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Recensione EA Sports Rory McIlroy PGA Tour

Dopo oltre un anno di pausa, la simulazione di golf targata Electronic Arts torna sul green con un nuovo testimonial (Rory McIlroy prende il posto di Tiger Woods), ma finisce un paio di colpi sopra al Par.

EA Sports Rory McIlroy PGA Tour

Trailer
EA Sports Rory McIlroy PGA Tour
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

C'è chi dice che finire sulla copertina di un gioco EA Sports porti sfortuna. Ci sono racconti che legano le cover di Madden e di FIFA a esoterismo, riti voodoo, cabala e peperoncini rossi. Tutto inizia nel 1999, quando Garrison Hearst dei San Francisco 49ers finisce sulla copertina di Madden NFL 99: subito dopo si rompe la caviglia, la sua carriera sembra finita. Ci vorranno due anni per riprendersi. Da allora la lista di infortuni e sfortune varie è stata lunga e ha toccato anche altri sport: ad esempio, quando El Shaarawy, attaccante del Milan, finì sulla cover di FIFA 14 dopo un anno da fenomeno predestinato, segnò 0 gol in 5 presenze, in un campionato assillato dalla sfortuna e dagli infortuni. Sarà un caso? Chiedetelo a Rory McIlroy, nuovo prodigio del golf mondiale, 26 anni, il nuovo protagonista della copertina di PGA Tour di Electronic Arts. Dopo oltre quindici anni passati insieme a Tiger Woods, il colosso americano ha deciso che era arrivato il momento di cambiare. Largo ai giovani, finalmente un europeo, evviva. Subito dopo l'annuncio della partership, Rory McIlroy ha partecipato a due tornei: i BMW PGA Championship e i suoi amati Open d'Irlanda (Rory è nato in Irlanda del Nord, nel Regno Unito). In entrambi i casi, risultati disastrosi: si è trovato a lottare tra le ultime posizioni in classifica. Ma a noi giocatori tutti d'un pezzo queste credenze popolari non ci impressionano. A noi interessa solo sapere una cosa: dopo più di un anno di pausa, la serie PGA Tour è tornata ai fasti di un tempo? Questo passaggio alla nuova generazione è davvero riuscito? La risposta, ve lo diciamo subito, purtroppo è no.

Spa-ghet-ti!

Scarichiamo il gioco sulla nostra fida Xbox One. Quando giocherete per la prima volta, dovrete affrontare un breve tutorial (si può comunque saltare, se preferite) e scegliere il tipo di sistema di controllo che preferite. Ce ne sono tre e sono tutti ampiamente personalizzabili. Il primo è quello più indicato per i principianti: si fa uno swing con la leva sinistra, da dietro in avanti, e al resto pensa tutto il gioco. Si possono scegliere ovviamente direzione, potenza, effetti, curvatura del tiro, ma ogni volta colpirete con la massima precisione, mandando la pallina esattamente dove avete mirato. Per un pochino di sfida in più c'è il classico sistema a tre tocchi: si preme una volta il pulsante A per far partire il colpo, un'altra per stabilire la potenza e un'ultima per la precisione del tiro. Se avete già giocato a Everybody's Golf, Neo Turf Masters e qualche altri migliaio di simulazione di golf negli ultimi 20 anni, sapete cosa aspettarvi. La terza modalità è quella più complessa: funziona con la leva analogica sinistra ma in questo caso non basta fare "indietro-avanti" per colpire, ma bisogna simulare il movimento dello swing con una rotazione in diagonale. All'inizio è molto difficile e frustrante, ma con un po' di pazienza si ottengono i primi risultati e una certa soddisfazione. Fatta la vostra scelta, dovrete affrontare il Prologo. Si tratta di rivivere le ultime buche dei Master dello scorso anno, mentre Rory McIlroy in persona vi racconta le emozioni di essere giocarsi la vittoria all'ultima buca in un torneo così importante. È una sequenza abbastanza lunga ma ben realizzata: inoltre è un'ottima occasione per mettere in pratica il sistema di controllo scelto. Quando avrete finito, finalmente potrete accedere al menu principale.

Qualche rinuncia di troppo

Qui arrivano le prime note dolenti. Le modalità disponibili sono fondamentalmente tre: c'è la carriera, l'online e la possibilità di affrontare sfide, colpi ad effetto speciale con percorsi di fantasia e situazioni al limite dell'impossibile. Quest'ultima modalità è senza dubbio divertente, ma difficilmente vi terrà impegnati a lungo. Per quello c'è la carriera, no? Peccato che sembra la modalità carriera di un titolo di dieci anni fa per quanto è scarna e povera di contenuti. Si può creare un golfista (e, anche qui, l'editor è parecchio limitato rispetto agli standard attuali) e si comincia a giocare un torneo dopo l'altro, nella speranza di diventare sempre più forti grazie a un sistema che assegna punti alle diverse abilità. Non si possono usare giocatori professionisti, altra rinuncia rispetto ai precedenti episodi. Non si può scegliere che tornei affrontare, non si può nemmeno vedere il calendario degli eventi, non ci sono filmati di presentazione di una gara, o magari una cutscene adeguata per farvi sentire dei veri campioni dopo che avrete vinto il vostro primo trofeo. Tutto è molto scarno, ridotto all'osso. Senza contare che ci sono solo 12 percorsi, con la grave assenza degli Agusta Masters, uno dei tornei di golf più prestigiosi al mondo. Tiger Woods 14, per intenderci, ne aveva quasi il doppio senza contare quelli usciti via DLC. EA Sports dice che presto arriveranno altri circuiti, ma intanto il gioco esce a prezzo pieno con la metà dei contenuti rispetto all'ultimo titolo old-gen, e questo è un boccone troppo amaro da mandare giù.

Un peccato, perché le meccaniche di gioco in sé sono molto valide, soprattutto sul green con un nuovo sistema di tiro e gestione della traiettoria che funziona molto bene. Anche l'online è curato, con tornei e sfide settimanali, ma pure qui si soffre della mancanza di varietà nei percorsi disponibili. Tecnicamente il gioco è efficace ma ci sono alcune mancanze difficili da accettare. Si gioca solo con il sole e il cielo blu, non ci sono condizioni meteo variabili: nemmeno un piccolo nuvolone all'orizzonte. Il vento ad esempio, non sembra avere alcun impatto su alberi e vegetazione. La nota più positiva è che, a differenza dei precedessori, adesso il gioco carica tutto il percorso, non solo una buca. Significa tempi di caricamento un pochino più lunghi ma anche che, se andate fuori pista potreste finire nella buca adiacente e dovrete tirare da lì, esattamente come succederebbe nella realtà. Bene il pubblico, che reagisce e partecipa bene al gioco. Meno la telecronaca, che pur se migliorata rispetto al passato, alla lunga diventa ripetitiva (il commento, lo ricordiamo, è disponibile solo in inglese).

EA Sports Rory McIlroy PGA Tour Non ci siamo, cara Electronic Arts, non ci siamo. Rory McIlroy PGA Tour è un titolo monco, privo di molte di quelle opzioni che hanno fatto la fortuna dei suoi predecessori. E va bene che un domani arriveranno DLC, contenuti extra e tante belle novità, ma oggi si paga a prezzo pieno un titolo che offre di meno dell’ultimo Tiger Woods old-gen. Il sistema di controllo è ben realizzato e soprattutto ampiamente personalizzabile: chiunque riuscirà a trovare il giusto compromesso in base alle proprie preferenze e stile di gioco. Peccato che poi potrà mettersi alla prova in una manciata di tracciati e in una modalità carriera che definire povera sembra riduttivo. In genere, siamo abituati alla rinuncia di qualche contenuto quando una simulazione sportiva fa il salto generazionale: è successo con PES, con FIFA, con tanti altri. Ma in questo caso il team ha avuto più di due anni di tempo. Certo, questo è un progetto destinato a migliorare: ora che il grosso è stato fatto (ovvero il motore grafico, la fisica e il sistema di controllo), adesso il team EA Tiburon si potrà concentrare sulla realizzazione di aggiunte ed extra. Magari il prossimo anno torneremo ad avere tutte le opzioni e modalità a cui eravamo abituati ma, nel frattempo, è difficile giustificare l’acquisto a prezzo pieno. Soprattutto se ci sono delle alternative valide: se cercate una buona simulazione di golf, con un editor fantastico e una modalità online che non teme confronti, fatevi un giro su The Golf Club.

5.5

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