno che, pur non avendo mai giocato un Disgaea, conosce titoli come Final Fantasy Tactics o Fire Emblem. La natura di queste opere è pressoché la stessa: c'è una mappa isometrica divisa in tanti piccoli blocchi che formano una scacchiera, sulla quale due (o più) squadre si fronteggiano, spostando diverse unità per poter attaccare l'esercito nemico e in tal modo conquistare la vittoria.
Ciò che ha saputo distinguere Disgaea dai due illustri concorrenti, permettendo alla serie di emergere da quel sottobosco di produzioni mediocri e cloni mal riusciti, è una forte convinzione nella propria visione di game design, libero e scanzonato. Nella stragrande maggioranza dei giochi di ruolo tattici made in Japan, il leitmotiv è già scritto: il giocatore aspetta il proprio turno, impartisce un ordine, ed alterna il controllo delle varie unità, sperando che quella usate in precedenza non siano troppo esposte agli strali dei nemici.
In Disgaea 5 questo non succede, o quantomeno non con questo ordine: innanzi tutto, le unità possono essere spostate quante volte si vuole durante il proprio turno, fintanto che non compiono nessuna azione. Tale libertà di movimento è presto spiegata: quando due o più personaggi sono vicini, possono compiere attacchi in combinazione dagli effetti devastanti (accompagnati poi da animazioni ridicolmente esagerate. Oltre a questo, il titolo permette ai giocatori di gestire la propria sequenza di azioni. Una volta scelto di colpire quel monaco che ha avuto il coraggio di avvicinarsi troppo alla nostra posizione, o di scagliare una freccia fra gli occhi di quel mago che si è rifugiato sopra una collina, l'input d'attacco non è immediato. Bisogna selezionare "Execute" nel menù di gioco per rendere effettivi gli ordini impartiti, in modo da dare via alle differenti combinazioni di attacchi, alle magie elementali, all'uso di pozioni curative o al lancio in lungo dei propri compagni d'arme (sì, in Disgaea si possono letteralmente alzare di peso i personaggi e scaraventarli lontano, in modo da coprire quelle distanze non percorribili a piedi). Se tale libertà può lasciare il giocatore perplesso nelle prime battute, bastano poche ore per entrare a pieno ritmo nel meccanismo di gioco. Diventerà dunque praticamente istintivo muovere le unità fra loro vicine per riuscire a chiudere le combo con successo. Allo stesso modo, dopo un paio di schiaffoni ricevuti nei primi livelli, l'utente capirà che l'ordine in cui i comandi vengono selezionati è lo stesso con cui vengono eseguiti.
A questa scanzonata libertà, Nippon Ichi Soft ha accompagnato una profondità di gioco inopinabile.Parliamo di decine di classi, di una caterva di abilità e skill da imparare, e di possibilità praticamente infinite con cui sviluppare i personaggi. In Disgaea 5, insomma, sperimentare nuove combinazioni gioca un ruolo chiave nel gameplay. In tal modo, gli sviluppatori sono riusciti a nascondere bene la quantità di grinding richiesto per poter portare a termine un gioco che, nonostante l'aspetto guascone e l'indole poco seria, non può essere affrontato con il pilota automatico.

L'ultimo arrivato di casa Nippon Ichi, infatti, richiede tutta l'attenzione possibile da parte del giocatore, chiamato ad affrontare sfide sempre più impegnative. Per aiutare l'utente, il team di sviluppo ha escogitato alcuni stratagemmi che possono risultare fondamentali nelle fasi più concitate della battaglia. Oltre alla possibilità di fondere due unità, umane o animali che siano, al fine di ottenere alcuni super-soldati, i pezzi più pregiati del vostro esercito avranno dalla loro un asso nella manica non indifferente. Gli Overload, non a caso, possono sfruttare una specie di modalità "berserker" che si attiva dopo un determinato numero di colpi incassati in pieno. Ognuno degli Overlord ha la sua peculiarità: c'è chi diventa gigante per cinque turni, chi riesce ad ammaliare tutti gli uomini nella squadra avversaria, e chi rende cecchini infallibili i propri compagni. Ebbene, l'esercito dei ribelli, per quanto eterogeneo e pieno di straccioni, non manca cerco di organizzazione.

Orgoglio, disciplina e sardine

Un esercito non può essere tale senza un quartier generale. È per questo che Seraphina, ragazzina vanitosa e viziata innamorata di Killia ma promessa in sposa al malvagio Void Dark, mette subito a disposizione il suo castello volante, il Pocket Netherworld, come sorta di Mother Base da cui partire alla volta di tutti gli angoli della galassia.

Questo espediente narrativo serve a delimitare i confini di quello che incarna l'hub del gioco. Dal Pocket Netherworld si parte per andare in battaglia ed al Pocket Netherworld si torna per fasciarsi le ferite e spendere i tanto sudati HL, moneta corrente nel mondo di Disgaea. Ad abitate le stanze di questo centro di ritrovo ci pensa un'enorme vastità di personaggi, ognuno con una sua funzione peculiare all'interno dell'economia del gioco: c'è l'immancabile venditore degli oggetti consumabili e quello dell'equipaggiamento, c'è il banco a cui rivolgersi per accettare le quest secondarie; e non manca neppure il classico NPC incaricato di curare le ferite in cambio di monete luccicanti (sì, praticamente il sistema sanitario americano). Oltre agli HL, l'altra valuta spendibile in Disgaea 5 è il Mana. La differenza fra i due sta nel fatto che gli HL appartengono all'intero esercito, mentre il Mana è acquisito dal singolo personaggio in base al suo comportamento sul campo di battaglia. Oltre ad essere speso per imparare e migliorare le varie abilità, il Mana rappresenta anche il "denaro" da spendere nello Strategy Assembly, strampalatissimo tribunale dove avanzare proposte al fine di ottenere nuovi oggetti nello shop o nuove classi arruolabili. Pensate che sia finita qui? Ovviamente no. Oltre all'area dove interrogare i soldati nemici catturati o arresisi, allo scopo di ottenere informazioni o validi alleati, due "stanze" risultano fondamentali, fra quelle presenti nel Pocket Netherworld: ci riferiamo sia all'Item World, variazione dimensionale che permette di entrare all'interno degli oggetti e affrontare dei dungeon procedurali che migliorano le statistiche di armi e simila, sia allo Squad Shop. Tramite questo, l'utente può organizzare le proprie unità in diverse squadre, assicurandosi che i personaggi scelti acquisiscano in tal modo alcune skill altrimenti non ottenibili, come la possibilità di catturare i mob o di interrogare i soldati in cella.

"Il signore gradisce un contorno alla sua Vendetta?"

Disgaea 5 è apparso per la prima volta due anni su PS4 con il sottotitolo di "Alliance of Vengeance". Questa riedizione per Switch, com'è facile capire dall'aggettivo "Complete", è una versione non tanto rivisitata dell'originale, quanto arricchita di tutti i DLC apparsi nel corso dei mesi. Comodamente raggiungibili tramite un NPC con cui parlare nel Pocket Netherworld, i contenuti aggiuntivi di Disgaea 5 sono quasi totalmente atti all'ottenimento di personaggi esclusivi. Fanno quindi il loro ritorno i protagonisti storici della serie, come Laharl ed Etna del primissimo capitolo. Nippon Ichi Soft ha voluto fare le cose in grande, aggiungendo fra questi eroi, ottenibili tramite superamento di mappe dedicate, anche volti presi da altre IP della piccola e coriacea software house, quali ad esempio Makai Kingdom e The Witch and the Hundred Knight.

Per il resto, il gioco è praticamente identico. La veste grafica, con gli sprite 2D da muovere su una mappa in tre dimensioni, è rimasta immutata. Realizzati con cura e dovizia di particolari, gli sprite sono così decorati che risulta quasi difficile, nelle fasi più concitate di gioco, raccapezzarsi fra i vari elementi presenti sullo scenario. Fortunatamente la telecamera può essere portata dalla visuale isometrica a quella a volo d'uccello, aiutando di parecchio i giocatori che decidano di affrontare Disgaea 5: Complete Edition in modalità portatile.
La natura ibrida di Switch, per chi se lo stesse chiedendo, si sposa benissimo con un titolo di questo tipo: gli scontri possono essere risolti in 15-20 minuti, il tempo di una corsa in metro o di una pausa caffè al lavoro. Usato in modalità dock, del resto, il gioco sa offrire una palette cromatica in grado di coprire tutto lo spettro di colori, lasciando ammirare con stupore gli ambienti di gioco, sicuramente tra i più ispirati nella storia del franchise.
Bocciate senza possibilità di ricorso le musiche: poco incisive e piuttosto ripetitive; un giudizio più clemente, invece, per il discreto doppiaggio, che può essere ascoltato sia in inglese che giapponese.

Disgaea 5 Alliance of Vengeance Due anni fa, Alliance of Vengeance fu premiato con un sonoro 8.8 qui sulle pagine di Everyeye. Il numero che troverete qualche riga più in basso è leggermente diverso. Disgaea 5: Complete Edition, oltre all’ovvia presenza dei DLC, aggiunge persino qualcosa in più all’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Nippon Ichi Soft. Accanto all’eccezionale gameplay, all’ispirata direzione artistica e alla sagace scrittura, la riproposizione del titolo sulla nuova ammiraglia di Nintendo aggiunge quel “fattore Switch” che tutti i game developer dovrebbero tenere a mente. La possibilità di avere sempre a portata di mano un gioco da centinaia e centinaia di ore, con una profondità e una cura di gameplay non indifferenti, rende questa Complete Edition un titolo imprescindibile per i possessori di Switch con un’inclinazione verso la strategia. Se questo è soltanto l’inizio di ciò che il nuovo gioiello di Nintendo è in grado di offrire, ne vedremo certamente delle belle.

8.9

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