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Eagle Flight: Recensione del primo gioco Ubisoft per PlayStation VR

Ubisoft entra nel mondo della realtà virtuale con Eagle Flight, primo gioco del publisher francese disponibile su PlayStation VR.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Eagle Flight: Recensione del primo gioco Ubisoft per PlayStation VR
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La prima volta che si è mostrato al pubblico, Eagle Flight l'ha fatto nella forma di una tech demo, come esperimento inaugurale di un publisher che molto timidamente stava affacciandosi sul panorama della Realtà Virtuale. All'epoca, il titolo assomigliava più che altro ad un'esperienza contemplativa, pensata per far provare al giocatore il brivido del volo - l'ebrezza di una libertà di movimento integrale - portandolo nei cieli limpidi di una stilizzata digitalizzazione di Parigi.
Ubisoft deve avere però intravisto del potenziale nel progetto, perché non ha mai smesso di lavorare sul concept, fino a trasformarlo in un gioco fatto e finito, arrivato sul PSN a qualche settimana dal lancio di PlayStation VR. Oggi, Eagle Flight si presenta quindi con un breve ma divertente story mode, una modalità di volo libero, e soprattutto un multiplayer discretamente appassionante, insospettabile sorpresa di un pacchetto più interessante di quanto trailer e presentazioni avessero lasciato intuire.

Il brivido del volo

Eagle Flight è interamente ambientato a Parigi, in un universo in cui la razza umana è misteriosamente scomparsa dalla città. Nulla si sa del motivo che ha convinto gli uomini ad allontanarsi dalla metropoli: un satellite caduto in uno dei quartieri fa pensare a chissà quale disastro, ma il racconto preferisce affidarsi ad un misterioso silezio. Cinquant'anni dopo la sparizione, in ogni caso, la vegetazione ha reclamato il possesso delle città, e la capitale francese è invasa dalle fronte di un affascinante bosco urbano. Le radici che si addentrano nei canali fognari e gli alberi intasano le rue, svettando al di sopra dei tetti. La ricostruzione di Parigi non è comunque troppo realistica, e si intravedono appena una manciata di palazzi distintivi, da Notre Dame al Pantheon: la mappa risulta è più che altro un insieme di quartieri che ricordano alla lontana le architetture della città.
Lo stile grafico adottato, una sorta di cell-shading stilizzato e spigoloso, sembra poco efficace a guardalo su schermo, senza visore; ma una volta indossato il PlayStation VR risulta generalmente piacevole, riuscendo a creare un'atmosfera indovinata senza la necessità di puntare sul dettaglio grafico. A sottolineare il tono leggero e divertito della produzione c'è anche la voce fuori campo del narratore, che ci accompagnerà durante l'avventura principale. La storia è raccontata con un piglio quasi documentaristico, e segue la vita della giovane aquila calva che impersoniamo. Vivremo in prima persona la schiusa dall'uovo, il primo volo, le fasi di corteggiamento di un altro esemplare e la costruzione di un nido. Lo Story Mode è suddiviso in una serie di prove di abilità indipendenti, anticipate da una timida introduzione che scandisce il racconto appena accennato.
I vari stage si presentano come prove di volo, sequenze di raccolta o di combattimento. Dovremo insomma affrontare una serie di corse a checkpoint, oppure esplorare le aree di Parigi alla ricerca di piume. Per prendere confidenza con il sistema di controllo ci vuole davvero poco: il control scheme prevede che gli spostamenti vengano gestiti tramite rotazioni della testa, e basta qualche minuto per muoversi con estrema naturalezza e confidenza nei cieli di Parigi. Sfruttando le accelerazioni che è possibile imprimere con i tasti frontali del pad, si cominciano a provare sensazioni interessanti. Lanciarsi in picchiata in direzione della vegetazione, abbassare la testa per entrare all'interno di un piccolo cunicolo, e poi riemergere trovandosi inondati dalla luce, pronti a librarci nuovamente nell'arco azzurro del cielo, è un'esperienza che riesce persino ad essere inebriante.
Il sistema di controllo, per altro, è molto preciso e responsivo, ed anche quando il ritmo dell'azione aumenta, proprio in presenza dei feroci scontri con corvi ed altri rapaci, si ha sempre la padronanza dei movimenti del nostro aquilotto.

Bisogna ammettere però che la struttura dello Story Mode è un po' disorganica, e che la sua durata non è certo entusiasmante. In circa quattro ore è possibile completare l'avventura, anche se non mancano gli stimoli ad affrontare nuovamente gli stage per guadagnare tre stelle in ciascuno di essi. Aspirare alla massima valutazione, dedicandosi ad un po' di Trial & Error e magari affrontando i "ghost" dei primi in classifica, è necessario per sbloccare le "sfide esperto", capaci di mettere alla prova riflessi e abilità. Se poi le sensazioni regalate da Eagle Flight riuscissero ad avvincervi, potrete anche scegliere di tornare nei cieli di Parigi in modalità Volo Libero, con l'obiettivo di raccogliere i molti collezionabili sparsi nelle zone della città.
Da citare, prima di passare oltre, che il team di sviluppo ha lavorato ottimamente per ridurre al minimo i problemi di motion sickness, ma che il peculiare sistema di controllo potrebbe invece affaticare i muscoli del collo.
Al di là dello Story Mode, in ogni caso, Eagle Flight presenta anche una modalità Multiplayer, strutturata come un "cattura la bandiera". Visto il contesto naturalistico, l'obiettivo è quello di acchiappare una preda e portarla al proprio nido. A disposizione abbiamo una sorta di grido supersonico con cui colpire i volatili avversari, per vederli scomparire in una nuvola di piume, ed uno scudo che invece ci protegge per qualche istante: il trucco è attivarlo quando siamo sicuri di avere un nemico in scia. Il "dogfighting" di Eagle Flight, nonostante la struttura di questa modalità sia tutt'altro che originale, riesce a divertire parecchio: l'entusiasmo che si prova quando ci esibiamo in qualche manovra da manuale è schiettamente trascinante. Ci si trova quindi ad acchiappare la preda, e poi sfruttare la conformazione dello stage, cercando di seminare gli inseguitori nel dedalo di cunicoli e radici che si sviluppa nella parte bassa della città, schivando all'ultimo momento ostacoli e insidie. È un vero peccato che il team di sviluppo non abbia inserito qualche opzione in più, per rendere Eagle Flight più completo di quello che è.

Eagle Flight Il primo esperimento di Ubisoft nell'ambito della realtà virtuale può dirsi tutto sommato riuscito. Eagle Flight non è certo una delle migliori esperienze disponibili per il caschetto Sony, ma è una delle più curiose. Il sistema di controllo, la sensazione di velocità, riescono a veicolare le inebrianti sensazioni di un volo libero, e lo stile leggero della produzione - veicolato sia dal colpo d'occhio che dal tono del racconto - riesce a strappare un sorriso al giocatore. Lo story mode, un po' breve e disorganico, è composto da prove che avrete sicuramente piacere di affrontare più volte, e che vi porteranno a conoscere i quartieri delle città e alcune piste sotterranee (tra catacombe e tunnel della metropolitana) molto ben costruite. Sarebbe bastata una progressione scandita in maniera più convincente e qualche modalità multiplayer in più per rendere il prodotto una piccola per la della line-up inaugurale di PlayStation VR.

7

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