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Recensione Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl

Atlus ristruttura il primo capitolo della sua saga di Dungeon Crawler

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Atlus è la software house che ha preso il posto della vecchia Squaresoft nel cuore degli appassionati di RPG. Anzi: per alcuni in quel posto c'è stata sempre e solo lei, non solo grazie a Persona e Shin Megami Tensei, ma anche per i “colpi di testa” disseminati nella sua carriera ormai trentennale. Ci riferiamo ovviamente a perle indiscutibili come Radiant Historia, Trauma Center e il recente Catherine, che dimostrano quanto aperto allo sperimentalismo ed al rischio sia lo studio di Tokyo.
Un'altra saga figlia del coraggio di Atlus è Etrian Odyssey, arrivata su Nintendo DS prima ancora che i giocatori riscoprissero i Dungeon Crawler e quando di Legends of Grimrock neppure si sentiva parlare. Sette anni dopo l'esordio, la serie è arrivata ormai al suo quarto capitolo, evolvendosi a ritmi vertiginosi. Legends of the Titan è sicuramente l'episodio più riuscito del franchise: il capitolo che ha saputo aprirsi anche al grande pubblico senza perdere la sua identità, e quello meglio riuscito dal punto di vista stilistico e concettuale.
Considerando questa crescita così virulenta, Atlus ha ben pensato di rileggere -alla luce delle ultime conquiste del franchise- proprio l'episodio che gli ha dato i natali. Arriva così, qualche mese dopo l'uscita americana, Etrian Odyssey Untold: The Millenium Girl, un “remake” del primo Etrian Odyssey non solo ristrutturato dal punto di vista tecnico, ma anche arricchito di un elemento che è sempre rimasto lontano dalle logiche della serie: una trama vera e propria.

Tutto quello che non vi avevano mai raccontato

Se siete sinceri appassionati di Etrian Odyssey, anche solo l'idea che la struttura di gioco possa essere in qualche modo “incatenata” ad un binario narrativo vi farà storcere il naso. Uno degli aspetti più riusciti della serie era proprio questo suo incedere indistinto, legato solo ed esclusivamente ad uno spirito avventuroso che pareva erede dei GDR cartacei o di quelli “grid-based” dei primi anni '90. Ecco, voi “integralisti” dello spirito old-school non dovete disperare, perchè dentro The Millenium Girl c'è, oltre alla modalità Storia, anche un'opzione chiamata “Classic”, che vi permette di riscoprire Etrian Odyssey così com'era, partendo dalla creazione del vostro party di eroi e poi raccogliendo le quest all'immancabile taverna.
Se quello che cercate, insomma, è un'avventura che lasci largo spazio alla vostra fantasia, facendo leva sulla curiosità della partenza e l'incertezza di quello che si troverà nel viaggio, anche questa nuova edizione ha quello che fa per voi.
Che l'assenza di una trama vera e propria sia percepita come un difetto da una larga fetta di giocatori, tuttavia, non è un mistero: per i passionisti della componente narrativa Atlus ha approntano una storia da seguire nell'apposita modalità. In questo caso gli eroi di cui prenderete il controllo vi verranno presentati nelle prime fasi dell'avventura: l'avanzamento sarà scandito da dialoghi che ne delineeranno la personalità, e da cut scene che metteranno in mostra un indovinato stile da anime. A dire il vero l'impatto con il plot di The Millenium Girl non è dei più entusiasmanti, dal momento che gli espedienti narrativi dell'incipit non sono proprio il massimo. Eppure, poco a poco, non solo si scopriranno protagonisti ben caratterizzati e perfettamente in sintonia, ma sarà facile restare affascinati dall'inaspettata componente sci-fi, largamente anticipata dal titolo ed amalgamata in maniera più che elegante con il fantasy classico tipico della serie. L'aspetto probabilmente più riuscito della modalità storia, insomma, è soprattutto questa sua capacità di esplicitare il “lore” del mondo di gioco, rimasto sempre sottotraccia, emergendo appena fra un dungeon o l'altro. Più che un remake, insomma, The Millenium Girl rappresenta una vera e propria rilettura non solo del primo episodio, ma della saga in generale: una chiara apertura nei confronti di chi cerca un RPG narrativo che sappia dimostrare originalità e carattere. C'è ancora un po' di lavoro da fare: Etrian Odyssey Untold ha ancora addosso una patina opaca legata a trovate un po' derivative e -più in generale- ad una trama a cui mancano colpi di scena veramente forti. Eppure, proprio in presenza di una modalità classica, non sarebbe così disdicevole se anche i prossimi capitoli regolari del franchise volessero osare qualcosa in più su questo fronte.

C'è da dire che, scegliendo di seguire le vicende del plot, si perde anche un po' della profondità strategica che è sempre stata un marchio di fabbrica dei titoli Atlus: del resto la composizione del party sarà decisa a priori e le possibilità di personalizzazione sono notevolmente ridotte. In compenso si potranno usare due classi inedite: oltre all'Highlander (un guerriero fieramente posizionato in prima linea con un set di attacchi sinceramente devastanti), la più tattica Gunner, capace di destabilizzare le fila nemiche mettendo fuori gioco gli arti degli avversari e riducendone il potenziale offensivo grazie a status alterati.
Complessivamente rigiocare il titolo con queste “new entry” ha un suo perché. I ritmi del racconto sono tutt'altro che invasivi e lasciano il giusto spazio al dungeon crawling; la possibilità di studiare nuove strategie e la personalizzazione delle abilità del party grazie alle “Grimoire Stone” (pietre che contengono diverse abilità “rubate” agli alleati o ai mostri) farà la gioia dei ruolisti più convinti.
Anche in questo caso è comunque la presenza del Classic Mode che salva il titolo dalle frecciate dei più intransigenti, presentando un sistema di crescita sicuramente più profondo, grazie alla possibilità di specializzare i propri combattenti come fossero dei bi-classe.
In ogni caso, tralasciando la difficoltà “facile” introdotto proprio in Etrian Odyssey IV e recuperata anche in questo Untold (adatta se vi state avvicinando per la prima volta alla serie), il titolo vi proporrà un buon grado di sfida. L'esplorazione del dungeon avviene sempre con visuale in prima persona, mentre ci si muove in una griglia che rappresenta la mappa di gioco. Proprio la mappa è un elemento importantissimo della saga Atlus: come nei vecchi capitoli, è il giocatore stesso che è invitato a disegnarla ed aggiornarla usando gli strumenti del touchscreen, per ricordarsi poi di pericoli, trappole e punti di interesse. La maggior parte degli scontri è casuale, ed avviene secondo un'impostazione classica a turni. In combattimento, i cinque personaggi che abbiamo a disposizione vanno disposti su due file, a seconda delle loro propensioni, e di volta in volta è necessario selezionare l'azione da far compiere al personaggio in un sistema che più conservativo non si può.
L'impianto tattico si rivela ben presto profondissimo, ed anche gli scontri contro i “minion” meno aggressivi vanno affrontati con cognizione di causa e soprattutto con lungimiranza. La gestione delle risorse del party deve essere parsimoniosa, lo studio delle routine d'attacco dei nemici è fondamentale.

C'è da dire che, rispetto agli ultimi due capitoli di Etrian Odyssey, tornando al “mega-labirinto” del primo episodio si avverte un po' di costrizione. Una delle grandi conquiste degli ultimi episodi era proprio questa enorme apertura, con una world map esplorabile per mare e o a bordo di un enorme dirigibile. Adesso invece si torna nell'unico dungeon disponibile (il titolo originale del gioco era “Yggdrasill Labirinth”), scendendo di piano in piano per esplorarne le profondità. La mappa è stata totalmente ridisegnata così che anche chi conosce l'originale possa trovare interessante questa “discesa”, ma insomma l'idea alla base è un po' superata, e sicuramente Untold non rappresenta un passo indietro rispetto agli episodi più recenti.
Eccezionale, invece, il comparto tecnico e stilistico, sostanzialmente in linea con quello di Legends of the Titan. Adesso i nemici sono modelli poligonali, ed anche gli ambienti 3D sono evocativi. Non ci può dire che texture e mole poligonale mettano alla prova l'hardware Nintendo, ed anche l'effetto 3D non è implementato in maniera troppo interessante. Ma in linea generale, anche per i pregi del chara-design fieramente nipponico ma indovinato, Etrian Odyssey Untold se la cava alla grande. Deliziosa la colonna sonora: anche questa è disponibile in versione classica (più “sintetica”) o riarrangiata, a dimostrazione della grande attenzione che Atlus ha infuso in questo remake. Le melodie sono veramente favolose, morbide e avvolgenti nei momenti rilassati, ritmate e vivaci quando si entra in battaglia. Le musiche si attardano ad esplorare un'ampia varietà di stili e registri, ed il tessuto sonoro di Untold è magnetico ed evocativo.
Il titolo resta interamente in inglese, ed una buona conoscenza della lingua è necessaria anche per apprendere al meglio le strategie in battaglia e le dinamiche di gioco.

Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl Atlus dà un'altra grande lezione di stile al mondo dello sviluppo (non solo orientale), proponendo uno dei remake più densi, corposi e ben realizzati della recente storia videoludica. L'eredità di Etrian Odyssey, in questa nuova versione, è al contempo rispettata e ampliata a dismisura: conservando i tratti originali della produzione, il team ha saputo al contempo avvicinarla alle conquiste degli ultimi capitoli. L'ha fatto dal punto di vista tecnico, recuperando lo stile ed il 3D di Legends of the Titan, e componendo una colonna sonora semplicemente magica, fatta di temi memorabili e incantevoli. Ma l'ha fatto anche introducendo uno story mode che tanti amanti dei GDR narrativi chiedevano a gran voce: per una saga così lontana dalle costrizioni di un plot questo è sicuramente un azzardo, ma Atlus ha disinnescato i fattori di rischio lasciando a disposizione dei giocatori un Classic Mode che permette ancora di riscoprire l'estrema libertà nella composizione del party e nella sua personalizzazione. Eppure, il modo migliore per giocate a The Millenium Girl è proprio quello di seguire la trama (solida anche se non eccelsa), per poi magari importare il proprio party nel Classic Mode. In questa maniera si scoprirà il nuovo volto di una saga che ad ogni episodio lavora per diventare più ricca e stratificata. Purtroppo il fatto che il materiale di base sia quello di sette anni fa si avverte in maniera abbastanza evidente, e la presenza di un singolo, enorme labirinto è l'aspetto più limitante della produzione. Se e quando Atlus vorrà traslare le conquiste di Untold in un nuovo capitolo, potremmo trovarci di fronte ad uno smisurato capolavoro.

8

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