Recensione Eat Them!

Un piccolo gioco per protagonisti giganti: Recensito il Rampage di nuova generazione

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  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Antichi ricordi

Gli anni '80 sono stati, per molti versi, indimenticabili. Come negare che la musica del tempo aveva qualcosa di unico e irripetibile? Che i film sapevano sfruttare al meglio le tecnologie dell’epoca, pur riuscendo ancora a proporre storie originali e dense di significati? Anche i videogiochi, nel corso di quello splendido decennio, conobbero un periodo estremamente rigoglioso. Tanto a casa, con l’arrivo del NES, quanto in sala giochi, gli smanettoni di tutto il mondo avevano il loro bel da fare.
Tra i tanti cabinati che allora intrattenevano e divertivano, uno in particolare ha saputo ritagliarsi un posto nel cuore e nella mente di tanti videogiocatori: Rampage, pubblicato nel corso del 1986. Eat Them!, per certi versi, può essere visto come un parente, nemmeno troppo lontano, dell’indimenticato gioco prodotto da Midway.

Mostri senza musoliera e guinzaglio

Il concetto è semplice: prendete il controllo di un mostro alto una ventina di metri e scatenate l’inferno in un centro abitato.
La debole trama che fa da sfondo al susseguirsi di livelli, vede il più classico degli scienziati pazzi dare vita a una creatura dalle ragguardevoli dimensioni, solo per il gusto di controllarlo a distanza mentre gli fa distruggere la città e gli permette di compiere altre azioni, ovviamente, assolutamente illegali. Livello dopo livello, dunque, vi dovrete preoccupare di soddisfare determinati obbiettivi nel duplice tentativo di far progredire la trama e di settare nuovi record di punteggio.
Il sistema di controllo è intuitivo e facile da apprendere. Con un analogico muoverete il vostro mostro, con l’altro farete ruotare la telecamera. Per il resto, quattro pulsanti sono adibiti ai vari attacchi eseguibili con altrettanti arti, mentre uno vi permetterà di saltare e un altro di lanciare un missile che colpirà dalla distanza. Ogni comando risponde prontamente ai vostri ordini e il tutto funziona come ci si aspetta, salvo per l’attacco con il missile: in più di un’occasione, nonostante l’apposito mirino, mancherà l’obbiettivo vanificando il vostro piano d’attacco.
Parlando del gameplay, invece, Eat Them! vive di alterne fortune. Il gameflow è sicuramente coinvolgente e assuefante. Distruggere interi quartieri con qualche calcione ben assestato è sicuramente un piacere. Inoltre il titolo non dimentica di inserire nemmeno un pizzico di strategia. Innanzi tutto sarete costantemente limitati da una barra d’energia che si consumerà sia muovendosi normalmente, sia venendo colpiti dalle varie forze militari che proveranno a fermare la vostra furia distruttrice. Per rimpinzare tale indicatore dovrete mangiare gli esseri umani che, terrorizzati, scapperanno alla vostra vista. Sarà quindi necessario dosare con cura i propri movimenti se non si vuol vedere morire il proprio mostro rimasto a secco di energia.
Inoltre sarete spinti a creare una creatura ex-novo. Completando le missioni verrete premiati, oltre che da una medaglia dal differente valore, da pezzi con cui generare un nuovo avatar. Naturalmente ogni parte del corpo avrà pro e contro in termini di velocità, danni inferti, paura che susciterà, spreco di energia e così via. A conti fatti, tuttavia, salvo nel caso in cui utilizzerete le parti più potenti, difficilmente noterete una grande differenza tra un mostro e l’altro.
Infine, sempre parlando del gameplay, va annotata una certa varietà tra una missione e l’altra. In alcune vi sarà chiesto di causare un determinato quantitativo di danni entro un lasso di tempo. In altre di raggiungere determinati target sparsi per la mappa, in altri di raggiungerli e distruggerli, in altre sarete chiamati a compiere diverse azioni come scortare dei detenuti in fuga o di dare un sensibile contributo in una rapina in banca.
Il tentativo di dare vivacità al gameplay è sicuramente apprezzabile, ma alla fine dei conti, nonostante un buon numero di livelli, si finisce in fretta per cedere il passo alla noia. Le azioni da compiere, infatti, sono sempre le stesse e il sistema di controllo, né il gameplay in sé, sono capaci di fornire continue motivazioni al videogiocatore.
Fortunatamente è presente il multiplayer che dona un’importante iniezione di divertimento a Eat Them!. Questo è allargato a quattro giocatori, ma, sfortunatamente, è limitato al locale. Nonostante l’assenza quasi ingiustificata dell’online, con altri tre amici ci si diverte un mondo, rendendo il single player ancora più noioso una volta che resterete da soli a casa.
Buono il comparto tecnico. La grafica è dominata da uno stile cartonesco con contorni estremamente definiti e colori brillanti. Rarissimi i rallentamenti, più che discrete texture e animazioni. Sufficiente il sonoro con un paio di temi musicali intonati all’azione e effetti sonori ben campionati.

Eat Them Eat Them! dimostra quanto Rampage funzionasse solo nel contesto delle sale giochi e ai suoi tempi. Il titolo dei FluffyLogic diverte e intrattiene, ma il tutto si rivela piuttosto effimero e poco duraturo. Per 7.99 € troverete sicuramente di meglio nel sempre più grande catalogo del PSN. Questo non significa che Eat Them! non possa piacere ai nostalgici dei bei tempi che furrono. Soprattutto nel caso in cui possano contare sul supporto di altri tre amici affetti dalla stessa mania.

6

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