Recensione Dynasty Warriors: Gundam 3

Koei e Namco-Bandai ci provano ancora: è la volta buona?

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La dote della perseveranza

Se già di Dynasty Warriors se ne contano a bizzeffe, il calcolo raggiunge cifre da capogiro quando si decide di considerare anche i vari spin-off. Tra i tanti, il più affascinante, almeno sulla carta, è quello che tira in ballo il famosissimo e titanico brand di Gundam. Nato nel 1979 dalla mente di Yoshiyuki Tomino, l’anime ha saputo incontrare le simpatie dei telespettatori proponendo un conflitto sì fantascientifico, ma condotto da personaggi e fazioni credibili: mai facilmente inscrivibili nell’elenco dei buoni o dei cattivi. Da lì in poi, la saga ha conosciuto diverse declinazioni, serie parallele e lungometraggi, alcuni dei quali sono persino entrati fortemente in contraddizione con i fatti o la filosofia di fondo dell’originale Gundam.
Nati dalla collaborazione di Koei, fautrice di Dynasty Warriors, e Namco-Bandai, detentrice dei diritti della saga, i primi due Dynasty Warriors: Gundam non hanno saputo convincerci, affossati com’erano da numerosi problemi che falciavano il divertimento.
Tuttavia, perseverare a volte può portare a dei buoni risultati. Che questo Dynasty Warriors: Gundam 3 sia la volta buona?

Polpettone robotico

Alla base di quest’episodio c’è un espediente narrativo, utile per permettere al videogiocatore di incontrare e impersonare un numero estremamente elevato di piloti e Mobile Suit conosciuti nelle varie saghe di Gundam.
Né più, né meno la trama è ambientata in una sorta di dimensione parallela che ha letteralmente risucchiato personaggi e relativi robot di realtà e tempi differenti. Confluiti in questo spazio, si sono velocemente uniti e organizzati in due avverse fazioni con l’unico obbiettivo di avere la meglio sul nemico. Questa semplice idea, se da una parte si rivela estremamente efficace per riunire in un unico videogioco i personaggi più disparati, dall’altra costringe a una narrazione blanda, piena di contraddizioni e spesso incoerente con quanto narrato nei vari anime. Dialoghi e scene non interattive cercheranno di farvi appassionare ai fatti, ma questi si riveleranno piuttosto superflui e fin troppo vaghi. Il risultato è insomma ambivalente: l’idea è funzionale, ma gli sceneggiatori non sono stati capaci di dare forma a una trama che in un modo o nell’altro riuscisse a domare l’incontro-scontro di così tante figure e storie diverse.
Questo caos narrativo, si riversa parzialmente, ma in modo costruttivo, sulla conformazione della modalità principale. Superate le prime missioni che fungono da tutorial, vi ritroverete a poter scegliere tra diversi tipi di livelli. Al di là di quelli utili per far progredire la storia dei vari protagonisti che si succederanno, ce ne saranno alcuni utili per rafforzare i rapporti con altri piloti, altri per rivivere momenti specifici di una determinata saga e altri ancora che vi proporranno sfide particolarmente impegnative e generose in termini di premi in palio.
La struttura portante insomma permette all’utente una certa libertà di scelta, mentre, missione dopo missione, vedrà progressivamente aumentare le ramificazioni di questa sorta di questo gigantesco albero che conta decine e decine di diramazioni.

Dinastie robotiche

Dal punto di vista del gameplay Dynasty Warriors: Gundam 3 non si distacca più di tanto né dalla saga di riferimento, né dai predecessori. Ciononostante gli sviluppatori si sono dati da fare per introdurre tutta una serie di piccole accortezze che hanno portato indiscutibili benefici.
Come in passato, al comando di un Mobile Suit vi ritroverete a combattere enormi battaglie, affiancati da alleati più o meno abili, contro centinaia di nemici diversamente potenti e agguerriti.
Il sistema di controllo vi permette di creare combo piuttosto semplici a partire da due pulsanti, di sfruttare un attacco speciale dopo aver aspettato il riempimento della relativa barra, di parare o schivare i colpi nemici e, per concludere, di usare un boost utile per spostarsi più velocemente sulla mappa o da sfruttare in combinazione con alcune mosse. I comandi sono insomma piuttosto semplici da imparare, anche grazie al tutorial piuttosto esaustivo, ma a conti fatti si deve registrare un’accuratezza non eccelsa nel sistema di controllo. Soprattutto quando dovrete sparare ai nemici in lontananza, complice anche una telecamera non molto reattiva, faticherete più di quanto previsto, costringendovi implicitamente a sfruttare quasi unicamente gli attacchi corpo a corpo: più precisi e dal raggio d’azione maggiormente esteso.
L’obbiettivo di ogni livello sarà quello di azzerare l’indicatore della forza della fazione nemica, prima che gli avversari facciano lo stesso con la vostra. Per farlo non solo dovrete conquistare, e quindi difendere, le diverse zone in cui è divisa la mappa eliminando ogni presenza avversaria, ma dovrete anche affrontare i diversi boss che di tanto in tanto appariranno sul campo di battaglia. Se la maggior parte dei nemici capitolerà con pochissimi colpi, contro questi nemici dovrete impegnarvi più a fondo. In questi frangenti vi accorgerete delle timide, ma pur presenti, migliorie che ha subito il combat system. Molto più reattivo e generoso in termini di mosse eseguibili, darà modo in mani esperte di effettuare un buon numero di mosse sufficientemente varie ed efficaci.
In questo senso sarà via via più importante selezionare il pilota e il Mobile Suit che incontrino le vostre necessità, anche tenendo conto degli slot che vi permetteranno di garantirgli diversi bonus permanenti. Sparsi per i livelli, avrete modo di trovare i progetti che di fatto sbloccheranno nuovi robot che si aggiungeranno alla lista di quelli disponibili. Per quanto sia possibile dividerli in gruppi che bene o male presentano caratteristiche simili, l’ampiezza del parco mezzi vi permetterà di sperimentare un buon numero di stili di lotta diversi, aiutando enormemente a vivacizzare il gameplay di Dynasty Warriors: Gundam 3 che, poco a sorpresa, si scontra comunque contro l’ormai evidente anacronismo della formula ideata anni fa da Koei. Inutile infatti lamentarsi delle lacune dell’I.A. nemica, della povertà di tipologie di avversari da affrontare, della formula, sempre uguale, di conquista di ogni zona presente in ogni livello: queste caratteristiche sono insite nel DNA stesso di Dynasty Warriors e chi non vuole scendere a compromessi con questi limiti, non ha un reale motivo per interessarsi a questo titolo.
Un’altra piccola novità di questa nuova iterazione riguarda le aree in cui è suddivisa ciascuna ambientazione. Sebbene dispiaccia annotare l’eliminazione di livelli a gravità zero, ora alcune zone vi forniranno particolari bonus una volta conquistate. Ad esempio potrete attivare dei trasportatori istantanei, utili per intervenire con rapidità dove necessario. Oppure potrete contare su officine in cui riparare alleati e recuperare parte della vostra barra di salute. Non mancano neanche basi missilistiche che vi permetteranno di lanciare attacchi a grande distanza. Questa caratteristica, per quanto di fatto secondaria, aiuta a fornire un minimo di tatticismo a ogni battaglia: concentrarsi sui target sensibili prima, piuttosto che su zone neutre, rappresenterà spesso la discriminante tra la vittoria e la sconfitta.
Inoltre va segnalata la possibilità, una volta riempita l’apposita barra, di richiamare sul campo di battaglia un alleato precedentemente selezionato tramite un apposito menù. Questo non solo si esibirà in un attacco speciale dall’incredibile potenza, ma vi fornirà supporto per un certo lasso di tempo. Anche in questo caso nulla di così sconvolgente, ma pur sempre una feature che aggiunge un po’ di carne al fuoco.
In sintesi, il gameplay, pur restando fedele ai sempre più limitati canoni della saga, questa volta riesce a raggiungere una risicata sufficienza. Divertirsi e appassionarsi allo sterminio di robot è reso più facile da piccole aggiunte che risultano efficaci per vivacizzare debolmente la formula. Inoltre il combat system appare enormemente più vario e non solo grazie al numero esorbitate di Mobil Suit che sbloccherete nel corso dell’avventura.

Nemici e Alleati

Un’altra gradita feature di Dynasty Warriors: Gundam 3 è la presenza di una modalità co-op per quattro giocatori, da gustarsi online e tramite missioni appositamente concepite. Inutile dire come il divertimento aumenti esponenzialmente quando si gioca con altri utenti umani e i limiti del gameplay diventino assolutamente più sopportabili. Purtroppo le missioni non sono tantissime, ma tutte si sforzano di spingere il più possibile il team a collaborare per la vittoria finale.
Un’altra novità di questo capitolo è rappresentata dalla veste grafica. Messo da parte lo stile simil-realistico delle passate edizioni, Dynasty Warriors: Gundam 3 si presenta con un riuscitissimo toon shading. Per quanto il livello di dettaglio delle ambientazioni sia poverissimo, con texture neanche troppo definite e centinaia di metri quadrati di vuoto totale, i modelli poligonali di alleati e nemici godono di animazioni convincenti e sono ricchi di grandi e piccoli particolari. Ciò che è più, si è testimoni solo in rari casi di rallentamenti degni di nota, nonostante il continuo affollamento che occuperà buona parte dello schermo.
Buono il sonoro, impreziosito da un doppiaggio più che discreto in inglese e giapponese. Sufficienti gli effetti sonori, mentre piuttosto anonime le musiche che tentano, con pessimi risultati, di infondervi l’adrenalina della battaglia.
Infine, parlando di longevità, a livello quantitativo ci si può sicuramente ritenere soddisfatti: per portare a termine l’avventura principale vi serviranno come minimo una ventina di ore, alle quali dovrete poi sommare il tempo che utilizzerete per il co-op. Se però consideriamo la qualità, il discorso cambia lievemente: nonostante le migliorie al gameplay, la solfa resta sempre quella di lottare contro centinaia di anonime truppe robot al fine di conquistare una zona dopo l’altra. Inutile dire che alla lunga questo mantra può stancare anche i fan più accaniti di Dynasty Warriors e di Gundam.

Dynasty Warriors: Gundam 3 Dynasty Warriors: Gundam 3 è il capitolo più riuscito della serie dedicata al brand partorito dalla mente di Yoshiyuki Tomino. Alla lunga ci si annoia e il combat system soffre ancora di limiti piuttosto evidenti, ma è innegabile che almeno questa volta ci si possa divertire e appassionare a queste gigantesche battaglie condotte da titanici ammassi di ferraglia, soprattutto se si accede alla modalità co-op. Consigliato agli irriducibili di Dynasty Warriors e ai fan di Gundam. Tutti gli altri non avranno reali motivi per divertirsi con questo titolo.

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