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Recensione Dungeon Hunter 2

Recensito il secondo Hack'n'Slash di Gameloft

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il successo di Dungeon Hunter, uno fra i migliori titoli del parco software Gameloft, si spiega probabilmente col fatto che il genere d'appartenenza (ovvero quello degli Hack'n'Slash neppure troppo velatamente ispirati a Diablo) sia adattissimo al “Pick up and Play” ed anche a sessioni di gioco rapide e disimpegnate. Un prodotto, insomma, che pare collocarsi in maniera perfetta nell'ambito del portable gaming più spinto, quello veicolato dai telefoni Apple.
Visto il buon riscontro di pubblico e critica, ecco che il publisher francese, oltre a progettare una versione per PSN che arriverà sullo store digitale nel corso del 2011, rilascia proprio nel periodo natalizio il seguito diretto del primo episodio.

Portable Diablo?

Dungeon Hunter 2 si ambienta 25 anni dopo le avventure vissute nel primo capitolo. L'eroe che ha liberato il regno, come spesso accade, si è corrotto gradualmente, fino ad abbracciare il “lato oscuro”. Tanto da perdere di vista l'interesse del popolo ed aprire la strada ad un periodo buio. Ostacolato dal suo fratello gemello, il Re pensa bene di esiliarlo, imprigionandolo in una gabbia nelle mefitiche paludi ai margini dei suoi domini. Il giocatore impersona proprio il gemello del Re deviato, salvato da un chierico di passaggio, e intenzionato a destituire dal trono il malvagio parente. Inaspettatamente, la trama di gioco si rivela abbastanza intricata e assolutamente piacevole. Non si discosta, avrete capito dall'incipit, dagli stilemi del fantasy classico, ed i clichè abbondano nel corso della narrazione, ma qualche colpo di scena davvero inaspettato riesce a divertire lo spettatore. Si tratta di una delle rare eccezioni in una line-up (quella di Gameloft, ovviamente) che solitamente poco si concentra sul plot.
Anche dal punto di vista ludico, Dungeon Hunter II appare completo e vario. Il sistema di gioco è quello classico del genere d'appartenenza. Sulla sinistra uno stick virtuale permetterà di gestire il movimento dell'avatar, mentre i pulsanti sul lato destro dello schermo saranno adibiti all'interazione con gli abitanti, agli attacchi (ripetuti automaticamente sull'ultimo bersaglio, salvo diversa indicazione impartita dal giocatore), ed all'utilizzo delle abilità speciali. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma, se non fosse che il gioco prevede non solo un numero impressionante di oggetti e “drop” da raccogliere per potenziare il proprio personaggio, ma anche un sistema di crescita articolato e ricchissimo. Le tre classi di base, infatti, si suddividono a loro volta in due specializzazioni, così che il giocatore possa personalizzare davvero il proprio Avatar. Ad ogni “level-up”, dunque, si possono rimpolpare le caratteristiche fisiche di base o apprendere le varie abilità legate alla classe, siano essere passive o attive (da ubicare poi su uno dei tre pulsanti totalmente configurabili).
La buona varietà degli skill tree, unita ad un sistema di equipaggiamento piuttosto articolato, fa di Dungeon Hunter II il miglior esponente del genere sul melafonino. Il tutto s'intreccia poi in maniera interessante con l'avanzamento e la presenza di quest secondarie. Come nel primo capitolo, ad esempio, sarà possibile equipaggiare una “fata” protettrice, che ci garantirà una particolare abilità elementale: per potenziarla il gioco ci proporrà poi dei compiti extra. Esplorare, uccidere e prendersi la libertà di sfuggire per qualche momento alla linearità della trama principale sono operazioni vivamente incentivate, che di fatto allungano non poco la longevità del prodotto. L'avventura, in ogni caso, scorre via abbastanza rapidamente, soprattutto per un livello di difficoltà non certo eccessivo. Ma fortunatamente, una volta terminato il primo Playthrough, si sbloccano modalità sensibilmente più impegnative.
Dove Dungeon Hunter eccelle, rispetto ad esempio ad altri congeneri meno costosi ma anche meno curati (pensiamo al discreto Underworlds), è nella varietà di locazioni e nemici. L'avventura principale ci porterà ad attraversare molte ambientazioni, e scoprire le aberrazioni che le popolano sarà sempre un piacere, vista la discreta gamma di avversari che ci verranno incontro.
Ma il vero valore aggiunto della produzione, inutile nasconderlo, sta proprio nell'introduzione del multiplayer cooperativo. Via Wi-Fi, quattro esploratori potranno attraversare congiuntamente le terre di Gothicus. Grazie al supporto per il Gamecenter di Apple trovare amici con cui fare razzie non sarà difficile, mentre la stabilità del netcode permette di fatto di divertirsi in compagnia tanto quanto in solitaria.

Nonostante il motore grafico del gioco sia più o meno lo stesso di quello del primo episodio, evidenti migliorie si intravedono attraversando i reami di Gothicus. La complessità dei modelli poligonali non è aumentata di troppo, e immutati si rileggono gli alti e bassi del comparto texture. La vastità dell'ambiente di gioco e la pregevole struttura delle architetture si incontra tuttavia con una serie di effetti speciali davvero degna di nota. I riflessi dell'acqua, i lampi delle magie, si accalcano sulla scena rendendola di fatto spettacolare e piacevole alla vista. Peccato per qualche incertezza del sistema di inquadrature, che oscura in certi momenti la visuale del giocatore.

Dungeon Hunter 2 Dungeon Hunter 2 è un ottimo Hack'n'Slash, dotato di un gameplay immediato, e di una struttura esemplare e varia. La pluralità degli Skill Tree, il numero esorbitante di oggetti da raccogliere, ed una durata complessiva dell'avventura più che buona (moltiplicata poi dalla presenza della co-op), si uniscono ad una trama dai risvolti inaspettati, e ad un comparto tecnico che, pur non rappresentando più il top delle produzioni iPhone, riesce ad intrattenere lo sguardo. Tutti questi elementi giustificano appieno il prezzo più alto rispetto alla media delle altre produzioni, ed ogni appassionato di Diablo non dovrebbe lasciarsi sfuggire questo prodotto.

8

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