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Proviamo il nuovo gioco degli autori di Castle Crashers!

Recensione Dungeon Defenders

Il tower defence si mescola con l'action/RPG

Versione analizzata: PC
recensione Dungeon Defenders
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Dungeon Defenders combina abilmente gli elementi caratteristici del Tower Defense con un'impostazione tipicamente Action/RPG. Il risultato è un equilibrio talmente ben riuscito che probabilmente non passerà molto tempo prima che venga emulato. Uscito poco meno di un anno fa, prima per iOS e poi per Android, arriva su PC, Xbox e PS3 attraverso il Digital Delivery. Trendy Entertainement, potendo contare sui feedback ricevuti dall'esperienza nel mobile-gaming, ha realizzato un prodotto che diverte e sorprende.

Orchi in fiamme

Etheria è in pericolo. Il regno, terra di miti e leggende, è minacciato dalla sbadataggine di quattro piccoli apprendisti che in assenza dei rispettivi maestri hanno evocato un'orda di creature malvage. Questa tenterà in tutti i modi di raggiungere il cristallo sacro per poter liberare l'entità maligna custodita in esso e all'impreparato quartetto starà il difficile compito di fermarla.

Dopo aver scelto che panni vestire verremo aiutati dal tutorial -forse inizialmente troppo invasivo- a gestire la mappa di gioco e le abilità del nostro alter ego.
Come da tradizione Tower Defense il nostro compito consiste nell'impedire all'orda nemica di raggiungere un determinato obiettivo e per arrestarne il passo avremo a disposizione diversi sistemi difensivi. I livelli sono 13 ed offrono una curva di apprendimento graduale che favorisce un approccio piacevole e poco frustrante ai giocatori meno esperti, tuttavia aumentando la difficoltà diventa quasi impossibile sopravvivere per più di qualche minuto se non dopo molte ore di pratica. Ogni livello è costituito da diverse ondate di nemici che progressivamente aumenteranno di numero. Prima dell'arrivo di ogni ondata potremo approfittare di una fase di pretattica dedicata alla gestione dell'equipaggiamento (da qui in poi equip) o al recupero dell'unica risorsa in gioco: il mana. Naturalmente senza di esso non potremo usare nessuno dei meccanismi difensivi ne tanto meno attivare le abilità speciali dell'apprendista.

I ruoli giocabili sono rappresentati dai quattro protagonisti: un piccolo mago, un quasi cavaliere, una cacciatrice elfo ed un monaco silenzioso. Tutti molto diversi l'uno dall'altro e così ben integrati nella struttura di gioco da riuscire a modificare completamente il gameplay in funzione del ruolo scelto.
Il mago non si allontana molto dalla pura espressione del Tower Defense. Armato di bastoni magici è capace di attacchi ad area di notevole potenza ed è l'unico a disporre di torrette difensive tradizionali che provocano ingenti danno al nemico (con fulmini e palle di fuoco) arginandone contemporaneamente l'avanzata. Il cavaliere, armato di spadoni e lame di ogni sorta, porta l'esperienza di gioco ai limiti di un hack and slash. Letale nel contatto diretto si presta in maniera ottimale ad un gioco frenetico di mischia favorito da sistemi difensivi medioevali (barricate e ruote chiodate o balestre giganti per citarne qualcuno).
La cacciatrice elfo è un ruolo votato unicamente all'attacco e richiede molta capacità tattica in quanto dispone solo di semplici trappole. Di vario genere (esplosive, velenose, fumogene e così via) sono letali al momento dell'attivazione ma inutili nel contenimento dell'esercito nemico poiché non costituiscono un ostacolo fisico. Specializzata in fucili e balestre orienta il gameplay verso un approccio tipico di un third person shooter. Per ultimo il monaco, il ruolo più complesso da giocare. In difficoltà nel contatto ravvicinato -riesce comunque ad infliggere pesanti danni- è decisamente più a suo agio sulla media distanza attraverso l'uso di piccole sfere di energia dai danni modesti ma molto veloci. Complessivamente poco incisivo nell'attacco, eccelle nella difesa e nei crowd control grazie ad alcune aure energetiche capaci di curare gli alleati o creare disordine tra i nemici. Peculiari nelle loro caratteristiche, ben definiti ed ottimamente caratterizzati, i quattro protagonisti costituiscono indubbiamente il punto di forza di Dungeon Defenders. Disegnati per coprire l'uno le lacune dell'altro -senza prevaricazioni di ruolo- interagiscono tra loro in modo equilibrato regalando un'esperienza appagante e mai noiosa anche in modalità co-op.

La componente Action/RPG di Dungeon Defenders rivoluziona completamente il genere Tower Defense. In realtà i primi a provarci furono i ragazzi svedesi di Coffee Stain Studios con il progetto Sanctum (potete leggerne la recensione qui).
Tuttavia è Trendy Entertainement che riesce a ridisegnare un intero sistema di gioco senza privarlo degli elementi distintivi che ne hanno decretato il successo nel corso degli anni.
Dungeon Defenders permette agli apprendisti di aumentare di livello ottenendo ogni volta i tradizionali punti talento da investire in uno skill-tree costituito da voci tutt'altro che banali: la velocità dei proiettili e delle frecce nel caso della cacciatrice; il raggio di azione dei meccanismi di difesa o la riduzione del gap tra una loro attivazione e l'altra ne sono un piccolo esempio. Questo favorisce un upgrade incisivo che non deve facilitare la progressione in-game ma aumentarne lo spessore per tutti e 70 i livelli disponibili.
Anche l'equip, che otteniamo uccidendo i nemici o aprendo i forzieri presenti nello scenario, possiede uno skill-tree; decisamente meno complesso, permette (usando la forgia) di modificare le stats a nostra discrezione spendendo ingenti quantità di mana.

Locande, manichini e goblin in HD

Tra un'ondata e l'altra di brulicanti orde nemiche è inevitabile fare tappa alla locanda. Il proprietario si comporterà con noi come un mercante tutt'altro che ingenuo offrendoci degli articoli sempre nuovi a prezzi decisamente folli -molto utile la possibilità di "bloccare" uno o più oggetti tra quelli in vendita evitando che, in attesa di poterlo acquistare, esso venga sostituito da altri. Fortunatamente l'uso dell'inventario è gratuito e viene condiviso tra tutti nostri personaggi.
Oltre al classico campionario di armi ed armature possiamo acquistare dei pet appartenenti al tradizionale bestiario fantasy (draghetti e tigri alate ad esempio) che, decisamente inclini al combattimento, si riveleranno essenziali in più di qualche frangente essendo dotati di caratteristiche particolari che andranno a potenziare ulteriormente le nostre skills. Tuttavia non entreremo nella locanda soltanto per vendere o comprare, tant'è vero che la maggior parte del tempo che vi passeremo verrà dedicato a socializzare con la comunità di giocatori on-line.

Spesso, in attesa che tutti vengano catapultati al centro dell'azione dalla modalità on-line scelta, trascorreremo qualche minuto nella locanda del server che ci ospita. In compagnia di altri giocatori, inganneremo il tempo impegnandoci in attività utili e divertenti: potremo barattare armi ed equip portando avanti le trattative con una chat semplice e funzionale, oppure ripiegare sul manichino di paglia in fondo alla sala per testare il proprio set-up o partecipare a gare di DPS (vi ricorda nulla?).
Il multiplayer on-line di Dungeon Defenders è diviso in due categorie: Ranked e Free.
Entrambe permettono di condividere con altri giocatori tutte le modalità del single-player (compresi i 13 livelli della campagna principale) e di creare sessioni di gioco private per poter invitare i propri contatti preferiti. La differenza sta nel fatto che in Ranked i server sono ufficiali, e per evitare qualsiasi uso di mod e cheat -in quanto i punteggi ottenuti serviranno a scalare le classifiche mondiali- vengono gestiti e moderati direttamente da Trendy Entertainement. Nella modalità Free invece tutto viene lasciato in gestione a server che non escludono nessuna delle due ipotesi citate. In mancanza di una buona connessione al web non dobbiamo abbandonarci alla più cupa disperazione: sarà sufficiente ripiegare sul multiplayer in locale con uno split-screen fino a 4 giocatori.

Dungeon Defenders, sviluppato su Unreal Engine3, è tecnicamente sorprendente. L'ottimo lavoro svolto si riflette in una scalabilità eccezionale che ci ha permesso di avviare una sessione di gioco su un portatile piuttosto datato (un solo processore a 3Ghz, 1 gb di ram e scheda video integrata Intel). L'altro lato della medaglia è rappresentato dalla possibilità di giocare in full HD con una palette di colori a tinte unite molto vivace che ben si adatta al cell shading -sebbene un vertex shader troppo spigoloso tenda ad evidenziare eccessivamente un aliasing già di suo abbastanza marcato. Sulla configurazione di prova (i5 2500k, gtx560ti OC e 8gb di ram) non abbiamo riscontrato cali improvvisi di FPS che incredibilmente restano costanti anche con un migliaio di nemici a schermo. L'orda è costituita da una decina di creature differenti ben animate: orchi, goblin, demoni e così via. L' IA assicura un buon grado di sfida e ai livelli massimi di difficoltà mette a dura prova i nervi dal momento che alcune creature non esiteranno ad inseguirci trascurando senza problemi il loro obiettivo ed ostacolando il nostro. Anche i boss-fight si rivelano impegnativi e non sempre sarà sufficiente prenderli a colpi di spada. Il level design è indovinato e si presta bene alla natura del gioco; le mappe rappresentano gli scenari tipici di un castello medioevale e risultano piacevoli da vedere.
Purtroppo la personalizzazione del proprio alter ego è molto scarsa e si limita nei colori, mentre le tonnellate di equip che indosseremo non modificheranno l'aspetto standard -soltanto le armi godono di skin differenti.
Poco più che sufficiente nella campionatura il comparto audio. Le tracce musicali sono discrete e accompagnano bene lo svolgersi dell'azione, tuttavia essendo poche annoiano e passano subito in secondo piano.

Valve Pack

Come già detto Dungeon Defenders è disponibile in Digital Delivery su varie piattaforme.
Tra tutte, Steam offre in esclusiva un pacchetto che contiene l'intera squadra di Team Fortress ed un'arma speciale per la cacciatrice elfo: la Portal gun. I primi sono presenti come pet, la seconda, comportandosi proprio come in Portal, rivoluziona completamente il gameplay lasciando ampio spazio alla creatività.

Dungeon Defenders Dungeon Defenders è indubbiamente uno dei migliori giochi di quest'anno. Gli unici difetti che possono mettere in crisi un gameplay intuitivo e coinvolgente sono rappresentati dall'eccessivo dispendio di mana nell'upgrade di equip, armi e pet e dal farming che ne consegue. Proprio questo in alcuni momenti diventa un obbligo e sicuramente è un aspetto che non piacerà a tutti. Il compromesso consiste nel farlo giocando in co-op con qualcuno oppure on-line. In ogni caso i pregi superano di gran lunga i difetti ed è impossibile non subire il fascino di un mago buffo ed impacciato che fa il verso ad Orko (ve lo ricordate?) o di un cavaliere in mutande a cuoricini che carica frontalmente un demone di 3 metri. Aggiungete poi una comunità di giocatori numerosa ed attiva, le potenzialità di un sistema completamente aperto alle mod (a tal proposito vi consigliamo di seguire il forum ufficiale a questoindirizzo); una longevità che sfiora le 80 ore di gioco (senza considerare le classiche modalità survival e sfida) e la promessa di numerosi DLC in arrivo, tra cui nuove classi giocabili. Il prezzo di tutto questo? 11,99 euro. Cosa aspettate?

9

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