Recensione Dynasty Warriors 6: Empires

Una infinita dinastia di combattenti, che non cambiano mai

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Dynasty Warriors 6: Empires
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

La storia continua

La saga dei Dynasty Warriors targata Koei è sicuramente una delle più note (oseremmo dire famigerate) nell’ambito console, tanto che tra titoli principali e spin off di diverso genere ha raggiunto e superato le 20 apparizioni in svariati anni di “onorata” carriera su più macchine da gioco.
Dynasty Warriors 6 : Empires si presenta come un’appendice leggermente più strategica del sesto capitolo, uscito di recente sulle console di nuova generazione ed anche su personal computer: la storia si basa sempre sulla Guerra dei Tre Regni ( Shu, Wu e Wuei) scatenata dalla rivolta dei Turbanti Gialli nel 184 d.c. in Cina, proponendo battaglie realmente esistite e la possibilità di combattere per l’una o l’altra fazione con lo scopo di conquistare l’intero territorio in contenzioso.
La serie sviluppata dai ragazzi di Omega Force è tristemente nota per alcuni difetti che si trascina dietro come un pesante fardello sin dagli albori, ovvero ossessiva ripetitività dell’azione e comparto tecnico votato più alla quantità che alla qualità: scopriamo insieme se con questo nuovo episodio dalle velleità strategiche non bolla in pentola la solita minestra.

Combattente o stratega?

Il primo dettaglio da sottolineare è che la versione da noi testata è totalmente in inglese, un aspetto che ai fini del gameplay vero e proprio può risultare ininfluente per i meno anglofoni, ma che sicuramente potrebbe infastidire i giocatori interessati alla consultazione dell’Enciclopedia digitale inserita nel disco: un ottimo compendio che aiuta a capire e conoscere più approfonditamente il contesto storico di questa epoca cinese di grandi battaglie e soprattutto a destreggiarsi con maggior sicurezza tra termini e personaggi più disparati.
La modalità di gioco principale - l’unica presente e definita Empire - proietta il giocatore nel tipico mondo di Dynasty Warriors con un approccio leggermente diverso rispetto al passato: poiché sebbene le battaglie campali rappresentino ancora il cuore ed il fulcro dell’opera Koei, il potere decisionale e di pianificazione del giocatore aumenta nel caso in cui decidesse di intraprendere la via del comandante piuttosto che quella dell’ufficiale.
Vestendo i panni del comandante sarà infatti possibile muovere liberamente il proprio esercito sull’estesa mappa di gioco (che rappresenta la Cina dell’epoca suddivisa in varie regioni), decidere se attaccare questa o quella fazione avversaria al fine di conquistarne il territorio e le risorse presenti.
E’ possibile altresì passare nel negozio di turno per ampliare l’arsenale in dotazione, potenziare le proprie skills e addirittura giocare alcune carte speciali che apporteranno benefici nella battaglia che si terrà di lì a poco: naturalmente ciascun turno di gioco (che “costa” un mese di tempo virtuale) coinvolgerà anche gli eserciti nemici che industrieranno contromosse ed attacchi specifici atti alla conquista dei territori contesi.
Impersonando il comandante, dunque, sarà il giocatore a decidere quali territori conquistare prioritariamente, mentre l’ufficiale dovrà semplicemente sottostare agli ordini del superiore espletando le missioni proposte: è doveroso sottolineare che guadagnando la fiducia del proprio gerarca (con ottimi risultati sul campo) sarà possibile prendere decisioni sempre più importanti ed attuare strategie di gioco inizialmente possibili solo ai “Ruler”.
Come da tradizione il roster dei personaggi utilizzabili in battaglia è veramente impressionante, ciascuno con le proprie caratteristiche peculiari estetiche e d’attacco: ogni guerriero dispone infatti di uno specifico set di mosse e soprattutto di un’arma esclusiva, potenziabile nell’arco dell’intera avventura. Da sottolineare la possibilità di creare un eroe da zero attraverso un pratico editor nel menù principale del gioco; piuttosto semplice e con una scelta di attributi abbastanza scarna, garantisce comunque un tocco di personalizzazione in più.
Il briefing prima della battaglia mostra il campo con le varie fazioni disposte in assetto da guerra, ma nonostante si affrontino interi eserciti sarà sempre compito del giocatore sbrogliare la matassa e portare a casa la vittoria, menando fendenti a destra e a manca come nel più classico dei Dynasty Warriors.

More of the same..senza via d'uscita

Una volta scesi sul campo di battaglia Dynasty Warriors 6: Empire mostra purtroppo il fianco a tutte le critiche che da sempre calano impietose sulla saga: il gameplay decisamente povero e con una curva di apprendimento prossima allo zero assoluto è figlio del “button smashing” più sconsiderato, dove con la pressione alternata e ripetitiva dei comandi d’attacco (uno veloce, uno potente ed uno speciale) e possibile prendersi gioco di intere orde di stupidi nemici senza colpo ferire.
L’unica preoccupazione del giocatore è evitare di essere accerchiato (a tal uopo è sufficiente saltare o semplicemente spostarsi) e di attaccare con un pizzico di tattica in più i generali nemici, gli unici in grado di assestare i colpi del KO.
Oltre alla disarmante intelligenza artificiale (avversaria e non) è l’assoluta povertà dell’azione di gioco che spiazza il videogamer più smaliziato: premere a raffica tre pulsanti dall’inizio alla fine della lunga avventura - le battaglie proposte sono numerose - è sicuramente il difetto maggiore dell’intera produzione, che nonostante abbia ampliato alcune possibilità (come attraversare fiumi, salire scale et similia) ed inserito la componente strategica resta fondamentalmente un hack and slash di vecchia ed abusata concezione.
Tecnicamente parlando si può sicuramente sottolineare la varietà dei campi di battaglia e la loro vastità, così come la discreta cura per il dettaglio nel vestiario dei protagonisti, ma l’eccessivo bad clipping, la povertà in termini di poligoni, la quasi totale impossibilità di interagire con l’ambiente circostante (fisica assente), le animazioni legnose e ridicole di qualsivoglia mossa e attacco nonché l’assenza di effetti speciali degni della next-generation rendono il piatto insipido e povero anche per i meno attenti a determinati aspetti.
Riempire di mazzate centinaia e centinaia di soldati nemici (tutti uguali fra loro, ad eccezione di alcune truppe speciali e dei comandanti) può essere anche divertente, ma in una produzione del 2009 è lecito attendersi una gameplay decisamente più profondo e soprattutto una maggiore cura per il comparto tecnico, dove invece è stata valorizzata la quantità piuttosto che la qualità.
La colonna sonora presenta brani storici per la serie più altri inediti, alcuni orecchiabili altri decisamente meno, tuttavia sono quasi tutti decisamente fuori luogo per il contesto che si vuol rappresentare su schermo: effetti sonori anonimi e doppiaggio in inglese ripetitivo e a tratti ridicolo (odiosi gli abitanti del villaggio che chiedono continuamente aiuto!) chiudono l’insoddisfacente capitolo della parte tecnica.
Infine, come ciliegina sulla torta, non è stata inclusa nessuna modalità multiplayer (cooperativa o competitiva che sia), un aspetto che avrebbe potuto giovare non poco alla povertà ludica del prodotto Koei, ormai imprescindibile nella quasi totalità delle produzioni moderne, soprattutto per quanto concerne la componente online.

Dynasty Warriors 6: Empires Dyanasty Warriors 6 : Empire è un prodotto dedicato esclusivamente agli appassionati della lunghissima serie, che non riesce a scrollarsi di dosso i pesanti difetti che da sempre la contraddistinguono: ripetitiva, tecnicamente datata e dannatamente simile a prodotti che hanno più di 10 anni sulle spalle, l’ultima fatica dei ragazzi di Omega Force, nonostante le interessanti feature che riguardano la componente strategica, non riesce a raggiungere la sufficienza in qualsivoglia aspetto se non in quello della longevità, a patto che vogliate affrontare decine e decine di battaglie premendo i soliti 3 tasti come forsennati fino alla consumazione degli stessi.

5

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