Recensione Disney Infinity 3.0 - Alla ricerca di Dory

In anticipo sull'uscita cinematografica italiana, è disponibile il playset Alla ricerca di Dory per Disney Infinity, ultima uscita per il franchise.

Versione analizzata: Wii U
recensione Disney Infinity 3.0 - Alla ricerca di Dory
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il playset Alla ricerca di Dory per Disney Infinity, da poco disponibile nei negozi italiani, non è solo il playset dedicato al film Pixar che noialtri vedremo solo a partire dal 16 settembre, ma è difatti anche l'ultima release per il toys-to-life della casa di Topolino che un paio di mesi fa ha annunciato di aver messo in pensione sia il progetto sia Avalanche Software per dedicarsi in futuro solo a progetti licenziati (loro ci mettono il brand, qualcun altro realizza il videogioco, un po' come Star Wars Battlefront).
Un clamoroso dietrofront visto che dopo l'incredibile successo di Skylanders, Disney aveva contribuito a definire il genere e a farlo conoscere. Tra l'altro quando avevamo iniziato a seguire Disney Infinity nei nostri articoli si parlava ancora di "cloni di Skylanders" piuttosto che di Toys-to-life. Scomparsi Pixar, Marvel, Disney e Star Wars, non resta che ad Activision, Nintendo e Lego spartirsi la fetta lasciata incustodita...
Ad ogni modo se nei mesi scorsi avete acquistato il disco di Disney Infinity 3.0 ed avete collegata alla vostra console la Base, vi interesserà sapere se Alla ricerca di Dory sia un tie-in valido o meno. Se è la classica ciliegina sulla torta o il meno dolce quando-priove-grandina...

Acqua in bocca

Il film Alla Ricerca di Dory, sequel del capolavoro marino uscito nel 2003, arriverà nelle sale italiane il 14 settembre 2016, anche se i cinema d'oltreoceano ha già svariate settimane di programmazione. Ma ormai è confermato che il pubblico nostrano tra Luglio e Agosto ha altre cose in testa piuttosto che rinchiudersi in un multisala...
La trama vede come protagonista la più amata e smemorata pesciolina azzurra Dory. Essa ritrova il fortunato Nemo ed il saggio Marlin, suo padre: insieme a loro, cercherà di fare luce sul proprio passato. Cosa riesce a ricordare? Chi sono i suoi genitori? E dove ha imparato il balenese?
Rispetto a quanto raccontato nel film, il videogioco si concentra sul tentativo da parte del terzetto di salvare il Parco Oceanografico di Morro Bay e la sua fauna ittica, minacciati dalla chiusura. A ridosso della baia Dory & co costruiscono un oasi, un angolino strappato anche al degrado e alla sporcizia in cui versa la delicata barriera corallina, dove ospitare tutti i pesci ritrovati negli acquari, nelle vasche e anche nelle condotte del Parco Oceanografico.

Beyond the sea

Il gameplay di Alla ricerca di Dory presenta alcune sezioni iniziali con visuale da dietro le spalle e decisamente scriptate, ma il grosso è rappresentato da un simil platform con visuale laterale. Per certi versi ricorda il playset di Inside Out, salvo che in questo caso prendiamo il controllo di pesci che in assenza di gambe sono impossibilitati a saltare.
Tuttavia il gioco sfida il giocatore a nuotare contro corrente, ad incapsulare all'interno di bolle alcuni pesci giocattoli (nemici di quelli in carne e... lische), ripulire con l'ausilio di un gamberetto alcuni tratti ricolmi di alghe e con quello di una seppia illuminare condotti debolmente notturni. C'è per spazio per molta azione, qualche enigma ambientale a misura di bambino e per un paio di sezioni stealth: senza dubbio gli sviluppatori si sono sforzati di caratterizzare ciascun livello in modo da offrire una sfida peculiare e differente da quella richiesta dai precedenti.
Dal punto di vista grafico siamo di fronte ad un ottimo risultato, merito senz'altro delle ricerche che Pixar ha svolto nel ricreare la fauna e sopratutto la flora marina, lattine, barattoli e scarponi inclusi. I colori del videogioco sono vividi e molto realistici: anche se ci troviamo di fronte ad una trama con personaggi caricaturali e sopra le righe (espressivi come noi umani praticamente), lo sforzo grafico e tecnologico è votato al fotorealismo. E gli sviluppatori di Disney Infinity non hanno dovuto far altro che recuperare gli asset ed i render Pixar per popolare in maniera convincente e mai stancante i livelli e le ambientazioni.

Disney Infinity 3.0 Con il playset Alla ricerca di Dory si chiude (per il momento?) l'avventura commerciale di Disney Infinity. Anche se il film Pixar noi lo vedremo solo a Settembre, sugli scaffali già si trovano il gioco (per essere avviato richiede un aggiornamento di 4 Gb) insieme a Dory, mentre a parte potete acquistare Nemo. A livello di gameplay ci si muove in un mondo acquatico inquadrato lateralmente, annientando pesci giocattolo, scivolando di acquario in acquario evitando la torcia di un petulante guardiano del Parco Oceanografico e così via... Forte di un look ultra colorato e squisitamente dettagliato, nonché di una discreta varietà tra i livelli, questo playset è un degno tie-in del lungometraggio di animazione. Se i vostri figli tra una paio di mesi parleranno solo di barriere coralline, questo videogioco sarà un buon modo per farli tornare... muti come un pesce!

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