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Recensione Drakensang : The River of Time

Recensito il seguito di The Dark Eye: Fx Interactive ci regala un nuovo Rpg di tutto rispetto

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  • Pc

Uno degli argomenti più discussi nei vari forum specializzati in videogiochi, da parecchi anni a questa parte, è sicuramente il prezzo di vendita dei vari titoli in uscita, eccessivo per la maggior parte delle persone e, a volte, del tutto esagerato.
Per questo, parlare di FX Interactive non può che essere un piacere, in quanto il publisher in questione è famoso tra i videogiocatori di Personal Computer per la sua linea di titoli low cost, sicuramente non tutti di alta qualità, ma che fanno gola a molti grazie al loro prezzo contenuto, a volte addirittura irrisorio se paragonato al costo che dovremmo affrontare per acquistare un titolo di ultima generazione.
Una linea di vendita quindi molto apprezzata, che a volte riesce a regalare ai propri clienti titoli di spessore, in grado di surclassare giochi teoricamente più blasonati, con prezzi di sviluppo enormi ma dai risultati non sempre soddisfacenti.
Per questo Drakensang: The River of Time, prequel di quel The Dark Eye che circa un anno fa stupì piacevolmente molti appassionati del genere, è da considerarsi come una manna dal cielo per chi vive di pane ed Rpg, grazie al suo rapporto qualità-prezzo di prima categoria, e che potrà accompagnare in questa lunga e calda estate tutti coloro che avranno voglia di immergersi, di nuovo o magari per la prima volta, nel fantastico mondo di Adventuria.
Sviluppato da Radon Labs e pubblicato, come già accennato, da FX Interactive, Drakensang: The River of Time è in vendita al prezzo di 19,95 euro e, come vedremo, merita l’acquisto da parte di chiunque ami i giochi di ruolo.

Tanta carne al fuoco

Come accennato, Drakensang The River of Time si presenta come prequel di The Dark Eye, e risulta adatto quindi anche a chi non ha giocato il precedente capitolo. Questo episodio riporta il giocatore nelle terre di Adventuria, nel corso di una serie di eventi che lo vedranno scorrazzare su e giù per il grande fiume a bordo della propria nave, la Thalaria. La trama si presenta inizialmente un po’ statica, prendendo però corpo nel corso dell’avventura e risultando gradevole fino alla fine, rimanendo sempre e comunque di stampo classico.
Come ogni RPG che si rispetti, il primo passo da fare sarà quello di scegliere il nostro personaggio, passando per tre diverse razze (umano, elfo e nano) e optando per uno dei ben 22 archetipi disponibili, alcuni classici come guerriero o ladro, altri del tutto inusuali, come ad esempio ciarlatano o pirata.
Ognuna di queste classi potrà poi essere personalizzata grazie alla scelta di abilità e talenti, ma mai stravolta, esattamente come accadeva nel primo capitolo, a differenza del quale potremo ora anche personalizzare l’aspetto del nostro eroe, cambiandone tratti somatici, capigliatura e corporatura.
Quello che diventa subito evidente sin dalla creazione del proprio personaggio, è che The River of Time sia un titolo che non può essere preso con leggerezza, in quanto tutte le caratteristiche e le abilità del nostro personaggio potrebbero rivelarsi fondamentali per la buona riuscita delle nostre missioni, e la conoscenza di ogni “regola” del gioco risulterà poi di grande aiuto nel prosieguo dell'avventura.
Per questo motivo anche questo capitolo di Drakensang, come il suo predecessore, risulta essere un titolo non proprio per tutti, forse troppo legato alle regole del gioco da tavolo da cui proviene (The Dark Eye) e quindi di difficile comprensione per chiunque non abbia voglia di studiarne e capirne i meccanismi. Al contrario, chiunque abbia amato i vari Baldur’s Gate, Icewind Dale e Neverwinter Nights troverà pane per i suoi denti, e tante ore di sano divertimento, grazie anche alle molte similitudini che il set di The Dark Eye ha con il più illustre, e famoso, Dungeons & Dragons.
Molte saranno le abilità o le capacità che il nostro eroe potrà, o meno, padroneggiare e raffinare, mano a mano che acquista esperienza: i punti accumulati potranno infatti essere “investiti” in qualsiasi momento per migliorare le capacità del nostro personaggio, partendo dalle caratteristiche principali come forza o destrezza, passando per talenti più specifici come la persuasione, il furto o la nostra abilità con un particolare tipo di arma, per finire ai talenti da combattimento e alla magia.
Proprio questi ultimi, per essere appresi, avranno bisogno dell’ausilio di un istruttore, che dovremo trovare al più presto se intendiamo beneficiarne sin dalle prime ore di gioco.
Infine, per la serie impara l’arte e mettila da parte, ci sarà la possibilità di specializzarsi anche in uno dei tre rami di lavorazione disponibili: arceria, forgia e alchimia, grazie ai quali potremo impiegare tutti i materiali raccolti durante le nostre avventure nella costruzione di armi ed armature, così come di un buon numero di pozioni che potrebbero rivelarsi molto utili nelle fasi più avanzate di gioco.
Facendo un quadro generale possiamo quindi notare come gli aspetti da tenere in considerazione per un buono sviluppo del proprio personaggio siano molteplici e vari, e sarà quindi doveroso anche leggere per bene il manuale di gioco, anch’esso ben strutturato e sicuramente di fondamentale aiuto per chiunque si cimenti in questo tipo di giochi per la prima volta.

Vecchio stile

Drakensang the River of Time ha il pregio di essere, come il suo predecessore, uno dei pochi Rpg attualmente disponibili ad avere uno stampo old style: negli ultimi anni si è infatti assistito ad una piccola metamorfosi nel genere, che ha portato sempre di più le case di sviluppo a semplificare alcuni aspetti dei loro titoli, negando così il piacere dell’esplorazione e la soddisfazione della scoperta al giocatore più esigente.
L’ormai classico punto interrogativo sulla testa dei vari npc, ad indicare una nuova quest disponibile, è uno degli esempi più lampanti e poco apprezzati dai videogiocatori di vecchia data: fortunatamente, come precedentemente accennato, Drakensang TRoT non presenta questa caratteristica, saremo quindi noi a dover cercare le varie quest disponibili, magari ascoltando le conversazioni dei popolani o semplicemente recandoci nella piazza del mercato per sentire quali novità ci sono nel regno grazie allo strillone cittadino, dal quale potremo anche comprare il giornale per essere il più aggiornati possibile.
Va detto però che anche Radon labs questa volta ha cercato di semplificare un po’ le cose, aggiungendo alla mappa di gioco un sistema di trasporto rapido in grado di evitare lunghe scarpinate, a volte rese frustranti dall’eccessiva lentezza dei nostri personaggi, ma che consigliamo di utilizzare solo nei casi più disperati o nelle fasi avanzate di gioco, per evitare la possibilità di perdere tutte quelle quest secondarie, per la maggior parte anche molto interessanti, che potremo incontrare lungo i nostri pellegrinaggi in giro per Adventuria.
Il nostro piccolo party potrà essere composto da un massimo di quattro diversi personaggi di gioco, peccato però per la scarsità dei compagni disponibili in questo capitolo: saranno infatti gli stessi per quasi tutta la durata della nostra avventura, non garantendo quindi quella varietà presente nel primo Drakensang.
I nostri compagni saranno però ben caratterizzati, ognuno col suo carattere ed il suo modo d’agire, che porterà ad un’interessante novità: in alcune quest potremo infatti decidere il "modus operandi" scegliendo in base ai suggerimenti dei nostri alleati: si potrà quindi, per esempio, optare per un'entrata in scena ad armi spianate, o alternativamente cercare invece di agire furtivamente.
Tutto ciò risulta ben strutturato e sicuramente incide sulla rigiocabilità del titolo, oltre a donare un senso di soddisfazione al giocatore per aver scelto la strada migliore in base alle caratteristiche del proprio eroe.
Altra caratteristica che potrà far fare un salto nel glorioso passato degli Rpg sarà la risoluzione dei vari enigmi sparsi nei dungeon e durante le varie quest: preparatevi infatti ad armarvi di carta e penna, perché alcuni risulteranno davvero ostici da completare, ma anche questa volta sapranno donare molta soddisfazione.
Il combattimento sarà infine la parte fondamentale nella quale dovremo dimostrare di aver appreso per bene tutte le abilità e le magie a nostra disposizione: The River of Time offre infatti tre diversi livelli di difficoltà, ma già da quello intermedio siamo riusciti a capire come il gioco riesca ad offrire un livello di sfida al di sopra della media attuale, portandoci a dover utilizzare al meglio tutti i talenti e le abilità disponibili, specie negli scontri più impegnativi.
Fortunatamente la pausa tattica, attivabile sia in automatico agli inizi dello scontro che successivamente premendo la barra spaziatrice, ci viene in aiuto: usandola infatti saremo in grado di fermare l’azione di gioco per poter assegnare ad ogni personaggio una o più azioni da compiere, cosa che risulta fondamentale per evitare perdite di tempo significative.
Tutte le abilità e le magie utilizzabili in combattimento potranno essere assegnate ad i vari slot presenti nella parte bassa dello schermo, così come ogni oggetto utilizzabile (pozioni, bende etc.), per un accesso rapido che ci faciliterà il compito.
Tirando le somme Drakensang: The River of Time risulta un gioco molto corposo, in grado di regalare tante ore di svago a tutti gli amanti degli Rpg di stampo classico, forse un po’ troppo dispersivo e impegnativo per coloro i quali si avvicinano per la prima volta a questa tipologia di videogame. Anche a questi utenti consigliamo comunque l’acquisto, visto il prezzo limitato, augurandoci che questo titolo sappia regalare loro quelle sensazioni che solo un gioco di ruolo riesce a donare, specie se così vicino ai capolavori del passato.

Un lavoro completo

A livello tecnico, Drakensang TRoT non si discosta molto dal suo predecessore.
L’impatto grafico risulta molto simile, anche se si notano alcuni miglioramenti a livello di modelli e textures, ma niente di veramente innovativo.
L’impatto globale risulta comunque di buon livello, e la generosa scalabilità del motore grafico permetterà di fruire del titolo anche ai possessori di Pc meno recenti, ovviamente venendo a patti con alcune limitazioni necessarie ed una resa globale sicuramente inferiore.
Migliorata anche la gestione della telecamera di gioco, che può ora essere spostata a piacimento, rendendo l’esperienza più piacevole e sicuramente meno frustrante che in passato.
Menzione d’onore per la localizzazione del titolo: tutto è stato infatti tradotto nella nostra amata lingua, anche il doppiaggio delle voci, che risulta persino di buon livello, fatta forse eccezione per alcuni personaggi poco incisivi ed alcune voci non proprio sincronizzate con le animazioni a video. Difetti, questi, che non possono sminuire l’enorme lavoro fatto dallo studio di doppiaggio, al quale va comunque la nostra ammirazione e gratitudine.
Il sonoro si assesta su livelli standard, con accompagnamenti musicali gradevoli e mai fuori luogo, così come gli effetti sonori di armi e magie.
Un titolo quindi di buona qualità audio-video, sicuramente non paragonabile ad alcuni degli ultimi capolavori, ma comunque in grado di non sfigurare di fronte a produzioni milionarie di ben diverso budget.

Dakensang 3? Forse....

Causa evidenti problemi finanziari, lo studio Radon Labs, sviluppatore di entrambi i capitoli di Drakensang, è stato sull’orlo della bancarotta.
Lo scorso 1 giugno è stato infine acquistato e incorporato da Bigpoint GmbH, che secondo la descrizione sul proprio sito si pone come leader mondiale nello sviluppo di giochi browser-based.
Il CEO di Bigpoint ha subito confermato come lo sviluppo di Drakensang 3 sia una delle loro priorità, dandone anche una previsione di uscita con un generico 2011.
Leggendo però attentamente l’intervista, non si può far a meno di notare di come l’acquisizione di oltre 35 impiegati di Radon Labs venga reputata un successo “soprattutto per spingere al massimo le possibilità di sviluppo e innovazione nell’online gamig”.
Quindi un produttore di giochi browser online avrà in mano il futuro del terzo capitolo di Drakensang: che ci aspetti forse un nuovo MMO? Francamente speriamo di no, non ci resta quindi che augurarci che i vecchi sviluppatori vengano lasciati lavorare alla loro maniera, in modo da poter apprezzare, ancora una volta, tutto quello di buono che questi due capitoli di Drakensang hanno saputo offrire, e magari qualche novità.

Drakensang : The River of Time Drakensang : The Dark River può essere tranquillamente annoverato come uno dei migliori Rpg degli ultimi tempi, grazie anche ad un rapporto qualità-prezzo davvero invidiabile. Anche questa volta FX Interactive ha fatto quindi centro, donando ai proprio clienti un titolo molto corposo, nel quale l’attenzione per i particolari risulta quanto mai azzeccata, ed il suo stampo classico lo rende un acquisto obbligato per tutti coloro i quali masticano pane ed Rpg. Discorso inverso invece per chiunque non sia un estimatore di questa tipologia di videogames, che potrebbe da subito trovarsi spiazzato di fronte alla mole di aspetti da dover curare per garantire un buon sviluppo del proprio personaggio, ma ai quali consigliamo comunque l’acquisto, visto il prezzo limitato, nella speranza che anche le nuove leve del genere riescano ad apprezzare la magia che solo questo genere di titoli riesce a donare. Rimangono comunque alcuni difetti che non possono rendere questo Drakensang, così come il suo predecessore, un capolavoro: carenza di compagni per formare il nostro party, una lentezza eccessiva dei movimenti e qualche errore di localizzazione sono alcuni degli aspetti negativi, ma considerando il budget a disposizione l’ultima fatica di Radon Labs non può che essere considerata un successo.

8.5

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