Recensione Disney Epic Mickey 2: L'avventura di Topolino e Oswald

Il duo di Walt Disney ci riprova anche su PS Vita

Disney Epic Mickey 2: L'avventura di Topolino e Oswald

Videorecensione
Disney Epic Mickey 2: L'avventura di Topolino e Oswald
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Mentre le esclusive per la console portatile Sony continuano a scarseggiare (speriamo che la GamesCom possa portare buone nuove), PlayStation Vita vivacchia grazie al fermento della briosa scena indie o appoggiandosi sui porting che arrivano a cadenza regolare a ravvivarne la softeca.
Questa volta tocca al secondo e controverso capitolo della saga di Epic Mickey sollazzare i possessori di Vita: la serie, dopo l'esordio in esclusiva su Wii, si è ripresentata con un sequel multipiattaforma, ed il bis concesso dal lodatissimo Warren Spector si ripropone ora anche in veste portatile. Con tutte le incertezze e potenzialità già riscontrate nella versione casalinga pubblicata il novembre scorso.
Trattandosi di una conversione diretta, non aspettatevi contenuti extra né particolari aggiunte, ad esclusione di un lieve adattamento dei controlli atto a sfruttare il touch-screen della console Sony.
Poco implicitamente, quindi, il prodotto è rivolto a tutti coloro che non hanno ancora avuto il piacere di giocarlo, attratti magari dall'invitante prezzo budget (15 euro) con cui è acquistabile direttamente sul PSN.

Meno coraggio, più linearità

Disney Epic Mickey 2: L'avventura di Topolino e Oswald è un platform con protagonista il famosissimo topo generato dalla fervida immaginazione di Walt Disney. Se buona parte delle meccaniche che ne sviluppano il gameplay sono state ereditate dal prequel, la novità su cui punta questo secondo capitolo è la cooperazione tra Topolino e Oswald: parte fondante dell'intera avventura e alla base della risoluzione di un nutrito numero di enigmi.
Purtroppo se vi aspettate la stessa magia e atmosfera del primo Epic Mickey resterete irrimediabilmente delusi. Forse per allargare il pubblico di riferimento, il team di sviluppo ha messo messo da parte il coraggio e sviluppato un titolo meno sfrontato e originale rispetto al capostipite. Questo evidente appiattimento è riscontrabile già nell'aspetto narrativo.
Rifiutolandia è di nuovo in pericolo: un terremoto ha sconvolto il borgo che solo da poco aveva ritrovato pace e serenità. Lo Scienziato Pazzo, nemesi del primo capitolo, si scopre immediatamente (e stranamente) interessato ad aiutare Oswald, Ortensia e Gus a superare la crisi, ma gli ultimi due sono piuttosto reticenti a rivedere il proprio giudizio sul sinistro figuro, e decidono così di riaffidarsi all'impavido Topolino. Rientrato in possesso del pennello magico che gli permette di disegnare e cancellare gli elementi dello scenario, l'eroe orecchiuto parte con Oswald, munito invece di un portentoso telecomando con cui attivare ingranaggi e macchinari.

Il cast virtuale è anche questa volta a suo agio quando si tratta di inscenare siparietti comici e ironici, ma si nota una certa timidezza nell'esplorare tematiche più profonde. Il primo Epic Mickey ebbe il grande pregio di inquadrare l'universo di Walt da un punto di vista molto particolare, mentre Disney Epic Mickey 2 non va mai a fondo come si vorrebbe: il complesso rapporto che lega Topolino e Oswald è solo timidamente tratteggiato, i personaggi sono caratterizzati in maniera più superficiale, ed il plot appare più lineare e trito.
Si tratta insomma, di un intreccio narrativo più "mainstream", adatto a un pubblico meno smaliziato, ma che proprio per questo rinuncia a ciò che più ogni altra cosa aveva reso grande il primo sodalizio tra Warren Spector e Topolino. L'avventura scorre in maniera tutto sommato piacevole e divertente, ma la componente più oscura e cupa che correva nel primo Epic Mickey è totalmente scomparsa. Un impoverimento sensibile e mortificante che spunta notevolmente le qualità della componente narrativa.

Alti e bassi

Il gameplay si dimostra invece più frizzante e sostenuto da un level design all'altezza. Purtroppo una serie di imperfezioni minano un lavoro comunque decoroso, ma anche in questo caso incapace di ripetere con successo quando ti buono visto nel primo Epic Mickey.
Dopo il livello introduttivo, che funge da tutorial mascherato, vi ritroverete liberi di vagare per Rifiutolandia, scontrandovi così con un ritmo non proprio soddisfacente. Si fatica a seguire il filo della quest principale e si corre il rischio di perdersi fin troppo in missioni secondarie che, visto il loro esorbitante numero, tendono a distogliervi dal compito principale.
Il senso di dispersione, che rimane costante per tutte le quindici ore necessarie per vedere i titoli di coda, non riesce comunque a mettere troppo in ombra l'ottimo lavoro svolto dai designer nell'architettare livelli perfetti per l'intento che si propongono di raggiungere. Ben supportati, come vedremo, da un art design inattaccabile, gli scenari si sviluppano attraverso sezioni platform ben studiate, che di tanto in tanto cedono il passo a brevi fasi di combattimento ed altre in cui vi confronterete con la risoluzione di enigmi ambientali.
Combattere i vari sgherri che vi affronteranno non è in realtà un'attività così interessante. Il gioco non propone, e non vuole proporre, un combat system intricato e profondo: se la cava soltanto grazie a una buona varietà di nemici che richiederanno precisi attacchi per essere messi al tappeto. D'altro canto gli ostacoli principali sono superabili sia contando sul potere combinato di pennello magico e telecomando -che vi permettono di attivare, disegnare o cancellare specifici elementi dello scenario- sia sulla cooperazione tra Topolino e Oswald.

Purtroppo anche qui i problemi non sono pochi. L'I.A. che controllerà il vostro alleato è tutt'altro che reattiva, ed in certi momenti i problemi legati alle sue incertezze saranno decisamente frustranti (fino a costringervi a ricaricare dall'ultimo checkpoint). Data l'incredibile capacità che il nostro compagno ha di incastrarsi nei pertugi più impensabili, e la lentezza nel fornirvi supporto in combattimento, resta incomprensibile la scelta del team di non inserire il multiplayer online e optare per l'opzione in locale. Anche su PsVita per godervi l'avventura in due dovrete cercare un amico munito di console e copia del gioco. In tag team le cose si fanno naturalmente più interessanti, ma tutti conosciamo bene le difficoltà di reperire un utente arruolabile.
Altra caratteristica interessante di Disney Epic Mickey 2, ereditata di sana pianta dal predecessore, è l'implicito sistema di scelte diluito nel gameplay. Visitando ogni ambientazione avrete la possibilità di ricostruire o meno alcune strutture distrutte dal terremoto che ha sconvolto Rifiutolandia. Vestire i panni degli improbabili carpentieri richiederà naturalmente un po' d'impegno, ma spesso sarà l'unico modo per accedere, in seguito, a ulteriori quest secondarie altrimenti inaccessibili. Si nota insomma anche da questo punto di vista un abbassamento delle ambizioni del team di sviluppo: se nel prequel si era spesso messi di fronte a decisioni per nulla scontate e moralmente più impattanti, ora il tutto è banalmente legato al sistema di ricompense e bonus.
Traballante anche il sistema di controllo, già criticato nell'edizione per console casalinghe. Purtroppo su PsVita si ripropongono i problemi di reattività e precisione, che renderanno alcune sezioni di salto più complicate del dovuto. Non convince neanche l'uso del touch-screen per direzionare il getto di colore del pennello magico: purtroppo il proprio dito finirà spesso e volentieri per coprire una porzione troppo grande di schermo, facendovi perdere il contatto visivo anche con il target. In breve, finirete presto per affidarvi al più classico stick analogico.
Tirando le somme, stiamo dunque parlando di un gioco divertente, con grandi potenzialità, ma sfortunatamente azzoppato dalle troppe problematiche che tradiscono uno sviluppo poco attento. Ben lontano dai picchi qualitativi del predecessore, il titolo non mancherà comunque di allietare gli amanti dei platform p fan di Topolino.
In questo senso giunge in aiuto anche lo splendido art design, capace di riproporre scenari in pieno stile Walt Disney, pur “macchiati” dalla personale visione di Warren Spector e del suo team. Paesaggi coloratissimi e armoniosi, ben si sposano ad altri più cupi e sinistri, in un’ambivalenza riuscitissima, che da i suoi frutti più succosi nei livelli bidimensionali.
Purtroppo tecnicamente si deve invece segnalare qualche rallentamento di troppo e una risoluzione che non sempre rende giustizia allo schermo della PsVita. Buono il sonoro, caratterizzato dall’ottimo doppiaggio in italiano, una soundtrack che pesca a piene mani dall’universo Disney e effetti ben campionati.

Disney Epic Mickey 2: L'avventura di Topolino e Oswald Disney Epic Mickey 2 riconferma quanto già fatto vedere su Xbox 360, Wii e PS3. Un prodotto potenzialmente anche migliore del prequel, ma rovinato da magagne al sistema di controllo, all’I.A. che controlla Oswald e a un ritmo di gioco non del tutto convincente. In questa incarnazione per PsVita il titolo di Warren Spector non guadagna assolutamente nulla, se non un prezzo estremamente interessante. Se avevate intenzione di acquistarlo per pura curiosità, o perché siete fan sfegatati di Topolino, l'edizione portatile potrebbe insomma rappresentare l’occasione ideale. L’importante è non avere troppe aspettative: questa seconda avventura di Topolino e Oswald è divertente, ma ben lontana dal livello qualitativo del primo Epic Mickey.

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