ARMS Global Testpunch Oggi alle ore 14:00

Giochiamo in diretta con la beta del picchiaduro Nintendo!

Recensione Enforcer: Police Crime Action

L'eccitante vita del poliziotto, così come la vede Odin Game Studio

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Nell'immaginario collettivo, soprattutto in quello inerente al mondo del cinema e della TV, la presenza della polizia come elemento centrale di una storia è da sempre sinonimo di adrenalina ed azione spettacolare; una tradizione tutt'altro che realistica ma estremamente funzionale, utile alla causa. Leggendo il nome del gioco di cui ci stiamo - nostro malgrado - apprestando a parlare, la fantasia vola: chissà quante esplosioni, quanta adrenalina, quanti casi emozionanti ci troveremo a risolvere in Enforcer: Police Crime Action. Beh, sì, i casi in effetti sono un'infinità, ma l'adrenalina e l'esaltazione in questo gioco non le vedrete neanche col binocolo.

UN SIMULATORE IN BORGHESE

In un mondo perfetto, questo gioco probabilmente non esisterebbe. La pochezza dell'impianto ludico di Enforcer: Police Crime Action è piuttosto evidente fin da subito, quando ci troveremo davanti una città spoglia in cui svolgere missioni noiose e poco stimolanti. Illustrare in modo completo l'esperienza mistica offerta dal titolo di Odin Game Studio è piuttosto complicato: il sedicente simulatore ci garantisce un viaggio verso i confini della realtà, in bilico fra il trash e la becera simulazione sempre più in voga nella malfamata periferia dello store di Valve. In un mondo popolato da simulatori di taglialegna, facchini ed operatori ecologici non poteva mancare un gioco che ci mettesse nei panni di un agente di polizia, rappresentandone il lavoro come nessuno aveva mai fatto prima in un videogioco: con un approccio più realistico, esaltandone le attività quotidiane piuttosto che l'azione spettacolare, le sparatorie interminabili e le indagini ai limiti dell'impossibile che vengono dipinte nelle serie TV. Dimenticatevi di tutto ciò, dunque, perché qui avremo a che fare con autovelox, test del palloncino ed altre attività tipiche della routine quotidiana del buon agente di polizia. Una scarica di adrenalina continua, insomma. Evviva!
Non fatevi ingannare dal nome, quindi, perchè di azione in questo gioco ce n'è veramente poca; non c'è scritto esplicitamente nel titolo, ma questo Enforcer: Police Crime Action è un simulatore di quelli morbosi e mal realizzati che ci piacciono tanto.

PATENTE E LIBRETTO, GRAZIE

Per descrivere un titolo così particolare, però, non potevamo utilizzare un approccio classico. Un'analisi metodica del gioco in questione lo avrebbe stroncato senza possibilità di appello, questo è bene metterlo in chiaro fin da subito. Però dobbiamo ammetterlo: alla fine, questo tipo di produzione dalla forte carica trash un po' ci è anche piaciuta (ma davvero poco, eh!). Per descrivervi al meglio questo tipo di esperienza, cercheremo di illustrarvi alcuni aspetti e missioni emblematiche del gioco, raccontandovi a parole le sensazioni contrastanti che è facile provare durante la nostra prova sul campo del titolo.

Una città desolata (e desolante).
Una volta preso il controllo del nostro agente di polizia, ci siamo trovati appena fuori dalla nostra bella casetta. Non stavamo indossando la divisa, quindi la macchina della polizia - sempre parcheggiata in giardino - era inutilizzabile; assolutamente plausibile, se non siamo in servizio non c'è motivo di usarla: non stiamo giocando all'ultimo capitolo di GTA, qui interpretiamo un poliziotto ligio al dovere. Guardandoci un po' intorno notiamo un ambiente decisamente spoglio: magari abbiamo semplicemente deciso di vivere in campagna, lontani dal caos cittadino. "Le strade non sono neanche asfaltate, l'ambientazione del gioco non può essere tutta così", abbiamo pensato varcando la soglia di casa per la prima volta. In effetti non era tutta così, ma quasi. La prima parte della mappa, quella in cui inizieremo il gioco, presenta una densità di popolazione comparabile a quella del deserto del Sahara, di cui ricorda in modo piuttosto efficace anche il tipo di terreno, sabbioso e monotono. Le strade sono poche e tutte rigorosamente sterrate, delimitate ai lati solo dalle montagne. Però -udite udite!- ci sono i lampioni: un vero e proprio tocco di classe. Solo al centro della mappa abbiamo un accenno di città moderna, con strade e negozi degni di questo nome; peccato che anche il layout delle strade di città sia "leggermente" poco ispirato: un quadrato diviso a sua volta in altri quadrati più piccoli. Roba seria, insomma.

Al servizio della legge.
Una volta indossata la nostra cara uniforme, eccoci immersi nella vita di un poliziotto qualunque, un ufficiale di pattuglia nelle strade di una comune cittadina americana. Dopo le prime missioni, ci rendiamo immediatamente conto di quanto il gioco sia ripetitivo, privo di mordente. Insomma, i compiti da svolgere sembravano noiosi come poche altre cose al mondo già in partenza, ma il gioco si sforza per farceli odiare ancora di più. Si passa dal piazzamento di autovelox al soccorso di passanti che hanno avuto un malore, imperdibili missioni in cui dovremo semplicemente recarci nel posto designato e chiamare un'ambulanza. Roba da pelle d'oca. Per farvi capire meglio il dramma che ho dovuto vivere giocando questo titolo, vi racconto una missione in particolare, un concentrato di tutto il male che alberga in questo gioco: ci sono dei movimenti sospetti nei pressi di una casa, dobbiamo andare a verificare la situazione. Dopo essere impazziti un po' per cercare di capire dov'era l'abitazione incriminata, ci siamo messi in marcia verso il nostro obiettivo. Il modello di guida non lo descriviamo neanche, limitandoci a dire che non esiste termine di paragone adeguato in nessun gioco con dei veicoli guidabili attualmente in commercio. E no, non è inteso in senso positivo.
Ma non è un problema: il gioco si focalizza su altri aspetti, o almeno, così avrebbe dovuto fare. Una volta giunti a destinazione, ci apprestiamo ad entrare nella casa. Dopo aver bussato la porta si apre da sola, come per magia. Interessante comunque il sistema che ci permette di scegliere come approcciare la situazione: possiamo fare irruzione, oppure cercare di farci aprire la porta con le buone maniere; il gioco è spesso un po' troppo approssimativo e guidato, ma ogni tanto ha anche diversi spunti efficaci. Una volta dentro ci troviamo in un monolocale completamente vuoto, con al centro della stanza una ragazza immobile, pietrificata in una posa di quelle tipiche dei manichini che si vedono nei negozi di abbigliamento. Possiamo interagire con lei chiedendole la carta d'identità e maggiori informazioni sull'accaduto. Lo facciamo, e la missione finisce: non era niente, tutto ok. Abbiamo fatto 60km a vuoto. E la benzina ed eventuali riparazioni per la macchina chi le paga? Noi, ovviamente. Benvenuti in Enforcer: Police Crime Action.

Finalmente a casa.
Una volta finito il nostro turno, ci ritroveremo a vivere la nostra vita quotidiana in tutta tranquillità. Dobbiamo mangiare, guardare la TV e dormire; ad essere sinceri, in queste fasi l'attaccamento morboso del titolo alla "simulazione a tutti i costi" si fa ancor più stucchevole del solito, perchè il gioco cerca di simulare un po' di tutto, ma lo fa in modo tanto approssimativo da sfociare nella comicità involontaria. Anche qui, esempio di rito: siamo in casa, ed iniziamo ad avere un certo languorino. Abbiamo un frigo, quindi ci sarà qualcosa da mangiare, no? Più o meno, perché la soluzione proposta dal gioco per gestire la cosa è a dir poco esilarante: cercando di interagire con l'elettrodomestico appare un menu che ci invita a pagare 6$ per mangiare.
L'idea è strana ma accettabile, la realizzazione invece è completamente fuori di testa: sentire il rumore del registratore di cassa e vedere l'animazione del nostro personaggio che porge dei soldi ad un frigorifero non ha prezzo, mangerei 60 volte al giorno solo per quello. Il simulatore definitivo, davvero.

Enforcer: Police Crime Action Enforcer: Police Crime Action è un titolo particolare, un simulatore oggettivamente brutto che cerca di fare un po' di tutto in maniera approssimativa anziché focalizzarsi sulle poche cose che sa fare bene. Il comparto tecnico è a dir poco osceno: dal punto di vista visivo sembra un gioco di 10 anni fa, eppure risulta incredibilmente pesante, un macigno mal ottimizzato e pieno di bug che anche PC moderni di fascia media sembrano far fatica a sostenere. Se avete voglia di farvi due risate in compagnia del più classico dei "so bad, it's so good" accomodatevi pure, però vi invitiamo a pensarci bene prima di spendere dei soldi per un prodotto del genere, ci sono sicuramente modi migliori di investire il vostro denaro: potreste lasciare una bella mancia al vostro frigorifero, ad esempio. Un'ultima cosa: vorrei dedicare questa recensione a tutti coloro che, in giro per il web, hanno definito questo gioco come "un mix fra The Sims, GTA e L.A. Noire". Tranquilli, vi vogliamo bene lo stesso.

4

Che voto dai a: Enforcer: Police Crime Action

Media Voto Utenti
Voti totali: 4
3.8
nd