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Recensione EA Sports Grand Slam Tennis 2

Sviscerato il tennistico EA Sports

EA Sports Grand Slam Tennis 2

Videorecensione
EA Sports Grand Slam Tennis 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con la popolarità del Tennis in costante crescita, in Italia come in Europa, è normale pensare che anche a livello videoludico si comincierà ad avvicinarsi sempre di più a questo fantastico sport. L'idea dev'essere balenata soprattutto tra i vari addetti ai lavori di Electronic Arts che, partendo dal riuscitissimo Grand Slam Tennis (uscito esclusivamente per Nintendo Wii nel 2009), hanno ben pensato di realizzarne un sequel mirato soprattutto al mercato Next Gen, dominato in questo settore da Virtua Tennis e Top Spin. L'idea del colosso canadese è semplice: mettere in campo la sua potenza economica e le centinaia di menti creative ed esperte che ne pullulano gli studi per sviluppare un simulatore tennistico che punti al top: pronto per conquistare la vetta.
E così, sin dall'annuncio, è iniziata la trafila mediatica che ha visto subito spuntare paroloni promozionali come Real AI, Total Raquet Control e via discorrendo. Dopo una versione demo foriera di non poche polemiche è dunque giunto il fatidico momento della verità; della prova con mano della versione definitiva, a ridosso di un day one pianificato per il 10 Febbraio.

Discreta infrastruttura

Parlando di Grand Slam Tennis 2 è doveroso anzitutto fare un plauso alla struttura ludica imbastita da Electronic Arts, che ha saputo riprendere l'intelaiatura di un capolavoro come NHL ed adattarla -con i dovuti cambiamenti- al tennis. Ci troveremo dunque di fronte ad un'offerta piuttosto vasta, comprensiva di una modalità Carriera, delle canoniche Partite Veloci (in singolo e doppio), di un'apporofondito Tutorial, di un nutrito reparto Online (di cui parleremo dopo) e della interessante Grand Slam Classic. Partendo proprio da quest'ultima siamo certi di poterla definire come un vero e proprio toccasana per ogni amante del grande tennis. Addentrandovisi ci ritroveremo infatti ad affrontare, dagli anni '60-'70 sino ad oggi, alcune tra le più grandi sfide svoltesi negli Slam. Il sempreverde confronto tra le sorelle Williams, la recente finale Australian Open Djokovic - Murray, le conquiste di McEnroe e di Martina Navratilova sull'erba di Wimbledon e molto altro ancora caratterizzeranno una game mode che valorizza finalmente la grande quantità di "vecchie glorie" presenti in molte produzioni tennistiche ed, ovviamente, anche in Grand Slam Tennis 2. Gli scenari consisteranno in diversi obiettivi (aldilà della vittoria finale), portando a termine i quali otterremo preziosi punti per sbloccare, via via, le sfide più difficili.
Grand Slam Classic si rivela sin dal principio un'interessante variante alla più comune Carriera tennistica, dove saremo chiamati, tramite l'editor già visto in FIFA 12 e Tiger Woods 12, a creare prima di tutto il nostro astro nascente. Molte opzioni e la facoltà di scaricare il solito Game Face dal sito ufficiale ci consentiranno di personalizzare l'atleta in maniera decisamente approfondita, andandone a decidere, sin dal principio, molte peculiarità persino nell'abbigliamento. A fare il paio con l'estetica l'aspetto tecnico, con un menù interamente dedicato alla scelta dello stile dell'atleta (Offensive Baseliner, Defensive Baseliner, Serve & Volley...) e la possibilità di aggiustarne manualmente parametri come Potenza, Velocità, Forma Fisica, nonché deciderne le animazioni di Servizio, Risposta, Voleé e quant'altro. Scesi in campo con il nostro alter ego avremo a disposizione 10 anni (virtuali) per raggiungere una determinata serie di obiettivi (molti dei quali diversi anno dopo anno) per giungere all'agognato status di Leggenda. Per farlo avremo a disposizione, ogni stagione, i quattro famosissimi Slam (Melbourne, Parigi, Londra, Flushing Meadows) ed una sequenza di quattro tornei secondari. Ciascun match ci vedrà impegnati, oltre che nella vittoria finale, nella conquista di svariati obiettivi secondari, utili per racimolare punti da spendere poi nel Negozio in attrezzatura (soprattutto racchette) utile per potenziare le statistiche del nostro beniamino. Tra un torneo e l'altro avremo la facoltà di organizzare e giocare diverse amichevoli, nonché di impegnarci in molteplici sessioni d'allenamento, focalizzate su aspetti come Potenza e Precisione. Particolarmente interessante, in queste sessioni come nelle partite ufficiali, il peso effettivo di riuscita o fallimento, veicolato dall'ottenimento o addirittura dalla perdita dei già citati punti. Nonostante la modalità sia corredata da un set veramente incredibile di licenze ufficiali (compresive addirittura dei campi ufficiali negli Slam) l'incedere dall'ultimo al primo posto nel ranking risulterà troppo piatto rispetto a quanto sperimentato in Top Spin. 4. Senza prendere in considerazione il gameplay (di cui parleremo in seguito) il titolo presenta una progressione debole e "lineare", se così possiamo definirla: priva di molti degli eventi collaterali (vedi sponsor e simili) che abbiamo assaporato nella pur non brillante (da questo punto di vista) opera 2K Games. Un minimo di ripetitività, dunque; certamente intrinseca nel circuito ATP (dove non si fa altro che giocare e spostarsi nel Mondo) ma raggirabile con qualche accorgimento in più e l'inserimento di qualche "chicca" - aspetto nel quale EA Sports ha sempre dimostrato di essere maestra.
Come abbiamo detto, se non altro, potremo variare adeguatamente le nostre serate alternando alla crescita del nostro avatar qualche sessione di grandi classici del tennis e, non dimentichiamolo, qualche sfida online. Da questo punto di vista, per il momento, la situazione non è delle più chiare. In questi giorni, forse a causa dell'apertura non ufficiale dei server, le partite online si sono dimostrate quasi ingiocabili. Le motivazioni riguardano principalmente un ragguardevole rallentamento globale nell'azione di gioco che, se confermato (ad esempio per appianare i fenomeni di lag), non potrà che far diminuire drasticamente i fruitori di questa particolare modalità. Risulta inoltre impossibile, se non ospitando un giocatore dalla propria console, svolgere doppi online: una limitazione già criticatissima in Top Spin 4 che, se non corretta al più presto, farà certamente infuriare una grossa fetta degli appassionati di Tennis videoludico. Aldilà dei difetti bisogna dire che, anche in questo caso, l'infrastruttura gode di tutte le caratteristiche delle grandi hit firmate Electronic Arts, con la possibilità di partecipare a svariati tornei corredati da statistiche e classifiche e la facoltà di organizzare match personalizzati.

Tennis (Video)giocato

Venendo al gameplay, grazie al già citato tutorial, la prima feature nella quale ci imbattiamo è il "nuovo" sistema di controllo, denominato Total Raquet Control. Le meccaniche, interamente affidate allo stick destro (un pò come nell'hockeyistico di casa canadese) permettono di variare i propri colpi con precisi movimenti dell'analogico destro. Premendolo in avanti (diagonali comprese) ci esibiremo in un Flat Shot, portandolo prima indietro (in linea retta) e poi in avanti in un Top Spin, muovendolo diagonalmente verso di noi in uno Slice ed aggiungendo a questi colpi i modificatori rappresentati dai grilletti otterremo Lob (LT) e Palla Corta (RT). La direzione di ciascun colpo (invertita per quelli tagliati) sarà veicolata direttamente dalla direzione di movimento dello stick destro, così come la potenza verrà determinata dalla velocità con la quale lo sposteremo o rilasceremo (nel caso degli Slice). Il sistema, presentando la facoltà più unica che rara di decidere la profondità di ciascun colpo, sulla carta appare di concezione estremamente intelligente e funzionale. Purtroppo, pad alla mano, il sistema non sembra funzionare come in allenamento: in primo luogo per l'estrema difficoltà nel valutare (in movimento e sotto pressione) ogni volta la velocità dei movimenti dello stick; secondariamente per una deriva "interventistica" della CPU a nostro avviso esagerata. Con particolare enfasi sui lungo-linea (notoriamente i colpi più difficili da portare) noteremo la sostanziale impossibilità nel direzionare liberamente la traiettoria dei colpi che, indipendentemente dalla potenza, dall'angolazione e dall'effetto, tenderanno a rientrare verso il centro. Un aspetto acuito da una certa imprecisione nel rilevamento delle direzioni di puntamento, che molto spesso tradurrà un flat shot molto angolato in uno slice, interpretando erroneamente il movimento dell'analogico. Naturalmente saremo in grado in qualsiasi momento di "tornare" ad un metodo di controllo classico (chiamato non a caso Arcade), ma il gameplay ne risentirà in maniera devastante, divenendo quasi completamente guidato e drasticamente arcade (quasi alla Virtua Tennis).
Ad un control scheme di tale fattura si unisce, ahnoi, l'eccessiva reattività dei tennisti e l'assenza pressoché totale dell'incidenza della stamina. Ne consegue un'interpretazione del tennis (anche e soprattutto da parte della CPU) totalmente unidimensionale, nella costante ricerca della discesa a rete. Scambiando dal fondo (come fanno oggi buona parte dei primi dieci tennisti al mondo), infatti, risulterà quasi impossibile tirare un vincente se non fortunosamente, a livelli di difficoltà bassi (con CPU palesemente ferma dopo pochi fraseggi) o in seguito ad interminabili serie di oltre trenta colpi. Il gameplay ne risente pesantemente e, per quanto gli sforzi per caratterizzare gli atleti possano esser stati elevati, l'aspetto "Real" dell'intelligenza artificiale va dopo poco a farsi benedire. Approcciare una produzione in ottica simulativa ed osservare Rafa Nadal, Serena Williams e Novak Djokovic scendere a rete dopo pochi colpi risulta, francamente, sconfortante.
E i problemi, purtroppo, non si esauriscono al comportamento della CPU. Una fisica della palla quantomeno discutibile (all'impatto con la racchetta tende a rallentare) si unisce alla già citata -ed eccessiva- reattività, impedendo persino al giocatore umano di sviluppare tennis. Anche resistendo agli assalti a rete dell'avversario di turno, colpirlo con un passante vincente risulterà per la maggior parte delle volte impossibile. La copertura della rete diviene infatti estremamente facile, considerando che, oltre alla velocità, i tennisti (tutti) avranno dalla loro doti acrobatiche viste negli ultimi anni solamente nel mitico match Djokovic - Tsonga a Wimbledon 2011.
Un vero peccato che un gameplay poco curato ed approfondito vada a minare una struttura nonostante tutto affascinante, un sistema di controllo (per quanto disfunzionale) dalle interessanti premesse ed una resa realistica delle superfici di gioco. Sì perché quando la pallina non è in aria, rimbalzi ed effetti dovuti allo spin dei colpi si trasferiscono sul terreno in maniera davvero realistica; un effetto probabilmente superiore persino al (giustamente) decantato Top Spin 4. Tra qualche aspetto davvero sorprendente e una serie di lati negativi, dunque, quella di Grand Slam Tennis 2 ha tutta l'aria di un'occasione mancata, di una serie d'idee non sfruttate a dovere.

I (don’t) like the way you move it

Luci ed ombre accompagnano la produzione tennistica Electronic Arts anche per quanto concerne il comparto tecnico, aspetto del quale sino ad ora (parentesi cestistica a parte) il colosso canadese non ha mai dovuto preoccuparsi. Partendo dagli aspetti positivi non possiamo non sottolineare l'ottima modellazione degli atleti, realizzati con cura sin nei minimi particolari; nonché la ricostruzione realistica di ogni campo da gioco e della grafica che fa da corredo alle manifestazioni tennistiche rappresentate. Un corredo da urlo, al quale sembra mancare solo quel pizzico di personalità presente invece in altre produzioni EA: citiamo FIFA ed NHL, nello specifico. Si sente infatti la mancanza, per quanto marginale, di intermezzi d'ingresso ed esultanza personalizzati, nonché di qualche animazione che caratterizzi anche le fasi di non-gioco della partita (si vedano gli svariati palleggi di Djokovic prima di servire).
Passando al concreto, purtroppo, siamo costretti a sottolineare un'implementazione delle animazioni non sempre convincente, che vede in primis i tennisti "sgambettare" esageratamente nella corsa, producendosi in movimenti innaturali e nemmeno fluidissimi. Ben più gravi, per quanto sporadici, gli errori sui colpi di rovescio, che mostreranno Nadal e Djokovic (ma anche le Williams) colpire ad una mano. Per quanto possa sembrare un aspetto irrisorio, nell'economia di una produzione che ha da subito decantato comportamenti realistici dei tennisti e quant'altro questo è un difetto di assoluto rilievo.
Ritornando al "lato positivo" del comparto notiamo con piacere un'ottima implementazione degli effetti luminosi, che s'uniscono ad una texturizzazione ambientale di spessore (eccezzion fatta per i particolari di orme e "scivolate" sulla terra rossa parigina) e ad una palette cromatica convincente per caratterizzare al meglio l'atmosfera visiva di ogni torneo. Concorrono all'immedesimazione il buon campionamento sonoro, comprensivo delle urla di Sharapova & Co., e l'ottima telecronaca in lingua inglese, redatta da John McEnroe e Pat Cash.

EA Sports Grand Slam Tennis 2 La delusione, per quanti si aspettavano un valido concorrente di Top Spin 4, sarà indubbiamente cocente. Grand Slam Tennis 2, partendo da buonissime basi e i fondi praticamente illimitati di Electronic Arts, si rivela una ghiottissima occasione mancata. Le tantissime licenze e l’ottima caratterizzazione delle manifestazioni ufficiali si dissolvono come una bolla di sapone al sole quando, approfondendo al gameplay, ci si accorge che gli sviluppatori hanno lavorato con la convinzione di ottenere un prodotto simulativo semplicemente implementando un sistema di controllo dalle grandi prospettive. Grand Slam Tennis 2 non permette di simulare efficacemente il gioco del tennis, ma costringe appunto a videogiocare come in una versione leggermente più impegnativa di Virtua Tennis. Un titolo buono per qualche sfida spensierata, per qualche serata leggera, ma non certo adatto agli appassionati di tennis: quello vero.

7

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