Recensione Everybody's Tennis

Tra Storia e tonnellate di buoni sentimenti, Clap Hanz lancia il Tennis su PSP

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Nel mondo dello sport giovanile ci sono i padri arroganti, quelli disposti a tutto pur di vedere il figlio primeggiare sui propri avversari, sui propri compagni. Ma ci sono anche quei padri premurosi, sempre prodighi di consigli, preoccupati che il proprio pargolo riconosca i propri errori piuttosto che crogiolarsi nella gioia della vittoria.
Semplice intravedere lo sviluppatore nipponico Clap Hanz in questa seconda categoria: seduto sugli spalti, segue con amorevole apprensione l'exploit sportivo, ben conscio della difficoltà e della dedizione che ciascuna disciplina richiede. Nella serie Everybody's Golf si è sempre prodigato in suggerimenti prima di ogni discesa sul green e tra un colpo e l'altro, nelle vesti di caddie, lungo le insidiose 18 buche alle pendici delle Dolomiti o sul lungofiume di Nakagawa.
Quando si è trattato di traghettare lo stile della simulazione golfistica verso l'altro sport per ricconi, il Tennis, Clap Hanz non ha battuto ciglio: anche la terra rossa presenta le sue insidie e richiede il giusto impegno. La prova di Everybody's Tennis per Playstation 2 nel 2006 si è resa tutto sommato divertente e intrigante, pur mancando di determinati attributi che ne avrebbero esteso la longevità.
Ripensare da capo lo spin off palla e racchetta non sembrava il caso ai ragazzotti di Clap Hanz, ma dargli un'impostazione più varia e remunerativa avrebbe senz'altro fornito il giusto perfezionamento al concept di gioco.
Quattro anni più tardi rispetto la release casalinga, due anni dopo l'uscita di Everybody's Golf 2 su PSP, Clap Hanz ritorna al tennis non in un mero porting e nemmeno in un vero seguito.Scopriamo quale girandola hanno piantato sul balcone i fidi sviluppatori...

Hot Shots

Se l'apparenza vuole invitare il giocatore a un'esperienza di gioco solare e tutto sommato di semplice utilizzo, Everybody's Tennis è il titolo più "stronzo" che potreste trovare all'interno della ludoteca Playstation. Alle facce dai larghi sorrisi e dalle espressioni stupite si accompagna un gameplay che esige tutta la concentrazione e il sudore del giocatore.
Chi conosce il curriculum di Clap Hanz sa bene che né gli Everybody's Golf e nemmeno il precedente Everybody's Tennis erano esperienze gentili, tranquillamente riconducibili a un divertito arcade. Anche il titolo PSP ivi recensito non si discosta dal rigoroso stile della software house, essendo in tutto e per tutto una simulazione, più un Top Spin che un Virtua Tennis quindi.
Lontano dalla pacatezza e dai tempi rilassati di Everybody's Golf 2, Everybody's Tennis si rivela sin da subito un pargolo esagitato con tutti i pregi e i difetti di ciascun secondogenito.
Non vi è una maniera univoca di colpire la pallina: prima o dopo il rimbalzo, di diritto o rovescio, di potenza o di finezza. Varianti che mostrano prontamente l'eccellente qualità del gameplay, pensato per offrire una profondità invidiabile adoperando soltanto i quattro tasti frontali (abolite le minuziose correzioni della traiettoria attraverso i dorsali nei due Everybody's Golf per PSP): le strategie sono innumerevoli, tenendo conto anche dei punti di forza e di debolezza che ciascun giocatore possiede. Chi forte sotto rete, chi a bordo campo, chi efficace negli slice, chi micidiale con gli smash.
La coordinazione è l'essenza stessa di tale simulazione: pigiare alla giusta frazione il tasto per colpire la pallina evita pazzerelle piroette degne di Mario Galaxy, limitare al minimo gli spostamenti e il dispendio di energie è la chiave per imprimere alla ribattuta la giusta traiettoria, giocare d'astuzia attirando l'avversario sottorete per poi piegarlo con un sicuro pallonetto (tasto Δ) è l'arma da sfoderare in più di un'occasione.
Everybody's Tennis stupisce in positivo quando si tratta di remunerare il giocatore sia con sempre chiari e istruttivi pannelli durante le schermate di caricamento, sia con carichi e carichi di oggetti bonus onde agghindare il proprio tennista, nuove inquadrature per i replay, incremento delle caratteristiche fisiche. Al termine di ogni incontro una rigorosa equazione tiene conto delle vostre prestazioni e quelle dell'avversario, della precisione dei tiri e così via.
Come in Everybody's Golf tali regali scattano al completamento della barra "Fedeltà" a forma di cuore, ma a dispetto del fratellino golfista Everybody's Tennis elargisce premi e cadeau con maggior disinvoltura. Vuoi per la minor durata di una partita di Tennis (pur spalmata al meglio dei 7 set), vuoi per una mentalità più proiettata a mantenere il giocatore sul prodotto anziché invogliarlo ad abbandonare la difficile sfida, vuoi per la minor pretesa realistica di quest'ultimo che emerge in particolare al calcare i campi da gioco.
Di contro, però, le opzioni difficilmente riescono a soddisfare i palati di tutti i giocatori: l'assenza dei sempre apprezzati minigiochi nel "Tennis per uno" limita la scelta tra la scontata Esibizione e una apprezzabile Modalità Storia (vedi paragrafo seguente), mentre sul fronte multigiocatore duole constatare la misteriosa scomparsa di un gioco online, punto cruciale dei trascorsigolfistici e assente ingiustificato sui campi in terra rossa.

Il genio del Tennis

La novità più apprezzata e al tempo stesso inaspettata dell'ultima fatica portatile di Clap Hanz s'attesta essere la Modalità Storia, frutto della volontà di proporre un'esperienza inedita ai tanti fan degli sportivi della casa nipponica. Nintemeno che il fulcro dell'esperienza in Everybody's Tennis, tale proposta corona gli oltre due anni di lavoro attorno al prodotto nella speranza di poter garantire nuova linfa vitale a una serie che, nonostante i continui cambi di piattaforma, inizia ad apparire un poco stantia.
L'ispirazione viene dai Mario Golf e Mario Tennis di Camelot per Game Boy, i quali intervallavano le sfide sul campo a vere e proprie progressioni Gdr inallenando enigmi da risolvere e infinite sessioni di dialogo. Clap Hanz -per così dire- si trova la pappa pronta e sviluppa una propria storyline attorno a diverse Accademie tennistiche, anche qui dipinte da una prospettiva isometrica e tuttavia sorretta da un 3d molto fluido. A indubbio merito del Tennis targato Sony si erge una sceneggiatura davvero ben scritta, in linea con il tono scanzonato e umoristico del videogame: il giocatore, giovane promessa della racchetta, è catapultato all'Happy Tennis Club di Nakagawa per apprendere le tecniche base, ma alla fine trova più divertente misurarsi con il vanesio Troy, numero uno della scuola tennistica. L'avventura in questo piccolo centro fa solo da preambolo a tutte le altre; pur ambientate in location differenti (un campus americano, uno studio televisivo, un reggia nobiliare,...) sono accomunate da una tennista infelice, costretto a mettere da parte la propria passione per il nobile sport a causa di impegni scolastici, scarsa abilità dei propri avversari, doveri diplomatici, ecc...
"Rendere felice la gente grazie al Tennis" diventa la primaria missione che invita il giocatore e i suoi agguerriti amici a girare il mondo. Ogni ambientazione vanta il proprio "infelice" da guarire nel corso di un intenso match sul campo da tennis: prima, però, dovreste avvicinarlo affrontando tanti incontri secondari, risolvendo alcuni enigmi (dall'ottenere un oggetto all'indossare un determinato vestito, fino ad attirare un pitbull con un succulento cosciotto) ed esplorando in lungo e in largo il mondo di gioco.
L'ottima sceneggiatura, colma di momenti simpatici interpretati da primedonne super-deformed, unita alla possibilità di sbloccare tennisti bonus solo in questa modalità, rende la Storia di Everybody's Tennis non solo un orpello necessario, ma anche un'appassionante contorno alle gioie tennistiche.
Occhio agli Helghast, sempre e comunque...

Una solare sferzata di buonumore

Lo sguardo visivo dell'ultimo prodotto Clap Hanz prende una coraggiosa direzione rispetto agli illustri predecessori, abbandonando la pretesa realistica che ben si sposava con il carattere simulativo del gioco, pur creando anacronismi con i faccioni di golfisti e tennisti. Everybody's Tennis su PSP aggiunge quanti più colori possibili alla tavolozza, spalmando ben bene le proprie tonalità più solari: un caldo raggio di Sole spazza via nuvole e meteo avverso per rischiarare la gioia di dare due racchettate a una pallina giallo-verde. I campi, in particolare, si modificano di conseguenza; ai colori caldi si aggiungono un numero impressionante di elementi a bordo campo. Bando all'istituzione, l'interattività è massima: colpisci un camion con un poderoso smash e questo si metterà in moto per poi rovinare contro il granaio della cascina, rompi il vetro della limousine e il maggiordomo andrà su tutte le furie, lanci la pallina all'altezza consentita e un giocatore di baseball la trasformerà in un Homerun. In un certo senso pare di ritrovarsi all'interno di Sega Superstars Tennis, con i Chao sempre pronti a prendersi un tiro in pieno volto...
Anche lo stesso terreno di gioco sarà invaso da saltuari ostacoli come gattini in riposo sul soffice manto erboso, pozzanghere formatesi all'interno di una improvvisa buca e così via. Va da sé che tali presenze fanno di tutto per essere mera scenografia, data la loro rarità e la pretesa di non rovinare l'esperienza simulativa.
Rispetto alla versione Playstation 2 dispiace constatare la natura bidimensionale del pubblico ai lati del campo, laddove sulle console domestiche quest'ultimo si sperticava in tridimensionali lodi: su PSP piuttosto si ammicca ai Mii di Wii Sports e alla loro intelligenza artificiale fatta di soli applausi e stupidi sorrisi.
Si potrebbe volentieri tralasciare l'appunto sulle animazioni dei vari tennisti, essendo ricavate dalle già eccellenti esultanze dei golfisti delle iterazioni portatili precedenti.
Delude il comparto audio, anonimo e privo di personalità: i suoi comici jingle appartengono ai pacati campi da golf e non ai fulminei scatti sottorete.

Everybody's Tennis PSP Insieme a Metal Gear Solid Peace Walker, Everybody's Tennis è il videogame dell'Estate di PSP. E sappiamo quanto sia strategico per i portatili il periodo più caldo dell'anno. Clap Hanz riporta alla ribalta il suo spin off tennistico dopo l'apprezzata versione Playstation 2 riscrivendo in parte le proprie mire grafiche, aumentando la premura nei confronti del giocatore novizio e sopratutto aggiungendo una ben scritta Modalità Storia. Dispiace notare l'assenza di un'indispensabile multiplayer online, ma l'avvento di una una trama a dare un senso alle continue sfide sul campo dona alla serie una tanto sospirata seconda giovinezza. Visti i notevoli meriti raggiunti dalla simulazione non sappiamo se sbilanciarci a favore di un futuro capitolo casalingo da giocarsi attraverso Playstation Move...

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