Recensione Elite: Dangerous - Prima Parte

La prima parte della recensione della space sim di Frontier

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Forti ormai di decine di ore di gioco e di un carico di avventure tutte create dai giocatori, per i giocatori e tra i giocatori, siamo sempre più convinti che Elite: Dangerous sia non solo la migliore space-sim mai creata, ma anche una delle più intense esperienze online degli ultimi anni. Dopo il nostro appassionato articolo incentrato sull'impatto incredibile dei primi passi in questa galassia immensa (che trovate qui), entriamo nel dettaglio di trading, mining e combattimento. Scaldate i laser, perché l'esperienza è di quelle che vi ricorderete per un bel pezzo!

La seconda parte della recensione, comprensiva di voto e giudizio finale, arriverà la prossima settimana

Trading e Mining: soldi a palate

E' inutile girarci intorno. I soldi sono il cuore di Elite, lo sono sempre stati e sempre lo saranno. In qualsiasi space-sim sandbox, da Freespace a EVE, passando per X, incassare milioni di crediti è essenziale per cominciare a esplorare i sistemi e dedicarsi ad altre attività più popolari come bounty hunting e pirateria. Per fare sul serio occorre assicurarsi un introito bello sostanzioso! Il commercio in Elite è condiviso ovviamente tra tutti i giocatori connessi e tra gli NPC che lo praticano in modo costante, visibili ad ogni attracco nei pressi delle stazioni orbitali. La complessità statistica delle rigide leggi della domanda e dell'offerta interplanetarie è regolata con maestria, con perizia econometrica e precisione da investment banker, tramite le complesse meccaniche su cui poggia l'intero Elite. Serve innanzitutto una nave adeguata, che all'inizio è solo una: l'Hauler, il Ducato dei perfetti camionisti in erba. Ciò che all'inizio elegge questa nave a regina dello space trucking più brutale è il costo ridotto in relazione al tonnellaggio del cargo, nonchè i motori molto potenti che permettono balzi iperluce decisamente più lunghi rispetto alle navi di classe 2 (quella più piccola). Il serbatoio molto capiente fa il resto, permettendo di saltare a 12 anni luce -a pieno cargo- per diverse volte di fila prima di doversi rifornire. E questo è solo un assaggio per farvi capire quanto contano le specifiche tecniche dei velivoli in Elite. A questo punto dovrete trovare una rotta commerciale che renda il massimo. Per farlo tocca studiarsi i movimenti commerciali degli altri giocatori e degli NPC, il che si riassume nel consultare la mappa galattica usando i filtri dedicati all'economia. In nostro aiuto giunge la mecca di ogni trucker, un post su reddit di un fan che riassume in una completissima tabella quali sistemi esportano e importano i relativi beni commerciabili. Fatelo vostro e diventerete milionari. Quel che colpisce è ancora una volta l'immensità di un simile impianto, di pari passo alla complessità dell'influenza che le nostre azioni hanno sul resto dei giocatori. Quando troverete quella famigerata rotta che in 4 salti iperluce vi farà incassare centomila crediti, impazzirete di gioia, perlomeno inizialmente. All'esaltazione presto o tardi si sostituirà invece un placido annoiarsi.


Il Lakon Type-6 sarà il vostro primo acquisto per arrivare a un introito di 200 mila crediti per dieci minuti di gioco. Il cassone stellare più redditizio mai esistito!

Bisogna essere franchi, perché per non crepare come scarafaggi nelle War Zone con la Viper, o per equipaggiare una Cobra MK3 per l'esplorazione o il bounty hunting avrete bisogno di circa 500-600 mila crediti, tenendo sempre presente che per massimizzarne l'efficienza vi occorreranno sui quattro o cinque milioni per nave. Il metodo più veloce per incassare contante è quello del commercio appunto che è pure molto soddisfacente all'inizio, ma che diventa un grinding sfrenato una volta che avrete trovato la rotta ideale. Nel nostro caso, dopo un attento studio delle economie dei sistemi limitrofi, siamo arrivati a 300 mila crediti in 7 minuti. Riuscirete a fare di meglio?
L'altra opzione per commerciare è andare direttamente alla fonte e dedicarsi anima e corpo alla speleologia. Minatori degli anelli di Saturno e delle fasce asteroidali di Tau Ceti, unitevi! Per iniziare occorrerà anche in questo caso una nave bella capiente e capace di saltare a una buona distanza per vendere i prodotti rastrellati in un sistema che paga bene (tipicamente quelli basati sull'industria; da evitare ovviamente quelli che basano la loro economia sull'estrazione e il raffinamento): ancora l'Hauler sarà la vostra scelta iniziale più adeguata. I moduli necessari sono ovviamente i laser da scavo (più ne avete, meglio è), dei cargo capienti e le raffinerie. Queste ultime permettono di raffinare i materiali grezzi in minerali puri da rivendere, direttamente a bordo della vostra nave. Una volta sul campo, cercando di evitare le collisioni tra i detriti, vi toccherà scegliere un asteroide conveniente in termini di composizione minerale. Imparerete presto a distinguere quali materiali raffinare e a raccogliere i vari frammenti usando lo scooping. Anche in questo caso, una volta stabilite rotta e cintura di asteroidi, non vi resterà che sfruttare più che potete la vostra attività. Ancora grinding quindi, ma lo sapevamo già.
Intenzionati a fare soldi il più in fretta possibile, tenete in mente una cosa: siete il bersaglio preferito di ogni bastardo pirata in circolazione! Dovrete stare molto attenti alla chat di zona e ai vostri scanner, perchè tra NPC e giocatori la vostra vita non sarà facile e perdere duecentomila bombe tra cargo e assicurazione, beh... materiale da ragequit. Il rischio di interdizione mentre solcherete lo spazio per vendere i beni acquistati o estratti è altissimo, e presto imparerete a evitare di essere fermati, magari comprando dei propulsori (thrusters) con un rating più alto, in modo da schivare i proiettili con agilità.
Tirando le somme, l'attività economica in Elite: Dangerous vi darà immense soddisfazioni se sfruttata a dovere, e, soprattutto, se saprete superare indenni i primi scogli. Nella monotonia del camionista o del minatore, dopo alcune ore, noterete dettagli che vi faranno capire quanto profonda è la simulazione di cui stiamo parlando. Fluttuazioni nella domanda e nell'offerta, interruzioni delle tratte a causa di guerre ed altri eventi scatenati dalla community, pirati spaziali dietro a ogni angolo, il contrabbando: ce n'è per tutti. Purtroppo, alcuni problemi riguardanti il raccoglimento dei minerali che staccherete dagli asteroidi (nella prossima patch dovrebbero facilitare questo compito tramite moduli appositi che lanciano droni tipo Carrier Protoss) e una generale monotonia delle azioni stanno allontanando molti giocatori da questo aspetto fondamentale del titolo Frontier. Occorre entrare in una mentalità più rilassata e gli introiti arriveranno, anche se avremmo auspicato qualche imprevisto più vario per rendere vivaci le escursioni milionarie di Elite: Dangerous.

Combattimento: non siete pronti

Tra un balzo iperluce e l'altro, viaggiando verso sistemi sconosciuti o inseguendo un pirata sfuggente, vi capiterà ben presto di dar fuoco alle polveri. Il combattimento in Elite è senza dubbio il fiore all'occhiello dell'intera produzione, capace di pompare adrenalina a suon di missili, laser e globi di plasma sparati in faccia agli avversari. Dedicarsi al PvP all'inizio non sarà fattibile e vi occorrerà un discreto capitale per avere qualche speranza di spuntarla contro gli avversari più duri, soprattutto perchè si tratta dell'attività in assoluto meno redditizia tra quelle appena descritte. Si tratta, precisiamo, di una scelta oculata di game design che è stata fatta per ridurre al minimo il cosiddetto griefing, ossia l'attendere al varco i giocatori nuovi arrivati per farli esplodere per il puro gusto di mettergli i bastoni tra le ruote, rubandogli magari il cargo che trasportavano. In ogni caso, quello che colpisce ancora una volta è tutto l'impianto tecnico della struttura a moduli delle navi, che non si traduce, come in EVE, nella mera supremazia statistica di una nave contro un'altra, bensì richiede un livello di esperienza nel pilotare e sparare degna del miglior capitano di vascello. Ogni singola nave si distingue per un peculiare modello di guida, precisi suoni della scocca che vibra ad ogni manovra, variazioni sostanziali nella navigazione allo spostamento della cloche. Termini come beccheggio, imbardata, cabrata e rollìo entreranno ben presto nel vostro dizionario di comandanti stellari, e dovrete allenarvi per effettuare in modo efficace manovre veloci in modo da trovarvi in coda o sotto il nemico, le due posizioni preferibili per eliminarlo dalla faccia della galassia. I moduli più importanti da installare, oltre alle armi di cui parleremo tra poco, sono molti di più rispetto a quelli necessari nel semplice PvE ed entrerà ben presto in gioco anche la potenza massima erogabile dal Power Core del vostro vascello. Il primo modulo da comprare di classe e rating massimi sarà proprio questo: senza potenza non andrete da nessuna parte, perchè scudi e armi costano parecchio in termini di energia. Gli altri irrinunciabili da avere al massimo saranno giocoforza gli scudi e i propulsori, per muovervi il più velocemente possibile. A questo punto avrete delle scelte da compiere nell'equipaggiamento. Se opterete per una configurazione basata su armi che non necessitano di munizioni (i laser), non avrete più molta potenza per aggiungere moduli utilissimi come le ricariche veloci per gli scudi e le contromisure elettromagnetiche, utili a mandare in stallo le armi automatiche nemiche. Il bilanciamento dei moduli e la pianificazione del velivolo in base alle proprie capacità di pilota sono cruciali e profondissimi in Elite: Dangerous, e rendono i combattimenti in questo titolo semplicemente i migliori mai creati nello spazio.


Una brutta situazione. Tre pirati ci han sorpreso e in pochi secondi ci han sfondato l'abitacolo: per fortuna sono entrati in azione i sistemi vitali d'emergenza...

Parlando di armamenti, ne esistono di due tipi a seconda del danno: termici (laser e plasma) e cinetici (missili e mitragliatrici). A differenza di tutti gli altri moduli, la potenza delle armi dipende solo dalla classe che potete montare e non dal rating che è quindi prefissato, scelta oculata di bilanciamento che livella maggiormente verso il basso la supremazia militare dovuta alla potenza economica di un singolo giocatore. Una classe maggiore, significa montare un'arma più grossa e un'arma più grossa... dobbiamo proprio dirlo a cosa serve un cannone gigante, rispetto a una mitraglietta sparapiselli? Squagliare come burro scudi e corazze nemiche dipende anche dal sistema di puntamento di ciascuna arma equipaggiata che può essere fisso, a tracciamento automatico o a torretta. Infine, i danni dipendono anche dal tipo di mira che adottano e sono, a parità di classe, maggiori per le armi fisse (che sparano solo in linea retta), medi per quelle a tracciamento e minori per le torrette in grado di fare fuoco in modo autonomo. Tocca scegliere a seconda del vostro stile di guida quindi e dalla scocca della vostra nave. Infatti, proprio a causa della complessità simulativa, pilotare una nave di classe più elevata, come l'enorme Anaconda, montando armi gigantesche, non garantisce automaticamente la vittoria. Sarà dura beccare con precisione le mobilissime Eagle e le velocissime Viper, ad esempio, e sarà quasi impossibile effettuare le inversioni estreme delle, pur grosse, Python, per non parlare della complessità nel gestire tutte le armi che potete montare su un incrociatore di classe 8 (le navi iniziali, Sidewinder e Eagle, sono di classe 2). Ovviamente una perfetta gestione in combattimento di una nave che senza moduli costa 180 milioni di crediti, unita alle corazze dallo spessore infinito e a scudi eterni da tirare giù, è comunque un bel vantaggio. Ma è la pura skill, l'incredibile abilità di chi muove il joystick, quello che fa veramente la differenza e dopo ore e ore di battaglie nelle Conflict Zone dei sistemi di Ho Hsi e Kappa Fornacis ci è capitato di tirare giù incrociatori a bordo della nostra Viper classe 3, usando la tattica del mordi e fuggi. La strategia è fondamentale, le virate al momento giusto salvano la vita e le manovre più azzardate permettono di entrare e usicre dalla coda dei nemici a seconda di dove sono posizionate le armi sulla scocca nostra e degli avversari. Si, perchè non bastano riflessi fulminei e una preparazione rigorosa da cadetto delle stelle, ma dovrete tener conto di dove sono posizionate le vostre armi rispetto al bersaglio. Un errore comune è montare torrette o armi a tracciamento automatico sotto il muso della nave, limitandone il raggio d'azione, o addirittura impedendo il fuoco del tutto dato che la mira non la prenderete mai da sotto l'abitacolo. Bisogna stare attenti a dare le istruzioni giuste al meccanico di fiducia...

Manovre estreme

Armi, navi, moduli e modulini non sono nulla se non adeguatamente usati. Il modello simulativo di Elite è newtoniano e tiene conto della massa delle navi per calcolarne il moto. Bisogna imparare a gestire due fattori, a seconda della modalità di crociera in cui ci si trova (descritte nel nostro articolo precedente): inerzia e forze gravitazionali. Se queste ultime influenzano in modo significativo solo la Supercruise, l'inerzia è cruciale in ogni dogfight. Ridirigere l'energia ai motori per aumentare la velocità e ricaricare il turbo più in fretta non basta. Occorre anticipare i movimenti nemici sfruttando gli angoli e le componenti laterali della velocità e del moto per inchiodarli a suon di smitragliate nei denti. Per fortuna esiste il volo assistito! Altrimenti sapete che difficoltà inumana compensare gravità e inerzia a ogni minimo beccheggio? Provate a disattivare gli aiuti e vedrete voi stessi. In ogni caso, per sfruttare appieno la maggiore libertà di una nave nello spazio, ci viene in aiuto la splendida interfaccia. A lato del radar centrale, sulla destra, trovate la barra della velocità (in scala, a seconda di quanto state andando veloci), ma quel che vi serve è la piccola barra blu posta tra i due. Portandovi a una velocità compresa in quell'intervallo raggiungerete la proporzione tra moto e massa più indicata per manovrare l'astronave, aumentando la precisione e la velocità d'esecuzione. Non spaventatevi: con la pratica diventerete piloti di tutto rispetto. Ultima questione da chiarire prima di lanciarvi a testa bassa contro chiunque è il targeting. A un simile livello di dettaglio, a una simile cura nel riprodurre fin nei minimi particolari l'esperienza in cabina di pilotaggio, doveva per forza corrispondere un sistema di danno basato sulle traiettorie reali dei proiettili lanciati. Oltre ad agganciare un bersaglio tramite il radar, potrete prendere di mira specifici moduli montati dai nemici sulle loro navi grazie al sub-targeting. Vi converrà di media cercare di mandare in malfunzionamento uno tra il modulo degli scudi, che non potranno più rigenerarsi, dei propulsori, stallando la nave e del Frame Shift Drive, per impedirgli del tutto la fuga.

Le manovre più efficaci una volta ingaggiato il nemico? Ispirati da un post ormai vecchio (ma ancora utilissimo) nel subreddit di Elite: Dangerous, ci siamo informati su come effettuare alcune delle manovre più utili quando c'è da menare i laser. Allenamenti duri in sistemi deserti ci han permesso di impararne efficacemente solo alcune: altro che maestro Miyagi! Ve le riportiamo qui sotto, con nomignoli con cui, fieri, ci piace chiamarle ora che stiamo iniziando a padroneggiare la Viper come si deve:

Maverick - Ottima per fuggire (guarda caso è la prima che abbiamo imparato), ma anche per inseguire i nemici, la Maverick consiste nel mandare potenza massima ai motori, azionare il turbo ed effettuare un'improvvisa cabrata in alto o in basso, tirando immediatamente la cloche verso di sè o nella direzione opposta. Il risultato è una larga curva a velocità stellare che vi metterà al sicuro dal fuoco nemico per preziosi secondi. Nelle battaglie più accese, contro navi magari più agili, bisogna concatenarla a un'altra per non ritrovarsi ancora con le chiappe esposte. Da effettuare anche virando, sulle direzioni diagonali!

Wolfenstein - Elite non è Descent, non è uno sparatutto, e per questo ci serve una bella manovra d'attacco. Muoversi velocemente in una direzione laterale rispetto alla vostra visuale è utilissimo per sorprendere i nemici sul fianco mentre virano: dovrete imparare a usare i propulsori ausiliari al momento giusto. Ispirata da mamma iD, la Wolfenstein consiste nell'accelerare fino alla velocità di manovra ottimale, ruotare di colpo la cloche per imbardare e contemporaneamente attivare (e mantenere attivati) i propulsori nella direzione in cui ci si stava muovendo prima, mantenendo il nemico nel mirino. Si può effettuare in una qualsiasi delle sei direzioni fisse dei propulsori, tenendo a mente che non esistono propulsori diagonali. Quindi occhio a virare!

Ouroboros - un'altra manovra d'attacco, utilissima contro le navi di classe 5 o maggiore, da usare insieme al sub-targeting. Data la superiore velocità che tipicamente avrete rispetto agli incrociatori, potrete sfruttare i propulsori ausiliari per girarci intorno in una letale traiettoria ad anello, crivellandoli di colpi. E' come la Wolfenstein ma più complessa da mantenere perchè implica la continua correzione della rotta in una traiettoria non rettilinea (e quindi aggiungendo all'equazione virate e cabrate). Si ottengono i massimi risultati quando si riuscirà a rimanere sotto la pancia del nemico, dove tipicamente le navi hanno meno armi montate, sfruttando così il punto cieco dell'avversario per attaccare indisturbati!

Backflip e Frontflip - la più utile, la prima da imparare delle più estreme, quella che vi permetterà di inventarvene di ancora più spettacolari. Il motivo è semplice: le manovre più ardite ed efficaci si fanno senza guida assistita, in balìa dell'inerzia, come banderuole tra i venti solari dello spazio! Un flip è un'arte, un mantra, una routine che deve entrare nelle vostre manovre più efficaci prima che potete, se vorrete dedicarvi anima e corpo al combattimento. In pratica si tratta di far compiere al muso della nave una cabrata di 180° per invertire istantaneamente la rotta. Ci sono molti modi per effettuarlo, ma si comincia sempre dal più semplice: accelerate al massimo, disattivate la guida assistita, cabrate in alto o in basso di colpo e nel mentre riattivate la guida assistita che avete appena tolto. All'inizio per aiutarvi conviene che attiviate anche il turbo oltre alla guida assistita, così da stabilizzarvi più in fretta, una volta che avrete invertito la rotta. Facile, dite? Provate a mantenere stabile la traiettoria durante i pochi secondi senza gli aiuti e poi ne riparliamo.

Turboflip - Siete già in grado di invertire la rotta in un secondo per mettervi in scia a un nemico che è appena passato sopra di voi nella direzione opposta alla vostra? Luke Skywalker vi fa una pippa? Provate un flip attivando il turbo appena prima di disinserire la guida assitita e... tanti auguri! Così facendo i flip sono ancora più rapidi e la maggiore velocità di uscita dalla manovra vi permetterà di trovarvi i motori del nemico in bocca, pronti per una bella blastata. Uccidendo in questo modo estremo e spietato riceverete delle tenere cartoline dall'inferno in segno di stima.

Elite: Dangerous Elite: Dangerous è un fulmine a ciel sereno nel panorama delle space-sim, questo ormai è chiaro. Ed è ancora più chiaro come mai dopo quanto abbiamo appena riportato: la semplice navigazione è un piacere sci-fi come da anni non provavamo e sfocia in scontri all'ultimo sangue carichi di tensione al plasma e manovre estreme. L'abilità di chi gioca conta di più di qualsiasi astronave o costosissimo modulo possiate comprarvi, con buona pace di chi nello scorso mese ha additato il grinding come difetto principale del titolo Frontier. Vi servirà comunque mettere da parte un bel po' di quattrini per affrontare i primi scontri con navi più grosse della vostra, ma il sistema di trading, così brillante nelle meccaniche che rispecchiano la domanda e l'offerta reali, che mutano a seconda degli altri commercianti online, offre una pianificazione molto ampia delle mosse da compiere per racimolare i primi fondi. In seguito sarete finalmente liberi di affrontare gli altri comparti di gioco con un equipaggiamento dignitoso, oppure potrete continuare a sfruttare le vie di commercio meno battute per diventare potenze economiche degne di una corporazione in stile Weyland-Yutani. Oltre alla mancanza di una struttura social che tarda ad arrivare, tra i difetti abbiamo riscontrato comunque una certa ripetitività durante la primissima parte di gioco, necessaria a sbloccare i primi moduli per aprire una propria attività. Inoltre gli introiti non proprio adeguati per chi decidesse di diventare minatore dello spazio, in proporzione alla fatica che si fa a raccogliere i minerali, limitano fortemente la scelta di chi si collega per la prima volta. L'ultima parte di questo lungo reportage e il voto finale giungeranno la prossima settimana. Nuovi pianeti, bounty hunting, pirateria e guerre civili: l'universo di Elite è più vivo che mai e, se non siete avvezzi ai sandbox, si tratta solo di sintonizzarvi su Galnet per seguire le ultime notizie dei bollettini ufficiali, o sul forum di Frontier, per avere le ultime scottanti novità e i consigli migliori direttamente dai comandanti che solcano lo spazio insieme a voi. Solo con una buona dose di dedizione e col duro lavoro verrete ricompensati in Elite: Dangerous, ma la soddisfazione, per ora, è di quelle che vi ricorderete negli anni a venire. Che aspettate?

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