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Recensione Everlight

Un'avventura Fantasy non convenzionale

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

Prendete un teenager come tutti gli altri, curioso e un po’ sfacciato. Aggiungete un po’ di pioggia, un negozio di candele e uno strano vecchietto con denti un po’ troppo pronunciati. Mescolate poi la giusta dose di elfi, animali parlanti e strani intrugli, quindi spolverate il tutto con un po’ di cara vecchia magia, e otterrete Everlight, un breve ma intrigante viaggio nel mondo della fantasia.

Candele, Maghi e Elfe Impertinenti

Melvin, il nostro protagonista, è un normale ragazzo di 16 anni. Sorpreso da un temporale, trova riparo in un anonimo negozio di candele gestito di un anziano signore, che ben presto si rileva qualcosa di più che un misero venditore: si tratta infatti di un mago che, percependo il talento del ragazzo, decide di offrirgli la possibilità di viaggiare verso un altro mondo, dove imparerà a sua volta la magia. Il giovane, impaziente come vuole la sua età, accetta di buon grado, e in un batter d’occhio il negozio scompare per lasciare il posto alla piazza del municipio di Tallen, in un mondo che poco ha a che fare con il suo. Il nostro eroe - anche se vedremo presto che non può ancora fregiarsi di questo titolo - incontra subito la sua guida spirituale, Fiona, un’elfa (per carità, non chiamatela folletto!) tanto graziosa quanto affilata è la sua lingua. Scopriremo presto che diventare un mago non è così semplice: Tallen è un villaggio maledetto, e spetta a Melvin scoprire come liberarlo dalla maledizione. Nella sua missione dovrà anche superare cinque prove per dimostrare che è pronto ad apprendere la magia, combattendo contro le sue più profonde paure: la paura del
fallimento, la paura della solitudine, la paura della delusione, la paura della paura stessa, e infine la paure della morte. Chi ha detto che diventare un mago sarebbe stata una passeggiata?

Punta, clicca, punta ancora e clicca di nuovo

Everlight è un’avventura grafica nel più classico degli stili: non c’è un’interfaccia in stile SCUMM, e nemmeno un menu di selezione delle azioni. Il puntatore cambia quando c’è qualcosa da esaminare o con cui interagire, ed abbiamo a disposizione un inventario per tutto quello che Melvin crede possa essergli utile in seguito. Si tratta di un’interfaccia molto intuitiva, e sebbene semplifichi molto il gameplay, il fluire della storia non ne è negativamente influenzato. Il gioco è ambientato esclusivamente a Tallen e i suoi dintorni, e faremo velocemente conoscenza con tutti i suoi abitanti e le loro bizzarrie diurne e notturne. Infatti l’alternarsi del giorno e della notte è uno degli elementi chiave del gioco: la maledizione sul villaggio fa sì che la personalità degli abitanti cambi completamente durante la notte, e gli stessi non ricordino niente di ciò che succede dal calar del sole all’alba. Si tratta di una meccanica alquanto intrigante e allo stesso tempo divertente: un mite postino che di notte si aggira brandendo una spada, assetato di sangue, può solo far sorridere. E chissà la reazione quando una docile vecchietta... beh, senza rovinarvi la sorpresa, diciamo che di notte il rating PEGI sale un pochino!

Anche la soluzione degli enigmi ruota intorno alle differenze tra il giorno e la notte: alcuni luoghi di giorno sono inaccessibili, e le mutate personalità degli abitanti vi permetteranno di venire a sapere cose che di giorno non confiderebbero mai. Un’icona nell’inventario permette di passare dal giorno alla notte in qualsiasi momento, così come la mappa che permette di spostarsi velocemente in qualsiasi luogo. Purtroppo le locazioni disponibili sono alquanto limitate: non sarebbe dispiaciuto avere un po’ più di luoghi da esplorare. Ciononostante le locazioni sono piene zeppe di oggetti da esaminare, e questo regala più profondità all’esplorazione di un mondo fantastico; inoltre gli sviluppatori hanno inserito qua e là riferimenti umoristici alla cultura pop, al mondo dei videogiochi e in particolare degli RPG, e sentire Melvin commentare tali le sue scoperte è davvero esilarante. Procedere nell’avventura può essere difficoltoso alle volte, ma il gioco ha un ottimo sistema di aiuti a cui il giocatore può ricorrere quanto e quando vuole. Infatti Fiona, la nostra guida spirituale, tiene un diario su cui annota i progressi di Melvin e i suoi obbiettivi: accendendo le candele, fino a 3, sotto ognuno di essi il diario verrà aggiornato con consigli sempre più precisi su cosa fare dopo. Il numero di candele a disposizione è limitato alle difficoltà più alte, quindi vanno usate solo quando non si sa più dove sbattere la testa. C’è da dire comunque che il sistema di aiuti può essere abusato anche alla massima difficoltà, semplicemente salvando e ricaricando dopo aver letto gli aiuti: una piccola imperfezione che comunque può essere ignorata dal “purista” delle avventure grafiche.

Semplice ma efficace

Il gioco si presenta in un 2.5D molto usato per questo tipo di avventure: fondali disegnati (in risoluzione 1024*768, purtroppo) e modelli 3D per gli attori e alcuni degli oggetti interattivi. Se i fondali sono effettivamente ben fatti, i modelli avrebbero potuto ricevere un po’ più di attenzione nei dettagli: l’espressività facciale dei vari personaggi è piuttosto limitata e non c’è sincronizzazione tra il parlato e i movimenti delle labbra. Tuttavia il cast è abbastanza ricco per la durata dell’avventura, e nessuno dei modelli è riciclato: ognuno di loro è unico sia dal punto di vista grafico che per il doppiaggio, in inglese ma con sottotitoli in italiano. A tal proposito i doppiatori hanno fatto un buon lavoro, nonostante qualche sbavatura risulti in dialoghi fuori luogo che rovinano un po’ il fluire della storia. Il sottofondo è composto da musiche di accompagnamento diverse per ognuna delle poche locazioni di Tallen, spiccatamente fantasy e gradevoli.
Da segnalare però che i tempi di caricamento tra una zona e l’altra possono sembrare eccessivamente lunghi se si considera l'esile carico grafico del gioco su un computer moderno. Inoltre il gioco può crashare di tanto in tanto: per fortuna il salvataggio automatico per ogni locazione visitata fa sì che i progressi non vadano perduti.

Everlight Finalmente un’avventura grafica fantasy senza le pretese di avere un respiro epico! Everlight è questo: una fiaba molto semplice condita con molta ironia. Se la trama scorre linearmente, a volte fin troppo, è comunque godibile vista l’impronta umoristica che gli sceneggiatori hanno dato al villaggio di Tallen, con una miriade di riferimenti al nostro mondo che creano una sorta di Fantasy non-convenzionale sicuramente godibile. L’avventura in sé non è molto lunga, e sebbene alcuni enigmi siano abbastanza difficili, l’ottimo sistema di aiuti non vi lascerà bloccati per settimane. La più grande pecca del gioco è l’ambientazione limitata: nonostante le meccaniche di alternanza dal giorno alla notte, gli scenari diventano ben presto ripetitivi. Si tratta tuttavia di un prodotto godibile che può soddisfare sia il neofita che l’avventuriero più consumato.

7

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