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Recensione Dov'è il mio Perry?

Dopo l'acqua, Disney passa agli ornitorinchi

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con Dov’è la mia Acqua? il team di Disney Mobile è riuscito a riportare sotto i riflettori il genere dei puzzle game basati sulla fisica, sempre molto presente all’interno delle classifiche dei più apprezzati titoli per iOS ma che, ormai, stava vivendo un momento di stanca, a causa di troppi titoli mediocri pubblicati in archi temporali brevissimi.
Le avventure di Swampy e della sua doccia, invece, hanno ritrovato la formula perfetta: gameplay semplice ma profondo, una moltitudine di livelli, personaggi simpatici e un piano di pubblicazione massiccio, con all’attivo numerosi update gratuiti.
Disney Mobile, quindi, ci riprova, annunciando all’E3 di Los Angeles il nuovo Dov’è il mio Perry? e pubblicandolo poco dopo, non puntando a rivoluzionare l’esperienza precedente ma perfezionandola.
Sarà di nuovo un successo?

Dall’alligatore all’ornitorinco

Messo in soffitta Swampy e il suo rivale Cranky, il team di Disney Mobile ha dovuto creare un nuovo personaggio, in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti dell’App Store sin dal primo sguardo.
Ecco quindi nascere Perry, un ornitorinco da cortile che dorme placidamente tra le piante e i nanetti da giardino, almeno fino a quando non lo richiama in servizio il quartier generale: in realtà Perry ha una doppia identità e fa parte di una squadra di agenti segreti animali che lotta per difendere i cittadini contro il perfido Dottor Doofenshmirtz.
Perry si trasforma istantaneamente nell’Agente P, in realtà indossando solamente un cappello, saltando nel finto bidone dell’immondizia che lo porterà nella base sotterranea dell’alleanza, non senza svariate difficoltà.
Il Dottor Doofenshmirtz, infatti, ha disseminato di trappole tutto il tragitto in discesa, normalmente formato da un semplice tubo trasparente da utilizzare per cadere in verticale, quindi ogni fermata rappresenterà un vero e proprio livello, da risolvere per riuscire a proseguire.

Elettronica ad acqua

Per continuare la discesa, infatti, ogni livello vedrà l’Agente P bloccato da un generatore che controlla la porta, da riattivare utilizzando l’acqua o il gas.
Come in Dov’è la mia Acqua?, quindi, i liquidi rivestiranno nuovamente un’importanza cruciale, affiancati ora anche dai gas, ottenuti forzando i cambiamenti di stato che seguono le leggi della termodinamica.
Le trappole con le quali il Dottor Doofenshmirtz ha disseminato il sottosuolo, quindi, rappresenteranno i veri e propri strumenti con i quali riuscire ad ottenere l’acqua o il gas necessari a riattivare il generatore per aprire la porta.
Alcuni ritorneranno dal titolo precedente, come i rubinetti da attivare semplicemente toccandoli o i blocchi mobili utili per modificare il flusso delle sostanze; altri, invece, rappresenteranno delle vere e proprie novità, diventando dopo pochi livelli le vere star di Dov’è il mio Perry?: svariate tipologie di laser, infatti, permetteranno la manipolazione della materia, alterando la struttura molecolare delle sostanze.
Il laser arancione scalderà istantaneamente l’acqua, trasformandola in vapore che si muoverà quindi verso l’altro; quello blu, al contrario, forzerà un raffreddamento istantaneo, utile per far ghiacciare l’acqua in pochissimi istanti.
L’uso delle torrette laser si intersecherà poi con il level design, sempre basato su ampie sezioni che possono essere scavate utilizzando le dita, con l’aggiunta quindi di aree che possono anch’esse modificare la temperatura delle sostanze.

Gameplay che vince non si cambia

Dopo un serie di livelli introduttivi ci si renderà rapidamente conto che il gameplay di Dov’è la mia Acqua? non è cambiato radicalmente: è stato solo modificato in modo da inserire i nuove elementi, diventando quindi leggermente più profondo.
E’ comunque il level design il vero guizzo di genio di Dov’è il mio Perry?, esattamente come nel caso del titolo precedente: difficilmente uno stage risulterà troppo ostico per essere risolto ma la sfida si alzerà rapidamente se si vorranno riuscire ad ottenere i tre nanetti da giardino presenti in ogni livello, questa volta da attivare non solo con l’acqua ma anche sfruttando il gas, in base alla tipologia dettata dallo stile grafico con il quale vengono rappresentati.
E’ la meccanica delle tre stelle nata, cresciuta e consacrata dai maggiori successi dell’App Store, riproposta ancora una volta in una modalità non del tutto originale e che potrebbe ormai venire a noia.
La struttura di gioco, però, funziona ancora e dopo i primi semplici livelli ci si troverà completamente rapiti, macinando stage dopo stage anche grazie allo stile comico che ha già decretato il successo di Dov’è la mia Acqua?, questa volta ancor più marcato a causa di personaggi folli, come il colonnello a capo della task force per la quale lavora Perry o il suo aiutante, incapace al punto giusto.

Dov'è il mio Perry? Dov’è il mio Perry? non si sforza troppo per modificare delle meccaniche di gioco così ben rodate da aver trasformato Dov’è la mia Acqua? in un successo multi milionario. Le aggiunte modificano solo in parte il gameplay ma il vero punto di forza rimane il level design, raffinatissimo e adatto tanto al giocatore occasionale quanto all’esperto che vuole sbloccare tutti gli elementi di gioco disponibili, lottando fino all’ultima goccia d’acqua. Un nuovo centro, quindi, per Disney Mobile, che potrebbe non soddisfare solo chi, dopo i numerosi update gratuiti di Dov’è la mia Acqua?, si sente sazio e vuole passare ad altro. Per tutti gli altri una riconferma che allieterà i caldi pomeriggi estivi, con la necessità, però, di dover inventare qualcosa di completamente originale per il prossimo titolo con il quale tentare di scalare le classifiche dell’App Store.

8

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