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Recensione Dissidia 012 Final Fantasy

Il ritorno del picchiaduro di Final Fantasy

Versione analizzata: PSP
recensione Dissidia 012 Final Fantasy
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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Gioco nuovo, approccio nuovo

Approcciandoci a Final Fantasy Dissidia in sede di recensione, non abbiamo potuto fare a meno di avvicinarci con un pizzico di pregiudizio. Del resto Square-Enix non è poi così estranea ad esperimenti tutt’altro che riuscitissimi o a spin-off poco curati che affidano buona parte del successo alla forza di richiamo del brand.
Eppure, dopo ore e ore passate con la PSP in mano, come la nostra recensione testimonia, il titolo ci ha completamente conquistato. Fan service sì, ma ben realizzato e apprezzabile anche da coloro che non conoscono la famosa saga RPG.
Con Dissidia 012 Final Fantasy la situazione è quindi diversa: partiamo con il cuore pieno di speranza, fiduciosi che, dopo aver trovato la formula giusta, il colosso giapponese abbia solo operato in direzione di un raffinamento e perfezionamento di quanto già proposto. La domanda, non senza un leggero brivido lungo la schiena, è però d’obbligo: sarà andata effettivamente così o ci troviamo di fronte a uno sciatto sequel poco ispirato, persino peggiore dell’originale?

Conflitti poco originali

Non si comincia neppure è già si deve operare una correzione: Dissidia 012 Final Fantasy non è un sequel, ma un prequel.
Esattamente come il predecessore, cronologicamente parlando, la trama non rappresenta sicuramente un punto di forza. Come è noto Cosmos, Divinità dell’Armonia, e Chaos, Dio della Discordia, sono in lotta da diversi cicli. Perennemente, ma eternamente, queste due entità metafisiche si trovano l’una contro l’altra pronte a sopraffarsi vicendevolmente. Se in Final Fantasy Dissidia abbiamo potuto prendere parte a uno di questi immensi scontri che si ripetono regolarmente, in Dissidia 012 Final Fantasy vivremo quello immediatamente precedente. Ancora una volta verranno chiamati due veri e propri dream team di eroi e villain, presi dai differenti universi paralleli che di capitolo in capitolo ci propone Final Fantasy, pronti a darsele di santa ragione in nome della rispettiva divinità che li ha chiamati a sé.
Inutile comunque girarci intorno: se amate la saga di Square-Enix, sarete pronti a scendere a patti con un plot e una sceneggiatura scontata, spesso lacunosa e indubbiamente priva dell’appeal che invece contraddistingue i capitoli regolari. Tuttavia è altrettanto innegabile: vedere l’impassibile Kain che discute con Lightning, mentre il vivace Laguna smania per gettarsi nel cuore dell’azione, ha sicuramente il suo fascino se siete giocatori di vecchia data. Tra l’altro, i tre nomi scelti nell’esempio non sono assolutamente casuali, visto che rappresentano le tre new entry nello Sotry Mode.
Se invece siete neofiti, al di là dell’indubbia fascinazione che può suscitare uno scontro tra divinità, dovrete accontentarvi di tanti personaggi sì caratterizzati, ma incapaci, nella coralità della narrazione, di mettere in risalto le loro individualità e di arricchire il più classico degli scontri tra buoni e cattivi.

Street Final Fighter Fantasy

Fortunatamente la trama non è la forza di Dissidia 012 Final Fantasy.
Allontanandosi piuttosto sensibilmente dai canoni della saga al quale si rifà, il titolo fa ruotare buona parte dell’esperienza attorno a fasi da picchiaduro 1 VS 1 in ambienti 3D. Tuttavia, come vedremo, questa elementare descrizione è assolutamente riduttiva rispetto a quanto il videogioco abbia effettivamente da offrire.
Nel corso dello Story Mode prenderete il controllo di diversi personaggi i quali, inizialmente, si muoveranno all’interno di un ambientazione da esplorare. E’ questa una delle tante piccole novità di Dissidia 012 Final Fantasy. Se infatti nel capitolo precedente si passava da una battaglia all’altra senza soluzione di continuità, qui dovrete prima affrontare queste fasi di esplorazione. Muovendovi liberamente, potrete dialogare con i pochi personaggi presenti, scovare tesori, raccogliere altri bonus, accedere ai negozi ricolmi di nuovi item e, naturalmente, raggiungere i portali che avvieranno le fasi di lotta vere e proprie.
Queste si possono ulteriormente dividere in due sezioni distinte. La prima è ambientata in una sorta di scacchiera. Controllando direttamente l’avatar, potrete spostarlo di casella in casella per raggiungere sia gli oggetti presenti che i nemici. La seconda sezione, invece, vi vede per l’appunto fronteggiare l’avversario all’interno di arene 3D.
In queste fasi il feeling del titolo cambia radicalmente. Pur non dimenticando l’impostazione di fondo da RPG, che vi costringe sempre a tenere conto degli oggetti equipaggiati e del livello d’esperienza raggiunto, il tutto si colora di sfumature action dove, sebbene la strategia non dovrà mai mancare, vi sarà richiesta anche un po’ di dimestichezza con i pulsanti e con il combat system. Quest'ultimo si differenzia da quello di molti picchiaduro per un elemento particolare: la così detta Audacia. Sarà infatti questo valore che stabilirà la quantità di danno che infliggerete, o subirete, in seguito ad un attacco diretto. Per incrementare la vostra, e diminuire quella avversaria in un rapporto di diretta proporzionalità, dovrete tuttavia effettuare mosse particolari che lasceranno inalterato il quantitativo di punti vita. Le battaglie, insomma, sono vivacizzate dal continuo tentativo di aumentare l’Audacia, per poi, al momento più opportuno, scatenare un’offensiva che tenga in conto anche delle statistiche sempre visibili dell’avversario.
Non solo, ma a rendere le cose ancor più interessanti ci pensano le ambientazioni che, a fronte di un'estetica abbastanza anonima, offrono pareti su cui corre, flussi energetici sui quali scivolare, sommità dalle quali lanciarsi per lunghissimi attacchi a mezz’aria, e persino l’opportunità di qualche raro quick time event. La spettacolarità in ogni scontro, insomma, non mancherà di certo. Inoltre, vera novità di questo capitolo, in specifici livelli potrete anche contare sul supporto di un alleato che giungerà sul campo di battaglia per darvi un fugace aiuto, dopo aver riempito la specifica barra.
L’unico appunto che si potrebbe fare alle fasi di lotta riguarda il sistema di controllo, fin troppo appesantito da combinazioni che tirano in ballo i laterali più la pressione di altri pulsanti. Questa caratteristica, unita a un tutorial fin troppo sbrigativo, metterà inizialmente in imbarazzo i neofiti, già probabilmente storditi dalla quantità di statistiche e oggetti di cui tener conto. Fortunatamente con un po’ di volontà, e magari selezionando anche un livello di difficoltà basso, si può superare tranquillamente l’ostacolo.

Extra che valgono l’acquisto

Come già ribadito nel paragrafo precedente, Dissidia 012 Final Fantasy non si consuma completamente nelle battaglie 1 VS 1, ma sostiene anche una sezione ruolistica di un certo peso. I personaggi infatti salgono di livello e ad ogni scontro vinto ricevono oggetti in quantità e soldi, da investire nei negozi. Si apre allora un mondo, più caro e noto agli amanti di Final Fantasy, in cui creare strategie, trovare ed equipaggiare gli strumenti migliori e, persino, selezionare una ad una le mosse del proprio personaggio, che aumenteranno con il proseguo dell’avventura.
Non solo, ma Square-Enix ha anche dato la possibilità ai giocatori più intransigenti di eliminare l’impostazione totalmente action delle battaglie. Invece che controllare direttamente le mosse del personaggio, potrete infatti decidere di lasciar svolgere la pratica alla CPU e di selezionare, pur sempre in tempo reale, l’atteggiamento da utilizzare. Premendo un pulsante vedrete il vostro personaggio chiudersi in una difesa impenetrabile, con un altro tasto gli imporrete invece di dedicarsi all’incremento dell’Audacia, mente con un altro ancora apportare attacchi che intaccheranno la barra di salute dell’avversario. Il sistema, insomma, si rivela piuttosto efficace e apprezzabile anche per i fanatici dei turni, per quanto il feeling di fondo resti comunque ancorato a meccaniche action.
Come se non bastasse Dissidia 012 Final Fantasy è pieno zeppo di piccoli grandi extra che, per essere descritti uno per uno, necessiterebbero di un articolo a parte. Ci limiteremo però a ragguagliarvi sulla presenza di modalità alternative come quella legata al Battle Mode, che vi darà modo di imbastire lotte 1 VS 1 usando i personaggi sbloccati fino a quel momento, e al multiplayer, purtroppo limitato al solo locale.
Un extra più di tutti gli altri merita di essere reso noto. Dopo aver completato lo Story Mode, pratica che vi toglierà almeno una ventina di ore, sbloccherete quello completo del primo Dissidia, aggiornato con le novità introdotte nel prequel/sequel. Avete capito bene: in pratica acquistando un gioco, di fatto ve ne porterete a casa due. Se ciò non rappresenterà una notizia così epocale per chi ha già giocato l’altro capitolo, per tutti gli altri si tratterà indubbiamente di una feature che, da sola, vale già metà dei soldi che dovrete sborsare.

Un lungo, quasi eterno, scontro

Da un punto di vista grafico Dissidia 012 Final Fantasy mostra il fianco a ben poche lamentele. I modelli poligonali, ad esempio, mostrano un livello di dettaglio che ha dello straordinario. Le animazioni che li muovono tra l’altro, salvo qualche raro caso, sono tutte ben realizzate e fluidissime. Le scene in CG sono tanto efficaci da un punto di vista registico, quanto meravigliose da guardare. Giudizio ambivalente invece per quanto concerne le ambientazioni: a fronte di texture di ottima fattura e dalla buona risoluzione, va rimproverata una certa povertà di dettagli. Un altro difetto va poi ricercato nella fluidità del motore grafico. Se in single player difficilmente sarete testimoni di rallentamenti, in multiplayer potreste avere qualche problema di più. Nulla di così grave tuttavia.
Dal punto di vista sonoro va in primis messo in risalto il buon doppiaggio, in inglese, di tutti i personaggi che compariranno sullo schermo. Se si avranno poche sorprese per personaggi come Lightning, già sentiti parlare in Final Fantasy XIII, sentire la voce di Kain, così adatta all’ombroso cavaliere, farà commuovere più di un fan. Nulla da obbiettare per quanto riguarda effetti sonori e temi musicali, per quanto la maggior parte è rappresentata da remix e riproposizioni di pezzi del capitolo precedente.
Infine un appunto sulla longevità. Con due giochi in uno c’è poco da rimproverare: per completare lo Story Mode vi serviranno almeno 40 ore, mentre se volete scoprire ogni anfratto di Dissidia 012 Final Fantasy vi servirà circa il doppio del tempo.

Dissidia Duodecim Final Fantasy Dissidia 012 Final Fantasy non solo migliora la formula del predecessore, ma lo fagocita riproponendolo e affiancandolo al nuovo Story Mode. Il secondo capitolo di questo spin-off migliora ogni aspetto del gameplay, grazie a piccole ma ricercate novità. Certo ci si può lamentare per l’eccessiva stazionarietà delle meccaniche, così come del multiplayer limitato al locale e di un combat system che inizialmente potrà causare qualche problema di metabolizzazione. Tuttavia chiedere di più a Square-Enix sarebbe stato davvero un peccato di ingordigia. Dissidia 012 Final Fantasy è un titolo praticamente imperdibile per gli amanti della saga, così come per coloro che sono alla ricerca di un picchiaduro dal sapore molto, molto particolare.

8.5

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