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Recensione Endless Ocean 2: Avventure negli Abissi

Il secondo episodio del simulatore di Sub approda su Nintendo Wii

Versione analizzata: Nintendo Wii
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  • Wii

A volte, nel ciclo di vita di una console, appaiono titoli estremamente particolari. Figli di coraggiose scelte di design, di gameplay particolarmente elaborati o, più semplicemente, della voglia di avventurarsi in generi prima inesplorati, tali progetti spesso riescono a colpire i giocatori dal primo momento in cui vengono mostrati e, talvolta, ad ottenere anche una discreta ricezione dalla critica e dal pubblico. Era il 2007 quando su Wii, pubblicato da Nintendo e sviluppato dalla software house giapponese Arika, proprio uno di questi interessanti esperimenti raccolse il plauso della maggior parte della critica specializzata e dei giocatori: Endless Ocean.
Ambientato nelle acque attorno ad un'isola fittizia nel bel mezzo del Pacifico, Endless Ocean poneva il giocatore al comando di un sub, tutto intento ad esplorare i fondali e ad incontrare la fauna marina. Grazie alle sue particolari atmosfere, sorrette da una colonna sonora capolavoro, ad un comparto tecnico solido ed alla sua diversità, si ritagliò un posto tra i migliori titoli allora disponibili per la bianca console Nintendo. Adesso, a due anni di distanza, torniamo ad immergerci nel blu dei mari (ma non solo), con il suo seguito: Endless Ocean 2.

Tra mari e leggende

Le vicende che fanno da sfondo al titolo Arika prendono il via con l'arrivo di un nuovo sub presso il centro di ricerca dell'arcipelago Baoru, gestito da Jean-Eric Rouviere e dalla sua nipote quindicenne, Océane. Ben presto l'amicizia tra il protagonista e la famigliola si trasformerà in un'occasione per immergersi nel mare più blu, alla ricerca di civiltà perdute ed antichi tesori, con la leggenda del Canto del Drago che fa da perno allo scherma narrativo. Come nel primo episodio, in Endless Ocean 2 la trama ha funzione esclusivamente accessoria, convogliando nelle sue vicende lo svolgimento del gameplay e dosandone le fasi, ma è stato compiuto un passo in avanti, grazie ad uno svolgimento non lineare nel quale s'intrecciano le avventure di numerosi personaggi di supporto.

In fondo al mar

La prima immersione, per chi non avesse avuto modo di giocare al primo episodio, sarà un'esperienza particolare. Convogliare un'esperienza simile, di conoscenza della natura ed esplorazione, all'interno di un prodotto come un videogioco, è senza dubbio assai straniante. Eppure funziona fin da subito, anche grazie all'immediatezza dei controlli. Qualcosa è stato modificato, ma l'impianto generale è rimasto immutato: per nuotare basterà tenere premuto il tasto B, o il tasto + per la nuotata automatica, e per direzionarci basterà utilizzare il puntatore del Wiimote. Tramite la croce direzionale si potrà accedere all'inventario, dal quale selezionare gli oggetti che mano a mano si renderanno disponibili durante l'avventura.
Qualche piccolo cambiamento c'è stato nell'interazione con i pesci: se prima infatti solo dopo aver preso confidenza con un animale era possibile ottenere le prime informazioni, adesso queste saranno disponibili da subito, appena l'incontreremo, e quindi in maniera molto immediata. Sarà ancora possibile dargli da mangiare e toccarlo, per accrescere il suo grado d'affezione e quindi le informazioni in nostro possesso, ma accanto a queste possibilità d'interazione ve ne sono altre, tra vecchie e nuove. Torna la possibilità di fotografare la fauna ittica, e addirittura alcuni pesci, probabilmente estremamente vanitosi, prenderanno confidenza con voi solo dopo che gli avrete scattato una foto; torna il fischietto, tramite il quale comunicare con i pesci più intelligenti; è nuova aggiunta invece il pulsar, particolare dispositivo con il quale curare i pesci malati e tranquillizzare invece quelli che dovessero dimostrarsi ostili.
Sta qui quindi la prima novità di Endless Ocean 2: gli abitanti del mare non vi guarderanno più passivi gironzolargli attorno ma quelli pericolosi costituiranno una minaccia durante l'immersione: squali di ogni tipo e pesci velenosi infatti potranno anche attaccarvi (o difendersi da un'ipotetica minaccia). Il danno inflitto è tradotto in una perdita di aria nella bombola, e qui sta la seconda novità: le immersioni saranno limitate temporalmente dalla durata della bombola che, qualora dovesse esaurirsi, vi costringerà ovviamente ad un rapido ritorno in superficie. Inoltre il consumo è legato alla profondità alla quale ci si trova, pertanto più si andrà negli abissi e più l'aria si consumerà più velocemente. Una trovata che aggiunge realismo all'esperienza di gioco ma non la spezza in maniera eccessiva: ad ogni esplorazione infatti il nostro sub aumenterà la sua capacità d'immersione, e più in là nell'avventura saranno presenti miglioramenti appositi nell'equipaggiamento.Continua
L’avventura nella quale vi tufferete a capofitto toccherà varie parti del globo, dal Pacifico al Mar Glaciale Artico ai fiumi sudamericani, ma l’esplorazione dei fondali è rimasta sostanzialmente inalterata: tra crateri profondi, gole, abissi ed isolotti (altra novità infatti sarà la possibilità di uscire dall’acqua in alcuni luoghi) sarà non solo possibile incontrare specie di ogni tipo, ma anche recuperare monili perduti ed oggetti seppelliti tra le sabbie. Un bagliore segnalerà i punti d’interesse, e lì, oltre che animali particolarmente piccoli, sarà possibile trovare anche monete, vasi, ciondoli e quant’altro. A tal fine ci si può avvalere anche di un sensore, che propaga onde magnetiche nell’acqua ed è indispensabile per trovare molti oggetti nascosti. Il ritrovamento di particolari oggetti sbloccherà missioni aggiuntive, equipaggiamenti speciali o fornirà ulteriori informazioni sulla trama, ed il giocatore in tal modo non è mai annoiato da un’esperienza di gioco che riesce a mantenersi fresca e viva. A tal fine sono ovviamente fondamentali le missioni secondarie, che brillano per varietà: anche qui tornano contenuti del primo episodio, come le fotografie per le riviste o i lavori come guida, e ci sono novità, come le missioni di recupero o quelle per curare la fauna marina. Lo svolgimento delle missioni è interamente gestibile dall’Isola Pallanove, una piccola proprietà che funge da hub principale, e che potrete personalizzare a piacimento con oggetti di ogni tipo, dall’amaca al set di sdraio. Il bello è che ognuno di questi oggetti ha una precisa funzione ed un effetto sul gameplay oppure sblocca ulteriori missioni, e non si tratta quindi di contenuti meramente estetici.

Magia blu

Descrivere, seppur dettagliatamente, l’esperienza di gioco che Endless Ocean 2 può regalare, rischia di non fargli giustizia, per due motivi.
Il primo è la mole incredibile di contenuti che i ragazzi di Arika sono riusciti ad infilarvi. Tra creature marine, oggetti recuperabili, missioni secondarie di ogni tipo, una trama soddisfacente e legata a vari personaggi, la personalizzazione del personaggio e dell’equipaggiamento si rischia davvero di dimenticarsi di qualcosa. Ma ciò non è di certo un problema, ed è quanto di meglio si possa chiedere da un gioco di tal genere.
Il secondo, quello effettivamente più importante, è l’incapacità di descrivere cosa questo gioco può arrivare a far provare al giocatore. Se la sua fruizione si limitasse solo allo svolgimento passivo di tutte le attività elencate, allora si rischierebbe di trovarsi di fronte ad un semplice documentario, interessante quanto volete, ma certamente scarno dal punto di vista ludico. Ma nel momento in cui si spinge il senso d’avventura e d’esplorazione davanti alla conoscenza naturalistica, allora il gioco brilla e riesce a colpire in maniera efficace. Si attraverseranno i corridori e le sale di castelli sommersi, si nuoterà sotto i ghiacci polari, si perlustreranno gli anfratti di relitti, magari guardati da enormi e feroci squali, s’incontreranno dal nulla bestie enormi, ed altre misteriose, e lì sarà la summa di un tutto che più che mai è definibile come esperienza e non come semplice intrattenimento. Neppure il più freddo dei giocatori riuscirà a non farsi investire dal carico emozionale che arriva e prende in pieno colui che del titolo Arika voglia godere appieno, superando il blocco mentale verso un prodotto così diverso. E c’è di tutto: mistero, orgoglio, stupore, paura, sentimenti portati al massimo dall’interattività che solo un videogioco può dare.
E se riesce a smuovere i sentimenti in maniera così efficace il merito è anche di un comparto tecnico di tutto rispetto. Graficamente il passo in avanti fatto rispetto al predecessore si nota: i modelli poligonali sono più complessi e di maggior risoluzione le texture, ed i già ottimi pesci della prima versione sono ulteriormente migliorati. Il miglioramento più netto però si ha per quanto riguarda la grafica fuori dalle sezioni acquatiche, con i personaggi umani animati in maniera credibile e volti maggiormente definiti. Gli effetti sono vari e contribuiscono in maniera decisa a creare la magia delle immersioni più particolari.
Ma più della grafica fa la colonna sonora. Le stupende voci delle Celtic Woman, affiancate dalle melodie dell’eterno Ennio Morricone, si uniscono in un estasiante ed armonioso piacere per l’udito. Endless Ocean, l’abbiamo detto, vive di momenti speciali, e le occasioni nelle quali coinvolgimento ludico, visivo e soprattutto sonoro si uniscono (e sono tante) creano momenti memorabili. Peccato che non sia possibile ascoltare le melodie a proprio piacimento, come nell’episodio precedente, e quindi la bellezza dei pezzi è, a tratti, sprecata, intervallati come sono da fasi prive di accompagnamento sonoro o solo da poche note. Gli effetti sonori sono pochi ma anch’essi di prim’ordine, come i versi assolutamente credibili di alcuni animali.
L’esperienza di un’immersione memorabile può essere condivisa anche con un altro giocatore tramite la Wi-Fi Connection. Pur minata dal tedio derivante dagli scomodissimi codici amico, la modalità multiplayer è impreziosita dal supporto al Wii Speak, che permette di parlare in tempo reale con il compagno d’immersione, donandole solidità e maggior attrattiva.

Endless Ocean 2: Avventure negli Abissi Endless Ocean 2: Avventure negli abissi rientra tra quei pochi seguiti in grado di superare e migliorare in ogni aspetto il predecessore. La mole di contenuti inseriti è enorme, e per chi volesse giocarlo fino in fondo c’è veramente di cui godere per settimane. Ma è soprattutto il feeling restituito da un’esperienza cosi particolare il vero valore aggiunto della produzione Arika, che fa sfoggio inoltre di un comparto tecnico di tutto rispetto. E’ un’esperienza, prima che un videogioco, capace di toccare come pochi altri prodotti culturali. Inutile dire come ovviamente questo non sia un gioco per tutti, e la valutazione numerica deve per forza tenerne conto, ma se si è alla ricerca di qualcosa veramente in grado di regalare emozioni allora Endless Ocean 2 è un acquisto imprescindibile.

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