Recensione Drums Challenge Charlie Morgan

Arriva su iPhone un rhythm game piuttosto mediocre. La nostra recensione.

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  • iPhone
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I rhythm game sono forse quei giochi che meglio si prestano all’impostazione tattile dell’iPhone di Apple. A differenza degli altri generi di gioco, in quelli basati sulla musica e sul ritmo, generalmente, la formula ludica prevede esclusivamente il continuo picchiettare sullo schermo, seguendo un tempo od una base musicale di sottofondo. Orecchio e agilità digitale, quindi, sono i due requisiti fondamentali per godere al meglio di questo genere di prodotti, sempre apprezzati da larghe fette di pubblico. Oggi vi parliamo di Drums Challenge Charlie Morgan, titolo dedicato al piccolo touch screen Apple che ci farà sentire dei batteristi provetti.
O almeno, vorrebbe.

Beat to continue

Avviato il gioco, basteranno pochi click (anzi, pochi beat) per immergerci direttamente in un breve tutorial in cui Charlie Morgan in persona (o quasi) ci spiegherà come padroneggiare il sistema di controllo del gioco. Ma c’era davvero bisogno di un tutorial? In effetti no, e crediamo sarebbe bastata qualche riga testuale che avvisasse il giocatore di ripetere il più fedelmente possibile le sequenze musicali viste e sentite a schermo, pronto a farsi affibbiare, ad ogni mossa, un giudizio dal grande maestro della batteria.
Il titolo presenta sei sfide differenti, ognuna con più sequenze da realizzare e tre livelli di difficoltà diversi. Si spazierà dal classico rock fino al country, dal blues al jazz fino ad arrivare al motow, per garantire una libreria musicale che, per quanto non troppo ricca, possa adattarsi ai palati della maggior parte degli acquirenti.
Il livello Easy del gioco si presenta piuttosto accessibile, visti i movimenti richiesti piuttosto lenti e mai troppo complessi. I veri problemi si riscontrano invece quando si passa alle modalità Medium o Hard, per cui è richiesta un’abilità nettamente maggiore. Ma fosse solo l’abilità, quella richiesta, non staremmo parlando di difetto: la pesante lacuna qui riscontrata è rappresentata da un fardello che l’iPhone si porta sin dalla nascita, che va a cozzare con i possibili impianti videoludici del device, e di conseguenza anche con la (presunta) semplicità della formula dietro ad un rhythm game del genere. Il display del dispositivo, in occasione di passi musicali che dovrebbero essere frenetici e precisi, risulta infatti fin troppo piccolo perché ogni dito possa utilizzare una porzione di spazio sufficiente, diminuendo così di molto la precisione dei beat a segno sullo schermo. Senza contare che, avendo adibito - ovviamente - alle dita anche il controllo del pedale, l’uso della batteria proposto dal software, anziché avvicinare il più possibile i giocatori ad un’esperienza quanto più analoga a quella reale, li allontanerà presentando meccaniche davvero poco verosimili. Ed un altro problema, a proposito di questo, riguarda poi l’accuratezza dei giudizi, e parliamo di quei Good, Nice, Miss o Perfect che in Drums Challenge sembrano tanto lasciati al caso: è capitato più di una volta che tali sentenze risultassero oltremodo slegate dal timing del giocatore, quindi per nulla sincronizzate con la reale abilità di chi si trova a fronteggiare lo schermo.
La gamma degli stili musicali presenti nel gioco, poi, nonostante si mostri discreta ed abbastanza variegata, non presentando tracce famose ma semplici ritmi fine a se stessi, potrebbe non attecchire alle orecchie dei più, soprattutto se si parla di gente in cerca di un semplice rhythm game e non particolarmente avvezza al suono della batteria. Di contro, gli appassionati di tamburi e piatti potrebbero trovare in Drums Challenge qualche valida ora di allenamento ed esercizio, facendo i conti, però, con un sistema di controllo limitato ed a volte impreciso.
Un lato tecnico senza infamia né lode va infine a chiudere la caratterizzazione di questo titolo, con un lato visivo abbastanza minimalista, che non va mai oltre le semplici raffigurazioni di batteria/Charlie Morgan, e un comparto audio sufficientemente riuscito per quello che il gioco vuole proporre.

Drums Challenge Charlie Morgan Il carisma di un Charlie Morgan cartoon version che dispensa consigli ai batteristi di turno non basta a salvare le sorti di un rhytmh game realizzato piuttosto superficialmente e che mal si adatta alle caratteristiche dell’iPhone: vista la necessaria velocità richiesta in determinati passaggi, il touch screen del melafonino non può che mostrare ogni suo limite, causa le ridotte dimensioni ed il poco spazio concesso alle dita. In più, una gamma di ritmi abbastanza varia ma altrettanto anonima non riesce a relegare il gioco ad un target che vada oltre gli appassionati di batteria, gli unici a cui ci sentiremmo di consigliare il titolo. O forse, neanche.

5.5

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