Recensione Enemy Front

Brutte notizie dal fronte per CI Games

Enemy Front

Videorecensione
Enemy Front
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Dopo l'opportuno periodo di pausa che ha seguito l'invasione di titoli ambientati nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, gli sviluppatori di tutto il mondo sembrano essere tornati volentieri a sfruttare una delle galline dalle uova d'oro più importanti del mercato. Di per se, l'utilizzo di uno scenario come quello del conflitto che a metà dello scorso secolo ha riscritto la Storia dell'umanità non sarebbe poi tutto questo gran problema: se adeguatamente rivisitato o aggiornato, anzi, può ancora dare vita a titoli di grandissimo spessore, come nel recente caso di Wolfenstein: The New Order. Rivisitazione e aggiornamento, però, non devono essere state le parole chiave negli studi di CI Games durante lo sviluppo di Enemy Front: l'unico aspetto vagamente interessante all'interno dell'ambientazione proposta dal team di sviluppo polacco è infatti una sceneggiatura che ci metterà negli insoliti panni di un giornalista americano inviato al fronte lungo un viaggio che lo trasformerà, suo malgrado, in un perfetto esperto di infiltrazioni militari al fianco della Resistenza. I reali motivi dietro questa trasformazione, in realtà, non sono mai spiegati tramite le rivedibili cut-scene che costellano il gioco se non superficialmente, a dispetto dell'immersione e della profondità dei personaggi in gioco. Nonostante un inizio poco entusiasmante, comunque, almeno durante le prime fasi di Enemy Front non tutto sembra perduto, soprattutto per via di alcuni elementi della struttura di gioco che cercano di tenerne l'encefalogramma disperatamente lontano dalla piattezza.

GIORNALISTA D'ASSALTO

Primo tra tutti va citato il buon colpo d'occhio (quantomeno dalla distanza) che caratterizza i livelli di gioco, ambientati in paesaggi solo sporadicamente sfruttati dai grandi nomi del genere: lungo il viaggio del buon Robert Hawkins (protagonista del gioco) potremo infatti attraversare le rovine di una Varsavia devastata dai bombardamenti, le campagne francesi protagoniste di moltissime battaglie della Resistenza, una rigida ed innevata Norvegia e molti altri luoghi evocativi; o che almeno rimangono tali fino a che non ci si addentra nell'analisi ravvicinata di texture sgranate e qualche evidente problema di aliasing, decisamente fuori luogo in un moderno titolo per PS3.
Il tentativo di offrire una discreta varietà ai propri giocatori continua, comunque, anche sotto il punto di vista del gameplay: all'interno delle tutto sommato ampie aree di gioco, infatti, al giocatore saranno indicati solamente gli obiettivi necessari a completare la missione (mai troppo vari tra loro, in verità), lasciandolo libero di decidere l'approccio con il quale raggiungerli. Nella realtà, purtroppo, tutto ciò si riflette in una forse involontaria ma palese segnalazione di quale sia il metodo 'vincente' per raggiungere il proprio traguardo: dopo la seconda decina di morti consecutive, dovute al respawn selvaggio di nemici in alcuni punti delle mappe, il dubbio che un approccio frontale in classico stile fps sia, per quanto previsto dal gioco, assolutamente impossibile da realizzare sorge infatti più che spontaneo; che il percorso stealth alternativo, in grado di farci superare il fastidioso cul-de-sac, venga poi scoperto in via del tutto fortuita a causa di una realizzazione delle aree di gioco a volte non propriamente magistrale, è solamente la degna ciliegina sulla torta di un sistema di gioco che rischia di mettere seriamente alla prova i nervi del giocatore.

Come dimostrato dall'esplicativo esempio (solamente uno dei tanti tra quelli citabili), anche in questo caso la varietà proposta è quindi solamente un segnale di buona volontà purtroppo destinato a rimanere tale; tutto ciò si dimostra particolarmente irritante in presenza di alcuni spunti realmente degni di nota, come nel caso in cui saremo chiamati a coprire un assalto della fanteria dalla distanza con il nostro fucile da cecchino, aumentando la sensazione di ritrovarsi di fronte ad un'occasione mancata a causa di un'ottimizzazione del gameplay a dir poco lacunosa. La scarsa differenziazione dei propri avversari lungo l'arco di tutta la campagna completa un bilancio fin qui non certo positivo per la sezione principale del titolo CI Games, il cui aspetto più negativo rimane comunque, e per diverse lunghezze, un'intelligenza artificiale nemica a tratti grottesca; tralasciando tattiche d'attacco suicide ed una reattività a dir poco imbarazzante delle truppe tedesche, ciò che sfocia talvolta nel ridicolo è assistere a insensate sparatorie contro incolpevoli muri di edifici che neppure si trovano nella nostra direzione o (grazie all'assistenza di numerosi glitch grafici) all'improvvisa sparizione di armi nemiche nel bel mezzo dell'azione. Oltre ad influire negativamente, e in modo diretto, sul gameplay, l'incerta intelligenza artificiale di Enemy Front costringe il giocatore a tediosi riavvii della missione in corso a causa di script o checkpoint non attivatisi per colpa di alleati incastratisi in parti di scenario o nemici caduti sul campo di battaglia ma ancora vivi e fastidiosamente vegeti sulla mappa di gioco e, quindi, considerati tali anche dal sistema di avanzamento delle missioni.
Immancabile, considerando più il genere di appartenenza che la sua qualità complessiva, anche la sezione dedicata al multiplayer, nella quale un massimo di otto giocatori potranno sfidarsi in tre modalità classiche come Deathmatch, Team Deathmatch e Radio Transmission (nella quale conquistare, con la propria squadra, il controllo di determinate postazioni radio all'interno delle mappe).


BANDIERA BIANCA

Dal punto di vista tecnico va sottolineato come, nonostante lo sbandierato utilizzo di un motore grafico estremamente performante come il CryEgine 3, Enemy Front non riesca ad offrire molto più che qualche paesaggio ispirato: come già accennato, glitch grafici e bug di ogni tipo affliggono l'intero titolo CI Games compromettendone, spesso, anche lo svolgimento del gameplay (è il caso ad esempio dei continui cali di framerate, spesso causa di morti accidentali da parte del giocatore, e di un set di animazioni ampiamente rivedibile). Poco ispirato anche il comparto sonoro, con musiche che (forse anche a causa di sonorità fin troppo sfruttate) non riescono a rimanere impresse in modo particolarmente indelebile nella testa del giocatore e un doppiaggio dall'interpretazione discutibile in molti dei suoi protagonisti. Dal punto di vista artistico va sottolineata, infine, la presenza in alcuni frangenti di gioco di temi particolarmente delicati, come i crimini commessi dai tedeschi contro i civili e i membri della resistenza e l'inarrestabile brutalità dei bombardamenti, incapaci di fermarsi persino di fronte alla sofferenza dei pazienti di un ospedale.

Enemy Front Enemy Front avrebbe potuto rappresentare una nuova ed interessante visione del Secondo Conflitto Mondiale, visto attraverso gli occhi di un giornalista inviato sul campo e inesorabilmente coinvolto nel conflitto; il condizionale, purtroppo, è d'obbligo alla luce del totale anacronismo con il quale il titolo CI Games si presenta sul mercato: tecnicamente incapace di reggere il passo dei congeneri più blasonati e afflitto da un'intelligenza artificiale assolutamente non all'altezza, Enemy Front non trova riscatto nemmeno nella varietà che il suo gameplay tenta di offrire, andando sempre a scontrarsi con l'inesorabile realtà di un'unica 'giusta' via percorribile (pena decine di minuti di frustrazione). Neanche l'interessante incipit di un giornalista inviato al fronte come protagonista e la delicatezza di certi temi trattati riescono purtroppo a trovare la giusta profondità ed evoluzione durante la campagna, lasciando pressoché indifferente un giocatore già provato da ben altre fatiche tecniche e ludiche.

4

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