Recensione Ecotone

Un ecotono, in ecologia, è un ambiente di transizione tra due ecosistemi. Uno spazio di confine, che il team indipendente Sundae Factory ha deciso di rappresentare, nel suo videogame, come un luogo misterioso e affascinante.

Versione analizzata: PC
recensione Ecotone
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Un "ecotono", in ecologia, è un ambiente di transizione tra due ecosistemi; in altre parole, il punto di unione di due habitat naturali che ospitano le proprie specie viventi. E' insomma uno spazio di confine, che il team di sviluppo indipendente Sundae Factory ha deciso di rappresentare, nel suo videogame, come un luogo misterioso e affascinante. Ma - forse proprio perché si tratta di un luogo che incarna il cambiamento - anche minaccioso, nei confronti del piccolo protagonista dalle origini sconosciute. All'interno di questo spazio, in Ecotone comincerà un viaggio alla ricerca della salvezza personale, un percorso dai tratti malinconici e talvolta inquietanti, sulle tracce dei grandi esponenti del genere.

La variabile è la costante

La peculiarità di Ecotone consiste nella sua voglia di proporci sfide sempre diverse, ripescando meccaniche, situazioni e stratagemmi da una gamma piuttosto estesa di platform 2D, e presentandoli al giocatore in un'avventura varia ed eterogenea. All'inizio muoviamo i nostri primi, timidi passi con la sola possibilità di avanzare a testa bassa, sfruttando gli elementi dello scenario per superare gli ostacoli disseminati lungo il percorso. L'obiettivo di ogni stage è il medesimo: raggiungere la fine raccogliendo dei globi di luce disseminati negli scenari, fino ad un massimo di tre, e magari acchiappare anche le piccole mascherine bianche che, una volta collezionate, sbloccano nuovi contenuti. Proprio perché l'ecotono rappresenta una transizione, man mano che si attraversano i livelli il gameplay comincia a mutare, ad adattarsi. Non passa molto tempo prima che il gioco metta a disposizione un set di azioni più corposo, con la possibilità di saltare, accucciarsi e correre. Manca la possibilità di rimbalzare sulle pareti effettuando velocemente più balzi in sequenza, mentre in determinate circostanze sarà possibile spiccare un doppio salto. Il gameplay di base si configura ben presto come quello di un platformer vecchio stile, essenziale e non certo elaborato come quello dei più recenti Super Mario o dell'eccezionale Rayman. Eppure, proprio come dicevamo in apertura, il titolo firmato Sundae Factory cerca di rapportarsi in qualche modo con tutto l'insieme dei congeneri. Oltre alle azioni basilari c'è infatti una mossa speciale che cambia di livello in livello,ed a cui corrispondono azioni estremamente diversificate. Quest'idea contribuisce a tenere vivo l'interesse del giocatore, e mette a tacere lo spettro della ripetitività, che pure di tanto in tanto si affaccia sulla produzione. A volte la pressione del tasto può attivare determinati oggetti e disattivarne altri, obbligando l'utente ad un gioco di tempismo. In altri casi regola invece l'inversione della forza di gravità, o di un vento fortissimo che può spingerci verso destra o verso sinistra, allungando le traiettorie dei salti. In altri casi il titolo ci chiede invece di prendere il controllo di un personaggio speculare, in stage che prevedono di aguzzare l'ingegno e che recuperano le soluzioni adottate dal bellissimo Ibb&Obb. Inaspettatamente, questa versione "allo specchio" del protagonista va necessariamente controllata necessariamente con la tastiera anche se fino a quel momento abbiamo utilizzato il pad, creando un po' di confusione, e addirittura trasformando Ecotone in un platform cooperativo: assicuratevi quindi di avere qualcuno a portata di mano, oppure a fare un po' di contorsionismo. Tra i molti livelli naturalmente ce ne sono alcuni che spiccano per originalità delle situazioni (e che non vogliamo rivelare), e altri al contrario senza ispirazione, sembrano aggiunti solo per variare la formula di gioco il più possibile, con risultati in certi casi discutibili. Complessivamente comunque l'idea di un Platform in costante evoluzione è interessante e funzionale: se non altro, mantiene il giocatore sulle spinge fino al momento in non capita di imbattersi in livelli molto dinamici e ben congegnati. Purtroppo però al titolo manca una reale sensazione di avanzamento.

I livelli si susseguono uno dopo l'altro, senza interruzione, e si concludono tutti con una breve dissolvenza al nero. Non c'è una progressione ben scandita, solo una serie di prove di tempismo o abilità, e nemmeno un menù dettagliato che ci guidi all'esplorazione dei tre diversi mondi disponibili, ciascuno diviso in 15 livelli. Ci si accorge del passaggio da un mondo all'altro quando cambia lo scenario di riferimento, e manca insomma quella "cornice" indispensabile al di là delle velleità narrative. Anche la curva di difficoltà del titolo riserva qualche problema: la mancanza di checkpoint, in linea con lo stile antico, diventa inevitabilmente fonte di frustrazione quando si è costretti a portare a termine un livello discretamente lungo. Ecotone, comunque, non è eccezionalmente difficile, ma alterna livelli basilari a situazioni decisamente più complesse, che richiedono molti tentativi per essere completati. Proprio la diversità delle situazioni fa sì che non manchi insomma qualche momento in cui bisogna affidarsi esclusivamente al trial & error, in buona sostanza memorizzando la struttura dello stage. Per fortuna i comandi sono molto precisi e la fisica sempre ben calcolata, e la soddisfazione che si prova al termine di uno stage particolarmente complesso ripaga ogni fatica. Sarà quindi molto probabile ritrovarsi a rigiocare i livelli alla ricerca dei collectible che abbiamo sopra menzionato, che per altro sbloccano un mondo ulteriore allungando la longevità non proprio eccelsa della produzione. Sul fronte tecnico, il titolo di Sundae Factory è modellato con uno stile grafico sicuramente piacevole. Gli oggetti dai contorni morbidi e ben definiti costruiscono un ambiente molto gradevole, anche se molto essenziale: con una maggiore varietà di elementi negli scenari e qualche dettaglio in più sullo sfondo il colpo d'occhio generale sarebbe apparso meno povero. Peccato poi per un'ottimizzazione non sempre perfetta: nelle sequenze più dinamiche è possibile notare dei piccoli rallentamenti, oltre a qualche sporadico glitch grafico. La colonna sonora ricorda per certi versi le note argentine e leggermente inquietanti dell'Alice di American McGee, con alcuni brani un po' meno riusciti che rischiano di fiaccare l'animo del giocatore negli stage più complessi.

Ecotone Gli sviluppatori del team indipendente Sundae Factory hanno confezionato un platform bidimensionale in continuo movimento. Il gioco unisce una struttura vecchio stile a meccaniche che cambiano di livello in livello, recuperando soluzioni e situazioni dagli esponenti più conosciuti e originali del genere, dando vita ad un mix decisamente interessante che fa della varietà il suo punto di forza. Non mancano alcuni difetti come l’avanzamento eccessivamente lineare e la scarsità di una cornice (anche narrativa) capace di rendere il prodotto più coeso e di incuriosire il giocato. Il titolo non è particolarmente longevo e artisticamente avrebbe potuto osare di più (soprattutto visto lo stile indovinato), ma ci sentiamo ugualmente di consigliarlo agli appassionati del genere, anche in virtù di un prezzo molto contenuto.

7

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