Recensione Epistory: Typing Chronicles

Arriva su Steam Epistory: Typing Chronicles, una nuova produzione indipendente davvero originale e ispirata, una fucina di idee dallo stile grafico inconfondibile con qualche difetto e tanta voglia di stupire.

Versione analizzata: PC
recensione Epistory: Typing Chronicles
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  • Pc

Uno dei momenti più difficili per iniziare a scrivere una recensione è proprio l'incipit: c'è un blocco quasi naturale, quando le idee nella testa sono così tante da trasformare il foglio bianco di fronte a noi in un muro invalicabile. Di questo problema, che sarà capitato sicuramente almeno una volta a tutti coloro che scrivono per mestiere o per diletto, qualcuno ha ben pensato di farne un gioco, immaginando ciò che accade all'interno della testa dello scrittore.
È con una partenza po' confusa e una narrazione non propriamente lineare che Epistory si presenta sui nostri monitor, e ci vuole un po' a capire esattamente la dimensione degli accadimenti. Una volta entrati nel giusto mood la storia inizia a prendere una forma meravigliosa e tutto, poeticamente, acquista un senso.

Gatti a nove code, volpi a tre

Epistory narra le avventure di una bionda musa della scrittura a cavallo di una volpe, intenta a combattere dentro la mente della scrittrice che la ospita. Il mondo di gioco non è nient'altro che un immenso libro di carta, fatto di paesaggi surreali dai colori pastello, infarcito da magiche creature e pericolosi insetti, che, a quanto pare, hanno infestato pensieri e memorie della scrittrice. E' un mondo mutevole, effimenro: l'ambientazione continua a evolversi e mutare, ridisegnando gli orizzonti e sviluppandosi magnificamente tramite costruzioni di cartapesta. Come inventiva non siamo certamente ai livelli di Tearaway, ma Epistory riesce comunque ad avere uno stile apprezzabilissimo e a distinguersi da altri prodotti indipendenti.
A cavallo della volpe la musa si muoverà dunque per queste lande infestate, dovendo combattere i chitinosi nemici che si frapporranno tra lei e il suo obiettivo in modo estremamente particolare. Epistory è infatti un typing game, nel quale i combattimenti si svolgono sfruttando la tastiera: per colpire gli avversari sarà necessario digitare con esattezza le parole che compaiono con regolarità sopra la loro testa.

Solitamente queste serie di lettere hanno riferimenti chiari ai nemici alle quali appartengono e così, per sconfiggere un ragno, dovremo digitare parole come "tela", e così via per la dozzina di altri avversari che andremo ad incontrare. Non un numero elevato, certamente, e forse è proprio questo uno dei difetti principali del gioco. Sebbene la varietà non sia di casa, il team è riuscito a differenziare i vari mostri assegnandogli i classici ruoli dei GDR. I resistentissimi insetti, ad esempio, avranno bisogno di un numero maggiore di battute per essere sconfitti, mentre i nemici agili e scattanti, che sono in grado di raggiungervi nel giro di qualche secondo, possono venir sconfitti digitando parole molto brevi o addirittura composte da una sola lettera. Menzione d'onore per i boss, che andranno uccisi a suon di parole lunghe e complesse (come Pseudohydrophobia!!). Il sistema di gioco fino a qui descritto funziona piuttosto bene e riesce a intrattenere adeguatamente, ma gli sviluppatori di Fishing Cactus hanno voluto aggiungere qualche guizzo al sistema, miscelando alla semplice dattilografia anche l'uso di alcuni elementi. Fuoco, Vento, Fulmini e Ghiaccio potranno essere utilizzati per sconfiggere i nemici in maniera differente, bruciando le parole più rapidamente (senza quindi la necessità di digitare) o congelandoli sul posto. In questo modo il giocatore si trova costretto a pensare a soluzioni differenti velocemente, e di conseguenza a scrivere l'elemento corretto prima della parola per poterne sfruttare gli effetti. La curva di difficoltà una volta catturati tutti gli elementi si impenna, am Epistory sfrutta una funzione che modifica la velocità dei nemici e la difficoltà delle parole in base alle nostre prestazioni: una maniera furba per rendere il gioco fruibile al maggior numero di persone.
Sconfiggendo i nemici, poi, tentando di fare combo in maniera continuativa per mantenere il più alto possibile il punteggio, si riceveranno esperienza e punti talento, utili per sbloccare diverse abilità: potremo far correre più veloce la nostra volpe o farle effettuare uno scatto, evidenziare casse e tesori sulla mappa o aumentare i danni elementali e gli effetti della nostra battitura.


Carta canta

Così come il combattimento anche l'esplorazione ha un ruolo fondamentale in Epistory e, un po' come se ci trovassimo in un capitolo di The Legend of Zelda, acquisendo i vari poteri potremo aprire strade e percorsi prima inaccessibili. Si tratta sempre di strade facili da trovare o con enigmi a guardia di speciali passaggi, ma nulla di immensamente difficile o complesso; un diversivo studiato unicamente per rendere il gioco meno monotono. In parte questo escamotage ci riesce, benché tutti i dungeon presenti mostrino una certa linearità, con una fase di esplorazione iniziale e poi un combattimento a checkpoint di difficoltà crescente. Una struttura monocorde, che alla lunga rischia di stancare. Il gioco però evita di trascinarsi eccessivamente in maniera inutile e in una sola run non sarà troppo difficile riuscire a recuperare tutti i segreti nascosti, investendo non più di sei/sette ore in tutto.
Un fattore negativo, purtroppo, è la rigiocabilità praticamente prossima allo zero, un limite sopperito dalla presenza della modalità arena che, né più né meno, è una semplice versione a ondate delle sfide finali dei dungeon, arricchite da classifiche online per chi non riesce proprio a staccarsi dalla musa della scrittura.

Epistory: Typing Chronicles Un racconto molto "poetico" e uno stile azzeccato sono i veri punti di forza di questo Epistory, ma anche il sistema di progressione e combattimento non sono da sottovalutare. Purtroppo la critica più grande che ci sentiamo di muovere è relativa alla varietà offerta dai dungeon, non esattamente eccelsa, e alla mancanza, purtroppo, della lingua italiana che di fatto taglia le gambe a chi non mastica l’inglese. Per tutti gli altri invece Epistory rappresenta un titolo discretamente valido e con qualche spunto interessante, consigliato se volete sperimentare qualcosa di diverso dal solito.

7.5

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