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Recensione Disney Infinity 3.0 - Inside Out

Dopo aver visto il lungometraggio d'animazione Pixar al cinema, abbiamo giocato al Playset dedicato in Disney Infinity 3.0: un platform riuscito sopratutto per un pubblico kids, anche se gli manca un pizzico di originalità.

Versione analizzata: Wii U
recensione Disney Infinity 3.0 - Inside Out
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Disney Infinity 2.0 era un tripudio di supereroi, dei e semidei, arrampicamuri. C'è stato ugualmente spazio per alcune glorie Disney come Merida i Brave, Paperino, la coppia Hiro e Baymax da Big Hero 6, ma nessun playset dedicato, nessuna avventura ambientata in qualche mondo Disney o Pixar.
Una mancanza che deve essere arrivata alle orecchie di Avalanche Studios, il quale nonostante abbia dedicato massimo impegno alla trasposizione di Star Wars in Disney Infinity 3.0, sia riuscita a proporre almeno un Playset proveniente dal mondo Disney tout court.
Il prescelto è stato Inside Out, lungometraggio Pixar diretto da Pete Docter (Up), dall'ottimo successo anche in Italia dove è presente nei cinema da un paio di settimane.
Dopo aver visto la pellicola abbiamo avviato il Mondo di Inside Out in Disney Infinity 3.0 e con grande gioia ci siamo trovati catapultati nella nostra mente, la quale nelle intenzioni degli sviluppatori non è altro che un grande parco giochi tutto da saltare.


E se le emozioni avessero emozioni?

Nell'immaginario di Inside Out il nostro cervello diventa un tripudio di suoni e colori, di piccole isole che rappresentano aspetti del nostro essere e creano la personalità: queste ultime sono regolate dalle emozioni (gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto) attraverso le quali comunichiamo con il mondo. I broccoli ci disgustano, le prese della corrente ci spaventano, ma a parte questo per la maggior parte di noi è Gioia a controllare la nostra infanzia, influenzando tutte le nostre caratteristiche comportamentali.
I nostri ricordi migliori, le scampagnate in famiglia da piccoli, lo sport giocato e sognato, le stupidate insieme agli amici di sempre, sono tutti ricordi felici, ma possono ammantarsi di altre emozioni/sfumature. Evitando spoiler, Gioia è contornata da figuri decisamente meno positivi, alcuni affatto come Tristezza, altri irascibili come Rabbia, snob come Disgusto e insicuri come Paura: segnatevi i loro nomi, perché Disney Infinity 3.0 ha previsto dei Personaggi fisici per ognuno. Gioia e Rabbia si trovano insieme al Playset (35 euro il prezzo del pacchetto), ma sugli scaffali dei negozi potete già acquistare anche gli altri 3 compari alla cifra di 15 euro l'uno.
Tutti sono realizzati in maniera pregevole e ritratti in pose caratteristiche, eppure la vera goduria è poter giocare nei panni del proprio beniamino all'interno dell'avventura sotto forma di videogioco; non che il gameplay si modifichi radicalmente come accade già negli altri Playset al cambio di personaggio sulla Base (alcuni saltano più in alto o possono superare alcune superfici, ma sono minuzie dal momento che con ogni Personaggio è ovviamente strutturato per poter portare a termine l'intero gioco, come Skylanders insegna), ma sopratutto ai più piccoli piacerà poter avere libertà di scelta su con chi affrontare quella sessione di gioco.


Viaggio a Immagilandia

Il playset di Inside Out rappresenta una parziale virata rispetto al classico gameplay action dei Mondi Marvel e Star Wars. Pur senza variare il modo di giocare, esso propone una struttura da platform game.
Riducendo i combattimenti al minimo, il giocatore è chiamato ad affrontare una trentina di livelli tra salti e scalate all'interno di ambientazioni ispirate dal setting di Immagilandia visto nel film. In poche parole, un platform abbastanza classico con alcune sezioni con visuale dinamica ed altre con visuale laterale. Una scelta tutto sommato azzeccata dal momento che la visione del cervello che ha Pixar ben si presta ad una esecuzione maggiormente creativa rispetto alla luna boscosa di Endor, mentre l'idea di utilizzare i Ricordi singoli come collezionabili è un incentivo coerente a completare ciascun livello al 100%.
Per quanto riguarda il level design la nostra impressione è che il team di sviluppo non abbia voluto calcare troppo la mano: non si può dire che il playset di Inside Out possegga una personalità ben definita, dal momento che nei vari stage abbia intravisto le allegre scampagnate alla Tearaway, la telecamera di Sonic World, le piattaforme semoventi di Mario Galaxy, le piattaforme musicali di Super Mario Bros 3 ed anche la caccia ai collezionabili di Yoshi's Story.
Ma sono tutte fonti di ispirazioni collaudate e legittime, tanto più se si pensa al vero target di questo videogame, quello dei bambini, che certo non hanno l'insolenza critica di chi scrive.

Disney Infinity 3.0 Se al cinema Inside Out ha esaltato i vostri bambini o il vostro io bambino, forse vi interesserà sapere che sugli scaffali dei negozi si trova già il Playset dedicato da giocare all'interno di Disney Infinity 3.0, insieme a tutta la combriccola parlante nella mente di Riley. Il tie-in videoludico prende le fattezze di un platform molto simile ad altri esponenti contemporanei e non del genere, ma riesce ad essere coerente con la pellicola (l'ambientazione è Immagilandia ed i collezionabili i singoli Ricordi), oltre che divertente da giocare specie per i bambini. Se cercate un'alternativa ai Playset di Star Wars o meditate un regalo per figli o nipoti, Inside Out è una scelta da tenere in giusta considerazione!

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