Recensione Enter The Gungeon

Il catalogo digitale di Playstation 4 si arricchisce questo mese di un'altra perla imperdibile: Enter the Gungeon è uno sparatutto dinamico, con un design dei personaggi particolarmente ispirato e con una curva di difficoltà decisamente ben calibrata.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Enter The Gungeon
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4

Da qualche anno a questa parte sono i titoli indipendenti il vero cuore pulsante dell'industria, per stile, idee e spesso anche per originalità. Il ritorno alla pixel art ha permesso a un gran quantitativo di studi di gettarsi a testa bassa nella programmazione, contenendo i costi e permettendogli al contempo di dedicarsi alla creazione di design vincenti, piuttosto che concentrarsi su modelli poligonali e texture pompate al massimo. Di fatto è una filosofia che ha decisamente pagato e funzionerà fino a quando il mercato non diventerà saturo di queste produzioni. Fino ad allora, però, continueremo a gioire quando sui vari store digitali approderanno perle come Enter the Gungeon, uno shooter da divano che ci ha letteralmente rapito.

Una mistica pistola, un dungeon irto di pericoli

I quattro protagonisti della nostra avventura vengono catapultati alle porte di un misterioso e pericolosissimo dungeon. A loro disposizione tante armi da fuoco e qualche gadget: unici strumenti che gli permetteranno, con un pizzico di fortuna, di raggiungere il potente artefatto che li attende alla fine della corsa. I quattro personaggi tra cui è possibile scegliere sono dotati di abilità uniche e di un equipaggiamento iniziale ben diversificato: il marine possiede una corazza in grado di assorbire il primo colpo ricevuto, ad esempio, mentre la cacciatrice affronterà il viaggio con il suo fido animaletto da compagnia, che troverà per lei oggetti nascosti. Il pilota è dotato di un grimaldello per aprire i forzieri senza consumare chiavi e l'evasa, infine, entrerà in battaglia con un potente fucile a pompa e una molotov da lanciare sui nemici. Potrete selezionare uno qualsiasi di questi eroi e cercare di completare la sua "storia", per quanto leggera questa possa essere. Sappiate però che una volta oltrepassata la soglia del Gungeon le differenze si assottiglieranno, considerando soprattutto la creazione procedurale dell'intera mappa di gioco. Non tutto è ovviamente buttato nel calderone in maniera casuale, dato che alcuni enigmi ambientali e certe sequenze "platform" torneranno regolarmente su specifici piani, così che l'esperienza acquisita giocando non venga resa vana partita dopo partita. Da vero roguelike, infatti, la morte rappresenta brutalmente la fine della vostra avventura, resettando di fatto tutti i vostri progressi e facendovi perdere gli oggetti trafugati dai cadaveri nemici. Non esiste alcun modo per preservare l'equip dopo che il tristo mietitore vi avrà fatto visita ma, proseguendo nell'avventura e scendendo di livello, incontrerete personaggi secondari che tenteranno di aiutarvi in tutti i modi possibili. Alcuni negozianti si offriranno di vendervi oggetti speciali o bonus passivi, altri saranno ancora più clementi e potrebbero addirittura aprirvi scorciatoie per raggiungere celermente i piani inferiori del Gungeon. Nulla di particolarmente innovativo questa volta: produzioni come Spelunky ci hanno già abituato grossomodo a tutte le meccaniche qui presenti; ma il tutto è confezionato in modo davvero sublime, a tal punto da rendere la produzione decisamente unica e originale.

Testa di bossolo!

Parte del merito della verve di Enter the Gungeon va sicuramente al design dei nemici, tutti ispirati a munizioni ed esplosivi. Abbiamo bossoli di fucile a pompa, proiettili di pistola o persino granate, anche se non mancano poi personaggi fuori tema utili a portare varietà e aggiungere situazioni differenti (e surreali) all'interno del dungeon. L'apoteosi finale sono i boss che sorvegliano l'ascensore di fine livello, immensi colossi pronti a far piovere letteralmente una pioggia di piombo sui nostri malcapitati eroi. Anche in questo caso, la sequenza in cui si presenteranno è del tutto casuale, e non saprete mai quale nemico affronterete se non entrando nella stanza a loro dedicata.

Essere pronti a tutto è insomma un vero e proprio mantra in Enter The Gungeon, ma i ragazzi di Dodge Roll Games non vi lasceranno andare allo sbaraglio. Sparsi per il Gungeon ci sono circa duecento bocche da fuoco ad attendervi, ognuna con effetti e tipologie di sparo differenti. Con così tante armi, ovviamente, ce ne sono alcune poco ispirate, ma in linea generale è stato fatto un lavoro eccellente per offrire un gameplay mutevole, che varia sensibilmente proprio in base al fucile equipaggiato. Le munizioni, ovviamente, sono limitate e nei piani più bassi dovrete fare molta attenzione a quale arma utilizzare, onde trovarvi circondati e con solo la pistola d'ordinanza nella vostra fondina. Ad aggiungere profondità ci si mettono una quantità smodata di oggetti secondari e abilità passive da sbloccare, o comprare con la valuta in game: power-up che vi permetteranno addirittura di volare o che evocheranno creaturine al vostro fianco per aiutarvi. Enter the Gungeon è stato studiato per essere godibilissimo in singleplayer ma la coop è comunque presente, seppur solo in locale. In questo specifico caso il giocatore principale sceglierà uno dei quattro eroi mentre il suo compagno dovrà optare per un quinto personaggio, una sorta di stregone dalle potenti arti curative e di supporto.

It's Raining Bullets

Sopravvivere all'inferno di proiettili che vi aspetta non sarà un compito facile e i cinque livelli del Gungeon sapranno offrirvi una sfida davvero adeguata. Il sistema di controllo è semplice e immediato e la mira, parzialmente assistita, vi aiuterà a non impazzire quando dovrete schivare un'infinità sferette rosse che viaggiano spedite per lo schermo. In alcune circostanze Enter the Gungeon diventa un bullet hell di quelli tosti, anche in virtù dei pattern di attacco molto vari propri delle diverse tipologie di nemico. A venirci incontro questa volta è la comoda rotolata che vi garantirà diversi frame di invulnerabilità per passare indenni attraverso i colpi, meccanica molto semplice ma che dona al gioco una buona profondità.

Profondità che, guarda caso, è uno degli elementi più sbalorditivi anche del comparto tecnico. Sfido chiunque abbia guardato gli screenshot, o visto qualche video di Enter The Gungeon a capire che si tratta di un gioco in 3D. Dodge Roll Games ha utilizzato il motore Unity per costruire le stanze dei dungeon completamente in tre dimensioni, dando un effetto 2D successivamente, spostando unicamente la telecamera in posizione verticale. È una tecnica che ha permesso di realizzare animazioni eccellenti e di offrire un inedito effetto grafico, davvero apprezzabile. Ottimi gli effetti di luce infine e la fluidità complessiva, per un gioco che ha saputo regalarci davvero tante soddisfazioni.

Enter The Gungeon Il catalogo indipendente di Steam e Playstation 4 si arricchisce questo mese di un’altra perla imperdibile. Enter the Gungeon è uno sparatutto dinamico, con un design dei personaggi particolarmente ispirato e con una curva di difficoltà decisamente ben calibrata. Quello che più compiace è l'ottima varietà, legata al numero traboccante di armi da fuoco e boss. Se amate i dungeon crawler e i roguelike dovreste porre la vostra attenzione senza ulteriore indugio su questa produzione: il divertimento, anche in compagnia di un amico in locale, è assicurato.

8

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